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IL CARDINALE R. L. BURKE SUL CATECHISMO.

Raymond Leo Burke *

IL CATECHISMO DI SAN PIO X
E LA CATECHESI COME
FONDAMENTO
DELLA VITA ECCLESIALE.

Conferenza tenuta al Circolo Culturale Cardinale John Henry Newman,
Sala Civica Monsignor Gandini - Seregno, 24 maggio 2013.



Introduzione.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInnanzitutto vorrei esprimere la mia gratitudine al Circolo Culturale Cardinale John Henry Newman di Seregno per l’invito a partecipare alla celebrazione in onore del centenario della pubblicazione del Catechismo di San Pio X, una celebrazione particolarmente adatta all’Anno della Fede. Ringrazio, in particolare, Andrea Sandri, Presidente del Circolo Culturale.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNel Decreto Christus Dominus “sull’ufficio pastorale dei vescovi nella Chiesa”, i Padri del Concilio Ecumenico Vaticano II hanno sottolineato la fondamentale importanza della catechesi per la vita della Chiesa e della cura dei Vescovi per l’opera catechetica. Per quanto riguarda il dovere dei vescovi di insegnare, hanno dichiarato:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« Vigilino, affinché con premuroso zelo sia ai fanciulli e agli adolescenti, sia ai giovani e sia anche agli adulti venga insegnato il catechismo, che ha lo scopo di ravvivare tra gli uomini la fede, illuminata per mezzo dell’istruzione, e di renderla cosciente e operosa. Abbiano cura che questo insegnamento sia fatto secondo un ordine appropriato e un metodo che si addica non solo alla materia di cui si tratta, ma anche alla mentalità, alle capacità, all’età e al genere di vita degli uditori; e si basi sulla sacra scrittura, sulla tradizione, sulla liturgia, sul magistero e la vita della Chiesa ». 1 [“Invigilent ut catechetica institutio, quae eo tendit ut in hominibus fides, per doctrinam illustrata, viva fiat atque explicita et operosa, tum pueris et adolescentibus, tum iuvenibus, tum etiam adultis sedula cura tradatur; ut in eadem tradenda serventur aptus ordo atque methodus conveniens non tantum materiae de qua agitur, sed et indoli, facultatibus et aetati necnon vitae condicionibus auditorum, ut eadem institutio innitatur Sacra Scriptura, Traditione, Liturgia, Magisterio vitaque Ecclesiae”, Sacrosanctum Concilium Oecumenicum Vaticanum II, Decretum Christus Dominus, “De pastorali Episcoporum munere in Ecclesia”, 28 Octobris 1965, Acta Apostolicae Sedis 58 (1966), p. 679, n. 14. Traduzione italiana: Enchiridion Vaticanum, 12ª ed. (Bologna: Edizioni Dehoniane, 1981), vol. 1, p. 343, n. 602.]
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMentre è chiaro che la Sacra Liturgia quale espressione dell’amore per Dio, e le opere di carità quale espressione dell’amore per il prossimo sono le più alte espressioni della nostra vita in Cristo nella Chiesa, esse dipendono, per la loro integrità, da una giusta comprensione delle verità della fede.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaRicordiamo le parole dell’etíope al Diacono Filippo che chiedeva se capisse le parole del profeta Isaia che stava leggendo: « E come potrei capire, se nessuno mi guida? ». 2 [At 8,31.] Invitando Filippo a spiegargli il senso delle Scritture, egli fu condotto a chiedere il Battesimo. Gli Atti degli Apostoli raccontano:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero dove c’era dell’acqua e l’eunuco disse: “Ecco, qui c’è dell’acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?” ». 3 [At 8,35-6.]

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa storia della catechesi dell’etíope si ripete per ogni cristiano che conoscendo Cristo lo ama e lo segue. Secondo le parole di San Paolo, “la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo”. 4 [Rm 10,17.]
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa nostra considerazione del Catechismo di San Pio X, specialmente durante l’Anno della Fede, offre l’occasione di valutare l’insostituibile servizio della catechesi e del suo strumento fondamentale, il catechismo, nella comunicazione del dono della fede e nella crescita ordinata e duratura nella vita di fede.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Offrendo le mie riflessioni al Circolo Culturale John Henry Newman, non posso non notare l’apprezzamento del Beato Newman per il catechismo e specificamente per il Catechismo del Concilio di Trento.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNel suo libro autobiografico, Apologia pro Vita Sua, affrontando una disputa sul vero insegnamento della Chiesa Cattolica riguardante l’ottavo comandamento e, in specie, sulla questione se è mai moralmente consentito dire una bugia, egli commentava:

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« E adesso, se i Protestanti vogliono sapere qual è il vero insegnamento, come su altri soggetti, su quello della menzogna, lasciamoli guardare, non ai nostri libri di casuistica, ma ai nostri catechismi. I libri sulla patologia non danno il migliore intuito della forma e l’armonia della struttura umana; e, com’è con il corpo, così è con la mente. Il Catechismo del Concilio di Trento è stato redatto allo scopo espresso di provvedere ai predicatori i soggetti per le loro prediche; e, come il mio impegno complessivo è stato una difesa di me stesso, posso dire qui che raramente compongo una predica, ma vado a questo bel completo catechismo per prendere sia la mia materia sia la mia dottrina ». 5 [“And now, if Protestants wish to know what our real teaching is, as on other subejcts, so on that of lying, let them look, not at our books of casuistry, but at our catechisms. Works on pathology do not give the best insight into the form and the harmony of the human frame; and, as it is with the body, so is it with the mind. The Catechism of the Council of Trent was drawn up for the express purpose of providing preachers with subjects for their Sermons; and, as my whole work has been a defence of myself, I may here say that I rarely preach a sermon, but I go to this beautiful and complete Catechism to get both my matter and my doctrine”. John Henry Cardinal Newman, “Apologia pro Vita Sua” and Six Sermons, ed. Frank M. Turner (New Haven: Yale University Press, 2008, pp. 350-351. Traduzione italiana dell’Autore.]

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer quanto riguarda Newman e l’opera catechetica, si pensi anche a tutto il suo sforzo per creare e pubblicare i Tracts for the Times, presentazioni popolari sulle varie dottrine della fede, cominciando con la successione apostolica, e di accompagnarli con i Records of the Church, racconti della storia della Chiesa e specialmente delle vite dei santi per stimolare l’immaginazione del lettore a capire meglio la dottrina sulla fede e sulla morale. Newman insisteva che i Tracts e i Records devono essere testimonianze fatte personalmente, nelle parole dello scrittore, non opere di qualche associazione o comitato con un qualche proprio progetto oltre lo scopo semplice e diretto di comunicare le verità della fede cattolica. 6 [Cf. Ian Ker, John Henry Newman: A Biography (Oxford: Oxford University Press, 1988, 2009), pp. 84-89.]
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer capire bene il significato della pubblicazione del Catechismo di San Pio X è importante inserirlo nel duplice contesto del suo lavoro pastorale come sacerdote e Vescovo, e del suo magistero papale, specialmente com’è espresso nella sua Lettera enciclica Acerbo nimis del 15 aprile 1905. Sia il suo lavoro pastorale sia il suo magistero sulla catechesi si devono mettere nel contesto di una grande ignoranza della fede da parte di tanti cattolici e, allo stesso tempo, della divulgazione di errori dottrinali e morali ispirati da una filosofia razionalistica intrinsecamente ostile alla fede. Avendo considerato tutto il contesto, si potrà capire più profondamente il fatto e il contenuto della pubblicazione del Catechismo.

