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TRE OBIEZIONI A « IL MISTERO... ».


T
RE OBIEZIONI TEOLOGICHE
ALLA TESI DEL LIBRO
« IL MISTERO
DELLA SINAGOGA BENDATA ».

LE RISPOSTE DELL’AUTORE.


Tre obiezioni di un sacerdote rimasto anonimo, pervenute all'Autore il 18 marzo 2003.

(Pagina 1: Le prime due osservazioni.)


Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuelle di seguito, più che osservazioni, vorrebbero essere vere e proprie obiezioni. Sono state scritte da un sacerdote che purtroppo ha preferito rimanere anonimo. Il loro interesse sta nel fatto che esse rispecchiano un’odierna generalizzata lettura dei diversi trattati De Trinitate, più o meno inconsapevolmente distorta da sopravvenute preoccupazioni pastorali estranee agli intenti degli autori, e parlo di Ambrogio, di Agostino, di Tommaso. Le riporto qui sotto così come sono pervenute, e a ciascuna di esse faccio seguito con le mie risposte. Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaHo desunto che i numeri di riferimento interni alle osservazioni vogliano indicare la Summa Theologiæ di san Tommaso; le pagine indicate sono invece, ovviamente quelle del mio libro Il Mistero della sinagoga bendata, Effedieffe, Milano 2002.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaI osservazione:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicap. 106. §2
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDio non è in nessun genere. I, 3, 5.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNel caso delle persone divine, il concetto di persona non è quello di una specie nel genere, ma un concetto analogo. I, 29, 3.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaRispondo:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDice sant’Agostino: « L’eccellenza sopraeminente della divinità trascende la capacità del linguaggio tradizionale. […] Qui [nel Mistero trinitario], dove non c’è nessuna differenza di essenza, occorre che queste tre realtà [delle Persone] abbiano un nome specifico, nome che tuttavia non si trova. Perché persona è un nome generico, tanto che lo si può applicare anche all’uomo, sebbene sia così grande la distanza tra l’uomo e Dio » (De Trin., 7, 4, 7).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ in questo senso che l’ho usato anch’io: persona, dice Agostino, è « un nome generico », e dove c’è un genere ci sono delle specie. Va da sé che, nel nostro caso, una delle specie è incomparabile, ma sempre specie è. Questo articolo di Agostino non è corretto né da Tommaso né da un qualsivoglia magistero, dunque ci si deve adeguare alla sua autorità, sempre che non basti l’autorità della logica.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaRiguardo alla ineffabilità dei Misteri e alla « distanza tra l’uomo e Dio », ne parlo per tutto il libro e, in prossimità della tesi, a p. 99, II e ultimo cpv., o a p. 102, rime dantesche. Inoltre, avendo io parlato, nella p. precedente al cpv. discusso, delle relazioni in Dio, così distanti da come si intendono per l’uomo, eppure relazioni, ritengo che il lettore avveduto sappia percorrere tutte le pagine che analogano Dio all’uomo con il medesimo criterio conosciuto in quella pagina.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDico anche più volte che, applicate a Dio, tutte le categorie e i concetti umani subiscono un incremento di significato. E questa avvertenza basta. D’altronde, spesso anche nella Summa tommasiana si trovano concetti per i quali il suo autore rimanda a spiegazioni già fornite, con il classico “ut enim supra ostensum est”, ma spesso succede che, se non si ripercorressero tali spiegazioni, i concetti dell’articolo in esame potrebbero risultare al lettore almeno ambigui. Ma è il lettore che deve appropriarsi di quanto già detto dall’autore, non l’autore a doversi ripetere a beneficio del lettore.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaII osservazione:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicap. 108.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDal “De Deo uno”, Dio appare come una persona. Solo con la rivelazione e la fede, sappiamo delle tre relazioni sussistenti personali cui si comunica l’essenza divina. Quindi l’essenza non è persona perché non è incomunicabile, a differenza delle persone. I, 30, 4.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl “Dio uno” della filosofia può creare!

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaRispondo:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNon è chiaro, nell’obiezione, dove si trovi il de cuius della censura. Forse l’anonimo si riferisce al II cpv., in cui dico: « Al Dio predicato nel nome “Io sono colui che è” l’essere impersonale – quello che poi sarà di Spinoza e di altri immanentisti – non è assolutamente confacente ». Confermo: la sacra Scrittura, riguardo al “Dio uno” in quanto unico Dio nel firmamento, usa pronomi che in logica si possono usare solo se riferiti a persone: « io », « colui », « il quale », precisamente per indicare un Dio personale e Tommaso insegna che attribuire a Dio il nome di persona si può. Anzi, è proprio questa proprietà che distingue il Dio vero da dèi concettuali, perché Dio, essendo persona, « è una realtà », e per comprendere bene questo è bene unire i due articoli: Se a Dio si possa attribuire il nome di persona (I, q. 29, a. 3), e Se il nome persona possa essere comune alle tre persone (I, q. 30, a. 4), dal cui ultimo ho tolto la citazione.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaA riguardo poi che il “Dio uno” della filosofia possa creare, bisogna distinguere: innanzi tutto, sant’Ambrogio dice che quando si parla di un “Dio uno” non si esclude a priori la Trinità: « [Dire] “Dio soltanto” non esclude affatto la sostanza divina della Trinità, e per questo ne viene lodata la natura. Dunque la bontà si trova nella natura di Dio e nella natura di Dio c’è anche il Figlio di Dio, e per questo motivo non si esalta quello che appartiene all’essere individuale, bensì quello che appartiene all’unità » (De Trin., II, 1, 18).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Questo punto saliente spiega bene che, quando i santi teologi scrutano il Mistero della creazione, essi a ragione riconoscono che l’effetto non è dato da una causa riposta nell’essere individuale (come lo chiama Ambrogio) delle Persone, ma nella natura di Dio (= « quello che appartiene all’unità »), natura comune alle tre Persone, come spiego più esaurientemente nella risposta alla terza obiezione. (Vai alla pagina 2 di 4)

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(Pagina protetta dai diritti editoriali.)

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