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Giorgio Ricci *

IN DIFESA DELLA VERITÀ,
METAFISICA E CATTOLICA.

I PARTE: N. 1-22.

(La II Parte a pag.2)

« Romanus Pontifex potest ac debet cum progressu, cum liberalismo
et cum recenti civilitate sese reconciliare et componere
».
Proposizione 80, condannata, che conclude il Syllabus del beato Pio IX.


1. PRIMA PREMESSA.
IL DIALOGO, OVVERO LA RICONCILIAZIONE DELLA CHIESA
COL MONDO MODERNO, CONDANNATA SOLO SETTE PAPI PRIMA.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaL’ultima proposizione (condannata) del Sillabo, la numero 80, sostiene che il Romano Pontefice può e anzi deve riconciliarsi con il liberalismo, il progresso e la civiltà moderna.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Il beato Pio IX, Papa di fermissima fede, condannandola, non scorgeva affatto questa necessità, così viva nei moderni, dimostrando una rara perspicacia e dando prova che lo Spirito di verità (cfr. Gv 14, 16-17) dimora solo nella Chiesa Cattolica.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Già, perché la convinzione moderna che la fede possa e anzi debba conciliarsi con la cultura del secolo, e dialogare con essa, non sta scritta da nessuna parte e meno che mai in Cielo, soprattutto considerando cosa è la cultura moderna, non già nelle sue conseguenze o irrilevanti derivazioni ultime e secondarie, ma nei suoi stessi principi.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Occorre ricordare che il pensiero moderno, valendosi delle “gloriose” conquiste kantiane, afferma che le condizioni che ci consentono di conoscere il mondo circostante cadono sempre dalla parte del soggetto (errore manifesto, perché gli universali non li pone un soggetto, ma si pongono da soli) e che perciò esse non possono mettere capo a un sapere valevole e sussistente in sé, ossia indipendente dal soggetto che lo pone.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Il pensiero moderno riconosce, bontà sua, che si danno condizioni che rendono possibile la nostra conoscenza del mondo circostante, ma non ammette che esse siano in sé sussistenti, come si poteva ancora credere ai tempi di Platone, cioè esistenti al di là del soggetto che le usa, per esempio in una qualche regione iperuranica.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Questo avviene per una ragione venuta in luce con l’idealismo hegeliano, e che si può riassumere così: se il soggetto non ci fosse e il mondo fosse disabitato, quelle condizioni non avrebbero nessun valore in se stesse e nemmeno potrebbero dirsi esistenti; di conseguenza, se esse non esistono indipendentemente dal soggetto, tanto da risultare fondate solamente in questo, si pone allora il problema della loro effettiva capacità di conoscere le cose, al di là del soggetto che le conosce, o, se si vuole, al di là di ciò che Kant chiamava i Fenomeni.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Con questo, il pensiero moderno non intende sostenere che le condizioni attraverso cui si realizza una certa conoscenza del mondo siano inutili agli svariati fini della vita pratica – il mondo funziona, nonostante i problemi di metodo indicati dalla filosofia –, ma solo rilevare il problema dei limiti entro cui si realizza la conoscenza.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Quello che in ogni caso resta accertato è che, se il pensiero moderno solleva difficoltà circa l’esistenza delle condizioni che consentono la conoscenza delle cose, non ne riscontra alcuna riguardo all’esistenza delle cose da conoscere, ossia non solleva obiezioni sull’esistenza di ciò che i dotti di una volta chiamavano materia, in assenza di una forma che la renda intelligibile.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Come si vede, siamo lontani dalla concezione che san Tommaso formula nel De ente et essentia, ove si afferma che ciò che dà l’essere alla materia è la forma, essendo la materia un che di indeterminato e di informe, cioè di inintelligibile.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSiamo così lontani da trovarci agli antipodi, giacché, se per il santo Dottore la materia non può esistere senza la forma (che è sempre ‘signata’), il moderno secolo, invece, rileva il contrario esatto, e cioè che, mentre la materia esiste anche in assenza della forma, essendo essa, per il moderno pensiero, eterna, l’esistenza della forma, senza la quale non si potrebbe non solo parlare di materia, ma neanche si potrebbe parlare, è invece, per così dire, del tutto incerta.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Come si sia potuti giungere a tanto non è l’argomento di questo scritto, ma d’altra parte non si può tacere che queste sono le conquiste della famosa rivoluzione copernicana operata da Kant nel campo del sapere, soltanto con l’aggiunta degli sviluppi successivi.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ciò che merita d’essere notato è che per il pensiero moderno non è la materia a porre problemi alla conoscenza ma la forma attraverso cui la conoscenza si realizza; il che significa, come insegna san Tommaso, che è sempre la forma a dare l’essere alla materia, anche se il pensiero moderno conclude in modo opposto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ossia: proprio perché è l’esistenza della forma ad apparire problematica, il pensiero moderno giudica che la forma non possa esigere di prevalere sulla materia neanche in nome del suo aristocratico passato metafisico, quando si permetteva di valere, addirittura, in assenza di materia, coniando da se stessa le cosiddette forme a priori.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Dopo la rivoluzione copernicana di Kant, non è con l’insolenza del suo passato metafisico che la forma potrà presentarsi al cospetto del pensiero moderno. Tuttavia, se ancora osasse avanzare l’antico diritto metafisico di valere sopra la materia, o addirittura di prescinderne, per riproporsi in una “forma a priori”, è chiaro che dovrà essere ignorata, almeno a parere di Ludwig Wittgenstein.

2. SECONDA PREMESSA.
LA FORMA IPOTETICA E ANTIMETAFISCA DEL SAPERE MODERNO
.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaKarl Popper, invece, la “forma a priori” non l’ignora.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaConfidando evidentemente nelle possibilità della moderna scienza logica, egli decide di affrontare apertamente il problema, trattando, com’è noto, l’invisa proposizione: « Tutti gli scapoli sono uomini non sposati ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Come si sa, allo scopo di umiliarne l’arroganza metafisica, il celebre filosofo si è spinto a coniare il neologismo ‘truism’, dall’inglese ‘true’, che vuol dire vero, ma per antifrasi, non potendo capacitarsi di dover ammettere una forma proposizionale che, semplicemente parlando di scapoli, pretenderebbe di valere non solo in ogni luogo e tempo, ma addirittura al di là del tempo, eternamente, dunque assolutamente.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Dopo che la rivoluzione copernicana di Kant ha messo chiaramente in luce che le condizioni della nostra conoscenza – cioè la forma del nostro conoscere – non hanno alcun valore in se stesse, ma solo in presenza di un soggetto, ciò non è più possibile.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Eppure, anche se impossibile, Popper non riesce a dimostrare che la proposizione non è vera. Senza fornire alcuna dimostrazione, ma appellandosi direttamente al buon senso comune, egli la liquida come una “vuota verità di definizione” perché, riguardando gli scapoli di questo mondo, la materia di cui si occupa è insignificante.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Se non che, ciò che è vero non smette di esserlo perché un uomo, seppur famoso e importante, lo vuole. Quindi non è che quella proposizione sia mai stata smentita, e, se non è mai stata smentita, non è che non sia vera nel modo in cui si è detto; ma, semplicemente, per Popper e per tutto il pensiero moderno, non la deve essere.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Questo dimostra una cosa importante: che le tracce di una forma assoluta del sapere, che va oltre il soggetto e il tempo, e cioè le tracce della forma metafisica del sapere, ci sono ancora, sono ancora presenti, esistono tra noi, e non come muti fantasmi d’un tempo, cacciati dai Lumi del secolo e sepolti per sempre nei moderni manuali di logica.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica No. Queste forme esistono, ci sono e sono ancora vive, perché i Lumi del secolo, con tutta la loro scienza e sapienza, non sono mai riusciti a smentirle. E se le forme metafisiche ci sono, ancora perfettamente intatte come ai tempi di Platone, risulta chiaro che è l’uomo a non volerle più, che è l’uomo a preferire, oggi, altre e diverse forme di sapere: forme che, rigettando l’eterno e l’assoluto, divengono, senza nessuna possibilità di scampo, temporanee e soggettive.

