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 LA PARTECIPAZIONE AL CRISTO /1.

Enrico Maria Radaelli *

LA PARTECIPAZIONE DELLE
FALSE RELIGIONI AL CRISTO:
LA DOMINUS IESUS,
LA GRAZIA E L’EUCARISTIA.


L’articolo è pubblicato su « Inter Multiplices Una Vox »,
n. 1 (anno IV), febbraio 2003.


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Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa Dichiarazione Dominus Iesus ribadirebbe solennemente fin dal titolo la signoria di Cristo su tutto l’essere dell’universo, di conseguenza « l’unicità e l’universalità salvifica del mistero di Gesù Cristo e della Chiesa » (§ 2). Essa vorrebbe riaffermare l’universalità della signoria del Verbum divino nel rispetto della millenaria tradizione della Chiesa, ma vi riesce solo in parte, inficiata com’è da alcuni elementi distonici rispetto alla dottrina classica, prelevati dal concilio Vaticano II e dal magistero di Giovanni Paolo II, di cui essa si avvale e che anzi acquisisce come basi per nuove formulazioni.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAvendo proposto in altra sede delle disamine sistematiche della Dichiarazione, qui ci si soffermerà sui (nove) passi che toccano direttamente l’incoerenza del Documento sulla relazione che intercorre, particolarmente in ordine alla Grazia e all’Eucarestia, tra la Chiesa e le religioni non cristiane. Se ne proverà quindi, punto per punto, l'erroneità dell’approccio.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaBisogna dividere bene tra quello che è il rapporto tra la Chiesa e i singoli uomini che, pur non essendo formalmente e visibilmente suoi membri, possono farvi parte in votum, e quello che è il rapporto tra la Chiesa e le altre religioni. Questa differenza di rapporto non viene mai riconosciuta né dalla Dichiarazione né dai testi conciliari cui essa si riferisce, mentre nei testi del magistero preconciliari essa è ben presente e decisiva. Ma qui passa il discrimine sostanziale tra la teologia ortodossa e la teologia innovativa (vedi punto 10).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCome nota anche il professor Johannes Dörmann (Crf. « sì sì no no » anno 2001, n. 5), nel primo caso la lettura della Dichiarazione non solleverebbe dubbi, salvo « stimolare i teologi a proseguire oltre, a penetrare con ulteriori ricerche nei fatti più intimi della salvezza, tra Dio e l’anima individuale », quando per altro « il rapporto più intimo tra l’anima e Dio è rapporto sottratto per definizione ad ogni ulteriore approfondimento teologico ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaFatto salvo quindi questo rapporto, deve venire studiata e chiarita l’altra relazione: quella intercorrente tra le varie religioni in quanto tali e la religione fondata da GESÙ Cristo, la Chiesa che ne è l’espressione visibile. È in questo senso specifico che saranno ora discusse le parole della Dichiarazione, in dieci punti. I testi della Dichiarazione sono raccolti tutti insieme in coda allo scritto.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica1. « La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaA proposito dei grandi filosofi greci, san Giustino affermava che « tutto ciò che essi hanno insegnato di buono appartiene a noi, a noi cristiani », e anzi, sempre a riguardo della sola filosofia e metafisica greca, precisava con una legge generale: « Tutto quanto è stato affermato sempre in modo eccellente e quanto scoprirono coloro che fanno filosofia o istituiscono leggi, è stato compiuto da loro attraverso la ricerca o la contemplazione di una parte del Verbo » (II Apol., 10,1-3). Il filosofo cristiano si riferiva precipuamente al riconoscimento da parte dei greci dell'esistenza di un Dio unico, dell'esistenza dell'anima e della sua immortalità. Fatti precisi, non anonimi e inconsistenti come quelli cui accenna la Dichiarazione. Fatti che servivano per combattere le false religioni, non per apprezzarle.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaFatti conoscibili con la ragione naturale (la contemplazione di una parte del Verbo) e fatti che per la loro stessa ragione costringevano a ripudiare l’idolatria.