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MILANO, 2001, L'ARTE COME KOINÈ /3

Enrico Maria Radaelli *

L’ARTE COME KOINÈ
DEL LOGOS DIVINO NELLA STORIA.


Conferenza tenuta a Milano, Università ambrosiana,
Dipartimento di arte sacra, maggio 2001.


(Pagina 3)


Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica(Segue da p. 2) In essa si parano due concezioni estreme della filotea cristiana, e la tenzone palesa un'intrinseca necessità della religione che fuoriesce dall’ambito strettamente monastico per farsi segnale plastico di un profondo giudizio: è ben vero che la verità sia una e una sola, ma altrettanto è il vero che la sua incarnazione nella storia esige una personificazione nel qui e nel là che impone la sua gradazione nel ventaglio infinito di tutti i qui e di tutti i là. Acquista allora importanza l’interpretazione del vero, la sua ermeneutica, per cui esso rimane integro nella sua sovrannaturale univocità ma si offre a essere colto dalla finitezza creaturale ora da una prospettiva e dopo da quell’altra, senza scalfirne la purezza, ché tale si riconosce sia nell’una che nell’altra. Sentinella alla purezza dogmatica rimane il sommo “principio di non-contraddizione”, che non permette - sempreché sia seguìto - di sciogliersi un’essenza in un’altra o in tutt’altra.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDall’Introduzione all'Apologia all’Abate Guglielmo 1 [Romano Amerio, Apologia ad Guillelmum Abbatem, Introduzione, traduzione e note, Opera Omnia di san Bernardo, Volume I: I Trattati, Scriptorium claravallense, Fondazione di Studi Cistercensi, Città Nuova, Milano, 1984.] di san Bernardo da Chiaravalle, mi è parso opportuno raccogliere allora alcuni pensieri di Romano Amerio su questa disputa senz’altro esemplare, a mio avviso, nella delineazione dell’esteso del dogma nell’arte.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl dogma non è un elastico, ma è un fermo, un immobile. Quando si dice “dogma” ci si riferisce agli articoli del Symbolum Nicaense lapidariamente sunteggiati dall’affermazione giovannea: « Ogni spirito che riconosce che GESÙ Cristo è venuto nella carne è da Dio; ogni spirito che non riconosce GESÙ, non è da Dio » (I Ioan., IV, 2). Rispettare il dogma in arte significa insomma rispettare due cardini: I), non ferire di naturalismo la trascendenza assoluta e, II), riconoscere in GESÙ l’uomo teandrico: mai così reale da non portare con sé il divino, mai così spirituale da non poterlo rappresentare.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« Il cistercense – dice Amerio – approfondisce l’antagonismo tra cielo e terra, esalta l’aut aut del Vangelo e mira, per così dire, a una transumanazione anticipata. Cluny riconosce la realtà e la relativa bontà del mondo (bontà relativa al fine celeste dell’uomo) e perciò ne accoglie l’uso e lo guarda con spirito amico.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica[…In Cluny e in Cîteaux] sono delineate due direzioni fondamentali della spiritualità: quella che abdica al mondo per il Cielo e quella che coinvolge il mondo nel moto finalistico verso il Cielo. Le due mentalità coesistono entro il circolo dell’ortodossia, giacché per misurare l’ortodossia di una posizione, la si deve paragonare non a un’altra posizione (per esempio Cluny a Cîteaux, il Tomismo al Molina), ma al dogma
».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl dogma infatti, come dicevo, è un ambito, un esteso, e perciò possiede un intervallo interno entro il quale le opposte scuole di spiritualità possono opporsi tra di loro senza opporsi ad esso.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica4. ESSENZA DELL’ARTE MEDIEVALE.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« I Cluniacensi dunque edificavano grandiosamente, ornavano riccamente i sacri edifici, celebravano con fasto i riti, profondevano oro, argento e gemme. […] L’uso dell’oro e di altre materie affini è legato da una parte alla loro durezza e incorrutibilità, simboli dell’eterno durare del divino; ma anche e più ancora dipende dal fulgore che ne irradia e abbaglia. In questo fulgore le correnti di pensiero a cui si rifà Cluny ravvisarono un’immagine eminente della divinità, […] un’espressione primordiale del divino ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesta – aggiungo – è la ragione per cui nell’arte delle icone l’oro non è nemmeno considerato tra i colori e appartiene a una sfera dell’essere assolutamente distinta, cioè superiore, tanto che prima di stenderne il pigmento l’artista si prona e a lungo prega (cfr. Paven Florenski, Le porte regali).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« […] La grandiosità delle architetture è attaccata da san Bernardo nell’Apologia, 28: “Immensas altitudines, immoderatas longitudines, supervacuas latitudines”. Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica[…] L’artefice medievale mirava a fare la sua opera con tutti gli attributi del profondo e del sublime, indipendentemente dal servizio che essa era destinata a portare agli uomini e persino indipendentemente dal fatto che essa fosse o no veduta dagli uomini: non era infatti fatta primariamente per loro. […] La sproporzione tra le dimensioni e la funzione pratica dell’edificio è essenziale all’arte monastica, anzi all’arte sacra, la quale è primariamente un’arte di adorazione piuttosto che funzionale, […] versando l’arte sacra nell’infinito.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLe chiese […] non sono case dove vengono gli uomini a pregare, ma case che pregano da se stesse:
“quia si hi tacùerint, lapides clamabunt” 2 [« Poiché se essi dovessero ammutolirsi, grideranno le pietre ».]. In questa critica della grandiosità architettonica san Bernardo sembra insomma aver trascurato l’elemento proprio e caratterizzante dell’architettura sacra. Tale elemento è d’altronde trascurato anche dai moderni storici dell’arte ». Questo elemento, da qualsiasi lato lo si prenda, è l’infinità. Ma non un’infinità astratta, platonica, ma la determinata infinità - se così si può dire - racchiusa precisamente nel Cristo, nel Dio che è Tempio a se stesso.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica5. RIFIUTO DELLA BELLEZZA NEL SACRO.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica VALORE ANAGOGICO DEL SENSIBILE.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaContinua Amerio: « La questione dell’uso della bellezza nelle chiese e in genere nella religione si può porre così: l’arte figurativa promuove o ostacola l’elevazione dello spirito nel sopraumano? La questione non può essere sciolta che affermando che la promuove, giacché il contrario importerebbe che l’uomo per essere religioso debba rifiutare la parte estetica della sua natura e quindi diminuirsi, come appunto porta l’ascetismo ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaL’iconoclastia, dico io, per essere ben svolta, cioè svolta fino al fondo del suo giudizio annientatore, avrebbe dovuto distruggere e bruciare infine se medesima che in nome del divino distruggeva e bruciava, perché nel non saper riconoscere l’anagogico nel materiale sminuisce il materiale al meccanico, svuota di valore semantico ogni materia, anche la propria: l’immagine divina infatti non trasfonde solo dagli ori iconografici, ma dalle sopradimensioni delle volte e delle cupole, ma dalle fattezze cruciformi delle chiese, ma dalle letterature sacre poetiche e apologetiche. Non parliamo poi della partecipazione e dell’imitazione dell’immagine divina che si trova nell’universale creato in infinite gradazioni a bella posta. (Vai a p. 4 di 5)

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica

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