3. L’ATTENZIONE CHE SI DEVE DARE
ALLA “FORMA” DEL SAPERE.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCosa si intende dire, al termine di questa doppia premessa?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSemplicemente, che se si vuole comprendere a fondo il pensiero moderno, ci si deve sforzare di capire non soltanto la roboante materia pubblicitaria delle sue proposizioni – “Big bang”, Evoluzione della specie, Teoria generale della relatività, Principio di indeterminazione di Heisenberg, Teoria del caos, e chi più ne ha più ne metta –, ma la forma che ha scelto di dare loro.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCerto, lo si è già visto, se le condizioni che ci permettono di investigare il mondo non esistono in sé ma solo per il soggetto che le usa, esse non possono che dare luogo a una conoscenza puramente soggettiva – e il modo in cui si tenterà di rimediare a questo inconveniente, lo si vedrà in seguito –.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Per ora basta osservare che su questa base soggettiva il pensiero moderno non può permettersi di riconoscere nessuna forma di conoscenza universale, perché su tale base è già deciso non già, come in passato, se gli universali esistono nelle cose o nel soggetto, ma, più semplicemente, che non esistono per nulla.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Dunque rimane da chiedersi: come è possibile la conoscenza di qualcosa, visto che una conoscenza non solo è ammessa dal pensiero moderno, ma proclamata al pubblico, un giorno sì e l’altro pure, con squilli di tromba e rullio di tamburi?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ebbene, una conoscenza vera e propria, ossia una conoscenza certa, valevole ovunque, a tutte le latitudini e in tutti i tempi, non c’è, né, d’altra parte, viene cercata, perché per il pensiero moderno una simile conoscenza non esiste e non è mai esistita, se non come illusione del pensiero antico, o religioso.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Che oggi si viva in un tempo in cui è stata abbandonata la stessa idea di una conoscenza certa e incontrovertibile e di un sapere immutabile, è sotto gli occhi di tutti. E allora, si dirà, in che modo conosciamo tutte le sbalorditive scoperte scientifiche citate sopra? È semplice: le conosciamo per ipotesi (infatti sono chiamate ‘teorie’ -della Relatività, -del Caos, -dell’Evoluzione eccetera; una teoria è solo un’ipotesi).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Avendo abbandonato la conoscenza certa, tutto il sapere moderno non può fare altro che formulare ipotesi. Ma le ipotesi non hanno il potere di scalzare né le conoscenze certe, né eventuali altre ipotesi concorrenti.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica In mancanza di una conoscenza certa, se si lascia una ipotesi per assumerne un’altra, ciò non è dovuto al fatto che una sia più certa dell’altra – si è detto infatti che manca la conoscenza certa su cui commisurarle – , ma alla convinzione, altrettanto ipotetica, che una sia più conveniente di un’altra.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica In un mondo che vive di ipotesi, il famoso rasoio di Occam, fatto mulinare sulla testa dei credenti come l’infallibile spada di Orlando, non ha alcun significato logico. Esso afferma che di un’ipotesi non necessaria a un certo sistema si può fare a meno, come disse sprezzantemente il matematico Laplace a Napoleone, riferendosi a Dio.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Domanda: come si fa a sostenere che un’ipotesi non è necessaria a un certo sistema, se già niente, in tale sistema, si presenta come necessario? Infatti il filosofo della scienza Paul Fayerabend ne conclude logicamente che persino la metafisica non sia da escludere dal metodo scientifico, e, aggiungerei io, nemmeno la Religione.

4. UN’IPOTESI, DI PER SÉ,
È INCAPACE DI CONFUTARE ALCUNCHÉ.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuello che si vuol dire, in particolar modo al credente, è che non sta scritto da nessuna parte che si debba abbandonare la metafisica per assumere un pensiero provvisorio come quello scientifico, perché non sta scritto da nessuna parte che la religione cattolica sia un insieme di proposizioni false e la scienza moderna un insieme di proposizioni vere. Questa è soltanto l’opinione del secolo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Un’ipotesi, si è detto, non scalza un’altra ipotesi. Non ne ha il potere. Le si affianca, per farle concorrenza, proprio perché non ha la facoltà di negarla. Di conseguenza, la teoria dell’evoluzione delle specie, formulata senza nessuna prova certa e sostenuta come ipotesi, non può negare la Genesi. Si tratta soltanto di prenderne atto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Tutti, infatti, possiamo agevolmente constatare che, sulla scia della scienza, il pensiero moderno rifiuta una forma di sapere definitivo, perché un sapere definitivo e incontrovertibile pretende, a rigore, di determinare a priori tutta l’attività cognitiva e morale dell’uomo. È sotto gli occhi di tutti che il pensiero moderno ha sancito un’altra forma di conoscenza, quella che procede per approssimazioni successive, o, meglio ancora, come diceva Popper, per tentativi ed errori, perfino in etica.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ma, sfortunatamente, non sono sotto gli occhi di tutti le conseguenze che bisognerebbe saper trarre da questa concezione moderna del sapere.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Già, perché continua ancora a diffondersi e ad affermarsi, in ambito cattolico, l’idea che il sapere moderno e laico, modellato su quello della scienza, sia un sapere con cui occorre confrontarsi senza pregiudizi, aprendosi all’ascolto di ciò che ha da dire alla nostra fede, come se non si sapesse che, ritenendo soggettive tutte le forme della conoscenza, questo sapere è incapace di conoscere alcunché in modo indubitabile, e che pertanto tutto quello che può fare, quando non suole vantarsi di fare, sarà di apportare al dialogo le sue forme incerte di conoscenza soggettiva, soprattutto là dove ancora regna la forma assoluta della metafisica, onde corroderla con il moderno dubbio.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Il sapere moderno, a causa della sua base soggettiva, è destinato a rimanere confinato in ciò che oggi si chiama ipotesi, ma che una volta si chiamava, più correttamente, opinione, interpretazione, teoria; non solo perché la conoscenza empirica è per natura sempre opinabile e ipotetica (e in questo il cardinal Bellarmino aveva nettamente ragione su Galileo), ma perché tutto il pensiero moderno si vuole così, ipotetico e dubbioso, in nome dell’orrore che dichiara, ovunque può, verso la forma assoluta e immutabile della metafisica, cioè verso la solo forma di sapere che la Chiesa cattolica, divinamente assistita, ha accolto e promosso per quasi duemila anni a sostegno della fede.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Aveva dunque così torto il beato Pio IX a rifiutare il dialogo con la cultura moderna?

5. IL CAMBIAMENTO FORMALE DELL’ANNUNCIO EVANGELICO.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl concilio Vaticano II, si sa, ha deciso di voltare risolutamente pagina, rinunciando ai profeti di sventura, come ebbe a dire papa Roncalli. La Chiesa del Concilio non ha mai fatto mistero di volersi aprire al dialogo, negato da Pio IX. E a questo scopo, sostenendo pubblicamente la necessità di adeguare la divina Rivelazione all’uomo moderno, ha sempre dichiarato che, a mutare, sarebbe stata la forma dell’Annuncio, giammai il suo contenuto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Se non che, essendo la forma ciò che dà l’essere alla materia, come insegna infallibilmente san Tommaso, è conseguenza inevitabile che, mutando la forma dell’Annuncio, a mutare sia la stessa Verità dell’Annuncio, costretta necessariamente a passare dall’immutabile forma metafisica, indipendente dall’uomo e dal pensiero, alla mobile forma moderna, interamente subordinata al soggetto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Frattanto, però, accade che, nonostante il passaggio a una forma moderna di Annuncio, la Chiesa uscita dal Concilio continui a sostenere che nulla è mutato, che la Verità è sempre la stessa, soltanto rivestita di una foggia più adeguata ai tempi, come ignorando ciò che la verità moderna non solo afferma, ma vanta ed espone come suo trofeo, da Hegel in qua, e cioè ignorando la palese contraddizione della forma metafisica della Verità, che presume di essere essa stessa l’essere, e di stare irremovibilmente in se stessa, anche senza un soggetto in cui specchiarsi.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica C’è dunque un noto problema di contraddizione tra forma metafisica della Verità e forma moderna; e, se da un lato il pensiero moderno non ha problemi a riconoscerlo, dall’altro la Chiesa conciliare, al contrario, lo nega, sollevando, di fatto, una questione che, in ambito cattolico, si pone su termini decisamente irrazionali.

6. IL CIPPO CHE DISTINGUE IL SAPERE EMPIRICO
DAL SAPERE METAFISICO
È IL PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOggi si discute se il concilio Vaticano II sia o no in linea con il passato magistero dogmatico della Chiesa, e a tal proposito si parla di una posizione ermeneutica che sarebbe di “riforma nella continuità” e una, invece, di “riforma nella e per la rottura”.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ma basta porre il problema degli Ebrei per comprendere quale sia la posizione ermeneutica sorta dal Concilio.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Non è chi non veda che il nuovo rapporto con gli Ebrei, definiti da ben due Papi “fratelli maggiori nella fede”, nuovo rapporto condiviso da tutta la Chiesa moderna, è opposto al precedente magistero.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer comprenderlo è sufficiente rileggersi la vecchia preghiera del Venerdì Santo. Eppure, se da un lato si apprezza la nuova posizione della Chiesa in materia, dall’altro si insiste su una continuità di magistero, come se davvero ci fosse. Perché?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Lasciamo perdere tutte le motivazioni di convenienza e concentriamoci sull’unica che indica veramente qualcosa.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Perché dunque, se l’insegnamento è opposto, ci si ostina ad affermarlo in continuità e non in contraddizione? Perché, per gli abitatori del secolo moderno, la contraddizione non ha attinenza col vero essere delle cose.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Il piano logico, essendo metafisico, non interseca quello empirico, ma, se pure esiste, il che non è concesso dai moderni, si trova a esserne distinto e ininfluente.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Così va il mondo, si potrebbe dire, visto che il mondo ha scelto un tipo di verità in divenire che si illude di poter fare a meno del Principio di Non Contraddizione.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ciò che invece sorprende e sconcerta è che anche in ambito cattolico, e ai più alti vertici della Gerarchia, si pensi che ci si possa tranquillamente contraddire, come se Iddio non esistesse, perché, tanto nessun moderno credente darà mai il minimo peso a una contraddizione, nemmeno nel malaugurato caso in cui dovesse accorgersene.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesto è, tra gli effetti del dialogo auspicato con la cultura moderna, senz’altro il più clamoroso: l’insensibilità, l’incuria, l’indifferenza, quando non il disprezzo, di molti cattolici e della stessa Gerarchia, per il cardine logico della metafisica e di tutto il nostro sapere, il Principio di Non Contraddizione.

