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Cristo vince.

Il nuovo libro di
Enrico Maria Radaelli.

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ROMANO AMERIO. DELLA VERITÀ E DELL'AMORE>
INTERVISTA PER « IL SABATO » (Estratto).


Enrico Maria Radaelli
*

ROMANO AMERIO.
DELLA VERITÀ E DELL’AMORE.

Questo è in assoluto il primo testo in cui qualcuno porta a luce meridiana
il fatto che la causa prima e cardinale dell’odierna crisi della Chiesa
(e conseguentemente della civiltà) è data dalla ameriana
« dislocazione della divina Monotriade », o « ripudio del Filioque ».


“H
ANNO CAMBIATO
LA VERA DOTTRINA”.

I
NTERVISTA DI RENATO FARINA,
PER « IL SABATO »,
ALL’AUTORE DI IOTA UNUM.

(Estratto.)

Per ordinare il libro rivolgersi qui all’Autore con una
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La copertina

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaScheda: Romano Amerio. Della verità e dell’amore, Marco Editore, Lungro di Cosenza 2005, pagg. 360. € 25.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIntroduzione di Mons. Prof. Antonio Livi: Le disavventure di un filosofo cristiano.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInterventi di don Divo Barsotti, * di S. E. Mons. Mario Oliveri, vescovo di Albenga e Imperia, e di S. E. Mons. Antonio Santucci, vescovo di Trivento.

* * *

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl 30 giugno 1988 monsignor Marcel Lefebvre consacra a Ecône quattro vescovi, in disobbedienza con la Santa Sede. « il Sabato », sull’onda degli avvenimenti molto seguìti dalla stampa di tutto il mondo, i quali preludevano alla scissura, aveva preparato con cura un’intervista ad Amerio, pensatore rinomato che si riteneva vicino al vescovo francese. L’intervista è preceduta da un breve proemio che aiuta il lettore del settimanale, non domestico al tema, a meglio inquadrarlo.

* * *

HANNO CAMBIATO LA VERA DOTTRINA.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaUn libro antico piombò tre anni fa sulle scrivanie degli uomini di Chiesa. Se ne parla sottovoce. Per aprirne le pagine è necessario il rito segreto del tagliacarte. Ma non è questo che lo fa antico. Ci sono i vocaboli, calati nella nostra lingua dal greco e dal latino senza mediazione alcuna. Ma c’è, soprattutto, la dottrina. Iota unum, Ricciardi Editore, 656 pagine. L’autore? Suoniamo alla sua porta, a Lugano in Svizzera. Romano Amerio, 83 anni, è ormai quasi cieco. Ma la sua parola ha i riflessi dell’oro. Si descrive così: “Io sono vecchio, tremulo, malato. Da agosto a ottobre fui in ospedale per crisi cardiache, e non esco più. Solo la mente, per grazia del Cielo, non vacilla, ma le tocca guardare dall’alto della sua rocca la ruina che fanno giorno per giorno le parti inferiori”.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNella penombra dello studio la signora Amerio ci versa il caffè. In tempo di guerra veniva a farne rifornimento padre Agostino Gemelli, il fondatore della Cattolica, che attraversava la dogana con i chicchi di contrabbando “nella balzana” della veste (“non sapeva lavorare senza l’eccitazione del caffè”). Ma il libro non è dolce come il caffè: Iota unum è un paragone, che risulta amarissimo, tra la dottrina antica (che, secondo Amerio, è semplicemente la dottrina sempiterna), e quale essa è propagata al presente. Da qui il sottotitolo di Iota unum (nemmeno uno iota passerà): “Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel XX secolo”. Amerio, che pure è un grande della storia della filosofia (studi insuperati su Campanella, Manzoni, Rosmini), non ha null’altra pretesa che di aver fatto un paragone.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa Romano Amerio è anche il pensatore più citato dai “lefeb-vriani”, che attingono a piene mani al suo Iota unum, e nello stesso tempo è autore recensito favorevolmente da « Civiltà cattolica ». Del resto Amerio non si è mai schierato con i militanti di Lefebvre.
L’intervista è stata realizzata prima della scelta scismatica di monsignor Lefebvre. Spesso il nome di Amerio è stato associato a quello del-l’arcivescovo. Dopo l’annuncio della rottura, Amerio ha spiegato il suo pensiero: “In questi giorni vado ripetendo con schiettezza: monsignor Lefebvre ha fatto un passo che non avrebbe mai dovuto fare, ha messo il piede nel vuoto di un abisso. Anche se nel fondo consento con la sua dottrina, ripeto: quel passo non andava e, finché è in tempo, non va fatto”.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOra, per meglio conoscere l’orizzonte di riflessione e di analisi da cui scaturisce una reazione ingiustificabile come quella di monsignor Lefebvre, pubblichiamo quest’intervista. È la prima di una certa ampiezza rilasciata da Amerio e la riteniamo utile: i giudizi di Amerio, condivisibili o meno, hanno la forza di chi li ha pagati con anni di lavoro “per amore della verità”.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSe ci è permessa un’osservazione in margine alle affermazioni di Amerio, è questa: una posizione “ortodossa” come la sua rappresenta una vigorosa difesa della dottrina e della morale cattolica. Eppure, anche involontariamente, oggi una difesa della dottrina e della morale che non riproponga la sorgente vivente che è l’Avvenimento di Cristo può essere facilmente utilizzata da potenti benefattori.