1. Il lavoro pastorale di Pio X come parroco e vescovo.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaScrivendo di San Pio X negli anni del suo ministero come parroco a Salzano nella sua diocesi nativa di Treviso, Girolamo Dal Gal, postulatore della causa per la sua canonizzazione, vede nella catechesi il centro delle sue attività pastorali. Dal Gal afferma:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« Suo campo era il Catechismo, suo centro di azione la Dottrina Cristiana: il codice insostituibile che è alla base dell’ordine e della morale insegnata dalla Chiesa di Cristo ». 7 [Girolamo Dal Gal, Beato Pio X Papa, a cura della Postulazione della causa del b. Pio X (Padova: Messaggero di S. Antonio, 1951), p. 52.]

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEra famoso per i suoi ripetuti appelli al popolo di venire al Catechismo. Come buon pastore delle anime, ha capito che, senza una conoscenza sempre più profonda della fede, l’altissima importanza del culto divino rimarrebbe sconosciuta e la vita morale senza una sicura guida. Riguardo alla vita morale, Dal Gal scrive:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« Perciò, il [Beato], solito a ripetere con la più viva preoccupazione che la maggior parte del male proveniva dalla mancanza della conoscenza di Dio e delle sue verità, non cessava un momento dall’invitare con accorate esortazioni i suoi Parrocchiani alla frequenza del Catechismo che egli spiegava con molta vivacità e con particolare passione ». 8 [Dal Gal, p. 52.]

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDurante tutta la sua vita, anche da Romano Pontefice, San Pio X non ha mai smesso di impartire in prima persona la catechesi. Come Papa ogni domenica teneva la catechesi nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico. 9 [Cf. Igino Giordani, Pius X: A Country Priest, tr. Thomas J. Tobin (Milwaukee: The Bruce Publishing Company, 1954), p. 76; Del Gal, p. 402.]
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaVedendo la fondamentale importanza di un’efficace catechesi, egli è stato ispirato di sviluppare un nuovo sistema di catechesi, il “Catechismo a dialogo”. Lavorando con un giovane sacerdote di una parrocchia vicina, egli presentava la dottrina e morale in una conversazione con il confratello. Infatti, i fedeli assistevano a questa catechesi in grande numero e con molto entusiasmo. 10 [Cf. Dal Gal, pp. 52-53.]

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa centralità della catechesi nel suo ministero sacerdotale è stata anche evidente nel suo ministero come Direttore Spirituale e Rettore del Seminario di Treviso, e Vicario Generale di Treviso. Del Gal afferma:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« Sappiamo quanto nel nostro Beato fosse antico questo convincimento e quanta passione egli spiegasse come semplice Cappellano, come Parroco e come Direttore Spirituale del Seminario di Treviso, per l’insegnamento del Catechismo ». 11 [Dal Gal, p. 136.]
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl 10 novembre 1884, don Giuseppe Sarto fu nominato Vescovo di Mantova dove ha incontrato una situazione ecclesiale molto difficile. Per affrontare le gravissime difficoltà, egli si dedicò in modo particolare alla formazione del clero, sapendo che, con pastori secondo il Cuore del Buon Pastore, il gregge sarebbe protetto e condotto fuori dagli errori dottrinali e morali. Nel suo proprio ministero pastorale, il tema che emergeva con più grande frequenza era la necessità di insegnare bene la dottrina della Chiesa. Egli è stato conosciuto come “Il Vescovo del catechismo”. 12 [Cf. Del Gal, p. 136.]
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIn una lettera del 12 ottobre 1885 ai parroci, scrisse:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« In tutte le Parrocchie sia istituita la Scuola della Dottrina Cristiana: in tutte le Domeniche e feste di precetto sia fatto in tutte le chiese il Catechismo: il Parroco spieghi la Dottrina Cristiana ai fanciulli, e, subito dopo, dal pulpito o dalla cattedra tenga il Catechismo al popolo. In Quaresima ed in Avvento si dovrà fare un’istruzione speciale e giornaliera ai fanciulli per prepararli alla Confessione ed alla Comunione. I genitori, i tutori o i padroni – lo ricordino i Parroci – che abitualmente impediscono ai figliuoli o dipendenti di frequentare l’insegnamento della Dottrina Cristiana, non si possono assolvere ». 13 [Del Gal, p. 137.]

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSi vede quanto severo fu il Vescovo sia nel dettaglio della legislazione sul Catechismo sia nella sanzione imposta ai responsabili, specialmente ai genitori, che avessero impedito l’insegnamento ai giovani che si trovavano sotto la loro responsabilità. Anche il Sinodo Diocesano di Mantova, celebrato sotto la sua presidenza, metteva una forte e giusta enfasi sulla disciplina catechetica quale fondazione della vita cristiana quotidiana.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaFu instancabile nella promozione della sana catechesi. Nelle sue visite pastorali teneva egli stesso la catechesi ma assisteva anche alla catechesi del Parroco per essere sicuro che tutti i Parroci compissero bene la loro responsabilità fondamentale di primo catechista nella parrocchia. Molti sono i racconti di suoi interventi personali in parrocchie dove in un modo o in un altro il Parroco mancava nell’opera catechetica. 14 [Cf. Del Gal, pp. 139-142.] Allo stesso tempo, faceva di tutto per ispirare i parroci ad essere pienamente impegnati nella catechesi, come egli lo fu come Parroco di Salzano, perfino dando “un cospicuo premio in danaro a chi tra loro avesse suggerito il modo più semplice ed efficace per insegnare [la Dottrina Cristiana] e spiegarla « in relazione ai bisogni e alle condizioni della Diocesi ». 15 [Del Gal, p. 138.]

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl 12 giugno 1893 Papa Leone XIII, riconoscendo i lavori straordinari del Vescovo di Mantova, creò Giuseppe Sarto cardinale di Santa Romana Chiesa. Il 16 giugno seguente lo preconizzò Patriarca di Venezia. 16 [Cf. Giordani, p. 4.] A Venezia continuò a centrare la sua missione episcopale sulla catechesi. Già da Vescovo di Mantova egli lottava per un catechismo unico, notando le deficienze e anche contraddizioni nei molteplici catechismi in uso. Ha fatto un forte intervento per un unico catechismo al primo Congresso Catechistico Nazionale di Piacenza. Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Scrisse così ai partecipanti a quel Congresso:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« In tanta copia di Catechismi che, specialmente in questi ultimi anni si sono pubblicati, molti dei quali mancano non solo nella forma, ma anche nella esattezza dogmatica, è desiderabile un testo unico, che sia adottato per l’insegnamento nelle Scuole della Dottrina Cristiana…
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica
« Come, infatti, dalla Santa Sede è stabilito il Catechismus ad Parochos che appartiene alla Chiesa Universale, così si bramerebbe che vi fosse un Catechismo popolare storico-dogmatico-morale redatto in domande brevi e brevissime risposte, il quale fosse insegnato in tutte le Scuole della Dottrina Cristiana, tradotto in tutte le lingue, così che, anche in questa parte, tutti fossero labii unius; e questo fosse il fondamento di tutte le altre istruzioni più copiose che, a secondo della età, dell’ingegno e della condizione degli ascoltanti, devono fare il Parroco ed il Catechista ». 17 [Del Gal, p. 145]
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl suo intervento portò alla mozione del Congresso da lui sperata ma purtroppo senza il risultato concreto sperato.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaA Venezia, come osserva Luciano Nordera nella sua tesi discussa presso la Facoltà di Storia Ecclesiastica della Pontificia Università Gregoriana, egli “riuscì con il discusso clerico-moderatismo (1895) a far entrare nuovamente l’istruzione religiosa nelle scuole pubbliche; inoltre coronò gli sforzi iniziati dai suoi predecessori, pubblicando il catechismo regionale veneto (1896)”. 18 [Luciano Nordera, Genesi storica del Catechismo di Pio X (1896-1916) (Roma: Pontificia Universitas Gregoriana, Facultas Historiae Ecclesiasticae, 1987), p. 148.] Riflettendo sulla vasta e perseverante attività catechetica di Giuseppe Sarto come sacerdote, Vescovo di Mantova e Patriarca di Venezia, egli ha ricapitolato così quella ricca dote di catechista che egli portò alla Sede di Pietro quando fu eletto Romano Pontefice il 4 agosto 1903:

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPio X, ricco di questa esperienza [catechetica] mirò a formare un tipo di cristiano completo, a cui doveva contribuire l’azione catechistica, che portava alla partecipazione liturgica, vissuta concretamente nei sacramenti, specie nell’eucaristia, ricevuta presto e di frequente. In campo catechistico poi egli fu attento alle numerose richieste d’un formulario unico ed agì contemporaneamente in due direttrici: illuminò le menti, per formare persone convinte, e spinse all’azione. Infatti con l’enciclica Acerbo nimis (1905)… cercò di dare alla catechesi una solida base di princìpi; poi farà pubblicare anche due catechismi rinnovati. Per tutte queste iniziative egli passò alla storia come il papa del catechismo. 19 [Nordera, p. 148.]

2. Suo magistero sulla catechesi.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaUna volta eletto al Soglio di Pietro, San Pio X continua la sua cura pastorale, adesso estesa alla Chiesa universale, dando attenzione primaria alla catechesi. Ho già menzionato la sua catechesi domenicale offerta nelle diverse parrocchie di Roma e anche nel Cortile di San Damaso. Ma era ben presente in lui anche il bisogno di un unico catechismo. Commenta Del Gal sulle prime preoccupazioni del neo-eletto Romano Pontefice:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« Avendo osservato che il Catechismo in uso nell’Urbe presentava una forma un po’ antiquata, si pose in animo di prepararne un altro più adatto da estendersi, in seguito, a tutta l’Italia ed anche a tutta la Chiesa ». 20 [Del Gal, p. 402.]