7. LA “FORMA” AUTENTICA DELLA VERITÀ.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSembra che oggi nemmeno nella Chiesa si sappia più che un vero sapere, un sapere sicuro, sia obbligato a non contraddirsi. E questo è un frutto del dialogo col mondo, perché è là, nel mondo, che si insegna che il solo sapere vero è quello empirico, in dote alla scienza. È là che, di questo sapere, si ama affermare, con orgoglio, che corre verso sempre nuove conquiste, a passi da gigante, ma omettendo di aggiungere che un sapere in cammino, se consegue mete sempre nuove, si lascia alle spalle quelle vecchie.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Già, perché andrebbe anche insegnato che nella storia della scienza nulla è più facile che imbattersi nelle vestigia di grandiose teorie ormai smentite, anche se mai smentite definitivamente (si è detto, infatti, che sono tutte ipotesi, incapaci di smentirsi reciprocamente) e abbandonate. Nessun museo le raccoglie per esibirle a un pubblico, perché allora diverrebbe fatalmente chiaro anche al profano che esperire l’essente al modo della scienza moderna significa procedere a tentoni – per tentativi ed errori, diceva Popper –, e dunque: prima affermando e, poi, smentendo ciò che si affermava, per affermare di nuovo, e, quindi, smentire di nuovo ciò che di nuovo si affermava, e così via all’infinito.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Molti sostengono che a questo divenire del sapere si sottragga la teoria delle relatività di Einstein, ma non è così. Bisogna far notare che il pensiero empirico non anticipa mai il campo dell’essere che esperisce, altrimenti non avrebbe bisogno di esperirlo, ma che si limita a descriverlo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica E il tratto caratteristico di una descrizione è che, al quadro in atto, si possono sempre aggiungere elementi nuovi, non notati prima, giacché, come ben sa il filosofo della scienza, una descrizione, e cioè la descrizione di un’esperienza, è sempre un prodotto personale.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica A questo punto non si farà fatica a comprendere perché il vero sapere è sempre a priori: perché non ha bisogno di esperire.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Il sapere a priori possiede infatti la capacità di determinare prima e in modo necessario un campo di esperienza, rilevando che l’esperienza di un altro campo è impossibile, in quanto è contraddittoria.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ora, se anche il campo è descritto accuratamente, come nella teoria di Einstein, ma non anticipato (se non come puro calcolo, cioè sempre come ipotesi), esso non è necessario. Cioè non è necessario che sia e rimanga sempre come noi lo abbiamo conosciuto, e che un altro campo non sia possibile. Mentre che uno scapolo sia un uomo non sposato è necessario già prima che venga sperimentato, tanto che sappiamo già in anticipo che non si verificherà mai nessuna esperienza del contrario, essendo essa contraddittoria, non solo qui e in tutti i tempi e in tutti gli immensi spazi dell’universo, ma finanche nel Regno dei Cieli.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Il rigetto del Principio di Non Contraddizione e della metafisica ha inevitabilmente prodotto un mutamento epocale nel cuore della nostra santa Religione.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Al saldo e sicuro sapere metafisico che un tempo, anticipando il divenire e determinandolo a priori, tracciava con mano ferma la stretta via della fede, si preferisce oggi, nella moderna Chiesa, un sapere moderno, modellato su quello empirico della scienza, cioè in costante e libero progresso, il quale sapere, trovandosi in divenire perpetuo, non può che abbandonare ai ricordi, insieme alla metafisica e al Principio di Non Contraddizione, anche ogni immutabile certezza.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Conviene dunque cercare di capire cosa comporta un tale mutamento.

8. RAGIONE DI FEDE E RAGIONE NATURALE
DI FRONTE ALL’ERRORE.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaL’essenza del sistema cattolico si può dire che sia sempre consistita nell’assenso intellettuale alla Verità di fede. Nel sistema cattolico è la parte alta dell’uomo, quella razionale, che viene coinvolta nell’atto di fede. Ed è precisamente in questo senso che si può parlare di armonia tra fede e ragione. Il sistema cattolico esige, prima di tutto, che si creda a una Verità in sé sussistente e dunque esterna e indipendente dal pensiero umano; e una tale richiesta può essere rivolta soltanto alla ragione. Che nel sistema cattolico l’atto di fede sia, innanzitutto, un atto intellettuale, ha quindi due necessarie conseguenze: a) la fede nella Verità e b) il rifiuto dell’errore.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Sembrerà forse superfluo farlo notare, ma a questo punto va spiegato che il rifiuto dell’errore, nella sfera intellettiva, è un atto logico necessario, essendo manifestamente assurdo che la Verità non sia appunto ciò che esclude l’errore, e che quindi esso è avvertito, da chi lo esercita, come un atto perfettamente etico.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Non così avviene nel pensiero moderno, che è essenzialmente empirico. In ambito empirico, infatti, stabilire a priori che un campo è contraddittorio significa porre limiti invalicabili all’esperienza che se ne vuole fare.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Di conseguenza, laddove il metodo della conoscenza è empirico, o modellato su quello empirico, appare sempre più grave il rifiuto dell’errore che l’errore medesimo, perché mentre il rifiuto è ciò che appare immediatamente, la necessità che lo esige no. Essa non appare nell’immediato, ma su un piano diverso, su quello metafisico, e cioè su un piano che la volontà di esperire si illude sempre, da che mondo è mondo, di poter ignorare.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ora, se l’essere è solo quello che appare immediatamente, allora è conseguenza necessaria che al pensiero empirico il sapere metafisico appaia astratto. Esso astrae, infatti, dall’essere che appare nell’immediatezza, e, volgendosi all’essere che non appare immediatamente, trascende di fatto (e di diritto) quella regione apparente dell’essere che il pensiero empirico si picca di intuire in modo immediato.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Per questo il pensiero empirico crede di comprendere il mondo molto più concretamente della metafisica: perché, semplicemente, non sa astrarre da se stesso. La maggior concretezza che quel pensiero si attribuisce consiste infatti nel ridurre tutto l’essere al suo immediato apparire, e per conseguenza nel rispondere soltanto a ciò che appare nell’immediatezza dell’essere, escludendo a priori altri punti di vista.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Solo che nel pensiero empirico – superfluo dirlo – la metafisica è perduta, e con la metafisica è perduta anche la santa fede cattolica, la cui dottrina millenaria, bisogna ricordarlo, non è mai stata quella di rispondere all’immediatezza di ciò che appare, bensì di offrirle in dono il superiore conforto di una Verità soprannaturale.

9. LA NUOVA MORALE CATTOLICA
COME ESITO (INFAUSTO) DELL’EMPIRISMO.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCosa accadrebbe allora se per ipotesi la Chiesa, abbandonata la metafisica dell’essere e il Principio di Non Contraddizione, decidesse di adottare il pensiero moderno, essenzialmente empirico?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ebbene: in un sistema di pensiero che considera più grave il rifiuto dell’errore che l’errore, diverrebbe ben presto impossibile che Nostro Signore Gesù Cristo sia il Segno di contraddizione disceso in terra per annunciare che il loglio sarà discriminato dal grano.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Si direbbe allora che Gesù non discrimina, ma accoglie; che gli uomini discriminano, non Dio. Parrebbe quindi etico e morale che Egli sia venuto a portare la divina pace tra la Verità e l’errore, dato che evidentemente, per chi pensasse in tal modo, Verità ed errore sono prodotti della storia, destinati perciò a confliggere solo nella storia, non in Dio.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Poiché però il Principio di Non Contraddizione è la struttura innegabile che, separando gli opposti infinitamente, afferma che la Verità esclude infinitamente l’errore, segue che per sostenere che in Dio la Verità accoglie l’errore bisogna negare il Principio di Non Contraddizione. Il che sarebbe consentito, se fosse logicamente possibile, e non lo è, come dimostra Aristotele, o almeno se nel Vangelo si rinvenisse traccia di tale negazione.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Sfortunatamente, leggendo i Vangeli, Gesù non è venuto a negare il Principio di Non Contraddizione, ma ad affermarlo nel modo più netto, là dove insegna che: «Chi non è con me, è contro di me» (Mt 12, 30; Lc 11, 23). L’attuale ecumenismo, quindi, non trova appigli nel Vangelo.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Dispiace per chi si illude, ma il Principio di Non Contraddizione ha valore assoluto nel divino come nell’umano, e la sua innegabilità – nel senso che chi lo vuole negare lo deve per forza assumere, contraddicendosi – mostra in modo evidente che il dialogo con la cultura moderna e con le altre religioni non ha alcun significato, se non riconduce l’errore alla Verità.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Non solo, ma la stessa innegabilità del Principio di Non Contraddizione esclude in modo altrettanto netto l’apocatàstasi finale, e cioè la puerile illusione, in dote al modernismo ecclesiastico, che in Dio la vicenda umana si concluda in un abbraccio.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Nel suo splendido Iota Unum, il professor Amerio mostra le conseguenze che s’abbatterebbero sull’intero ordine ontologico voluto da Dio se la pena infernale fosse finalizzata al recupero del reo: se la pena fosse in qualche modo estinguibile (e dunque finita invece che infinita), ne verrebbe anche l’estinzione del Principio di Non Contraddizione e la conseguente mutazione delle essenze e degli universali.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica L’uomo è convinto di poter smuovere le essenze, ma le essenze sono immutabili: una cosa non sarà mai un’altra, né lo sarà mai all’infinito. Le essenze non giungeranno mai a toccarsi. Questo è il punto da comprendere. Il bene non sarà mai il male e poiché non lo sarà all’infinito, la pena conseguente alla condanna è infinita.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Quanto alla sua mostruosità, non se ne chieda mai conto a Dio. È l’uomo, infatti, a consegnarsi al Suo nemico.

