cerca nel sito Enrico Maria Radaelli
Sito di metafisica e teologia per un progetto culturale cattolico Aurea Domus Aurea Domus Aurea Domus

HOMEPAGE > GYMNASIUM INDICE >
RECENSIONE DI ADISTA


T
EOLOGO OPUS DEI E AVVENIRE PUBBLICIZZANO LIBRO
CONTRO IL PAPA E IL CONCILIO.


« ADISTA »
,
n. 23, 22 marzo 2003. Segue risposta dell'autore.


Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica31782. ROMA-ADISTA. Difesa senza se e senza ma del vescovo cattolico scomunicato Marcel Lefebvre, attacco frontale al Concilio di Giovanni XXIII, riprovazione senza mezzi termini del dialogo interreligioso intrapreso da Giovanni Paolo II. Questo ed altro il nocciolo duro del libro di Enrico Maria Radaelli, Il Mistero della sinagoga bendata, Effedieffe edizioni (Milano 2002, p. XXIX+410, euro 30,00).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEppure un libro così esplicitamente anticonciliare e critico verso l’attuale pontefice è stato ben due volte (22-12-2002 e 12-1-2003) pubblicizzato sul quotidiano dei vescovi italiani Avvenire che, per rafforzare il messaggio pubblicitario, fa sapere che « il libro si avvale dell’Introduzione di mons. Antonio Livi, teologo Opus Dei e docente ordinario alla Univeristà Lateranense ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaRadaelli, annuncia sempre Avvenire, « affronta, in termini metafisici, storici, gnoseologici, logici, estetici ed esegetici, il tema decisivo della relazione tra Gesù (e quindi la Chiesa) e gli ebrei. Da qui l’indagine aiuta a capire se sia giusto continuare a professare l’equivoco irenismo degli ultimi quarant’anni o non sia meglio restare fedeli al dogma e al magistero ordinario di quasi duemila anni”. Difatti: « il Dio monoteista degli ebrei (e quello degli islamici) è o non è lo stesso Dio uno e trino adorato dai cristiani?».

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPrendendo in mano il libro, si ha la curiosità di sapere chi sia l’autore e di conoscere un suo sia pur brevissimo curriculum. Ma la III di copertina avverte: « Enrico Maria Radaelli, cattolico milanese, non ha e non vuole avere nessun titolo per scrivere le pagine che qui ha scritto. Infatti, in rispetto all’oggettività del pensiero teologico, il valore o il disvalore di queste pagine emergono unicamente dall’obbligato raffronto compiuto con il dato rivelato, non dalle opinioni del loro autore ». Una frase che nulla prova (o non sono anche le opere degli altri teologi un raffronto con il dato rivelato?); e nulla rivela del loro autore. Ma, da Internet, si può – forse – dedurre che Radaelli appartenga, o comunque sia vicino, a Inter multiplices Una vox, “Associazione per la salvaguardia della Tradizione latino-gregoriana”, uno dei gruppi che, in Italia, ancora seguono sostanzialmente le idee del vescovo scomunicato.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNell’Introduzione (e quanto ad essa Radaelli ci tenga lo si deduce dal fatto che è menzionata nella copertina, con il suo autore) Livi si qualifica come “Cappellano di Sua Santità, Socio ordinario dell’Accademia di San Tommaso, Professore ordinario di Filosofia della conoscenza e Decano della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Lateranense”. Perché questo dettagliato elenco, quando di Radaelli, l’autore, nulla ci viene detto? D’altronde, sull’Annuario Pontificio 2001 non risulta essere il Livi Decano della Facoltà di Filosofia alla Lateranense; ma, dalla medesima fonte, si apprende che lo stesso monsignore, cappellano di Sua Santità dall’8 giugno ’98, è dell’Opus Dei.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaScrive mons. Livi: « Con questa lettura [la riaffermazione del Dio uno e trino della Rivelazione cristiana, custodita dal magistero cattolico] mi sono sembrate convincenti tante sue [di Radaelli] argomentazioni, e mi sono sembrate opportune tante sue riflessioni; mi sono sembrate sostanzialmente giuste – al di là delle espressioni verbali, forse talvolta irriguardose nei confronti dei legittimi Pastori – anche le sue osservazioni sull’opportunità di gestire i rapporti con le altre religioni in un modo che rischia di ingenerare nell’opinione pubblica cattolica quel relativismo dogmatico… Sono sicuro che queste osservazioni non intendono assolutamente alimentare quella critica faziosa di persone e istituzioni che tanto male ha sempre fatto (e oggi più che mai fa) alla vita ecclesiale, ma vogliono essere semplicemente un richiamo a interpretare bene ciò che avviene all’interno della Chiesa, senza scandalizzarsi di alcunché ma senza nemmeno ignorare i problemi, assuefarsi all’errore o addirittura contribuire a diffonderlo ».