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEgli aveva in mente, come già si era espresso al Congresso Eucaristico Nazionale a Piacenza, un Catechismo unico che, togliendo ogni differenza nelle formule, assicurasse l’uniformità dell’insegnamento religioso: uniformità richiesta, oltre che dal principio che alla unità della Fede dovesse corrispondere l’identità della espressione e delle formule, anche dalle stesse nuove condizioni dei tempi, e sopra tutto, per la cresciuta facilità dei trasferimenti di masse popolari non solo da un paese all’altro, ma perfino da un continente all’altro. 21 [Del Gal, p. 402.]
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesto desiderio, formulato dai primi giorni del suo Pontificato, si realizzò soltanto verso la fine dello stesso, nel 1912, con la pubblicazione del Catechismo di Pio X indirizzato alla Diocesi di Roma ma nel breve tempo utilizzato in molte Diocesi d’Italia. La duratura importanza del Catechismo di Pio X si manifestò nell’ampio commentario di Padre C.T. Dragone della Pia Società San Paolo, pubblicato in 3 volumi nel 1950 e poi condensato in un solo volume che ha avuto la sua 4ª edizione nel 1963. 22 [Cf. C.T. Dragone, Spiegazione del Catechismo di San Pio X. Per catechisti (Verrua Savoia: Centro Librario Sodalitium, 2009).]
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNella sua prima Lettera enciclica E supremi apostolatus, del 4 ottobre 1903, San Pio X annunciava il programma del suo Pontificato che affrontava una situazione di confusione e errore sulla fede nel mondo e di perdita di fede da parte di molti nella Chiesa. Nella predetta Lettera enciclica egli nominava la grave malattia che stava seminando tanta sofferenza nel mondo e minacciava la sua distruzione: “l’assenza e la separazione da Dio” (“defectio abscessioque a Deo”) . 23 [Pius PP. X, Epistola encyclica E supremi apostolatus, 4 Octobris 1903, Acta Sanctae Sedis 36 (1903-1904), p. 130.] Egli perciò, scegliendo come motto le parole prese dalla Lettera di San Paolo agli Efesini, “ricondurre al Cristo … tutte le cose” (“Instaurare omnia in Christo”) , 24 [Ef 1, 10.] ha sottolineato fin dall’inizio del Pontificato l’importanza della sana catechesi e correlativamente della solida formazione dei sacerdoti. Allo stesso tempo, non ha risparmiato alcuna energia nell’affrontare e combattere la pervasiva eresia di Modernismo, con le sue varie e talvolta sottili forme.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl 15 aprile 1905 egli pubblicò la Lettera enciclica Acerbo nimis, “De christiana doctrina tradenda” (“sulla trasmissione della dottrina cristiana”). Nella Lettera enciclica insisteva sulla necessità dell’istruzione catechetica, non solamente per i fanciulli ma anche per gli adulti, dava delle regole dettagliate per la catechesi, specialmente in rapporto con le scuole più adatte per l’istruzione religiosa degli alunni delle scuole pubbliche, e anche delle università, ed ordinava un nuovo catechismo per la Diocesi di Roma.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAll’inizio della Lettera enciclica, riferendosi all’umiltà con la quale aveva accettato l’ufficio Petrino, commentò la grave situazione di ignoranza, confusione, e errore per quanto riguarda la fede. Dichiarò:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« In troppo ingrati e difficili tempi le disposizioni arcane della provvidenza divina hanno sollevato la Nostra pochezza all’officio di Pastore supremo dell’universo gregge di Gesù Cristo. L’uomo inimico già da lunga stagione si aggira intorno a questo gregge, e lo va così insidiando con sottilissima astuzia, che or più che mai sembra verificato ciò che l’Apostolo prediceva ai maggiorenti della Chiesa di Efeso: “Io so che entreranno fra voi lupi rapaci che non perdoneranno all’ovile” (Act. XX, 29). — Del quale religioso decadimento coloro, che nutrono tuttora zelo della gloria di Dio, vanno indagando le ragioni e le cause; e mentre altri altre ne assegnano, conforme all’opinar di ciascuno, diverse son le vie che seguono per tutelare e ristabilire il regno di Dio sulla terra. A Noi, Venerabili fratelli, checché sia di altre cagioni, sembra di preferenza dover convenire con coloro che la radice precipua dell’odierno rilassamento e quasi insensibilità degli animi e dei gravissimi mali che quindi si derivano, ripongono nell’ignoranza delle cose divine... ». 25 [“Acerbo nimis ac difficili tempore ad supremi pastoris munus,in universum Christi gregem gerendum, arcanum Dei consilium tenuitatem Nostram evexit. Inimicus namque homo sic gregem ipsum iam diu obambulat vaferrimaque insidiatur astutia, ut nunc vel maxime illud factum esse. videatur, quod senioribus Ecclesiae Ephesi praenuntiabat Apostolus : Ego scio quoniam intrabunt... lupi rapaces in vos, non parcentes gregi (i). — Cuius quidem religiosae rei inclinationis, quicumque adhuc divinae gloriae studio feruntur, causas rationesque inquirunt ; quas dum alii alias afferunt, diversas, pro sua quisque sententia, ad Dei regnum in hisce terris tutandum restituendumque sequuntur vias. Nobis, Venerabiles Fratres, quamvis cetera non respuamus, iis maxime assentiendum videtur, quorum iudicio et praesens animorum remissio ac veluti imbecillitas, quaeque inde gravissima oriuntur mala, ex divinarum ignoratione rerum...”. Pius PP. X, Litterae encyclicae Acerbo nimis “De christiana doctrina tradenda”, 15 Aprilis 1905, Acta Sanctae Sedis 37 (1904-1905), p. 613. Traduzione italiana: Enchiridion delle Encicliche (Bologna: Edizioni Dehoniane, 1998), vol. 4, p. 107, n. 83.]
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl Santo Padre identifica l’ignoranza della dottrina cristiana quale la causa primaria del declino della fede e perciò indica che la sana catechesi è d’importanza primaria nella restaurazione della fede. Non è difficile percepire quanto attuali siano le osservazioni e le conclusioni di San Pio X. Esse sono veramente rinvenibili nei motivi che hanno condotto Papa Benedetto XVI ad indire l’Anno della Fede.
            È chiaro come le osservazioni e le conclusioni di San Pio X sorgono dalla sua lunga e profonda esperienza di pastore delle anime. Egli descrisse in termini molto concreti gli effetti della mancanza di catechesi nella vita spirituale dei cristiani e, allo stesso tempo, le conseguenze pericolose per la salvezza delle loro anime. Ecco le sue parole:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« E che infatti fra i cristiani dei nostri giorni sieno moltissimi quelli i quali vivono in una estrema ignoranza delle cose necessarie a sapersi per la eterna salute, è lamento oggimai comune, e purtroppo! lamento giustissimo. E quando diciamo fra i cristiani, non intendiamo solamente della plebe o di persone di ceto inferiore, scusabili talvolta, perché, soggetti al comando d’inumani padroni, appena è che abbian agio di pensare a sè ed ai propri vantaggi: ma altresì e sopratutto di coloro, che pur non mancando d’ingegno e di coltura, mentre delle profane cose sono conoscentissimi, vivono spensierati e come a caso in ordine alla religione. Può dirsi appena di quali profonde tenebre questi tali sien circondati; e ciò che più accuora, tranquillamente vi si mantengono! Niun pensiero quasi sorge loro di Dio autore e moderatore dell’universo e di quanto insegna la Fede cristiana. E conseguentemente, sono cose affatto ignote per essi e l’Incarnazione del Verbo di Dio, e l’opera di redenzione dell’uman genere da lui compiuta; e la Grazia che è pur il mezzo precipuo pel conseguimento dei beni eterni, e il santo Sacrificio e i Sacramenti, pei quali la detta grazia si acquista e conserva. Nulla poi apprezzano la malizia e turpitudine del peccato, e quindi non hanno affatto pensiero di evitarlo o di liberarsene; e così si giunge al giorno supremo, talché il ministro di Dio, acciò non manchi una qualche speranza di salute, è costretto ad usare dei momenti estremi, che dovrebbero tutti impiegarsi nel fomentare la carità verso Dio, nel dare una sommaria istruzione delle cose indispensabili a salute; se pure, ciò che sovente interviene, l’infermo non sia talmente schiavo di colpevole ignoranza, da credere superflua l’opera del sacerdote, e senza riconciliarsi con Dio, affronti tranquillo il viaggio tremendo dell’eternità. Onde è che il Nostro predecessore Benedetto XIV giustamente scrisse: "Questo asseveriamo, che la maggior parte di coloro, che son dannati agli eterni supplizi, incontrano quella perpetua sventura per ignoranza dei misteri della fede, che necessariamente si debbono sapere e credere per essere ascritti fra gli eletti" [Instit., XXVI, 18] ». 26 [“Et re quidem vera, aetate hac nostra esse quamplurimos in christiano populo, qui in summa ignoratione eorum versentur, quae ad salutem aeternam nosse oportet, communes, eaeque proh dolor ! non iniustae, sunt querimoniae. — Quum vero christianum dicimus populum, non plebem tantum aut sequioris coetus homines significamus, qui saepenumero aliquam ignorantiae excusationem ex eo admittunt, quod immitium dominorum imperio cum pareant, vix sibi suisque temporibus servire queunt: sed illos etiam et maxime, qui etsi ingenio cultuque non carent, profana quidem eruditione affatim pollent, ad religionem tamen quod attinet, temere omnino atque, imprudenter vivunt. Difficile dictu est quam crassis hi saepe tenebris obvolvantur; quodque magis dolendum est,in iis tranquille iacent ! De summo rerum omnium auctore ac moderatore Deo, de christianae fidei sapientia nulla fere ipsis cogitatio. Hinc vero nec de Verbi Dei incarnatione, nec de perfecta- ab ipso humani generis restauratione quidquam norunt; nihil de Gratia, quae potissimum est adiumentum ad aeternorum adeptionem, nihil de Sacrificio augusto aut de Sacramentis, quibus gratiam ipsam assequimur ac retinemus. Peccato autem quid nequitiae insit quid turpitudinis nullo pacto aestimatur; unde nec eius vitandi nec deponendi sollicitudo ulla: sicque ad supremum usque diem venitur, ut sacerdos, ne spes absit salutis, extrema agentium animam momenta, quae fovendae maxime caritati in Deum impendi oporteret, edocendo summatim religionem tribuat: si tamen, quod fere usuvenit, usque adeo culpabili ignorantia moriens non laboret ut et sacerdotis operam supervacaneam arbitretur et, minime placato Deo, tremendam aeternitatis viam securo animo ingrediendam putet. Unde merito scripsit Benedictus XIV decessor Noster: Illud affirmamus, magnam eorum partem, qui aeternis suppliciis damnantur, eam calamitatem perpetuo subire ob ignorantiam mysteriorum fidei, quae scire et credere necessario debent, ut inter electos cooptentur”. Ibid., pp. 614-615. Traduzione italiana: Ibid., p. 109, n. 84.]

