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SUMMA THEOLOGIÆ. DE TRINITATE / 1

Tommaso d'Aquino
Summa Thelogiæ. De Trinitate.

QUÆSTIO 27.
ORIGINE E PROCESSIONI
DELLE PERSONE DIVINE.


(Traduzione e commento a cura dei Padri Domenicani italiani.
III: La ss. Trinità, I, qq. 27-43. Casa editrice A. Salani, Firenze 1958)


Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDopo aver considerato ciò che riguarda l’unità dell’essenza divina, resta da vedere quello che riguarda la trinità delle Persone. 1 [Presso di noi le singole persone (soggetti razionali e individuali della natura umana) costituiscono un uomo per la loro concreta e distinta natura, senza formare un “unico e solo uomo”, ma altrettanti uomini quanti sono le persone. In Dio invece, secondo la fede, ogni Persona è un unico e solo Dio (come se gli uomini fossero tante persone quanti sono gli uomini, ma in un solo uomo).] E siccome le Persone divine si distinguono per le loro relazioni d’origine, secondo l’ordine della materia, 2 [Dovendo polemizzare sia contro i Sabelliani, che rigettavano la distinzione reale delle Persone in Dio, sia contro gli Ariani e i Macedoniani negatori rispettivamente della divinità del Figlio e dello Spirito Santo, i Padri greci iniziavano lo studio del più augusto e profondo mistero del Cristianesimo dall’affermazione delle Persone divine, quali ci vengono rivelate dalla sacra Scrittura, mostrando come tale trinità di Persone, in virtù della loro consustanzialità, possa conciliarsi con l’unità di natura. I Latini viceversa, con sant’Agostino e san Tommaso, preferiscono tenere l’ordine inverso: dall’unità di natura passano alla trinità delle Persone.] si tratterà prima delle origini, o processioni, poi delle relazioni d’origine e in terzo luogo delle Persone.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSulla processione, od origine, si pongono cinque quesiti: 1. Se in Dio vi siano processioni; 2. Se qualcuna di queste processioni si possa dire generazione; 3. Se oltre la generazione vi sia in Dio qualche altra processione; 4. Se quest’altra non possa anch’essa dirsi generazione; 5. Se in Dio vi siano solo due processioni.

ARTICOLO 1.
SE IN DIO VI SIANO PROCESSIONI
. 3

[Nota 3. Gli articoli della presente questione possono ritenersi semplici ‘spiegazioni’ del dogma mediante l’analisi concettuale dei dati rivelati (cfr GARRIGOU-LAGRANGE, De Deo Trino, Torino, 1944, n. 54). In questo trattato il termine ‘processione’ esclude ogni idea di moto o di divenire. Per quanto rivesta vari significati che implicano tale divenire, al presente tuttavia la parola ‘processione’ si prende nel senso di ‘origine’ o di emanazione di un soggetto o di una persona dall’altra. Ora, tale emanazione può effettuarsi in due modi: a) per modo di operazione o di passaggio dalla potenza all’atto; b) per modo di operato o di termine dell’operazione. Così, per esempio, l’atto di volere procede dalla volontà come operazione, mentre l’opera compiuta ne procede come termine. Il primo modo di procedere o di dare origine viene escluso senz’altro, perché implicherebbe imperfezione in seno alla Trinità. Rimane il secondo, ossia il procedere per modo di termine. Questo a sua volta è doppio: estrinseco al soggetto che opera; oppure immanente al medesimo come la concezione dell’opera nella mente dell’artista. – Di questo secondo modo di ‘procedere’ si tratta nella presente questione, in cui l’A. si domanda se in Dio vi siano processioni (origini). – Da notarsi ancora che, a differenza dei Dottori latini, i Greci considerano le processioni piuttosto come ‘comunicazioni’ o ‘donazioni’, che come ‘operazioni’ dell’intelletto e della volontà.]