10. CONSEGUENZE DEL “SUPERAMENTO”
DEL PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl concilio Vaticano II non solo non ha voluto, ma non ha nemmeno potuto conservare la metafisica, perché il Principio di Non Contraddizione che ne è il cardine, denunciando pubblicamente la contraddizione, l’avrebbe vincolato al magistero dogmatico di sempre, quello di Trento e del concilio Vaticano I; il che era ciò che una parte dei padri conciliari intendeva appunto evitare.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Costoro, si sa, volevano avere le mani libere. Ma l’abbandono del Principio di Non Contraddizione e della metafisica non è rimasto senza conseguenze. Esso ne ha avute tre, tutte evidentissime, sotto gli occhi dei fedeli ormai da cinquant’anni:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica a) La rinuncia al magistero dogmatico, che è rifiuto della Verità Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAurea Domus - Metafisica e teologia cattolicanella sua pura forma metafisica;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica b) Il magistero pastorale come ermeneutica, che è adesione Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAurea Domus - Metafisica e teologia cattolicainevitabile alla verità nella sua mobile forma moderna;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica c) Il primato della Carità sulla Verità, con cui si annuncia al Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAurea Domus - Metafisica e teologia cattolicamondo che la lampada verrà riposta sotto il moggio.

11. PRIMA CONSEGUENZA DEL “SUPERAMENTO”:
RINUNCIA (NECESSARIA) AL MAGISTERO DOGMATICO.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa Chiesa ha rinunciato al suo magistero dogmatico, per sceglierne un altro, che viene comunemente definito pastorale. Lo si dice e lo si scrive spesso, ma forse non sempre sapendo che, trasformandosi da dogmatico in pastorale, il magistero della Chiesa si è fatto opinabile. Purtroppo oggi si pensa che il dogma abbia segregato troppo a lungo Gesù nel chiuso delle sacrestie, sottraendolo agli uomini e rendendoglielo nemico.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica A parte l’ignoranza che mostra di avere del Vangelo, questa accusa ritiene che sia giunto il tempo di dare alla dottrina di Gesù, sfigurata dalla lunga prigionia ecclesiastica, una fisionomia più laica, liberandola, ovunque sia possibile, dalla dogmatica identità con la Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Giacché l’assunto che nessun novatore potrà mai negare in coscienza è che Gesù non può non essere dogmatico, vale a dire che non può non essere immutabile, come la Chiesa avrebbe invece preteso (dal punto di vista del novatore indegnamente) di rappresentarlo per duemila anni.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEcco dunque il motivo per cui tutto ciò che ricorda la vecchia Chiesa – abiti, arredi, canti, liturgie, omelie – deve essere sepolto e dimenticato: perché è segno vergognoso del suo passato dogmatico, in cui la sua Dottrina era immutabile, e, proprio per questo, oscurantista.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Da parte dei novatori (così quei fedeli, quei teologi e quei chierici di ogni ordine e grado che hanno scelto di seguire il mondo e non il beato Papa Pio IX) vi è una tale, cieca convinzione in questo assunto, da non rendersi conto del grave problema in cui cadono e in cui fanno cadere gli altri.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Contrariamente a quanto si pensa, il dogma non è una definizione autoritaria. Il dogma è una definizione di fede obbligante, che impone la Verità non in nome di un’autorità arbitraria, come pensano i moderni. Il dogma è necessario per asserire (e ammonire e ricordare) che la Verità non è opera dell’uomo; che non appartiene all’uomo, bensì a se stessa.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Col dogma, cioè, si intende affermare che la Verità non dipende da noi, dal nostro credere, sapere e pensare; ma che essa è indipendentemente dal fatto che noi la crediamo, la sappiamo, la pensiamo. Che solo così essa è: quando esista indipendentemente da noi che la pensiamo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica La Chiesa cattolica, divinamente assistita, ha sempre saputo che la Verità, sia essa teologica o filosofica, è tale solo se è metafisica. E ciò per una ragione che, purtroppo, la Chiesa odierna (ossia la Gerarchia odierna) sembra aver dimenticato: ossia perché, se non è metafisica, la Verità è tale solo se viene creduta, pensata, saputa; con la conseguenza che se non è creduta, pensata, saputa, essa non è.

12. QUELLA IDEALISTICA
NON È LA FORMA VERITATIVA (ALETICA) DELLA VERITÀ.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPrendiamo per esempio il dogma della transustanziazione. Nel dogma, è Gesù che trasforma il pane e il vino, indipendentemente dal fatto che ci si creda o no. Uno può anche non crederci, può starsene al bar a prendere il caffè, o nel deserto, o tra la foreste tropicali e non saperne nulla, ma la cosa resta vera e accade veramente a ogni Messa.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Rinunciando al dogma, avviene l’esatto contrario, e cioè che la transustanziazione avviene quando noi la crediamo, la pensiamo, la sappiamo. Ossia a condizione che la si creda, la si pensi, la si sappia.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica In questo modo, però, essa non esiste in sé, ma sono la fede, il pensiero e il sapere a darle esistenza (a produrla, si direbbe in linguaggio idealistico).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ora, è di per sé noto che la Verità, come tutti gli universali, è tale solo se si pone da sé, senza alcun contributo da parte del pensiero umano. Pertanto, non si creda che la Verità metafisica sia stata cancellata dal pensiero contemporaneo, che sia scomparsa per effetto di chissà quali nuove conquiste filosofiche. Essa continua a vivere nascosta, perfino tra le pieghe del tratto più audace della filosofia odierna: il nichilismo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Giova qui ricordare che finanche Nietzsche, il nichilista sovvertitore di tutti i valori e uno dei padri riconosciuti del pensiero moderno, cede alla Verità nella sua pura forma metafisica. Egli infatti può pensare di sovvertire tutti i valori perché immagina che all’inizio e alla fine dell’essere ci sia il nulla. Per Nietzsche il nulla è, di fatto, la sola verità dell’essere, mentre tutto il resto è menzogna umana, costruita apposta per nasconderne l’orrore.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ma proprio perché il nulla è la verità dell’essere, il nulla è concepito da Nietzsche e dai suoi trionfanti epigoni nella più pura forma metafisica, ossia come qualcosa che è già posto, indipendentemente dal fatto che l’uomo lo sappia o no, tanto che, compatendo coloro che la ignorano, il nichilismo ammette che la Verità esiste anche per chi non la conosce.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Dunque perfino per il nichilista Nietzsche il nulla può costituirsi come verità dell’essere solo in una pura forma metafisica, ossia solo se è già posto, solo se non l’ha posto il pensiero, solo se esiste indipendentemente dal pensiero umano, e il pensiero più che scoprirlo non può.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Il che dimostra in modo inconfutabile che l’Annuncio della Verità cattolica, così come l’annuncio di qualsiasi altra verità (il nulla prima della creazione), ancorché immaginaria e falsa, non si soddisfa della forma mobile della verità moderna, ma la trascende, per acquietarsi solo nella forma immutabile della metafisica, checché ne dica il pensiero moderno, dall’Idealismo in poi.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Nondimeno, la Chiesa moderna ha deciso di rinunciare a definire dogmaticamente la Verità cattolica, rifiutando di darle la sola forma che le spetti di diritto: quella metafisica.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa conseguenza di questa scelta è che la religione cattolica, malgrado le parole di Gesù: « Io sono la Via, la Verità e la Vita » (Gv 14, 6), non è più vera in se stessa, assolutamente, ma solo per coloro che la credono vera (e infatti, oggi, il nuovo Annuncio è che ci si salva anche senza aderire alla fede cattolica).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIn questo modo la religione avrebbe rinunciato a essere cattolica, cioè universale e valevole a tutte le latitudini, per essere vera solo nella misura in cui i suoi seguaci la credono vera. Senza esser definita dogmaticamente, infatti, la religione non può pretendere di essere vera in sé; eppure, la religione deve essere vera, se vuole conservare un significato e dei seguaci.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica E se non è vera in sé, allora, non è la Verità a inverare la fede, con la grazia santificante, ma, al contrario, è la fede a inverare la Verità; col che giunge a espressione il concetto secondo il quale ciò che crediamo è vero non perché è vero, ma perché è creduto.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Certamente si giudicherà assurda tale conclusione, giacché in realtà nessuno può seriamente convincersi che sia vero ciò che crede perché lo crede. E allora ci si domandi: a cosa serve l’opera di aggiornamento del concilio Vaticano II, se non ad aver successo presso il secolo? Ma la Verità ha forse bisogno del successo mondano, per essere tale?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Quindi, a cosa serve l’aggiornamento, se non a dimostrare che la fede è vera, non già in se stessa, ma perché ha successo, e dunque perché è creduta?