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSan Pio X ha visto chiaramente come l’ignoranza religiosa portava non soltanto le singole anime ma anche la società stessa ad un declino, ad una mancanza di pensiero ponderato sulle più gravi questioni ed ad una trascuratezza per quanto riguarda la dignità stessa dell’uomo e perciò l’amore fraterno.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMentre egli ammetteva la sfida dell’insegnamento del Catechismo e la tentazione di abbandonarlo per una presentazione più leggera e di immediata attrattiva, allo stesso tempo, ha confermato l’insostituibile ruolo della catechesi basata sul Catechismo per la comunicazione della fede. Parlando dei grandi oratóri sacri egli scrisse:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« Veramente il lavoro degli oratóri richiede un altro lavoro previo, cioè quello dei catechisti; che se questo manca, le fondamenta non ci sono, e invano lavora chi edifica la casa ». 27 [“Verum illorum labor laborem alium praevium desiderat, scilicet catechistarum; qui si deest, fundamenta desunt, atque in vanum laborant qui aedificant domum”. Ibid., p. 620. Traduzione italiana: Ibid., p. 119, n. 95. Pius PP. X, Litterae quibus Pius PP. X novum Compendium Catechismi praescribit Dioecesibus Provinciae Romanae, Acta Sanctae Sedis, 38 (1905-1906), pp. 129-131.]

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNon molto tempo dopo la pubblicazione della Lettera enciclica Acerbo nimis, cioè il 14 giugno 1905, San Pio X scrisse al Cardinale Vicario di Roma, ordinando la preparazione di un nuovo Catechismo per le diocesi della Provincia Romana. Allo stesso tempo non ha nascosto il suo desiderio per un uso più ampio, perfino universale, di questo Catechismo. Ecco le parole della Lettera al Cardinale Vicario di Roma:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica La necessità di provvedere per quanto è possibile alla religiosa istituzione della tenera gioventù Ci ha consigliato la stampa di un Catechismo, che esponga in modo chiaro i rudimenti della santa fede, e quelle divine verità, alle quali deve informarsi la vita d’ogni cristiano… L’uso di questo testo sarà obbligatorio per l’insegnamento pubblico e privato nella Diocesi di Roma e in tutte le altre della Provincia Romana; e confidiamo che anche le altre Diocesi vorranno adottarlo per arrivare così a quel testo unico, almeno per tutta l’Italia, che è nell’universale desiderio . 28 []

Pius PP. X, Epistola encyclica E supremi apostolatus, 4 Octobris 1903, Acta Sanctae Sedis 36 (1903-1904), p. 130.

Ef 1, 10.

“Acerbo nimis ac difficili tempore ad supremi pastoris munus,in universum Christi gregem gerendum, arcanum Dei consilium tenuitatem Nostram evexit. Inimicus namque homo sic gregem ipsum iam diu obambulat vaferrimaque insidiatur astutia, ut nunc vel maxime illud factum esse. videatur, quod senioribus Ecclesiae Ephesi praenuntiabat Apostolus : Ego scio quoniam intrabunt... lupi rapaces in vos, non parcentes gregi (i). — Cuius quidem religiosae rei inclinationis, quicumque adhuc divinae gloriae studio feruntur, causas rationesque inquirunt ; quas dum alii alias afferunt, diversas, pro sua quisque sententia, ad Dei regnum in hisce terris tutandum restituendumque sequuntur vias. Nobis, Venerabiles Fratres, quamvis cetera non respuamus, iis maxime assentiendum videtur, quorum iudicio et praesens animorum remissio ac veluti imbecillitas, quaeque inde gravissima oriuntur mala, ex divinarum ignoratione rerum...”. Pius PP. X, Litterae encyclicae Acerbo nimis “De christiana doctrina tradenda”, 15 Aprilis 1905, Acta Sanctae Sedis 37 (1904-1905), p. 613. Traduzione italiana: Enchiridion delle Encicliche (Bologna: Edizioni Dehoniane, 1998), vol. 4, p. 107, n. 83.

“Et re quidem vera, aetate hac nostra esse quamplurimos in christiano populo, qui in summa ignoratione eorum versentur, quae ad salutem aeternam nosse oportet, communes, eaeque proh dolor ! non iniustae, sunt querimoniae. — Quum vero christianum dicimus populum, non plebem tantum aut sequioris coetus homines significamus, qui saepenumero aliquam ignorantiae excusationem ex eo admittunt, quod immitium dominorum imperio cum pareant, vix sibi suisque temporibus servire queunt: sed illos etiam et maxime, qui etsi ingenio cultuque non carent, profana quidem eruditione affatim pollent, ad religionem tamen quod attinet, temere omnino atque, imprudenter vivunt. Difficile dictu est quam crassis hi saepe tenebris obvolvantur; quodque magis dolendum est,in iis tranquille iacent ! De summo rerum omnium auctore ac moderatore Deo, de christianae fidei sapientia nulla fere ipsis cogitatio. Hinc vero nec de Verbi Dei incarnatione, nec de perfecta- ab ipso humani generis restauratione quidquam norunt; nihil de Gratia, quae potissimum est adiumentum ad aeternorum adeptionem, nihil de Sacrificio augusto aut de Sacramentis, quibus gratiam ipsam assequimur ac retinemus. Peccato autem quid nequitiae insit quid turpitudinis nullo pacto aestimatur; unde nec eius vitandi nec deponendi sollicitudo ulla: sicque ad supremum usque diem venitur, ut sacerdos, ne spes absit salutis, extrema agentium animam momenta, quae fovendae maxime caritati in Deum impendi oporteret, edocendo summatim religionem tribuat: si tamen, quod fere usuvenit, usque adeo culpabili ignorantia moriens non laboret ut et sacerdotis operam supervacaneam arbitretur et, minime placato Deo, tremendam aeternitatis viam securo animo ingrediendam putet. Unde merito scripsit Benedictus XIV decessor Noster: Illud affirmamus, magnam eorum partem, qui aeternis suppliciis damnantur, eam calamitatem perpetuo subire ob ignorantiam mysteriorum fidei, quae scire et credere necessario debent, ut inter electos cooptentur”. Ibid., pp. 614-615. Traduzione italiana: Ibid., p. 109, n. 84.

“Verum illorum labor laborem alium praevium desiderat, scilicet catechistarum; qui si deest, fundamenta desunt, atque in vanum laborant qui aedificant domum”. Ibid., p. 620. Traduzione italiana: Ibid., p. 119, n. 95.

Pius PP. X, Litterae quibus Pius PP. X novum Compendium Catechismi praescribit Dioecesibus Provinciae Romanae, Acta Sanctae Sedis, 38 (1905-1906), pp. 129-131.

