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 IL PERDONO, FILOSOFICAMENTE PARLANDO.


Enrico Maria Radaelli *

IL PERDONO,
FILOSOFICAMENTE PARLANDO.


Le considerazioni che seguono sono state fatte in occasione dei funerali di don Divo Barsotti
nella chiesa dell'Annunziata a Firenze, martedì 21 febbraio 2006;
hanno trovato ospitalità nel numero di maggio 2006, anno XIX, n. 9
del « Notiziario della Comunità dei Figli di Dio »
con il titolo originale I funerali di Don Divo Barsotti e il concetto di 'comunità'.


Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa partecipazione ai funerali di don Divo Barsotti potrebbe suggerire, tra molte, una considerazione che muove anche dal nome stesso che colui che era stato anche il direttore spirituale di Giuseppe Dossetti volle dare al gruppo di fedeli che, sparsi ai quattro angoli della Terra, trovavano in lui un Padre: “Comunità dei Figli di Dio”.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSe infatti analizziamo un momento questo nome, scopriremo una specialità davvero unica dell’homo catholicus. Comunità, infatti, è cosa che non si incontra facilmente: sono chiamate comunità tante realtà sociali, per esempio le comunità di recupero di persone sbandate o abbandonate; così come le comunità parrocchiali, quei gruppi di persone riunite intorno al sacerdote che conduce una parrocchia. Come si vede, però, non si trova questa dizione per connotare organismi al di fuori dell’ambito religioso, e se, come nel primo caso fortuitamente lo sono anche, lo saranno solo per aver eccezionalmente seguito modelli nati prima nell’ambito ecclesiale.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ proprio ciò che vorrei far rilevare, è proprio ciò che consideravo in occasione delle esequie di don Divo Barsotti: mi trovavo infatti – come in molte altre circostanze – in una chiesa gremita di fedeli, ma, al contrario di tutte quelle altre circostanze, consideravo qui il silenzio e il raccoglimento che spiravano; erano decenni che mi mancava un’esperienza di tale intensità: una chiesa gremita da ore di persone – e che di ora in ora si riempiva di più – eppur silenziosa quasi fosse vuota.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaA volte invece nelle chiese, la domenica prima di Messa, si è testimoni di tutt’altre atmosfere: solitamente si leva un brusio quasi sfacciato, e direi, al fondo, in qualche modo irreligioso, permeato com’è di quella mentalità che si vanterebbe di dire: “Questa chiesa è la casa di Dio; noi siamo figli di Dio; dunque questa casa è nostra e vi facciamo ciò che vogliamo: chiacchieriamo, ci salutiamo, ridiamo”, tralasciando l’umiltà che virtuosamente spinge invece il buon fedele a considerare con quanta pietà Dio abbia voluto chiamare suoi figli gli uomini peccatori e ribelli, e quanto grande sia la distanza tra l’eccelsa maestà di Dio e la pochezza della dignità umana, se non fosse per la misericordia dello stesso Dio che ha voluto prendere su di sé persino quella carne degenerata pur di redimerla da se stessa, lavarla di sé e riportarla al destino che lui solo le aveva preparato.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCentinaia e centinaia di persone a riempire banchi, anfratti, spazi, a grappoli su per i gradini che dividono la grande navata dalle cappelle laterali, tutte silenziose quando tra una preghiera e l’altra dovevano restare silenziose, tutte oranti una voce quando dovevano orare. E questo unisono non era poi meccanico e freddo, come succede quando una cosa è comandata e la si fa per puro dovere, ma era unisono nato per dovere intimo, sentito, voluto, come quando una cosa si viene invitati a farla e se ne approva la richiesta con interiore partecipazione, ossia con intelligenza e con tutto cuore.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQueste poche cose accennano già un inizio di comunità. Straordinariamente – più che le parole e le voci – è proprio il silenzio di centinaia di persone che, al momento giusto, fatto nel modo giusto, mostra la spirituale comunione tra loro di quelle tali persone: spirituale, e questo è il punto: la comunità è comunità non altro che quando è unita dallo spirito: se non è unita spiritualmente è solo un’aggregazione, un’assemblea come ce ne sono tante, come assemblee e non comunità sono i consessi riuniti fuori della Chiesa anche in nome di grandi ideali, di alti valori, di sommi propositi.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE quando mai un convivium è unito dallo spirito, ossia non solo dalla carne? Quando cioè è unito da qualcosa di più spirituale delle anche più filantropiche idee, che restano carne fin tanto che restano idee utili all’Io di carne che è in noi?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaRisposta: quando a unirne lo spirito è uno Spirito ben più alto di quello umano, che non ha nulla a che fare con la carne di cui è fatto l’Io umano e che di conseguenza marchia di carne le sue opere, a cominciare dalle idee: tale spirito è lo Spirito Santissimo del Padre e del Figlio. Impossibile e inutile che lo spirito umano sia unito a formare una qualsiasi comunità, dalla famiglia in su, se l’artefice non è lo Spirito divino.