* * *

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDomanda: La Chiesa, che posto ha nelle sue riflessioni?

Risposta: La Chiesa, per molteplici ragioni interne e per qualche ragione esterna, si trova in un momento nel quale rischia di articolarsi in una maniera non conforme alla sua natura. Cioè la variazione che sta avvenendo nella Chiesa rischia di essere una variazione di essenza. Il che significa che la religione cristiana non è più religione soprannaturale rivelata, ma un frutto storico che è maturato, che è poi appassito, e adesso sta generando altro. Come è precipitato il paganesimo, così capita, in un processo lento, del cristianesimo. Questa è la tesi non che io sostengo, ma che propongo. Non dico infatti che la Chiesa vada articolandosi in altro da sé; dico che è temibile, possibile, forse probabile.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaD.: Ma se lei è certo che la Chiesa è soprannaturale…
R.: Certo!

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaD.: Ed allora come può pensare che rischi questo? Come la mette con il “non prævalebunt”?
R.: Per rovina della Chiesa intendo quella che descrissero i grandi profeti del profetismo cristiano: una generale corruzione, un’oscurazione dei lumi, una perdita del coraggio, per cui, invece di improntare il mondo, la Chiesa si lascia improntare dal mondo e diventa mondo. La Chiesa è nel mondo, vive nel mondo, ma per improntare il mondo. Quel che accade, secondo me, è una perdita di essenza.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaD.: Ma può la Chiesa perdere l’essenza?
R.: Non si tratta di Tizio o di Caio: si tratta della Chiesa, si tratta del clero, dell’episcopato… Del massimo vertice? Non voglio essere temerario. Quel che è certo è che i pastori sono disorbitati. Non si muovono più nell’orbita della retta dottrina e della Tradizione, della continuità. La Chiesa in realtà si è sempre mutata. Quelli che dicono che la Chiesa era fissata, immobilizzata, non sanno quello che dicono: perché la Chiesa ha continuato a mutare modellandosi sulle varie circostanze. Mi appello ai miei ricordi puerili e confronto tante cose attuali con la Chiesa antica: trovo che c’è stata una variazione importante, non però essenziale. Da bambino ricordo che tra le litanie non c’erano invocazioni oggi recitate. “Regina sine labe concepta” è una novità introdotta dopo che Pio IX dogmatizzò l’Immacolata Concezione. Così “Regina in cœlum assumpta” fu inclusa dopo la dogmatizzazione dell’Assunzione.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaD.: Così l’introduzione della Veglia pasquale.
R.: Lì è la piccola riforma liturgica fatta da Pio XII. Ma io vado più indietro, a quand’ero ragazzo e m’insegnavano i precetti della Chiesa. Uno di questi era formulato così: “Non celebrare le nozze nei tempi vietati”. Oggi invece il precetto è formulato in tal modo: “Non celebrare le nozze contro le leggi della Chiesa”. Si è passati da un precetto soltanto formale (che vietava le nozze nei tempi penitenziali dell’Av-vento e della Quaresima) alla sostanza: s’implica la prescrizione della monogamia e la proscrizione del divorzio. Ecco un cambiamento nella Chiesa. E quanti altri ce ne sono stati. La Chiesa è sempre mutata. Non però sostanzialmente.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaD.: Dal suo libro si intravede che la mutazione d’essenza da lei paventata consiste nella “secolarizzazione” del cristianesimo. Nella sua riduzione cioè alla morale e alle opere, rinunciando al primato del soprannaturale, al cristocentrismo.