13. PALESE CONTRADDIZIONE TRA FORMA IDEALISTICA
E FORMA METAFISICA DELLA VERITÀ.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa il successo si paga. Chi vi concorre non può fungere da soggetto puramente passivo. Le persone non possono essere considerate come pupazzi, da convocare solo per fare numero, come per esempio durante le Giornate mondiali della gioventù, e, quanto al resto, somministrare loro una verità già bell’e pronta, interamente calata dall’alto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Si deve concedere loro di partecipare in modo attivo, affinché anche l’uomo, nella sua dignità razionale, contribuisca alla realizzazione di ciò in cui crede.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica È ciò che è avvenuto con la nuova Messa. Se non che, ciò che si realizza con il concorso umano non è ciò che si realizza da Se stesso, senza quel concorso. Di conseguenza, un magistero pastorale, diversamente da un magistero dogmatico, non può, per sua natura, fondare la fede su una realtà già totalmente in atto, cioè su una Verità dogmatica nella sua pura forma metafisica, indipendente e autonoma dal soggetto. Volendo valorizzare il contributo umano, un tale magistero deve per forza concedere che la verità a cui si crede non sia già fatta e totalmente in atto, ma sia, almeno in parte, da farsi, in modo da lasciare spazio all’apporto umano.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica È questa la differenza tra il dogmatico e il pastorale: che mentre il primo, valorizzando la Verità, per forza di cose subordina l’uomo, l’altro, valorizzando l’uomo, è costretto a negare la Verità nella sua pura forma metafisica. Detto in modo chiaro: il magistero pastorale (almeno: come inteso oggi) intende rispettare il diritto dell’uomo a non essere subordinato a una Verità in atto, a lui esterna e indipendente.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Il che chiarisce bene quello che accade ormai, da cinquant’anni: mentre si perseguita in tutti i modi la Verità cattolica, si lascia la più ampia e assurda libertà di teologia, di liturgia, di catechesi, perché si pensa che una Verità già totalmente in atto, indipendente dall’uomo e dal pensiero, cioè la Verità dell’essere nella sua pura forma metafisica, imponga un’alienazione inaccettabile alla coscienza moderna.

14. ORIGINI FILOSOFICHE E NON PSICOLOGICHE
DEL CONCETTO DI ALIENAZIONE.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaContrariamente a quanto si potrebbe credere, l’alienazione non trae origine dalla psicoanalisi, ma dalla filosofia. Essa è una mera figura del sapere, alla quale il secolo ha dato un’estensione di significato, sempre dispregiativo, applicandola a tutti gli ambiti possibili, appunto per colpire e abbattere il concetto di Verità metafisica (senza riuscirci).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Cosa insegna questa figura del sapere? Rispondendo a Kant, essa dice che la coscienza che istituisce una realtà autonoma fuori di sé (la cosa in sé), non riconoscendo se stessa in quella realtà, finisce con l’alienare, in senso letteralmente giuridico, un proprio bene patrimoniale, giacché è essa a porre fuori di sé una realtà così figurata. E dunque, perché relegare tale realtà fuori della coscienza, quando è la coscienza stessa a porvela?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Stando così le cose, gli uomini di Chiesa avrebbero il dovere di sapere che l’alienazione non è un difetto, un obbrobrio della vecchia Chiesa, ma la sola garanzia di un Dio esterno alla coscienza.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Dovrebbero sapere che il vero cattolico è un alienato, felice anche di esserlo. Se infatti Dio fosse interno alla coscienza e coincidesse con essa senza alcun residuo, e quindi senza alcun dover essere, ma piuttosto in un suo progresso infinito, allora la religione cattolica sarebbe una religione semplicemente naturale.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Purtroppo, è appunto questo ciò che si mira a insegnare ai nostri giorni, con la continua rivoluzione teologica e liturgica: che la coscienza del cattolico moderno e adulto non è alienata da un Dio esterno a essa.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ed ecco il punto: per non mostrarsi al mondo alienata dalla forma metafisica della Verità, la Chiesa ne ha adottata una moderna.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Se non che, tutte le moderne forme di verità, sia quella empirica, sia quella idealistica che quella esistenzialista, non esistono senza il soggetto; e poiché il soggetto diviene, anch’esse inevitabilmente divengono col soggetto; sì che, mutando la forma alla verità del suo Annuncio, la Chiesa moderna ha inevitabilmente scelto di abbandonare al divenire la sua stessa dottrina, e, proprio per questo, ha ritenuto necessario trasformare il magistero da dogmatico in pastorale.

15. LA FALSA RAZIONALITÀ MODERNA
NATA DALL’EMPIRISMO SCIENTIFICO.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaResta da chiedersi perché, nonostante la divina assistenza promessa da Gesù fino all’ultimo giorno, la Chiesa moderna adotti la verità nella sua foggia mondana, quantunque, come è noto, in base a Gv 14, 16-17 (« E io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, che rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi »), il mondo non riceva lo Spirito di Verità, non lo veda e non lo conosca.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Nulla potrebbe essere più evidente: mentre la forma metafisica suggella una Verità immutabile, esattamente come l’annunciano Sacre Scritture e Tradizione cattolica, il mondo si è messo a correre. Dove, non si sa, ma intanto si è messo a correre, lasciandosi dietro l’Immutabile come un rottame del progresso.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica E come si fa, in un mondo che si immagina in costante progresso, a restare indietro, ancorati a una Verità Eterna e Immutabile, a un Dio che non progredisce?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Oggi, ben più delle Scritture e della santa Tradizione, a impressionare gli uomini di Chiesa è la capacità del pensiero tecnico-scientifico di costruire e conquistare il mondo intero. Non c’è quasi un solo pastore che si alzi, oggi, a ricordare che questa capacità di conquista è uno sforzo inutile per l’uomo, se poi “perde l’anima sua”, né quasi alcun teologo ad avvisare che questo sforzo non è nemmeno razionale, come il pensiero moderno tenta di far credere.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Anzi, assistiamo al contrario. Dall’ultima enciclica papale, Caritas in veritate, risulta che questo tipo di società, che ha nella propria coscienza rottamato ogni Immutabile, ha soltanto bisogno di ripulirsi dalle ingiustizie, non, certo, per “omnia instaurare in Christo”, ma per realizzare “lo sviluppo integrale dell’uomo”; segno evidente che anche al Soglio più alto si ritiene che il pensiero tecnico-scientifico sia espressione della più alta razionalità umana, e che naturalmente opporvisi significhi trascinare la Chiesa in derive pericolosamente irrazionali.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica È chiaro dunque che, volendo mostrarsi razionale quanto il secolo, la Chiesa moderna dimostra di non saper comprendere che la sedicente razionalità del secolo è, in realtà, una fede.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Si è detto che la verità moderna non può fare a meno del soggetto, ora si aggiunga che se la verità non sta senza il soggetto, allora essa è grazie al soggetto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica La verità moderna, infatti, diversamente dalla Verità metafisica, non esiste senza un soggetto che la pensi. Dopo l’Idealismo, l’essere non sta senza il pensiero e non va oltre di esso, cioè non lo trascende.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica La verità moderna non può nemmeno immaginare di esistere senza il soggetto, al punto che la favola esistenzialista sogna il soggetto come “il pastore dell’essere” (così verrebbe definito Martin Heidegger).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Se non che, il soggetto è nel tempo, e nel tempo trascina inevitabilmente anche la verità.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Per questo, la verità moderna non riconosce le forme a priori della metafisica: non perché siano contraddittorie o obsolete, ma perché ciò significherebbe riconoscere una dimensione che va oltre il tempo, mentre oltre il tempo, per il pensiero moderno, c’è il nulla.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ora, poiché la verità moderna non va oltre il tempo, essa non può nemmeno essere in atto, se indipendente dal soggetto che la attua; quindi, della verità moderna non si può dire che è, ma che si attua, e che si attua nel tempo per mezzo del soggetto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ma, proprio per attuarla, e costruire il mondo, il soggetto deve aver fede di riuscire. Ossia gli occorre credere e aver fede che l’impresa, alla fine, sarà attuata.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica In questo modo, però, la reale misura del sapere moderno non è più la sua ferma e incontrovertibile Verità, ma la sua attualità.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Perciò al novatore appare tanto indispensabile attualizzare, aggiornare il Vangelo, dandolo in pasto al pensiero moderno; benché il risultato dell’attualizzazione, o aggiornamento che sia, comporti il sacrificio inevitabile della sua immutabile Verità.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Tuttavia, a prescindere dall’errore di inseguire pedestremente un concetto di verità legato al soggetto e al tempo, quello che i novatori, più semplicemente, non comprendono, è che la costruzione del mondo da parte del pensiero tecnico-scientifico richiede di porre la propria fede nelle “magnifiche sorti e progressive”, magari dopo averla tolta a Dio, e, fintanto che non intendono che il progresso tecnico si realizza sulla base di una fede, essi giudicheranno razionale il piano tecnico-scientifico di conquista del mondo e non il disegno di Dio. Cioè giudicheranno irrazionale la stessa fede cattolica. E, in quanto irrazionale, bisognosa d’attingere alla razionalità del secolo. Ma, attingendo alla presunta razionalità del secolo, i novatori non fanno altro che barattare la primogenitura per un ben misero piatto di lenticchie.