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl vero delle false religioni è, per così dire, costitutivo di esse, ma non sostanzialmente, bensì solo accidentalmente, in quanto è quella loro parte che permette all’uomo di crederle vere, non palesandosi immediatamente la loro falsità. Se non ci fosse del vero in una proposizione falsa, essa non avrebbe modo di nascondersi. Ma il paralogismo, la falsità, proprio in questo consiste, nell’apparire fortemente vera sotto ogni aspetto. E tanto più essa appare vera e credibile, tanto cresce la sua falsità. Al contrario, diminuendo in essa la quantità di vero, diminuisce la sua falsità.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuindi la posizione della Chiesa, maestra di verità, non deve essere di benevolenza, ma di severo giudizio, riguardo a ciò che di vero persiste nella falsità delle religioni, per riprendersi ciò che è suo, ciò che anzi, sotto le mentite spoglie, assume anche un aspetto non veritiero, quand’anche fosse in sé vero. E tanto più dev’essere severo il suo giudizio, dove gli elementi di vero le sono più prossimi e l’elemento di falsità più difficile a trovarsi. Perché poi il vero delle false religioni sia setacciato e riconosciuto come tale dagli uomini retti, ci vuole la Grazia, senza la quale esso non può assumere per loro l’aspetto che gli è proprio.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ per questo che, per la conversione al vero Dio di un pagano, « il voto implicito non può avere effetto se l’uomo non ha una fede soprannaturale [data dalla Grazia] » (Lettera del S. Uffizio all’Arcivescovo di Boston, 8 agosto ’49).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaRiguardo poi al santo di cui si dice, san Tommaso spiega che « il termine implica due cose. Prima di tutto purezza: a cotesto significato accenna il termine greco, difatti àgios significa senza terra. In secondo luogo indica stabilità: infatti presso gli antichi si denominavano sante le norme difese dalle leggi, così da non potersi violare; e una cosa si dice sancita per il fatto che è stabilita dalla legge. […] Entrambi i significati permettono di attribuire la santità a quanto si applica al culto di Dio. Infatti perché la mente si applichi a Dio è necessaria la purezza. […]
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« Ora, è necessario che la mente si astragga dalle cose inferiori, per potersi unire alla realtà suprema. […] Perché un’anima si applichi a Dio si richiede inoltre la stabilità. Infatti essa si deve applicare a Lui come al suo ultimo fine e al suo primo principio: ebbene, queste due cose devono essere immobili al massimo, secondo le parabole dell'Apostolo: “Io son persuaso che né morte né vita potrà mai separarmi dalla carità di Dio”. » (Summa Theol., II-II, q. 81, a. 8).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOra, se le religioni false hanno per proprio oggetto un dio, non sono religioni false, perché il loro oggetto è vero. Quindi è appropriato che esse abbiano elementi santi, come sostiene la Dichiarazione. E anzi li abbiano in abbondanza, come si conviene a dei culti finalizzati a qualcosa di superiore. Ma le religioni il cui dio non è quello rivelato da Gesù Cristo sono false, in quanto il loro oggetto è nullo, come dice la Scrittura: « Tutti gli dei delle nazioni sono vanità » (Psal., XCV, 5), quand’anche non siano « demoni », come precisa il versetto nella versione dei Settanta. Ora, se l’oggetto di una religione non è santo, in quanto è un diavolo, o non è niente, tanto meno si può dire santo il suo culto, né pretendere che qualche elemento di esso lo sia.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInoltre, essendo la virtù di religione una specie della virtù di giustizia, è necessario che gli atti compiuti con essa siano eseguiti soddisfacendo il bene cui è ordinata, e questo lo si può fare solo con la Grazia, che non è presente nelle religioni pagane in quanto tali, come vedremo.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer cui, dire che « la Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni », ancorché non sia per nulla determinato alcun elemento preciso né di verità né di santità, sottintende accreditare a delle idolatrie e superstizioni una specie, quella di religione, che non gli è propria e che per di più gli è anche direttamente contraria.