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE ancora: « Io non pretendo certamente di garantire, su una base di una specifica e riconosciuta autorevolezza ecclesiologica, la correttezza del discorso che Radaelli fa in questo libro, sia sul piano della teologia dogmatica (Trinità e Chiesa) che sul piano della pastorale (catechesi per i fedeli e dialogo interreligioso); io intendo piuttosto avvalermi della mia competenza gnoseologica per segnalare quest’opera sulla fede cristiana per l’eccezionale rigore logico che ne garantisce l’intrinseca coerenza, e pertanto la plausibilità ». Fin qui il teologo dell’Opus Dei. Nelle notizie successive i principali temi trattati dal Radaelli e le sue conclusioni.

ECCO L’ACCUSA A WOJTYLA: TRADIMENTO
DELLA VERITÀ CATTOLICA SU DIO

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica31783. ROMA-ADISTA. Il libro di Radaelli – Il Mistero della Sinagoga bendata – (v. notizia precedente) sostiene l’assurdità logica e la pericolosità teologica di portare avanti – come invece ha detto di voler fare Giovanni Paolo II – « incontri fra le tre religioni monoteiste » (Ebraismo, Cristianesimo ed Islam); e questo per la semplice ragione, aggiunge l’autore, che il Dio dei cristiani « o è il Dio-Trinità o non è ». Ma siccome è il Dio-Trinità, insiste Radaelli, che dialogo si potrebbe mai fare con ebrei ed islamici che negan appunto la Trinità?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaContrastando frontalmente il Concilio Vaticano II che ho tolto fondamento teologico all’accusa generalizzata di « deicidio” contro gli ebrei, Radaelli sostiene invece che sia il Nuovo Testamento che tutta la Tradizione cattolica per millenovecento anni tale accusa hanno, « e giustamente », sostenuto; e che dunque bisogna continuare a sostenere. Inoltre, sempre secondo il « cattolico milanese », è assolutamente da rivendicare e ribadire la tesi – contrastata dai « novatori post-conciliari » – della “sostituzione”: cioè la Chiesa ha « sostituito », nel piano della salvezza, Israele – la « Sinagoga bendata », appunto – perché Israele ha deliberatamente respinto la missione di Gesù Cristo chiudendo gli occhi di fronte alla Verità. L’unico Israele che oggi ha senso nel piano della salvezza, ribadisce Radaelli, è quello degli ebrei come Pietro e Paolo che infine hanno creduto in Gesù, e hanno annunciato la salvezza in nome suo, quello che per i secoli ha poi fatto la Chiesa cattolica guidata dal magistero dei Papi.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIn implicito riferimento a papa Wojtyla che, nel marzo 2000, a Gerusalemme pregò davanti al “Muro del pianto”, Radaelli, in una finta visione, fa dire a san Giovanni Crisostomo: « pregare il Dio dei giudei equivale ancora a pregare il Dio vero? Perché questo bisogna chiedersi: il sacerdote, cioè il tramite, di quella preghiera compiuta con un foglietto posto tra le pietre del tempio, era il Cristo o non era il Cristo? Se era il Cristo, quella non era una preghiera giudaica, era una preghiera cristiana, e dunque ciò che i giudei vedevano fare non era ciò che era realmente fatto. Se invece il tramite non era il Cristo, la preghiera compiuta da un cristiano cadeva sotto la riprovazione della Chiesa e il suo dardo, invece di salire ai cieli dove sta assiso il Cristo, cadeva a terra… Ecco il motivo profondo per cui tutta la Tradizione della Chiesa, da san Paolo, ai Padri, a san Tommaso, la Tradizione che ora ti parla, vede nel filogiudaismo di ieri come in quello di oggi un torto così grave fatto a Dio, agli uomini, alla storia » (pp. 312-313).