3. Il dogma.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaII dogma, per Rahner, è la concettualizzazione dell'esperienza originaria e atematica di fede compiuta dalla Chiesa: « è l’esplicitazione dell’esperienza originaria globale della rivelazione in proposizioni singole » (Dio e rivelazione, p. 452). Questa « autoesplicazione della rivelazione soprannaturale ad opera dell’uomo », però, « riesce solo in parte, si trova sempre in una storia ancora imperfetta, è frammista all’errore, all’accecamento colpevole e alle sue oggettivazioni » (Corso fondamentale, p. 232).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCosì per Rahner « un dogma può benissimo essere vero e tuttavia umanamente prematuro, presuntuoso, colpevole, pericoloso, ambiguo, tentatore, temerario » (cit. da WALTER KASPER, Il dogma sotto la parola di Dio, p. 65). Difficile, per un cattolico, come già abbiamo detto citando ancora questo passo, immaginare che il Magistero della Chiesa possa. attentare in modo così ripugnante alla serenità interiore e alla salute morale del credente: sarei invece più propenso a considerare la teologia rahneriana come gravata da questi conturbanti difetti.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaRahner nota come certe proposizioni dogmatiche costituiscono un « amalgama » formato da un « nucleo » rivestito di « immagini, di connessioni, di emozionalità, ecc., che propriamente non fanno parte del dogma; e quando [uno] fa il tentativo ... di purificare il dogma ‘in se stesso’ da questi concetti e modelli di comprensione condizionati dal tempo e da ogni contesto che non appartiene essenzialmente alla cosa, ... talvolta ci riesce realmente. [Tuttavia,] un uomo, nella sua storicità, non è affatto in grado di distinguere in maniera riflessamente adeguata la propria veste storica della verità da quest’ultima come tale, nella sua permanente validità » (Nuovi saggi, p. 332). La presenza di tali rivestimenti accidentali, che a tutta prima appaiono essenziali, viene secondo Rahner riconosciuta « solo più tardi, permettendo di eliminare tale amalgama » (Dio e rivelazione, p. 496).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMi pare si possa accettare, in linea di principio questa osservazione di Rahner sul fatto che il dogma può esser rivestito di elementi estranei non facilmente riconoscibili; egli tuttavia è troppo scettico circa la possibilità di distinguere l’essenziale dall'accidentale, laddove nega che tale distinzione sia possibile, almeno per il presente.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ lo stesso vizio nominalistico che si può notare nella gnoseologia di Schillebeeckx: 3 [Cfr. il mio articolo Il criterio della verità secondo Schillebeeckx, in « Sacra Doctrina », 2, 1984, pp.188-205.] la mente umana è incapace di astrarre l’universale dal particolare, come avviene nella psiche degli animali, che non sanno elevarsi all’astrattezza ed alla universalità del pensiero. Del resto egli si contraddice nel momento in cui, ammettendo la distinzione, dice poi che è impossibile farla.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesto scetticismo aumenta e diventa intollerabile, laddove Rahner contesta apertamente la possibilità di questa distinzione, della quale parla il documento Mysterium Ecclesiæ della CDF del 1973, da lui espressamente citato, per cui conclude che « non possiamo mai stabilire e superare la storicità di una formulazione mediante una formulazione storicamente non condizionata » (Teologia dell’esperienza dello Spirito, Paoline 1978, p. 607).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQui emerge chiaramente il suo relativismo-storicismo concettuale, che riecheggia l’eresia modernista. Da qui l’incertezza, della quale Rahner parla, che può esserci riguardo al sapere se un dato dogma si è mantenuto, nel tempo, nella sua identità: « Non è in partenza possibile escludere ogni insicurezza e ogni timore che in certe circostanze potremmo aver perso tale identità. Il pericolo che l’elemento mutabile possa ingoiare quello immutabile del dogma cristiano fa parte delle caratteristiche del la fede cristiana » (Nuovi saggi, V, p. 334). Questo – osservo io – potrà capitare a qualche singolo disattento o malintenzionato (l’eretico); ma non certo al Magistero della Chiesa.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSe il dogma si configurasse « immutabile sotto ogni riguardo », secondo Rahner, « uscirebbe dalla storia »: cosa evidentemente assurda per la sua visione storicistica (cfr. Nuovi saggi, V, p. 329). Rahner dimentica qui che appunto le verità astratte ed immutabili, alle quali appartiene il dogma, sono indipendenti dallo spazio-tempo. Ma questo è vero anche per le verità di questo tipo appartenenti all’ordine razionale; altrimenti dovremmo dire che chi afferma che 2 + 2 = 4 si pone al di fuori della storia.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAltro segno di evoluzionismo modernistico nel medesimo contesto, è il fatto che Rahner parla di un « divenire » del dogma « attraverso un processo storico ». Ma il dogma non è come il seme che diventa una quercia. Se di “evoluzione” del dogma si può parlare, come ci ha insegnato Marín-Sola, essa non riguarda il contenuto, ma la sua esplicitazione, per cui certamente sorge un nuovo concetto, ma il passaggio dal precedente al seguente non è un divenire, come accade in biologia, ma è una deduzione logica: ogni concetto è per sé immutabile; si può parlare di evoluzione solo nel senso che al precedente si aggiunge il successivo, senza che il precedente si sia “mutato” nel seguente, come dice l’adagio: “augere vetera novis”. L’evangelico “scriba sapiente” non trasforma le cose vecchie in nuove, ma, supponendo che siano ancora buone, ad esse aggiunge semplicemente le nuove.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOppure, se proprio si vuoi parlare di un « divenire », il nuovo non è il contenuto, ma la conferma che giunge dal Magistero: così si può dire sì che nel 1854 la fede popolare nell’Immacolata Concezione è divenuta dogma; ma non perché sia mutato il contenuto di questa fede, ma bensì solo perché ciò che prima la Chiesa non considerava dogma, poi lo ha dichiarato tale.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCosì pure è falso che l’immutabilità del dogma non sarebbe « un oggetto di cui ci si potrebbe accertare empiricamente con assoluta sicurezza » (Nuovi saggi, V, p. 327). Noi oggi, con nozioni di “natura” e “persona” intendiamo esattamente ciò che intendevano i padri del Concilio di Calcedonia, quando definirono il dogma cristologico, perché queste sono nozioni originarie naturali della mente e pertanto sono concetti metafisici aventi un oggetto immutabile. E tale identità di significato si può indubbiamente controllare empiricamente mediante l’indagine storica, la quale dimostra appunto che circa quei concetti la Chiesa non ha mutato per nulla il suo pensiero, né potrebbe farlo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCiò naturalmente non toglie che noi oggi, dopo quindici secoli di speculazione teologica e metafisica, comprendiamo meglio quei contenuti, ma sempre nell’identità del loro senso, secondo la ben nota formula di Vincenzo di Lerino. Se noi oggi, come Chiesa, non fossimo sicuri che crediamo le stesse cose che hanno creduto i padri di Calcedonia o gli apostoli, che conto dovremmo fare della promessa di Gesù di assistere la sua Chiesa nella fedeltà alla sua parola fino alla fine dei secoli? Mettere in dubbio tale fedeltà è precisamente il processo mentale che conduce all’eresia.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInaccettabile, inoltre, è la tesi di Rahner secondo la quale la Chiesa in futuro non definirà più nuovi dogmi o non conviene che lo faccia, ma si limiterà a ribadire gli antichi interpretandoli eventualmente sotto nuovi orizzonti di comprensione. Senza escludere tale possibilità non vedo assolutamente per quale motivo il progresso dogmatico dovrebbe essersi fermato al 1950, e ciò mi sorprende sulla bocca di un teologo che passa per essere il leader dei progressisti.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaL’unica ragione alla quale io possa pensare, considerando il disprezzo nel quale Rahner tiene i dogmi, e più a monte la capacità stessa della ragione umana di concepire ed esprimere la verità, è che definire nuovi dogmi, nell’attuale situazione di “pluralismo insuperabile”, non avrebbe senso e non servirebbe ad altro che ad aggravare questo “pluralismo”. 4 [Cfr. AA.VV., Infallibile? Specialisti contro Küng, Paoline 1971, p. 388; sulla tesi circa i nuovi dogmi, cfr. ibid., p. 399; Nuovi saggi, V, p. 640; Dio e rivelazione, pp. 440-441; Teologia dell’esperienza dello Spirito, Paoline 1978, p. 640.]