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSembra che in Dio non vi possa essere alcuna processione. Infatti:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica1. Processione significa movimento e precisamente movimento verso l’esterno. Ma in Dio non vi è nulla che sia mobile o esterno. Quindi neppure vi è processione.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica2. Ciò che procede è diverso da quello da cui procede. Ora, in Dio non vi è nulla di diverso, ma somma semplicità. Perciò in Dio non c’è alcuna processione.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica3. Il procedere da altri pare che ripugni al concetto di primo principio. Ma come si è provato più sopra (q. 2, a. 3), Dio è il primo principio. Dunque in lui non vi può essere alcuna processione.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIN CONTRARIO: Il Signore dice: « Io procedo da Dio ». 4 [Nel testo addotto non si tratta propriamente della generazione eterna del Verbo divino, ma della sua Incarnazione, per la quale, senza abbandonare il seno del Padre, ne è uscito in qualche modo facendosi uomo (cfr M. J. LANGRANGE, Evang. Selon S. Jean, p. 158). L’origine eterna del Figlio dal Padre, e dello Spirito Santo dal Padre e dal Figlio, risulta invece da parecchi altri testi, quali per esempio: « Il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre » (Ioann., I, 18); « […] lo Spirito di verità, che procede dal Padre » (Ioann., XV, 26). ]

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaRISPONDO: La sacra Scrittura, trattando di Dio, usa parole esprimenti processione. 5 [Tali sono a esempio i termini ‘generazione’ e ‘processione’; e dal contesto risulta che « il Verbo è generato dal Padre dall’eternità », lo Spirito Santo « procede dal Padre e dal Figlio » (cfr Matth., III, 17: « Mentre dal cielo una voce diceva: “Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” »; Ioann., XV, 16: " Qualunque cosa domanderete al Padre mio, in mio nome ve lo darà "; Ebr., I, 5: « Tu sei mio Figlio: oggi io ti ho generato »). Pertanto, è di fede, come risulta dal Simbolo Niceno-Costantinopolitano, che in Dio vi sono ‘origini’ di generazione e di processione (DENZ., 86). Il ragionamento dell’A. non fa altro che ‘illustrare’ il mistero rivelato con scelte analogie. ] Questa processione però fu intesa in diversi modi. Alcuni la intesero come processione degli effetti dalle loro cause. E così la intese Ario, il quale diceva che il Figlio procede dal Padre come sua prima creatura, e lo Spirito Santo dal Padre e dal Figlio come creatura di entrambi. – Ma allora né il Figlio sarebbe vero Dio, né lo Spirito Santo. 6 [Se il ‘procedere’ attribuito dalla sacra Scrittura al Figlio e allo Spirito Santo fosse simile al flusso dell’effetto dalla causa propria, ne seguirebbe che l’uno come l’altro sarebbero inferiori al Padre e da lui essenzialmente distinti. Quindi non sarebbero Dio.] Questo però è in contrasto con ciò che vien detto del Figlio: « …affinché [noi] siamo nel vero suo Figlio. Questi è il vero Dio » (I Ioann., V, 20). E dello Spirito Santo è detto: « Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo » (I Cor., VI, 19). Ora, avere un tempio spetta a Dio solo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAltri invece presero la processione nel senso che le si dà quando si dice che la causa procede nel suo effetto, o in quanto lo produce o in quanto gli imprime la propria somiglianza. In questo senso la interpretò Sabellio, il quale affermava che lo stesso Dio Padre è anche Figlio in quanto prese carne dalla Vergine. E diceva che è anche Spirito Santo in quanto santifica e vivifica l’uomo. – Questo senso però è escluso da ciò che il Signore dice di se stesso: « Il Figlio non può far niente da sé solo » (Ioann., V, 19); e da molte altre espressioni le quali mostrano che il Figlio non è lo stesso che il Padre.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOra, se si guarda bene, si vede che tanto l’uno che l’altro presero il termine processione nel senso di moto tendente all’esterno: quindi né l’uno né l’altro ammise la processione in Dio stesso. 7 [La medesima osservazione vale contro gli eretici e gli oppositori del Cristianesimo, che negarono la distinzione reale delle persone in Dio, come per esempio i Musulmani, i Valdesi, i Sociniani, i Kantiani, i teosofi moderni, etc.] Essendo però ogni processione la conseguenza di qualche azione, come dall’azione che tende a un oggetto esteriore deriva una processione all’esterno, così dall’azione che resta nell’agente si ha una processione che resta nell’interno stesso dell’agente. E questo si vede molto chiaramente nell’intelletto, la cui azione, cioè l’intendere, rimane in chi intende. 8 [Si dice che l’azione rimane nel soggetto operante perché rimane in esso non solo l’attuazione della facoltà operativa, ma anche ciò che vien prodotto per tale azione. Cfr. De Pot., q. 10, a. 1; 4 Cont. Gent., c. 11, col Commento di F. DE SYLVESTRIS, da Ferrara, In 1 Cont. Gent., c. 53.] Difatti, in chiunque intende, per ciò che stesso che intende, c’è qualcosa che procede in lui, ed è il concetto [l’idea] della cosa intesa, la quale sgorga dall’attività della mente e dalla nozione 9 [La nozione [notitia] di cui si parla non è la cognizione, ma la sua determinante obiettiva, detta, con termini di Scuola, specie impressa, la quale rende possibile l’intendere.] della cosa intesa. E questo concetto, o idea, che viene espresso esternamente con la voce, e vien detto verbo mentale 10 [Circa la differenza tra il nostro verbo mentale e il Verbo divino, cfr De Verit., q. IV, a. 2.] e ne è segno il verbo orale, o parola.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOra, essendo Dio al di sopra di tutte le cose, ciò che si dice di lui non va inteso per analogia con le creature inferiori, ma con le superiori, cioè con le sostanze intellettuali; e per di più anche le similitudini, desunte da esse sono insufficienti a rappresentare le cose divine. Perciò la processione [divina] non va presa nello stesso senso di quella che si verifica nei corpi con moto locale, o con l’azione transitiva di una causa sugli oggetti esteriori, come quella del fuoco sulla cosa scaldata; ma piuttosto come una emanazione intellettuale, quale è quella del verbo mentale che resta nella mente che lo esprime. E in questo senso la fede cattolica ammette delle processioni in Dio.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSOLUZIONI DELLE DIFFICOLTÀ: 1. L’argomento ha valore per la processione che è moto locale o conseguenza di azione tendente a materia esterna o a effetto esteriore, ma la processione che si ammette in Dio non è di questo genere, come si è spiegato [in corp.].