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE più tali credenze presentano elementi simili all’unica religione vera, più ad esse si può applicare il principio summenzionato di falsità, stante il quale san Tommaso deduceva: « L’uomo si allontana da Dio nella maniera più grave con l’incredulità: poiché viene persino a mancare della vera conoscenza di Dio; e con una conoscenza falsa a Lui non si avvicina, ma si allontana maggiormente. E chi ha una falsa idea di Dio non può averne una conoscenza neppure parziale: poiché ciò che egli pensa non è Dio » (Summa Theol., II-II, q. 10, a. 3).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuindi la Chiesa può e deve continuare a rigettare in toto le false credenze di cui è circondata, perché in esse non si trova nessun elemento vero, in quanto qualsiasi verità, in un contesto falso, assume la forma di quel contesto; e non si trova nessun elemento santo, in quanto qualsiasi santità non si può ritrovare se non dove esista un principio santo, caso che è dato solo dalla nostra religione, che adora l’unico vero Dio in quanto suo principio. Come dice la Scrittura: « Pensarono male su Dio, seguendo gli idoli; e, a sfregio della santità, spergiurano con inganno » (Sap., XIV, 30).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa proposizione è quindi fuorviante sotto ogni profilo.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica2. « Essa [Chiesa] considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuanto qui proposto è superato da quanto detto sopra. Tuttavia è necessario sottolineare che, malgrado l’occasione si offra più volte, mai il Documento precisa quali siano nelle altre fedi i punti di convergenza, i riflessi dei raggi di verità, e cose simili. Infatti la teoria interreligiosa di una convergenza delle false credenze nella religione rivelata da Nostro Signore è una teoria che sembra reggere meglio quando i suoi fondamenti rimangono generici, indeterminati, astratti.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica3. « Si avanza l’ipotesi circa il valore ispirato dei testi sacri di altre religioni ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCerto, se si ammette che vi siano delle credenze che in qualche modo si riferiscano, anche se imperfettamente e con gradi di partecipazione più o meno puri, all’unico vero Dio, bisogna di conseguenza opinare che le dottrine che ne costituiscono il fondamento siano in qualche modo ispirate.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesto pensiero è stato avanzato anche dal Papa, in una delle sue catechesi, mercoledì 9 settembre 1997: « Non di rado, alla loro origine [delle religioni] troviamo dei fondatori che hanno realizzato, con l’aiuto dello Spirito di Dio, una più profonda esperienza religiosa. Trasmessa agli altri, tale esperienza ha preso forma nelle dottrine, nei riti e nei precetti delle varie religioni ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSecondo queste parole, quindi, alcuni uomini, nel corso della storia, sono stati toccati profondamente dallo Spirito Santo, e sono stati soggetti di esperienze mistiche che li hanno portati a enunciare delle dottrine religiose e ad approntare dei riti. Quindi i testi di queste esperienze sono sacri (santi) e necessariamente ispirati. Anche qui, come altre volte abbiamo rilevato, ci troviamo in ogni caso di fronte al più profondo anonimato, secondo la più sofisticata procedura della teologia innovatrice, che sempre si spinge oltre quello che può dire, sul piano delle specie, salvo rimanere reticente nella determinazione circostanziata degli elementi individuanti.