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MILANO, 2001, L'ARTE COME KOINÈ DEL LOGOS
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Enrico maria Radaelli *

L’ARTE COME KOINÈ
DEL LOGOS DIVINO NELLA STORIA.


Conferenza tenuta a Milano, Università Ambrosiana,
Dipartimento di arte sacra, maggio 2001.


(Pagina 2)


Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica (Segue da p. 4) I neri di Caravaggio sono quindi altrettanto cattolici degli ori ravennati. Gli uni e gli altri rilevano i differenti aspetti in cui ama lasciarsi mostrare il sacro Volto di Cristo, la koinè virginale: in questi la sua sublime solennità, in quelli la sua vigoria redentrice. Nel V secolo la Chiesa si presenta regina incontrastata dell’universale umano. Nel XVI, pur fieramente aggredita e vilipesa, ancora unica fonte di luce e salvezza divini: regina prima di ogni maestà, regina dopo di ogni gratuità. Ma la grazia è proprio della maestà.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica7. LA DISSOLUZIONE DEL SACRO VOLTO COME POSSIBILITÀ STORICA.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Certo, la Gerusalemme celeste sospinge più immediatamente l’uomo verso l’infinito verticale di quanto non facciano i tagli lucenti sugli inchiostri, ma il linguaggio sacro è fedele all’evoluzione del pensiero teologico, quand’anche non lo precorra, almeno fintanto che quello non sia involutivo. Oggi si fa reale sotto gli occhi di tutti questo rischio. La Koinè, sistema linguistico universale intrecciato con doppio legame, ascendente cioè e discendente, con le lingue storiche delle civiltà che non gli si rivoltano, tende a dissolversi e disintegrarsi in mille frazioni di linguaggio, così come in mille frazioni di teologia si perde il Magistero, per cui ciò che è dogma per un vescovo, per un altro è eresia.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNon c’è più stile, non perché siano migliaia gli stili, ma perché non ce n’è uno; non c’è più Volto, perché spesso non lo si figura più o, se lo si figura, gli si spennano i caratteri dell’individuo (volti senza orbite, croci senza crocifissi), e della santità dell’individuo; non c’è più rito, ma soggettiva e di volta in volta sorprendente creatività del rito; non c’è più metafisica, proprio nel senso che le diverse dottrine non hanno più fondamenti formali nei primi principi; non c’è più dogma, ma doxa, opinione, e quest’opinione non è obbligazionale ma discrezionale; ma anche: non c’è più adorazione né orazione: in un senso quantitativo, in quanto le folle la domenica paganeggiano, e nel senso qualitativo, per il quale l’Adorabile è tolto dal centro della sua stessa casa, circoscritto in un angolo della sua stessa dimora.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaL’unico è divenuto plurimo, il sole è frantumato in fiaccolette vaganti. Il principio di non-contraddizione non intimidisce più e l’arte, dinanzi al non-essere, si è smarrita nel non-rappresentare.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa Chiesa, nata come il suo Capo non da generazione carnale, come ho detto agli inizi, prima di risorgere come risorse il suo mistico Modello, è destinata a morire orfana ancora, come significato nei due Testimoni di Apocalisse XI, 3-12, ripudiata dal mondo che non poteva esserle padre alla sua generazione, né la poteva riconoscere figlia nella sua pienezza di vergine donna. Cosa ne è dell’icastica sacra? L’efficacia espressiva del Logos si depaupera e perime a opera della cosiddetta cultura mondana che con l’inondazione della mentalità di irreligione la sommerge e dimentica.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaL’icastica del sacro ha dato al mondo una messe di migliaia e migliaia e migliaia di rappresentazioni del volto di Dio, cospargendone di bellezza per millenni gli incunabuli, le volte, i palazzi, i breviari, i muri, gli evangeliari, gli altari, le cappelle, le piazze, i crocicchi. L’avanzata di un rovinoso antropocentrismo ha fermato la fioritura del buono nel bello, cristallizzandola nel nulla espressivo. 1 [Sono confortato, in questa triste constatazione, anche dal pensiero di monsignor Ravasi che, su « Il Sole/ 24 Ore », supplemento domenicale, deduce dalla « tetra sordità acustica » delle chiese contemporanee il suggello alla loro « "assurdità" architettonica ».] È uscito di mente l’imperativo « Cantate al Signore un canto nuovo ». Cantate è ordine che predica non solo il puro dire, ma il decantare, il rappresentare con ricchezza, con numero, con solerzia e mirabilmente. È ordine vincolante e imperituro cui teologi e artisti oggi si sottraggono, ma cui sottrarsi non potrebbero.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIn musica, i tamburi si sfrenano sotto le volte venerande della basilica di san Pietro, dimenticando che altri tamburi nella celebre Missa Luba dei Troubadours du Roi Boudouin fin dal 1954 mostravano la sbalorditiva capacità dei suoni ancestrali di sublimare la più belluina visceralità nella melopea più celestiale. In pittura e scultura il meglio si ha nell’antistorico e forsennato ricalco di forme arcaiche, dépaysées, come se il rigoglio dell’albero di oggi possa retrocedere nel germoglio, anzi nella semenza della prima ora. Anzi si può ben dire che oggi è sovrana la non-pittura e la non-scultura, preferendo alla presenza dei sacri segni che delineano nel mondo il divino/storico Volto di Cristo, il vuoto iconografico e sostanziale : niente angeli perché non ci sono angeli ma solo figure di un concetto di relazione; niente santi perché non ci sono santi ma leggende e invenzioni; niente miracoli perché non erano miracoli, ma miti teologici; niente crocifisso perché offensivo per chi detesta il crocifisso; niente risurrezione perché non verificata. I muri sono, così, nudi, pietrosi e spogli non per furore ascetico come quelli di Cîteaux, ma per ipocrita riverenza verso il mondo e le sue superstizioni. Al fondo, per mancanza di fede.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa Koinè, linguaggio divino e dunque Volto divino, per sua intima natura poggiava la sua universalità sull’indiscussa sua univocità. Ora è persa come in soluzione in tutte le lingue, i dialekticòs, che pure proprio dalla trascendenza delle parole da essa proferite prendevano forza di essere: come progressivamente preparatorie quando ne dovevano essere preparatorie, come docilmente trainate quando dovevano essere trainate.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDiego Lainez, secondo Generale dei Gesuiti, il 10 ottobre 1562 tenne un discorso al concilio tridentino, discorso giudicato il più importante di tutta quell’assise importante, sulla primalità assoluta del pontefice come essenza della garanzia di essere la Chiesa ciò che è. È indubbio che ogni dire, ogni orare e ogni rappresentare non possa trovare che in tale primalità l’architrave per la sua costruzione, per la sua ricostruzione. Guardare all’unità pontificale, e al dogma unico raccolto dall’essenza petrina della Chiesa, è il futuro, se c’è, dell’arte. (Torna a p. 1)

E. M. R.

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(Pagina protetta dai diritti editoriali.)

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