R.: È così. La religione si mantiene come un mezzo della vita del mondo. Mentre essa è un mezzo della vita ultramondana, sebbene eserciti anche nella vita del mondo un influsso potente.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaD.: Si tratta di un depotenziamento della Redenzione?
R.: Anche gli uomini irreligiosi non disconoscono il valore della religione, ma considerano questo valore come puramente ordinato alla vita mondana.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaD.: Potrebbe fornire esempi di questa formulazione di “cristia-nesimo secondario” che ha prevalso in questi anni?
R.: Sono frequenti le dichiarazione di uomini pubblici i quali ammettono il merito della religione cristiana che ha civilizzato i barbari, che ha conservato la letteratura e le arti antiche, che ha insegnato agli uomini la carità aprendo ospedali… Il cristianesimo secondario può persino considerarsi come necessario ed essenziale alla civiltà moderna. È sbassato a mezzo, mentre il cristianesimo non può essere che fine, è essenzialmente un fine e mira all’oltremondo. Non che chiuda gli occhi sul mondo, ché è tanto grande il bene contenuto in esso al punto che ridonda abbondantemente sulla vita mondana. Ed infatti la nostra civiltà, fino al secolo scorso, nonostante le dottrine irreligiose che l’invase-ro a cominciare dal Rinascimento, è una civiltà essenzialmente cristiana. I nostri codici civili erano improntati sul diritto canonico. La concezione del matrimonio e quella della famiglia; e la morte, e la carità, erano essenzialmente cristiane. Ormai non si parla più di carità e di istituzioni caritative, “fraternità” è termine desueto. Soltanto ormai si parla di istituzioni umanitarie. Anche la Chiesa ha assunto l’umani-tarismo come principio.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaD.: Che cosa vuol dire questo?
R.: Pensiamo ai documenti dei vescovi. Sono forse rivolti ai problemi interni e scottanti della Chiesa contemporanea? Forse alla declinazione del costume e dell’obbedienza? Forse alla rovina dei Sacramenti? Forse all’abrogazione di fatto della penitenza in molti Paesi cattolici? Si parla sempre e soltanto dei problemi del mondo. Purtroppo anche il “messaggio” dell’ultimo sinodo al popolo di Dio, parlando dei problemi “palpitanti” dell’uomo d’oggi, elencava gli squilibri economici, la fame del mondo, perfino i debiti del terzo mondo.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaD.: E la missione?
R.: Non c’è più nella Chiesa. Restiamo alle cose comuni e al senso proprio delle parole. Una volta all’anno i giornali cattolici pubblicavano la statistica dei battezzati nelle missioni. Ora non più. Perché? Perché il fine delle missioni non è più quello primario di battezzare, ma quello secondario di scavare canali, creare ospedali…

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaD.: Che fare?
R.: Uno degli argomenti sviluppati nel mio Iota unum è quello della desistenza dell’autorità. Ho scritto che dopo Pio XII i Pontefici hanno dimidiato la loro azione, cioè l’hanno limitata all’ammonizione e all’insegnamento; ed hanno abbreviato la mano di Dio, perché hanno rinunciato all’esercizio dell’autorità coattiva. I vescovi dissentono dal Santo Padre, pubblicano documenti in cui prendono le distanze dalle Encicliche, e tuttavia il Santo Padre non prende provvedimenti.

[...]

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaRenato Farina

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