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaI concetti espressi non tengono in nessun conto, prima di tutto, l’unicità della Rivelazione, se non sotto questo nuovo punto di vista, del tutto eterodosso, che la Rivelazione sia in effetti unica, ma preceduta e (forse) accompagnata da testimonianze comparse non solo all’interno dell’Antico Patto, ma anche al suo esterno. Le ispirazioni profetiche quindi non sarebbero circoscritte ai Libri canonici confluenti nelle Sacre Scritture e riconosciute dal Magistero della Chiesa, trovandosi anche, al di fuori di esse, altre ispirazioni, forse meno sicure, forse anche più rozze e primitive, ma tutte certamente confluenti ad indicare lo stesso oggetto, il Dio rivelato da GESÙ Cristo, in una visione universalistica e totalitaria della storia delle religioni nel mondo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa la Grazia è scesa nel mondo solo con GESÙ Cristo, come dice la Scrittura: « Il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo " (Luc., III, 21-22), e ancora: « La grazia e la verità vennero per mezzo di GESÙ Cristo » (Ioan., I, 17).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer cui anche questa proposizione è falsa.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica4. « Certo, bisogna riconoscere come alcuni elementi presenti in essi [testi sacri] siano di fatto strumenti, attraverso i quali moltitudini di persone, nel corso dei secoli, hanno potuto e ancora oggi possono alimentare e conservare il loro rapporto religioso con Dio ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQueste parole confermano la nostra ipotesi: noi dovremmo ritrovare nei testi fondatori di idolatrie e superstizioni degli elementi, al contrario, capaci di alimentare e conservare la religione. Questa è una proprietà che finora distingueva le Sacre Scritture da ogni altro testo, in quanto finora si distingueva nettamente tra ordine naturale e ordine soprannaturale.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAnche il professor Dörmann, nel suo articolo tradotto su « sì sì no no » n. 5 dell’anno in corso, rileva che per la nuova teologia « tutte le religioni prendono parte all’unica e universale mediazione di Cristo », confermando autorevolmente l'espressione dei nostri timori, che per essa « tutte le religioni sono ordinate alla salvezza che è una ed è quella di Cristo: il loro ordine è stabilito dal grado di partecipazione di ciascuna alla pienezza di verità e di salvezza che si trova in massimo grado in Cristo e nella sua Chiesa » (cfr. « sì sì no no » n. 19, anno 2000).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer provare l’errore di queste tesi, in altre sedi si è ricorsi al più solido argomento offerto alla teologia da sempre, quello dell’autorità, per cui Sacra Scrittura e Tradizione si trovano concordemente unanimi nel respingere qualsiasi partecipazione alla Rivelazione da parte di qualsivoglia credenza umana.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaVi è poi un argomento logico-deduttivo, attraverso il quale si può giungere alle stesse conclusioni, per distinguere abissalmente il naturale dal soprannaturale. Per far questo, è necessario ristabilire la dottrina della Grazia a riguardo delle religioni, in quanto principio formale di tutta la nostra vita soprannaturale e principio radicale delle virtù teologali, fede, speranza, carità.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSe si dimostra che la Grazia inerisce in qualche modo alle religioni non rivelate, in quanto tali, si potrà anche dire che esse effettivamente partecipano alla mediazione compiuta da Cristo, come sostenuto dalla Dichiarazione.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSe invece si dimostra che la Grazia non ha nulla a che fare con quelle dottrine, toccando tutt’al più, occasionalmente ed eccezionalmente, alcuni singoli uomini che cercano Dio, e al Cristo certo si convertirebbero se solo lo conoscessero, allora tutto il pan-theon delle religioni torna a prendere nei riguardi di Cristo il posto che sempre ha avuto, di accozzaglia spuria di simulazioni e ruberie avversarie, mistificatrici, falsificatorie.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIn Stat veritas, per esempio, il professor Amerio si trovò di fronte allo stesso problema, dovendo chiosare certe parole dell’Enciclica Tertio millennio adveniente: « Cristo è il compimento dell’anelito di tutte le religioni del mondo e, per ciò stesso, ne è l’unico e definitivo approdo », e lo risolse individuando proprio nella Grazia il discrimine vertiginoso tra la religione rivelata e qualsiasi altra confessione: « La Grazia: questo è l'elemento supernaturale contraddistintivo che è assolutamente originale della nostra religione » (Stat veritas, chiosa 4,V).