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEbbene: il raccoglimento palpabile nella chiesa delll’Annunziata a Firenze nasceva proprio dal riconoscimento dalla presenza nella chiesa, sotto le sue volte, sopra la salma di don Divo Barsotti e sopra tutti gli adunati intorno a lui, dello Spirito Santo, nel ravvisamento proclamato di esso in spirito di umiltà. E qui viene il punto decisivo che fa la differenza tra comunità e comunità.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIn realtà non era soltanto il silenzio a pronunciarsi a favore della comunità: infatti le centinaia di persone erano raccolte, erano tutte strette intorno alla salma del loro padre spirituale, il venerando vecchio don Divo, salma che a sua volta era posta davanti all’altare, davanti al sacro tabernacolo, e nel sacro tabernacolo tutti sapevano che era presente, in corpo, sangue, anima e divinità, il Signore di tutti: di don Barsotti e di quelli intorno a lui, GESÙ Cristo Dio.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesta disposizione mostrava chiaramente un fatto: che la salma di quell’uomo santo veniva offerta al Dio. E veniva offerta al Dio dagli uomini che la circondavano, come il loro Padre santo aveva chiesto prima di rendere lo spirito.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPerché veniva offerta? Perché venisse perdonata. E perché gli si stringevano intorno tutti quegli uomini? Perché con lui, proprio per il buon atto di pietà di averlo portato lì davanti come lui aveva desiderato in vita, venissero perdonati anche loro.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEcco da dove proviene il valore primo e vero della nozione di comunità: dal perdono. Noi siamo una comunità di perdonati, la Chiesa è la prima e certa (e anche unica) comunità di uomini ai quali Dio ha perdonato il peccato, ossia, come dice il nostro Papa Benedetto XVI: « La Chiesa […] è una comunità di peccatori convertiti, che vivono della grazia del perdono, trasmettendola a loro volta ad altri ». 1 [JOSEPH RATZINGER, La bellezza la Chiesa, LEV e Itaca, Roma - Castelbolognese, 2005, p. 50.] Dire che siamo una comunità di perdonati è dire il fondamento di ogni altro principio di comunità.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInfatti, la comunità, si dice ordinariamente , è fondata sull’amore, ossia sulla relazione vicendevole di intima offerta di sé all’altro; ma l’amore nostro, questo amore caritativo insegnatoci e trasmessoci da Nostro Signore e di cui parla eminentemente san Giovanni Apostolo e ora anche Papa Benedetto XVI nella sua prima enciclica, è amore vivo unicamente in virtù dell’amore che noi abbiamo verso Dio: se non si passasse per l’amore prima di tutto verso Dio, ma direttamente si andasse da un uomo all’altro, avremmo un amore naturalistico, avremmo la filantropia, la quale, pur essendo per tanti aspetti cosa buona e meritevole, è però priva della garanzia di essere tutta e solo amore disinteressato e oblativo, piuttosto che in qualche modo un’affermazione di sé (delle proprie idee, della propria bontà, e altre cose del genere). Passare per Dio, verso Dio, è invece garanzia di umiltà – l’umiltà è al fondo dell’amore oblativo e davvero disinteressato – perché tale passaggio obbliga il fedele a riconoscere, dinanzi alla trascendente Maestà del Creatore, la miseria della propria bontà, la pochezza del proprio Io, la vacuità delle proprie anche migliori intenzioni.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSicché, posto il proprio difetto, e grande difetto, dinanzi a sé, il fedele perdonato da Dio del proprio Io a sua volta perdona i ben più piccoli difetti altrui, perdona tutti quegli altri Io che lo attorniano, e con tale perdono si dispone al loro servizio. Nasce la comunità dei perdonati perdonatori. Nasce la comunità dei figli di Dio. Nasce la comunità della Chiesa, còlta da don Divo come speciale comunità trascesa a Dio per la sua Grazia di perdono e dunque non più comunità di terra, non più comunità di carne, non più comunità appesantita dal proprio Io, ma tutta su, di figli nel Figlio, a opera dello Spirito Santo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesto era il tipo di comunità adunata davanti all’altare e al tabernacolo di Nostro Signore. Il momento poi era davvero del tutto fuori del comune, giacché era in primo luogo proprio il momento in cui don Divo Barsotti si presentava al Dio che lo aveva perdonato, e si presentava forte, oltre che della propria personale richiesta chissà quante volte compiuta negli innumerevoli atti di umiltà e di contrizione, anche di tutti i propri perdoni compiuti in nome di Dio nella sua vita tutta amore e pietà; ed era, per secondo specialissimo momento, di forte e santa comunità, perché tutt’intorno a sé egli presentava quei tanti testimoni che imploravano dal Dio il medesimo.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIo non ho mai visto una comunità, tra i non credenti, i laici, gli agnostici, gli atei, i relativisti, che fosse comunità come quella dell’Annunziata era comunità: manca, a tutti loro, il perdono, e ‘perdono’ proprio come somma grazia di Dio.

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