16. SECONDA CONSEGUENZA DEL “SUPERAMENTO”:
IL DISPREZZO DEL NOVATORE PER LA METAFISICA.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ noto che oggi la metafisica viene abbondantemente disprezzata in tutti i campi dell’umano sapere, e, salvo rare eccezioni, perfino in filosofia, ma non è altrettanto noto che il sapere che essa ci dona, se non è molto, è però sufficiente a cogliere tutti i limiti del pensiero moderno: cioè di quel pensiero a cui, stando ai novatori, bisognerebbe adattare il Vangelo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ la metafisica, infatti, sulla base dell’innegabile Principio di Non Contraddizione, a darci la forma razionale della Verità come concetto incontrovertibile e non contraddittorio e quindi non mutevole, non cangiante, non diveniente, non opinabile. Ossia come concetto che non può essere ricreato, rinnovato, reinventato, ma solo scoperto, e che, proprio perché il pensiero più che scoprirlo non può, non è una sua produzione.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica La metafisica dunque si trova sempre nella condizione di mostrare la contraddizione implicita al concetto mobile della verità del mondo moderno, rispondendo all’attuale ottimismo di un sapere in progresso che ciò che muta (progredendo o regredendo) é l’opinione e non la Verità.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ma la metafisica è stata abbandonata persino dalla teologia moderna, perché impone una forma di Verità che non appare più accettabile culturalmente. La forma metafisica della Verità è sempre assoluta, cioè, letteralmente, sciolta da ogni rapporto di subordinazione al soggetto. Essa trascende il soggetto, perché non è il soggetto che l’ha fatta, ma si è fatta da sé, e il soggetto vi si deve soltanto adeguare, accettandola o rifiutandola. E, in questa scelta, consiste la sua sola libertà.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Coerentemente alla forma metafisica della Verità, si costituisce e si struttura la società occidentale, durante quindici secoli (quelli che De Lubac voleva saltare). Perciò, quando l’idealismo hegeliano ha creduto di imbrigliare la verità legandola al pensiero del soggetto, agli ‘illuminati’ di tutta Europa non deve essere parso vero. Costoro, per dimostrare al popolo che nessuna autorità viene dal Cielo, secondo le parole di Gesù a Pilato, si erano ritrovati nella necessità di darne l’esempio, mozzando due teste coronate, una in Inghilterra e l’altra in Francia.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Dopo l’Idealismo, non c’è più stato bisogno di dimostrare la cosa in un modo così sanguinario, ma solo di mostrarla more geometrico, e caso mai di insegnare ai popoli che la Verità non abita più in Cielo, e che perciò nessuna autorità proviene da Lassù.

17. IL PENSIERO MODERNO (DI MARCA IDEALISTA).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCerto, da principio l’Idealismo, nella sua versione hegeliana, non aveva rinunciato a una concezione della Verità ancora rivestita di una forma assoluta, ma in questo sforzo era riuscito solo a mostrare che una Verità che si pretenda assoluta e insieme legata alle sorti del soggetto nel tempo è una contraddizione in termini.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Così, per chi è venuto dopo è stato facile apprendere la lezione.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Le filosofie successive, infatti, pur distanziandosi dall’idealismo sistematico hegeliano, si sono guardate bene dal rifiutare la gloriosa conquista di una verità che non trascende il soggetto. Esse anzi, assumendola in modo ancor più radicale di quanto non abbia saputo fare l’idealismo hegeliano, ancora legato alla Verità metafisica dell’essere, si sono spinte a contestare tutte quelle forme di verità rimaste colpevolmente immobili, e, tra queste, perfino il concetto del divenire, presente in Nietzsche, accusandole tutte di essere ancora infette dalla metafisica.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica La polemica che Heidegger ingaggia con la visione scientifica della verità, soffocata in un rapporto fisso tra soggetto e oggetto (una polemica che avrà enorme successo nel nostro tempo), mostra ormai il rifiuto di qualsiasi verità che non si muova col soggetto che l’ha in dote.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Se, infatti, l’Idealismo ha insegnato che la verità è irrimediabilmente legata a un soggetto, allora si deve andare fino in fondo e non fermarsi a metà. Allora si deve avere anche il coraggio di affermare che la verità non trascende il soggetto, che non abita in Cielo, come ai tempi di Platone, ma dimora presso l’uomo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Quindi si deve rammentare anche alla scienza che il soggetto non è una funzione astratta su un foglio di calcolo, ma un esistente, un uomo, ed è qualcuno che vive e si muove nel tempo; e si deve rammentare che, se la verità risiede nel soggetto, se il soggetto ne è il portatore, se la verità non è senza il soggetto, allora la verità vive con lui, abita il suo tempo, vive la sua vita, si muove e respira con lui, si evolve e diviene con lui.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Si deve cioè annunciare e proclamare che la verità è solo immanente, è soltanto umana, che l’essere è diventato l’esserci.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Il lato bello, si fa per dire, della storia della decadenza e morte della Verità metafisica nel pensiero europeo, è che non ci si deve nemmeno dare la pena di citare autori e libri. Non servono bibliografie. Basta soltanto ricordare quale fastidio susciti la parola “metafisica”, oggi, tra gli stessi uomini che pure si pretendono di fede e di cultura.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Un sistema di concetti che non includa il soggetto, con la sua carne, il suo sangue e altri visceri, e che pretenda di imporsi su di lui? Orrore! Non è che un sistema astratto, arido, autoritario, incapace di dare vita ad alcunché, figurarsi quindi alla “esperienza della fede”, che, a sentir loro, è “un incontro con Gesù vivente, Persona vera”.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Che un argomento tanto rozzo non attecchisse presso gli innovatori sarebbe stato sorprendente; purtroppo però, in questo rinnovato quadro concettuale dove la Verità diventa un’esperienza, è chiaro che non è più il soggetto a doversi adeguare alla Verità, come esige la Verità metafisica e come si legge perfino al termine della Logica di Hegel, ma, al contrario, è il soggetto che impone alla Verità l’obbligo di attendere il suo consenso, di rispettare la sua libertà.