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaFino a quarant’anni fa (il Vaticano II si celebrò dal 1962 al ’65), i papi hanno mantenuto ferma la dottrina, ma poi… poi è accaduto – sostiene Radaelli – il disastro. Infatti, egli spiega: « Ecco la mistica vita della Sposa di Cristo: nei primi tempi perseguitata come il Cristo; poi entrata lungo i secoli trionfalmente ma umilmente nel mondo come il Cristo in Ierusalem; quindi, più da presso a noi, agonizzante Chiesa quando i Padri del Vaticano II abbandonano il dogma, così come gli apostoli abbandonarono il Cristo nell’orto degli ulivi; infine processata nelle sue convinzioni, oggi, dal mondo, come il Cristo ieri da Pilato. Ma ancor più, e qui sta la vertigine dell’abisso: come ieri il Cristo da Caifas e dai prìncipi dei sacerdoti, così oggi questa nostra Chiesa, agnella innocente, viene accusata reiteratamente di inesistenti colpe dai suoi stessi Pontefici e vescovi. Tutta la ‘Chiesa prima del concilio’ (duemila anni di vita caritativa) è messa sotto accusa, e trovata mancante, da una ‘Chiesa dopo il concilio’ (pochi decenni di ecumenismo vano): accusata di millenaria anticarità verso le ‘tradizioni religiose’ dei popoli, di scorrettezza esegetica e dottrinale verso i giudei, di ignorante cecità pedagogica nella conduzione delle nazioni. Non a caso, solo oggi si trovano, per la prima volta nella storia di tutta la Chiesa, dottrine da ‘eliminare’, sacre Scritture da ‘correggere’, atti di cui ‘chiedere perdono’... Si può ben dire purtroppo che la Chiesa di ieri è giudicata, irrisa, perseguitata da una Chiesa di oggi » (pp. 281-282).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaA dire il vero, aggiunge Radaelli, un vescovo [Marcel Lefebvre] denunciò nel 1976 « il grave accadimento, ma il suo nome sembrerebbe oggi più irriso e disprezzato di quello di un Ario [che nel IV secolo negò che il Verbo fosse eguale al Padre] o di un Lutero [il padre della Riforma protestante] » (p. 282). Proprio nel ’76 Lefebvre fu sospeso a divinis da Paolo VI.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaA chiusura delle sue tesi sul tradimento e i cedimenti contro la Chiesa cattolica da parte dei pontefici degli ultimi quarant’anni, il libro di Radaelli sferra l’ultimo attacco frontale contro la dichiarazione conciliare sulla libertà religiosa, contro papa Wojtyla per averne tratto le conseguenze, e contro i cardinali Carlo Maria Martini, Roger Etchegaray e perfino Joseph Ratzinger per le loro “aperture” – giudicate teologicamente « inammissibili » – verso i « giudei ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaFinisce la sua opera, Radaelli, ponendo un dilemma: « O pentirsi dell’insegnamento di quarant’anni [post-Vaticano II], o di quello di duemila » (p. 319).

« ADISTA » 23, 22 marzo 2003
anno XXXVI, n. 5726.
L’articolo non è firmato e, al contrario di altri dello stesso numero,
non è trascritto nel sito Adista, ma solo segnalato col titolo.
Qui la RISPOSTA DELL'AUTORE.


* * *

(Pagina protetta dai diritti editoriali.)

* * *

 

Inizio pagina

HOMEPAGE · CONVIVIUM · ACÙLEUS · HORTUS · GYMNASIUM
ROMANO AMERIO · EIKÒNA · THESAURUS · CALENDARIUM 

Sito realizzato da BLUQUADRO