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInaccettabile anche è la teoria rahneriana della « gerarchia del le verità di fede », secondo la quale – e questo dovrebbe anche favorire gli accordi ecumenici – la Chiesa dovrebbe chiedere ai cattolici di tenere i dogmi “fondamentali”, che abbiamo in comune con i fratelli separati; gli altri dovrebbero restare facoltativi, degli “optional”. Dice Rahner: « Se il cattolico possiede una fede saldamente ancorata alle realtà fondamentali del messaggio cristiano, può tranquillamente non interessarsi di molte altre cose presenti nella coscienza di fede della Chiesa universale » (Nuovi saggi, IV, p. 572). E, con questa tesi sconcertante, Rahner ritiene di fondarsi sul Vaticano II (caso eclatante di falsa interpretazione del Concilio): « Quando il Vaticano II parla di una ‘gerarchia delle verità’ (Unitatis Redintegratio, n. 11), “è evidente” (!?) "che il nucleo vero e proprio di questo complesso strutturato di verità ... è più decisivo, e precisamente nel senso che i cerchi periferici [e chi li stabilisce?] all’interno di questa gerarchia possono non essere conosciuti, senza che a ciò ci sia qualcosa da obiettare » (Nuovi saggi, V, p. 368).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAl contrario, dico io, c’è moltissimo da obiettare, come indicano già gli incisi che ho messo nel brano citato:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica1) Ammesso certamente che non tutti i dogmi hanno la stessa importanza, tuttavia “gerarchia” delle verità, secondo il Concilio e secondo la fede cattolica, non significa assolutamente divisione dei dogmi tra obbligateci e facoltativi;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica2) quando mai la Chiesa ha dispensato il cattolico dall’interessarsi di alcuni dogmi detti “periferici”, quasicchè siano semplicemente facoltativi?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica3) al contrario, come abbiamo visto in precedenza, basta negare un dogma per cadere nell’eresia e, se questa è formale, le conseguenze sono la dannazione eterna, perché se è vero che esistono dogmi meno importanti, tuttavia anche questi sono necessari alla vita del cristiano: sarebbe come a dire che la vescica urinaria è meno importante del cuore: sì, ma occorre anche quella per vivere!
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica4) Chi dovrebbe stabilire il confine tra dogmi necessari e dogmi facoltativi? Rahner? Quanto al Papa, penso non abbia alcuna intenzione di farlo. Qui, per la mania di originalità, e per un vergognoso compromesso con i protestanti, si finisce per cadere nel ridicolo. Il guaio è che molti allocchi ci cascano.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer quanto poi riguarda l’interpretazione del dogma, Rahner ritiene giustamente qui – finalmente qualcosa di buono – che la teologia abbia la sua funzione da svolgere, ma se poi andiamo a vedere quali esattamente dovrebbero essere i suoi compiti, ci cascano di nuovo le braccia.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInnanzitutto non manca il riferimento all’esperienza trascendentale, fonte, per Rahner, di ogni sapere, di ragione o di fede, e quindi anche della teologia. Anche il sapere teologico, secondo lui, come quello di fede, rimanda direttamente all’esperienza trascendentale e ne è un’esplicitazione concettuale: « Le affermazioni teologiche verbalmente di natura tematica, ... nonostante la loro struttura razionale che naturalmente posseggono, ... rimandano sempre all'esperienza originaria, pretematica, trascendentale e sono realmente comprensibili solo a questa condizione » (Nuovi saggi, V, p. 144).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEssendo l’esperienza trascendentale atematica ed ineffabile per definizione, non si vede – e lo stesso discorso vale conseguentemente per il dogma – come essa potrebbe fare da punto di riferimento chiaro, oggettivo ed inequivocabile – come dev’essere un criterio di giudizio – per la “comprensibilità” delle proposizioni teologiche: si deve spiegare ciò che è oscuro con ciò che è chiaro e non con qualcosa di ancora più oscuro, addirittura atematico.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInoltre, per Rahner, il teologo deve interpretare il dogma così da non farlo apparire inconciliabile con la mentalità del nostro tempo, e direi che ciò in linea di principio è giusto; ma Rahner calca troppo su questo punto, precisando che il teologo deve fare in modo che il dogma appaia conciliabile « con tutta la mentalità del nostro tempo » (ibid., p. 364). Qui stiamo esagerando: non ci sarà proprio nulla in questa mentalità che sia inconciliabile col dogma? E allora che cosa si chiede al teologo? La quadratura del cerchio? o forse mutare il dogma in modo che piaccia al mondo?

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSorprendente poi è la tesi secondo la quale nel caso di una proposizione metafisica e religiosa – quindi anche nel caso del dogma – sarebbe « molto difficile determinare l’orizzonte di comprensione in base al quale va determinato il suo senso e quindi la sua qualità di proposizione vera o errata; anzi risulta addirittura impossibile riflettere su di esso in maniera adeguata » (Teologia del l’esperienza dello Spirito, p. 608). Rahner si riferisce qui ad « orizzonti di comprensione" storicamente determinati, dei quali parla la già citata Mysterium Ecclesiæ, che egli sta commentando, e che concorrono alla significazione del dogma in un dato tempo. Ma qui Rahner, che si limita a rilevare le diverse interpretazioni di dogmi fatte da diverse scuole teologiche, sembra però fare, della detta “impossibilità”, una questione di principio, coinvolgendo anche il Magistero ecclesiastico: ed è chiaro che qui non possiamo seguirlo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaUn pericoloso scetticismo affiora anche in dichiarazioni come questa: « Non è sempre facile distinguere tra il dogma comune e le varie teologie che lo interpretano, anzi una distinzione assolutamente esatta tra il dogma comune e le sue interpretazioni teologiche risulta addirittura impossibile, perché ogni enunciato teologico di un dogma comporta sempre anche una certa interpretazione » (Nuovi saggi, IV, p. 575). Affiora di nuovo anche qui l’incapacità nominalistica rahneriana di distinguere l’universale dal particolare, l’accidentale dal sostanziale, il necessario dal contingente.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDobbiamo invece dire che il problema dell’interpretazione del dogma non ha nulla a che vedere con il pluralismo teologico: quando il teologo interpreta il dogma, non deve intrufolare nella sua interpretazione la sua teologia, altrimenti l’interpretazione è automaticamente sbagliata e - come diremmo - “ad usum Delphini”: sarebbe come se un interprete, che deve spiegare un’espressione, mescolasse a quell’espressione, di sua iniziativa, un suo contenuto estraneo: che razza di interprete sarebbe? E un teologo, che si suppone magari sacerdote, con la scusa dell’interpretazione è forse autorizzato ad essere un impostore, farsi dare una lezione di onestà magari da un interprete di francese o inglese che guida un visitatore in una gita turistica?