18. IL VERO SCOPO DEL VATICANO II:
SVESTIRE DELLA METAFISCA L’ANNUNCIO EVANGELICO.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ chiaro dunque che quando si intende mettere mano al Vangelo per riadattarlo alle esigenze dell’uomo contemporaneo non si dice soltanto, consapevolmente o meno, che l’immutabile parola di Dio va sottoposta – affermazione già di per sé grave – al vaglio del pensiero moderno del nostro tempo, cioè di quel pensiero che, partendo dall’essente che appare e lì arrestandosi, sostiene la teoria di un divenire universale, che include anche il divenire di ogni possibile sapere e, inevitabilmente, della Verità stessa; ma si intende inoltre, fatto più grave ancora, che la divina Parola è chiamata a rispettare la libertà del soggetto, la libertà della sua coscienza.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Oggi la fede viene annunciata come un incontro con una Persona, quindi come un’esperienza concreta di vita, come se la Verità non sia la stessa intelligenza dell’essere.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ma oggi, diversamente da ieri, si intende valorizzare la libertà del soggetto, che l’imposizione di una Verità metafisica in atto inevitabilmente limita. Si insiste pertanto sull’amore a noi di Dio, che ci ha amati per primo, e molto meno sull’amore che Gli si deve.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica L’annuncio ai giovani rigetta una Verità che obblighi il soggetto ad adeguarvisi, per raccontare invece di una verità che lascia liberi.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Di sicuro, questo non è il modo in cui a scuola si insegna una verità, per esempio aritmetica, cioè esponendola all’arbitrio dell’alunno.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica A chi obbietta che la nostra fede non è un freddo calcolo aritmetico, si deve rispondere che se la fede abbandona la forma metafisica della verità aritmetica per trasformarsi in un’esperienza, allora non c’è più nessuna verità da insegnare.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica L’esperienza è un modo di conoscere che mette tra parentesi ogni mediazione teorica, cioè logica, cioè soggetta alPrincipio di Non Contraddizione. L’esperienza è immediatezza, cioè accessibilità diretta alle cose, non mediata da nessuna costruzione teorica, cioè logica eccetera. Attingendo a un qualsiasi piano teorico, l’esperienza si troverebbe a sottostare a una mediazione che, interponendosi fra sé e l’oggetto, impedirebbe l’immediatezza in cui consiste. In altre parole, non sarebbe più esperienza, ma qualcos’altro.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Se dunque la fede è un’esperienza, allora, affinché essa raggiunga il proprio oggetto direttamente, cioè Cristo e il Vangelo, bisogna rifiutare tutto ciò che pretende di costituirsi come mediazione fra il soggetto e l’oggetto da esperire.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica L’esperienza intende conoscere il suo oggetto in modo nuovo, ossia indipendentemente dalla nozione che si è sedimentata nel tempo, quindi la sospende, la mette tra parentesi, in modo che la verità della cosa che si esperisce sia chiamata a sorgere da sé, in seguito all’esperienza, cioè a posteriori.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Se non che, una verità a posteriori non esiste, non è mai esistita e mai esisterà, se non nei sogni della fenomenologia husserliana e dei suoi allievi esistenzialisti. Una pretesa verità a posteriori è sempre un’interpretazione, cioè un’opinione, discutibile come tutte le opinioni. Se il manifesto dell’esperienza è quello di “andare alle cose stesse”, allora bisogna aggiungere che “le cose stesse” sono già oggetto di un’interpretazione, per il semplice motivo che, a posteriori, ciascuno vede il mondo e le sue cose a modo proprio.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Una pretesa verità d’esperienza è un fatto, e un fatto può anche essere radicalmente contestato, senza che sia possibile convincere chi vuole contestarlo: è impossibile dissuadere un uomo che si creda un clavicembalo, diceva Diderot. Ciò che è vero, invece, viene sempre prima dell’esperienza, è a priori, perché è già. Non è chiamato a sorgere dal mio esperire e operare, ma è già, è già in atto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica La verità può solo essere scoperta, perché la Verità è. Essa viene ontologicamente prima dell’esperire e dell’operare umano, giacché, se venisse dopo, a posteriori, allora sarebbe vero tutto e il contrario di tutto, così come è accaduto dopo che il Concilio ha rinunciato alla Tradizione come fonte specifica della divina Rivelazione, appunto per fare largo all’esperienza personale, non mediata da alcunché, della fede, all’incontro diretto con la divina Persona di Cristo; come se tale incontro, poi, dipendesse dall’uomo, come se rientrasse nella sua piena disponibilità, e non in quella di Cristo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Nessuno nega che la fede sia anche un incontro con Cristo, ma è evidente che ridurre la fede a un incontro e a un’esperienza significa rifiutare alla Verità di Cristo la forma a priori, cioè la sola forma in cui la Verità è, quindi rifiutare a Cristo l’incontestabile diritto a essere Verità assoluta.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Da dove verranno mai le tante defezioni sacerdotali, i tanti abbandoni, i tanti rifiuti degli ultimi cinquant’anni? Se l’esperienza non ammette niente avanti a sé, allora non è la Verità a essere assoluta, cioè sciolta da ogni subordinazione, ma lo è il soggetto, proprio come esige il più schietto idealismo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Certo, se si vuole si può anche evitare di chiamarlo ‘soggetto’, o ‘individuo’, termini sin troppo compromessi con la cultura filosofica; si può usare l’accortezza di chiamarlo ‘persona’, ma la sostanza non cambia. Non cambia, perché se è assoluta la persona, allora la persona ha tutto il diritto di subordinare Cristo al proprio esperire, come un qualsiasi altro oggetto, rivoltandolo come meglio crede, e abbandonandolo a se stesso, nell’Orto degli Ulivi, quando se ne è stancata, o quando il rapporto si fa troppo difficile. E, per la Chiesa che educa in tal modo, versare lacrime sul relativismo culturale della moderna società, appare solo un esercizio inutile.

19. IL VOLTO EFFIMERO E VOLATILE
DELLA VERITÀ SCIENTIFICO-ESPERIENZIALE.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa verità moderna è sempre una verità mobile e instabile, perché, come si è visto, la si vuole ostinatamente legata al soggetto, e perfino a questi subordinata. Se tra i novatori vi fosse consapevolezza dei limiti invalicabili che il pensiero moderno denuncia da se stesso, in ambito ecclesiastico si saprebbe almeno che la conoscenza moderna dell’essere non può che essere puramente ipotetica, sempre per la stessa ragione, cioè sempre perché ogni conoscenza soffre perennemente della stessa ingombrante presenza: quella del soggetto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica I novatori sono ben lontani dall’immaginare il modo in cui, per esempio, la comunità scientifica risolve il problema di una verità legata al soggetto, allorché si predispone ad affermare e annunciare una nuova scoperta, riversandola sul mondo come oro colato.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Spieghiamolo loro, in modo che possano liberarsi dall’ignoranza (sempre che non sia invincibile, ossia irragionevolmente ostinata).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Una conoscenza scientifica è sempre empirica, altrimenti sarebbe metafisica, e una conoscenza empirica, in quanto esperienza, rimane una conoscenza parziale dell’essere. Essendo una conoscenza parziale dell’essere, la conoscenza empirica non ha mai davanti a sé la sola garanzia dell’incontradditorietà del suo sapere, cioè la totalità dell’essere che, nel caso empirico, sarebbe la totalità materiale di tutti i casi empirici, e, poiché la conoscenza empirica non può mai raggiungere questa totalità, né per addizione, cioè sommando tutti i casi, né per induzione, cioè estendendo a legge una o alcune o tante osservazioni personali, può solo istituirla tramite accordo, cioè accordando le esperienze che si compiono nella comunità scientifica.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Sembra una barzelletta, ma il sapere scientifico, invece che sugli universali, riposa su un accordo intersoggettivo, attraverso il quale il mondo scientifico – ossia la nuova casta sacerdotale – è chiamato a mettersi d’accordo su cosa sia vero e cosa no.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Se non che, questa stessa richiesta di accordo, del tutto indipendentemente dal vivace disaccordo che vi corrisponde nei fatti, dimostra in modo indubitabile che nessuna esperienza personale o scientifica, in quanto esperienza sempre e comunque parziale dell’essere, ha in se stessa la garanzia di essere vera.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Pertanto, se da due secoli la nuova casta sacerdotale degli scienziati si trastulla ad accusare la Chiesa di manipolare le coscienze, questo testimonia soltanto che essa vede la pagliuzza nell’occhio altrui e non la trave nel proprio.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Voglio dire: dal punto di vista della totalità dell’essere anche gli scienziati sanno che l’uomo moderno, cioè quell’uomo per il quale si è convocato un Concilio ecumenico della Chiesa Cattolica, si è adulterato il Vangelo e manomessa la Liturgia, non gode di particolari privilegi, anzi si trova né più né meno che nella condizione dei suoi più lontani antenati, ma si guardano bene dal dirlo ai profani.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Essi non fanno sapere ai profani ciò che scrivono sulla conoscenza empirica, cioè che, essendo essa necessariamente parziale, non può mai mettere capo a un sapere definitivo, ma solo probabile, e che per questo tale sapere sarà sempre opinabile e impugnabile dal primo venuto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Si vantano di possedere un sapere in crescita, in costante aumento, tanto da chiedere finanziamenti allo Stato, ma sul fatto che un sapere in progresso non è né mai sarà un sapere vero e incontrovertibile, tacciono colpevolmente.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Se essi criticano le verità dogmatiche, in particolare quelle cattoliche, è solo perché bramano avere l’esclusivo monopolio del dogma.

20. O LA RISPOSTA FORTE DELLA VERA SAPIENZA CATTOLICA.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl cattolico che conoscesse i limiti del pensiero moderno non avrebbe più nessuna ragione d’essere novatore, perché saprebbe cosa rispondere alle critiche che questo, senza nessun diritto, muove ormai da due secoli alla nostra santa religione cattolica.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Purtroppo invece il novatore ha il difetto deplorevole di non ascoltare nessuno, e cinquant’anni di devastazioni teologiche e liturgiche stanno lì a testimoniarlo molto più di tante parole.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Quindi sembrerebbe inutile rammentargli nuovamente due elementari verità: la prima, che la conoscenza moderna dell’essere, essendo empirica perfino in filosofia, non può mai emettere un giudizio definitivo, ma solo ipotetico, in merito alla totalità dell’essere; ciò significa che è, sì, possibile negare il sovrannaturale, ma solo per ipotesi e mai assolutamente; la seconda, che, continuando a proporre la verità nella sua forma moderna, non immutabile, ma transeunte, la coscienza del credente viene pericolosamente indotta a credere soltanto a ciò di cui si è già in qualche modo variamente persuasa, attingendo alla cultura del secolo, mentre la vera fede cattolica consiste nel credere anche a ciò di cui si è poco o punto persuasi (per questo la vera fede è cattolica, cioè è universale e valevole in tutti i climi e in tutti i tempi).