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica2. Ciò che procede per processione all’esterno deve essere diverso dal principio da cui procede. Ma ciò che procede interiormente per processo intellettuale non occorre che sia diverso, anzi: quanto più perfettamente procede, tanto più si identifica con ciò da cui procede. Infatti è chiaro che quanto più perfettamente una cosa si intende, tanto più intima resta a chi la intende e più unificata [al principio da cui procede]. Infatti tanto più una cosa si identifica con l’intelletto, quanto più l’intelletto attualmente l’intende. Perciò siccome l’intendere di Dio è al vertice della [attualità o] perfezione, come si è già detto [q. 14, a. 1], necessariamente il Verbo divino è una cosa stessa col principio da cui procede, senza ombra di diversità.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica3. Procedere da un principio, come qualcosa di estraneo e diverso da esso, ripugna al concetto di primo principio, invece procedere come qualcosa di intimo e senza alcuna diversità, in maniera intellettuale, è incluso nel concetto di primo principio. Diciamo quando diciamo che l’architetto è principio dell’edificio, nel concetto di questo principio è inclusa l’idea [dell’edificio, cioè] della sua arte, e se l’architetto fosse il primo principio, tale idea sarebbe inclusa nell’idea di primo principio. Ora Dio, che è il primo principio delle cose, sta ad esse come un artefice sta alle sue opere.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica

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