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNota Amerio: « L’anelito del genere umano verso la divinità non si deve prendere per l’anelito speciale del genere umano nella Rivelazione cristiana. Non si può passare dalla religione di tutti i popoli alla religione cristiana: qui c’è un salto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« La religione cristiana è soprannaturale, è fondata sulla persuasione che Dio mette nell’intelletto, nella mente dell’uomo, in maniera speciale, la Grazia; e i popoli Gentili non hanno la Grazia: hanno una religione – la religione naturale – ma non hanno la Grazia. Non hanno la religione soprannaturale, perché la religione soprannaturale, cioè la Grazia, è ontologicamente un principio divino: è la vita divina, che viene partecipata all’uomo, in modo incipiente, ma reale. Talmente reale che, nel Battesimo, si parla di una nascita, o rinascita: c’è la creazione di un nuovo essere.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« Quindi, la Grazia non è soltanto qualcosa di morale; la Grazia è qualcosa di ontologicamente divino, di realmente divino » (Ibidem, chiosa 4,I).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPosto questo, ci si chiede se Dio infondesse la sua Grazia, per esempio con l’ispirazione e l’insegnamento di verità soprannaturali (che san Tommaso chiama profezia), anche negli increduli, cioè nei professatori di religioni false in quanto tali.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSan Tommaso propone un articolo decisivo: Se i profeti dei demoni predichino qualche volta la verità (Summa Theol., II-II, q. 172, a. 6). « Sembra che i profeti dei demoni non predichino mai la verità. Infatti: 1. S. Ambrogio afferma, che “qualsiasi verità, da chiunque sia detta, viene dallo Spirito Santo”. Ma i profeti del demonio non parlano mossi dallo Spirito Santo: perché, a detta di S. Paolo, “non c’è accordo tra Cristo e Belial”. Dunque costoro non predicano mai la verità.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« 2. Come i veri profeti sono ispirati dallo Spirito di verità, così i profeti del diavolo sono ispirati dallo spirito di menzogna, secondo le parole riferite dalla Scrittura: “Andrò e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti i suoi profeti”. Ora, i profeti ispirati dallo Spirito Santo, l’abbiamo visto sopra (a. 5, ad 3; q. 171, a. 6), non dicono mai il falso. Perciò i profeti del diavolo non dicono mai la verità.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« 3. A proposito del demonio il Vangelo afferma che “quando mentisce parla di quel che gli è proprio: perché è bugiardo e padre della menzogna”. Ma ispirando i suoi profeti il demonio parla solo di ciò che gli è proprio: poiché egli non è incaricato da Dio a enunciare la verità, “non essendoci nessun legame tra la luce e le tenebre”, come si esprime S. Paolo. Quindi i profeti dei demoni non predicano mai la verità.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« IN CONTRARIO: In una Glossa (Num., XXII, 14) si legge, che “Baalam era un indovino: egli, cioè, con l’aiuto dei demoni e con ‘'arte magica talora prevedeva le cose future”. Ora, Baalam predisse molte cose vere, come si legge nel libro dei Numeri: “Una stella spunterà da Giacobbe, uno scettro sorgerà da Israele”. Perciò anche i profeti dei demoni predicono le cose vere.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« RISPONDO: Il vero sta alla conoscenza come il bene alla realtà. Ora, come tra le cose reali è impossibile trovarne una priva di qualsiasi bontà; così è impossibile trovare una conoscenza che sia del tutto falsa, senza nessuna mescolanza di verità. Dice infatti S. Beda, che “non c'è una dottrina falsa, la quale non inserisca nel falso qualche verità”. Perciò anche l’insegnamento che i demoni impartiscono ai loro profeti contiene delle verità, che lo rendono accettabile: poiché l’intelletto si lascia condurre alla falsità dall’apparenza della verità, come la volontà si lascia trascinare al male dall’apparenza del bene. Di qui le parole del Crisostomo: “È stato concesso al demonio di dire talora delle verità, per avallare, con quel poco di verità, la sua menzogna”.