21. O VERSO UNA RELIGIONE SEMPLICEMENTE NATURALE.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa, come si sa, è proprio questo il punto dolente. Ciò che i novatori vorrebbero insegnare al gregge loro affidato è che Iddio, per essere creduto, deve adeguarsi alla grande opinione che la nostra ragione si è fatta di se stessa.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Cosicché, appunto per adeguarsi a questa idea di ragione, Iddio dovrebbe per prima cosa smetterla di eccedere le nostre capacità razionali con una dottrina soprannaturale da doversi credere al di là e al di sopra di ogni dimostrazione, ma che intanto, allo stato delle nostre conoscenze, non risulta credibile.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Non solo. Ma dovrebbe anche smetterla di voler eccedere la coscienza imponendole un’immutabile morale a priori, che pretenderebbe di valere per tutti i singoli casi empirici, addirittura prima di ogni nostra possibile esperienza.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Così comandando, il Soprannaturale non mostra alcun rispetto per la grande opinione che l’uomo ha di se stesso; e se il Soprannaturale non ha rispetto per l’uomo e per la sua grande sapienza, perché l’uomo dovrebbe ancora tenerselo e perfino onorarlo?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Infatti il novatore è obbligato a espungere il Soprannaturale e tutte le divine pratiche religiose a Esso collegate, per queste due ragioni: a), perché propone articoli di fede (da dover credere) incompatibili con le nuove acquisizioni della ragione empirica, anche se tali acquisizioni sono tutte ipotetiche, dunque tutte incapaci di smentire la Rivelazione; b), perché impone certe forme di dover essere che appaiono inaccettabili alla mobilità del pensiero moderno, giacché esigono, in campo morale, l’applicazione di immutabili principi a priori.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Cosa rimane allora della fede cattolica, per il novatore?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ebbene: rimane solo ciò di cui è possibile rendere ragione. Col che si chiarisce anche in modo netto in cosa dovrebbe consistere la fede del cosiddetto cattolico adulto. È chiaro che una simile riduzione della fede a ragione naturale non è neppure pensabile senza trasformare la religione in una specie di scienza naturale o, per meglio dire, di pseudoscienza. E i novatori lo sanno bene.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Tuttavia questo è e rimane, consapevolmente o meno, l’indirizzo della loro catechesi. Ossia: accettare di credere soltanto a ciò che è degno della grande opinione che la ragione si è fatta di se stessa, rinunciando quindi a tutte quelle opinioni inadeguate di ragione che per loro natura implicano un umiliante obbligo a credere (a dover credere) e a essere (a dover essere).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Se dunque i novatori vogliono adattare il Vangelo alle esigenze dell’uomo moderno, ebbene, essi lo fanno per un solo, unico motivo: perché per loro la religione ha il sacro dovere di rendersi accettabile alla ragione moderna.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Sfortunatamente per i fedeli loro affidati, quello che i novatori non riescono in nessun modo a comprendere è che il dover essere e il dover credere costituiscono la più certa e più preziosa garanzia che la nostra santa religione viene effettivamente dall’esterno della coscienza umana e non è opera di questa. Se infatti Dio aderisse interamente alla coscienza umana, come potrebbe essere sovrannaturale rispetto a essa?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica C’è forse da stupirsi del tragico crollo di vocazioni, quando il percorso della religione, negli ultimi cinquant’anni, è stato inesorabilmente quello di trasformarsi da soprannaturale in naturale? da culto di Dio per il bene e la salvezza delle anime a quello dello “sviluppo integrale dell’uomo”?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Come ciechi (che purtroppo guidano altri ciechi), i novatori non s’avvedono nemmeno che chi si converte cerca qualcosa che vada oltre l’orizzonte naturale dell’umana coscienza. Non capiscono che chi si converte al soprannaturale Regno di Dio non sa che farsene di un sapere e di un regno puramente umani.

22. IL MAGISTERO “PASTORALE” PENSATO
COME ERMENEUTICA (OSSIA INTERPRETAZIONE) DI SE STESSO.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa rinuncia alla Verità nella sua pura forma metafisica implica che Gesù non è e non dovrà mai più essere dogmatico, cioè uguale alla Chiesa, nemmeno a quella dei novatori.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica E, presi dall’esclusiva preoccupazione di non essere più dogmatici, i novatori non vedono che davanti a loro e alle greggi affidate loro si apre l’abisso di ciò che in logica prende nome di progresso infinito. Non vedono cioè che, una volta scardinata l’identità assoluta, cioè dogmatica, tra Cristo (soggetto) e la sua Chiesa (predicato), il sapere inerente alla salvezza lasciatoci da Gesù a prezzo del suo sangue non giungerà mai alla certezza di quel che crede, ma solo alla sua probabilità.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Dimenticata l’aurea sentenza del “Maestro di color che sanno”, che nel progresso infinito non c’è scienza, e ignorando quella di Bertrand Russell, che la probabilità si avvicina illimitatamente alla certezza senza mai raggiungerla, essi richiedono a quel sapere di aprirsi al divenire storico e quindi a qualsiasi contributo dottrinale, a patto che non coltivi la pretesa di essere dogmatico, cioè sicuro.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Pare che oggi un sapere sufficientemente certo di sé, sicuro delle proprie acquisizioni, sia divenuto sinonimo di ottusità di mente, ristrettezza di vedute, meschinità intellettuale e altre amenità simili.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Sicché, in luogo di confermare i fratelli nella fede, dando loro certezza di quel credono, ecco che i novatori, ammaestrati dal pensiero moderno, intendono invece aprire a punti di vista sempre nuovi, inclusi i più lontani dalla fede e i più paradossali, in modo da provocare nella coscienza del credente dubbi e perplessità che, secondo le moderne teorie pedagogiche, dovrebbero far maturare la fede, ma che in realtà riescono solo a sconcertarla e confonderla.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Questa volontà di aprirsi a visioni nuove e perfino alternative a quella cattolica, che porta a collaborazioni letterarie ibride tra teologi e intellettuali non credenti, mai una sola volta scoraggiate, ma anzi pubblicamente elogiate, è possibile soltanto a una precisa condizione, e cioè solo quando si pensa, più o meno consapevolmente, che la dottrina, presa in se stessa, sia ormai lettera morta, da rianimare con la più ampia varietà di testimonianze. Cioè quando si pensa che la testimonianza sia più importante della cosa testimoniata. Vale a dire: quando si è ormai smesso di ragionare come Gesù e si inizia a ragionare come Lutero.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica A proposito dei farisei Gesù dice infatti: « Fate come dicono e non come fanno » (Mt 23, 3). Secondo Gesù esiste dunque una dottrina oggettiva, assoluta, intangibile e indipendente da chi la insegna (di cui tutti dovremo rispondere, un giorno, a prescindere da chi e come l’abbiamo appresa).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Non così per Lutero (e per il mondo). Con le sue accuse alla vendita delle indulgenze e alla condotta dei Papi, Lutero pensa che la santità della dottrina dipenda esclusivamente dalla probità del testimone, inaugurando così quella mentalità moderna che giungerà a considerare la Verità inesistente senza un soggetto che la colga.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Lutero è certo, inconsciamente certo, quindi sicuro, che la dottrina è niente senza testimonianza. Perciò, non esita a esporla alla mercé di tutti, introducendo il Libero esame. Egli va contro la proibizione evangelica di gettare le gemme ai porci, perché è convinto che non esista una Verità che l’uomo non possa corrompere e intorbidare, e dunque che la Verità non possa esistere senza il testimone. Per lui, evidentemente, la dottrina non vive di vita propria, indipendente da coloro che l’insegnano, da coloro che l’accettano o la rifiutano. Essa non scorre, pura come un torrente d’alta quota, nell’alveo millenario della Chiesa.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica E le conseguenze di questa convinzione, svolgendosi lentamente nel corso dei secoli, porteranno all’idealismo hegeliano; poi da questo fino all’età nostra, in cui è ormai comune sentenza che: L’essere è, ma solo nel cono di luce della coscienza, mentre fuori della coscienza che lo illumina, l’essere è nulla e la coscienza è tutto: è dio.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ evidente che nessun cattolico oserebbe mai trarre conseguenze simili. Tuttavia, come si spiega l’inconcepibile vicenda che ci tormenta da cinquant’anni, il bisogno cioè di sempre nuovi testimoni e nuove testimonianze, di sempre nuovi linguaggi, di nuove liturgie, di nuovi arredi e canti (addirittura di un Vaticano III), in grado di dare valore alla santa dottrina di Cristo, se non perché essa, da sola, per i novatori di ogni specie, valore non ha?
(Segue a pag.2)

* * *

* Postino.

 

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