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MILANO, 2001, L'ARTE COME KOINÈ DEL LOGOS /2

Enrico Maria Radaelli *

L’ARTE COME KOINÈ
DEL LOGOS DIVINO NELLA STORIA.


Conferenza tenuta a Milano, Università Ambrosiana,
Dipartimento di arte sacra, maggio 2001.


(Pagina 2)


Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica(Segue da p. 1) Infatti l’economia della salvezza vuole che nell’intervallo di tempo che va da Mosè al Cristo Dio si mostri, e sia mostrato, “di spalle”, cioè presente ma nascosto, oscuro, come è concesso di essere visto dallo stesso Mosè. Questo a indicare che le sue due realtà più sublimi e profonde: la sua Trinitarietà e la sua possibilità intrinseca di discendere sulla terra, sono misteri inaccessibili ai sensi e alla ragione. Ma la discesa del Verbo sulla terra, completando il concetto che gli uomini debbono avere di Dio, corregge la sua rappresentatività: il mistero della Trinità di Dio è inaccessibile ai sensi ma, raggiungibile dalla fede, non contrasta la ragione che ne è ancella ed è persino riscontrabile dai sensi nella Persona del Figlio, uno dei suoi termini. Data quindi, e accettata, e anzi consolidata per i lunghi secoli mosaici la sublimità di Dio, Egli mostra all’uomo la sua accessibilità, la sua vicinanza egualmente sublime.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNel vecchio tempio Egli non poteva essere rappresentato perché nulla poteva degnamente rappresentarlo. Nel nuovo Tempio diviene necessario che Egli sia rappresentato e rappresentato precisamente nel Volto del Figlio perché solo adorando il santo Volto gli uomini possono avvicinarsi al Padre, adorarlo, pregarlo, possono cioè salvarsi.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl nuovo Tempio deve trovare in ogni e per ciascuna terra la forma più confacente per essere rappresentato. Di più: tutte le arti e tutte le civiltà possono e debbono esibire le condizioni per essere del Signore degni strumenti epifanici, manifestativi, come esemplato dai Magi evangelici in ossequio alle Scritture che dicono della Sapienza, cioè del Verbo, cioè della Chiesa: « Sono cresciuta come un cedro sul Libano, come un cipresso sui monti dell’Ermon. Sono cresciuta come una palma in Engaddi, come le piante di rose in Gerico. Come un olivo maestoso nella pianura; sono cresciuta come un platano » (Eccli., XXIV, 17-19). Dovunque vada, la Chiesa e il suo Messaggio si incarnano e crescono sublimando le realtà culturali che trovano. Deve venir salvato il principio di non-estraneità, indispensabile premessa perché ogni popolo riconosca Chiesa e Messaggio non alieni alla natura dell’uomo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa il sistema sacro di segni deve tener conto anche dell’imperativo del Salmo: « Cantate al Signore un canto nuovo » (Psal., XCV, 1), a prima vista antitetico alla corrispondenza tra cultura e religione. “Cantare un canto nuovo” vuol dire infatti rappresentare la nuova Notizia in termini muovi. Come si conciliano queste due richieste con quella della connaturalità? Si conciliano parlando la stessa lingua ma senza dire le medesime cose.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMettiamo il caso della nascente Chiesa di Roma: nelle catacombe di Priscilla troviamo il Buon Pastore raffigurato nell’affresco del cubicolo della velatio: la lingua, naturalistico/decorativa, è tipica dell’iconografia tardo romana – siamo all’inizio del III secolo – ma il soggetto, il parlato, non è più profano: è sacro, alludendo al Cristo pastore d’anime. Come si vede, l’inculturazione del Logos, Parlante universale, nel preciso luogo e tempo tardo romano, fruttifica un’espressione consona alla civiltà da cui riceve gli strumenti formali per essere espresso, ma anche adeguati al Logos da esprimere, nella formulazione simbolica di un Suo attributo saliente: essere il buon Pastore.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaI tanti artisti che presero a decorare gli arcosolii, i cubicoli e gli ipogei latini e siriaci avevano forse acquisito le arti della buona stesura del fresco per celeste ispirazione? O non piuttosto avevano convertito con l’intelletto anche le mani a figurare coi modi che sapevano il nuovo sacro Soggetto? Io propendo a pensare che la Chiesa, che ho detto orfana, sia una gran madre, dal cui ventre pregno e virginale escono artisti in abbondanza e di numero e di genio.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQueste premesse ampliano l’idea cristiana verso gli estremi confini della terra perché dimostrano che non c’è nei suoi orizzonti una sola cultura che non debba correggersi ad essa nella propria natura: la cultura ebraica l’ha vomitata, quella romana le se è convertita. Nessuna delle due era di per sé adeguata. Questioni quindi di primogenitura non sussistono.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaL’ampiezza apparenta la Chiesa a ogni latitudine, di modo che essa, come scrive Amerio, « si unisce con le civiltà morte, dentro le quali però dormivano seppelliti i valori della naturale sapienza, dell’ideale bellezza e della mondana milizia, giacevano il Fedone e la Metafisica, la Venere di Cnido e il Partenone, Omero e Virgilio » (Iota unum, § 15, pag. 18). Chi dice che essa è spiritualità assoluta, che non ha spazio comune col mondo, né può sul mondo, né può essere impedita dal mondo – col che si negherebbe l'estrinsecazione mondana della Chiesa – viene atterrato dalla Koinè del sacro, dalla capacità insita nel suo concetto stesso di essere lingua universalmente incarnabile, cosa che ripara la Chiesa non solo in politica ma anche in arte, non solo nel fare ma prima ancora nel dire.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa Chiesa, indirizzando al Cielo avvalora la terra, come si conviene alla mistica propaggine del Cristo teandrico, sì da oltrepassare l’idea religiosa nell’istinto di accogliere il buono di ogni civiltà, accertatane l’incondizionata estraneità a forme dovute a riti e culti alieni dal soprannaturale cattolico.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa ricchezza della Chiesa sta proprio in questo, che il monolite dogmatico non è un punto ma un’estensione, ed esso si esplica nella varietà religiosa, e sempre questa trova pertinenza all’interno di uno iato stupefacente, tanto da produrre, nel gotico, lo sforzo eroico e dissennato per il trascendente quanto, nel barocco, la discesa in terra della più locupletata e magnifica Maestà.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica3. L'ERMENEUTICA COME PRINCIPIO DI MISURAZIONE
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDEL DOGMA NELL'ARTE.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNel 1125 il cistercense Bernardo di Chiaravalle (il “Cistercio”) e il cluniacense Abate Guglielmo di Saint-Thierry diedero luogo a una disputa piuttosto interessante. (Vai alla pagina 3 di 5).

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