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. I profeti dei demoni non sempre parlano per rivelazione diabolica, ma qualche volta lo fanno per ispirazione divina; come è evidente nel caso di Baalam, al quale la Scrittura afferma che parlò il Signore, sebbene fosse un profeta dei demoni. Dio si serve anche dei cattivi per il bene dei giusti. Perciò egli fa predire delle verità anche dai profeti dei demoni: sia per rendere più credibile la verità, che riceve la testimonianza persino dagli avversari; sia perché, credendo in costoro, gli uomini si lasciano indurre più facilmente alla verità dalle loro parole. Ecco perché anche le Sibille predissero molte cose vere intorno a Cristo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« Ma anche quando sono ispirati dal demonio, questi profeti dicono qualche cosa di vero: sia in virtù della natura angelica del demonio, di cui è autore lo Spirito Santo; sia per le rivelazioni che il diavolo riceve dagli spiriti buoni, come insegna S. Agostino. Perciò anche la verità che è enunciata dal demonio deriva dallo Spirito Santo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« 2. Il vero profeta è sempre ispirato dallo Spirito di verità, in cui non può esserci falsità alcuna: e quindi non dice mai il falso. Invece il profeta falso non sempre è ispirato dallo spirito di menzogna, ma può anche essere ispirato dallo Spirito di verità. Del resto, come abbiamo spiegato, anche lo spirito di menzogna predice sia cose vere che cose false.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« 3. Si dice che è proprio del demonio ciò che egli ha da se stesso, cioè la menzogna e il peccato. Invece le qualità naturali egli non le deve a se stesso, ma a Dio. Ebbene, il demonio talora predice cose vere in virtù della sua natura, come abbiamo già detto. Inoltre Dio si serve anche dei demoni per far conoscere certe verità, facendo loro rivelare dagli angeli i suoi segreti, secondo le spiegazioni già date » (q. 109, a. 4, ad. 1).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDa tutto ciò è evidente che non perché i demoni talvolta predicono cose attinenti a GESÙ Cristo, per questo partecipino in qualche modo alla Rivelazione. Né siano in loro degli elementi di bene e di vero. Né abbiano in qualche misura la Grazia. Né arricchiscano con le loro parole la Chiesa. Né la Chiesa debba stabilire con essi un dialogo. Né si debbano vedere come in qualche modo e misura coinvolti nel mistero della Rivelazione, partecipatori della santità, e altre cose simili.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa Grazia quindi, come non inerisce ai demoni, così non inerisce alle religioni false in quanto tali, poiché le ispirazioni dello Spirito Santo, anche quando risultino concesse a uomini professatori di queste religioni, sono ispirazioni che non concernono quelle religioni in quanto tali, ma verità (naturali o soprannaturali) riguardanti il Cristo e la sua Rivelazione, come spiega san Tommaso.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSarebbe necessario di prima necessità che l’attuale magistero della Chiesa recepisse il concetto ineludibile che Dio, nel procurare la salvezza agli uomini suoi figli con l’insegnamento della Verità, ha avuto e ha molte schiere, a ondate, di rivali cattivi, ostinati, falsificatori e omicidi, quali il diavolo e i suoi seguaci. Questi rivali perversi scimmiottano Dio specialmente nelle sue prerogative salienti, quali la sua bontà o la sua veridicità. Ma Dio ha dato alla Chiesa i mezzi per discernere ciò che è suo, amministrato dalla sua signoria, da ciò che non proviene da lui, anche se un giorno anche questo renderà conto alla sua signoria.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCade così il teorema posto dalla teologia innovativa, in particolare nella Dichiarazione Dominus Iesus, di una partecipazione se pur scarsa e deficitaria dei testi “sacri” alle idolatrie e alle superstizioni all’unica Rivelazione, quella consegnata soprannaturalmente all'uomo da Nostro Signore. Come zoppa, cade anche la proposizione che lo sostiene, e la sua veridicità. (Vai alla pag. 2 di 2)

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