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQualcuno però forse obbietterà: interpretare il senso di un dogma è cosa ben più difficile. D’accordo; ma il teologo per che cosa lo ha preso a fare il titolo di “dottore in teologia”? Per fare l’avvocato Azzeccagarbugli?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSe, come sostiene Rahner, la distinzione fra un dogma e 1’interpretazione fattane dal teologo risulta impossibile, allora si verrebbe a dire che risulta impossibile distinguere dogma e teologia, sapere da opinare, apparenza da realtà: il che a sua volta viene a confondere la Parola di Dio (spiegata dal dogma) e la parola umana (quella del teologo), e siamo di nuovo nel panteismo: la confusione tra l'umano e il divino.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDichiarare impossibile distinguere l’interprete dall’interpretato è come dichiarare impossibile distinguere la signorina laureata in lingue che fa da interprete al presidente Putin, dal presidente Putin: bisogna avere la vista piuttosto annebbiata. Così analogamente penso che il portavoce, che alla sala stampa del Vaticano presenta il contenuto dell'ultima enciclica del Papa dovrebbe essere ben distinguibile dal Papa. È regola fondamentale di ogni interpretazione, nota a tutti, che interpretare non deve voler dire aggiungere, mutare o togliere, ma semplicemente far capire.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCerto può capitare che una proposizione sia di difficile o discussa interpretazione: ciò spiega allora una molteplicità di diverse interpretazioni ipotetiche; ma si suppone che si tratti di una situazione provvisoria, in attesa dell’interpretazione giusta e persuasiva, ben fondata che non potrà essere che una sola, almeno se il testo è univoco.
Ora un dogma certamente può aver bisogno d'essere interpretato e il teologo indubbiamente è persona qualificata a farlo. Ma non dimentichiamo anche la parte, che in certe situazioni può essere necessaria, propria del Magistero, dato che dopo tutto è il Magistero il maestro della fede.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl Magistero, a sua volta, come abbiamo visto, può approvare l’interpretazione di qualche teologo, per cui questa per ciò stesso viene elevata o a nuovo dogma o comunque a dottrina della Chiesa.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE poi perchè dovrebbe essere tanto difficile fare la distinzione tra contenuto dogmatico e contenuto proprio di una particolare teologia, quando si suppone che si possano avere i testi sia del dogma che dell'interpretazione fattane dal dato teologo? Chiunque può confrontare personalmente il testo del Magistero e l’interpretazione del teologo e verificare se, a suo giudizio, l’interpretazione è esatta. E forse che il Magistero non dovrebbe avere la capacità di prendere le distanze da interpretazioni errate del suo insegnamento? Se così fosse, egli verrebbe meno al mandato di Cristo: il che è impensabile.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE dunque anche nel rischio della confusione è possibile e facile fare la distinzione. Difficile sarebbe se il contenuto dogmatico in se stesso ci fosse mediato da una particolare teologia. Ma anche in questo caso, la distinzione è possibile e doverosa per non confondere appunto la Parola di Dio con un qualunque teologo, fosse pure S. Agostino o S. Tommaso. E il criterio per la distinzione sono la conoscenza del linguaggio e della contestualità dogmatica tradizionali della Chiesa da una parte, e il linguaggio e le nozioni di quella particolare teologia dall'altra. Per esempio, la devozione al Sacro Cuore di Gesù mette certamente in gioco il dogma dell’umanità di Cristo mediato da una particolare spiritualità: ma nessuno vorrà confondere il dogma di Calcedonia con le visioni di S. Maria Margherita Maria Alacocque.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaUn’altra teoria erronea di Rahner circa l’interpretazione del dogma la troviamo in questa sua dichiarazione: « A partire dagli ultimi cento anni noi ci troviamo in una situazione nella quale una nuova definizione [dogmatica] non può più diventare sbagliata, perchè il legittimo spazio per la sua interpretazione è così vasto, che essa non può più avere accanto a sé nessun errore » (Infallibile?, Op. cit., p. 399).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQueste parole faranno certamente trasalire di gioia i buonisti per i quali tutti hanno ragione e gli errori non esistono, ma sono tipici sofismi dello scetticismo più grossolano, che abbiamo già avuto modo di confutare in precedenza. Ricordiamo qui soltanto il riferimento all’interpretazione, che in precedenza non avevamo fatto, e possiamo dire così: Rahner dimentica quelli che sono la natura lo scopo dell’interpretazione.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInterpretare non è un’esternazione soggettiva o creativa senza una regola oggettiva che giustifichi e verifichi il lavoro interpretativo, per cui sarebbero normali certe “interpretazioni” in contrasto tra loro, ma tutte “valide”, in quanto esternazioni a briglia sciolta della “soggettività”. Interpretare è una cosa seria. Interpretare, ripeto, quando c’è un problema di verità, e soprattutto nel campo della divina Rivelazione, vuol dire far conoscere, e quando si tratta di conoscenza, le possibilità non sono che due: o la conoscenza è vera, ossia conforme all’oggetto o alla regola, e allora l’interpretazione è vera; altrimenti è falsa. E ciò vale anche nel caso, come capita per la Bibbia, che il testo abbia più significati legittimi.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDiverso è il caso della produzione artistica, dove l’interpretazione dà occasione, per esempio, all’esecutore di un brano musicale di dimostrare la propria personalità creativa, scostandosi da un’esecuzione puramente meccanica e scolastica. Ma è cosa grave confondere l’interpretazione della Parola di Dio con l’interpretazione di una musica di Bach o di Beethoven!

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMolteplici possono essere le maniere di vedere una medesima cosa; ma non le interpretazioni: queste non possono essere che due (in riferimento a un medesimo significato): o vera o falsa. Non così i punti di vista e i modi di vedere una medesima cosa. Una medesima casa può esser vista in tanti modi: di fronte, di dietro, dall’alto, dal basso, in fotografia, al cinema, nel ricordo... tutti modi legittimi, e tutti veri. Rahner sembra confondere interpretazione e punto di vista, ed è un errore grave. Ed inoltre confonde la molteplicità di significati che può avere un testo rivelato con un’assurda posizione scettica che mette sullo stesso piano il vero e il falso.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInfine, un’ipotesi di Rahner, la quale, se non è assurda, è però quanto meno pastoralmente assai sconsigliabile. « Potrebbe darsi – egli dice (Infallibile?, Op. cit., p. 388) – che all’interno della Chiesa universale una consistente Chiesa particolare disponga di una teologia comune, compresa e condivisa da tutti nella Chiesa particolare, tanto da poter con essa pronunciare proposizioni di fede valide e vincolanti ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa cosa potrebbe accadere e direi che di per sé non comporta nulla di male o di illecito. Ma non mi pare auspicabile e opportuna e, in questo senso, non mi pare lodevole, perché qui si introduce il pluralismo dove il pluralismo non c’entra, ma dev’esserci l’unità di un solo pensare e di un solo parlare, come auspica, quando si tratta di dogmi, la stessa Sacra Scrittura: è logico infatti che ciò che è uno sia espresso unitariamente, è logico che sia il molteplice ad essere espresso in molti. Il pluralismo può riguardare le teologie, le spiritualità, le mistiche, ma non il contenuto di fede o il dogma. Per questo - benché la cosa sia per sé possibile - ritengo bene - come del resto la Chiesa ha sempre fatto e penso sempre farà - che i dogmi siano espressi sempre con concetti e linguaggio universali e appunto come tali recepibili da tutti, anche se all’occorrenza bisognosi di un’adeguata spiegazione o interpretazione. Sappiamo tuttavia come nella Chiesa esistono più Simboli di fede, i quali possono indubbiamente riflettere teologie diverse o per grado di sviluppo o per accentuazioni differenti dei medesimi contenuti.

 

* Prefetto della Suprema Segnatura Apostolica.

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