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RECENSIONE SU « STUDI CATTOLICI »

Vincenzo Sardelli, su « Studi Cattolici », aprile 2009, pp. 317-8:

RECENSIONE SU
« STUDI CATTOLICI ».


IL lIBRO RECENSITO:

INGRESSO ALLA BELLEZZA.
FONDAMENTI A UN’ESTETICA TRINITARIA.

Verona, Fede & Cultura, 2007, pp. 399, € 30,00

 

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaStile arcadico, gusto della metafora interpretata come la carne, non come la pelle del linguaggio, tematiche affrontate secondo procedimenti logici più vicini alla Scolastica medioevale che all’epistemologia contemporanea.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSi direbbe quantomeno anacronistico il corposo saggio che Enrico Maria Radaelli, docente di Filosofia dell’estetica e collaboratore alla cattedra di Filosofia della conoscenza alla Pontificia Università Lateranense, dedica alla bellezza ricercandovi (come chiarisce il sottotitolo) i fondamenti a un’Estetica Trinitaria. Dove per « Trinitaria » (e stavolta fuori d’ogni metafora) s’intende proprio la premessa che la ss. Trinità fonda il linguaggio umano, simbolo della natura e veicolo alla conoscenza, per mezzo del quale l’uomo s’adegua alla realtà e s’inserisce, per grazia, nella vita, ossia nella realtà prima di Dio.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNel trattato gli argomenti propriamente di estetica vengono, per così dire, trattati in obliquo mentre si fa gnoseologia e, in molti casi, teologia, con rimando continuo, predominante (se non totalizzante) al pensiero di San Tommaso d’Aquino. Il fatto è che l’amenità della sintassi, l’unitarietà dell’insieme (che permette una certa disinvoltura di lettura) il tono in nulla accademico del libro, finiscono ben presto per sedurre il lettore, che si lascia naufragare nell’oceano di una bellezza capace di salvare il mondo e che – per dirla con Thomas Eliot – « si può comprendere prima ancora d’averla capita ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl fine di questa operazione è quello di difendere la ragione, la conoscenza e, indirettamente, la Chiesa dal relativismo e dal pirronismo, con l’appoggio delle scienze naturali del linguaggio e dell’economia, e soprattutto facendo riferimento alla metafisica, in particolare alla verità – ben chiara a san Tommaso – che i nomi del Figlio di Dio sono due, non soltanto uno. Sono Verbum (Logos, Pensiero) e Imago (Volto, Specchio).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa tesi di Radaelli è che la bellezza non è un traguardo a portata di mano, ma una « promessa di felicità »: un’erta impegnativa, tanto più sospirata in quanto, raggiunta, svela lo splendore del volto di Cristo. Traslato di questo percorso scosceso sono le prime quattro delle 21 lectiones nelle quali si articola il trattato, tutte « di stretta metafisica », vestibolo teoretico cui l’autore demanda le premesse del discorso più propriamente estetico, affrontato, via via, secondo categorie d’ordine storiografico, scientifico, mistico, linguistico, iconico, economico e, in ultima istanza, gnoseologico e teologico. Fulcro del libro – si diceva – è il legame tra Pensiero e Immagine: l’uomo interpreta la realtà naturale trasformandola in parole mentali (verba), a loro volta riconvertite in segni (imagines) che creano il linguaggio. Il desiderio poietico dell’uomo teso nell’atto creativo indica la via della conoscenza: sia della realtà sensibile, sia di quella soprasensibile, figura dell’amore per Dio, che è essenza della beatitudine che germoglia nel rapporto col bello.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl linguaggio cui qui si allude è quella realtà artificiale elaborata dall’uomo (che raccoglie pensiero, arte, poesia e retorica) in relazione spirituale con la realtà naturale da cui proviene. Esso è funzionale alla conoscenza, e quindi all’adorazione di Dio, allorché l’uomo «stabilisce il rapporto più pieno e perfetto di creatura intelligente e libera, cioè di persona, proprio con l’Essere da cui dipende: che l’ha voluto, creato e redento, l’Essere massimamente intelligente e libero, cioè massimamente persona, l’Essere che è Dio santissima Trinità».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl linguaggio è dunque un ponte tra l’uomo e Dio, tradotto in immagini simboliche (arte, templi, manufatti, musiche, gesti, lettere) e profetiche della perfezione escatologica che ci attende. Ecco allora che, in termini tomistici, il bello (pulchrum) è un trascendentale che edifica e conduce alla conoscenza di Dio, come le nozioni di verum e bonum.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIn questo Radaelli si discosta dalla concezione di Gilson, secondo cui l’arte nulla ha a che fare con la gnoseologia, essendo quella tutta schiacciata sull’ordine dei fatti, questa sull’ordine delle idee. Egli pone anzi il problema dell’adorazione a fondamento della Filosofia dell’estetica (dal greco aisthetikòn, capace di sentire, di avere sensazioni) inserendo il dato trinitario in una prospettiva chiarificatrice di tutto l’universo, in cui l’arte e la poesia sono « l’anello d’oro che ci lega al mondo, senza il quale saremmo solo bruti tra pietre ».

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSe così stretto e necessario è il legame tra Verbum e Imago, tra verità e bellezza (entrambe categorie divine), non sorprende che Radaelli scorga il pulchrum, nelle sue locupletate magnificenze, soprattutto nell’arte sacra cattolica, « sotto il mantello protettivo e contemporaneamente orativo della Chiesa […] dalle più sperdute edicolette di montagna alle più celebri cattedrali ». Un esempio preclaro è la cupola di santa Maria del Fiore, modello d’equilibrio, figura dell’Essere (nei termini di forma, visione, luce proporzione) arcana sintesi dell’armonia « sbocciata dall’incontro delle forze del cielo e delle forze della terra: la “volta del cielo” quasi si abbassa e materializza misticamente fino a corrispondere a una “volta della terra” ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAttraverso il bello, insomma, si raggiunge la beatitudine del contatto col Trascendente, allorché l’immagine reca sul piano formale quello che la verità reca sul piano nozionale. Non a caso, gli attributi con i quali si misura la bellezza (chiarezza, completezza, armonia) sono anche i parametri con i quali è determinata una qualsiasi verità.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ma c’è di più in queste pagine fuori del tempo e dello spazio, spesso ostiche nei contenuti e nelle nozioni, eppure capaci di catturare il lettore con la grazia leggiadra del sorriso.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica C’è la dimostrazione che il brutto generalmente non esiste, ma che i parametri per definire la bellezza sono oggettivi. C’è la determinazione del ruolo che il tempo e la storia esercitano sulla bellezza. C’è, per così dire, l’elogio del difetto e della deformità.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica C’è la rappresentazione dello splendore come asse determinativo dell’essere. Ci si domanda se il fascino possa essere misurato. Si spiega in che senso l’inganno possa esercitare nell’arte un ruolo positivo, nel momento in cui muove una sfida all’osservatore. Si definisce il concetto d’imitazione. Si chiarisce il discrimine tra classico e anticlassico, e il ruolo degli « sviamenti » teologici sulla cultura, e in particolare sull’estetica. Si contrappongono cattedrali gotiche e cattedrali romaniche.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSoprattutto, si pongono in dialettica una cultura del no, nordica, barbara, grigia e disordinata, e una cultura del : mediterranea, d’ascendenza ellenica, orientata alla chiarezza della verità della fede. Irrinunciabilmente, cattolica e trinitaria, quando il Verbum si coniuga con la Caritas, e « questo divino legame sfocia nella magnanimità e nel sorriso della vita ».

Vincenzo Sardelli

 

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