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Enrico Maria Radaelli *

SCEGLI:
RATZINGERIANO O
CATTOLICO?

Articolo 1 ~ Questa la decisione da prendere dopo aver esaminato
la questione della verginità della Madonna negli scritti di Ratzinger
e la sua gravemente falsa e fuorviante dottrina della Redenzione.

In margine al mio saggio

AL CUORE DI RATZINGER. AL CUORE DEL MONDO.
Edizioni pro manuscripto Aurea Domus, in-8°,
Milano 2017, pp. 370, € 39 al 15% di sconto, = € 33;
I quattro articoli integrativi (per un totale di pp. 140), € 12;
(Acquistabili anche con una all’autore)

* * *


4 articoli a integrazione del libro Al cuore di Ratzinger. Al cuore del mondo.

I quattro articoli a integrazione del libro
(acquistabili , con il libro o senza):



~ 1 ~
L’articolo in pagina.

~ 2 ~
Per la dimostrazione
della correttezza dell’analisi:
Il “Ratzingerismo”.
Sfumature o reticenze?
Cinque casi esemplari.


~ 3 ~
A integrazione dell’analisi
della devianza del “Ratzingerismo”:
Qualcuno nella Chiesa si è accorto
che nell’Enciclica Spe salvi,
con una bella e molto ereticale
apocatastasi generale,
Papa Ratzinger ha cancellato
l’Inferno? (E non solo.)

 ~ 4 ~
Come il “Ratzingerismo” cancella
il parto virginale del Figlio di Dio:
Amare Ratzinger:
io lo salvo. Voi lo “uccidete”.
Non fatelo. Ma anzi:
salviamolo tutti insieme.


* * *


La copertina

* * *

Quarta
di copertina

* * *


QUI TUTTO
IL TESTO IN PDF



1.
L’eresia – la grave eresia – del “Ratzingerismo”,
di cui la questione del parto vi
rginale di Cristo
è solo un aspetto, e (vedi qui il § 9), nemmeno il più grave.


2. Una questione preliminare: il linguaggio usato
dal prof. Ratzinger nel suo Introduzione al cristianesimo
è un linguaggio cattolico o è un linguaggio eretico?


3.
Dove ha precisamente radice la grave ereticalità
di Joseph Ratzinger a riguardo della paternità di Cristo?


4. E se invece avesse ragione il professor Ratzinger,
e noi si sia presa solo una solenne cantonata?


5.
Ecco come è avvenuta la “Seconda Creazione”,
ossia in che modo Dio ha vinto il peccato originale.
Dominus regnavit: con ben tredici strepitosi miracoli,
tutti da Ratzinger o negati, o distorti, o non considerati.


6.
Per far cambiare al prof. Ratzinger la sua idea blasfema
– che se la Vergine fosse stata messa incinta da un uomo
la dottrina della divinità di Gesù non verrebbe intaccata –, basterà segnalargliene uno, di miracolo/dogma,
o ci vogliono tutti e tredici?


7.
Per Ratzinger la Beata Vergine non è ‘Madre di Dio’.
E, per aver generato Dio,
non è nemmeno necessario che fosse ‘la Vergine’.

8. Conclusione: l'assunto del professor Ratzinger,
bisogna pur dirlo, e va detto, è gravemente falso e bugiardo,
e va avversato e rigettato in toto, da tutti, e senza indugio.

9. Ecco ora il quadro ereticale completo in cui va inserito
il fuorviante insegnamento del professor Ratzinger
sul concepimento di Gesù Cristo nostro Signore.


10.
Conclusione generale: il Ratzingerismo è un’eresia, la più grave eresia concepibile contro la Redenzione. Ecco qui tutti i motivi per parlarne in tutta la Chiesa.

11. Scegliete dunque: siete Ratzingeriani o Cattolici? Tu, proprio tu: sei Ratzingeriano o Cattolico?

* * *

1. L’ERESIA – LA GRAVE ERESIA – DEL “RATZINGERISMO”,
DI CUI LA QUESTIONE DEL PARTO VIRGINALE DI CRISTO
È SOLO UN ASPETTO, E (VEDI QUI IL § 9) NEMMENO IL PIÙ GRAVE.
(Torna su.)

Una disputa è ragionevole quando i disputandi espongono secondo ragione i propri argomenti, considerano bene ciascuno le ragioni dell’altro, le valutano, quindi o le accettano e di conseguenza si silenziano, riconoscendo esplicitamente di essere in errore e ringraziando del chiarimento ricevuto, o dimostrano con valide controargomentazioni di avere effettivamente ben considerato quanto esposto dalla controparte, ma di poter opporre sensatamente ragioni ancor più puntuali, che solo in tal caso esternano, a lode e gloria della più santa verità.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNiente di tutto ciò sta avvenendo o è avvenuto nella presente disputa, chiamiamola così, innescata da un articolo dello scrivente, pubblicato su Chiesaepostconcilio il 18-10-18, ma poi anche suwww.finok.it e su www.radiospada.org, articolo estrapolato, nel suo nocciolo, dal mio recente studio critico sull’erronea, estremamente pericolosa e, in cinquant’anni, mai da nessuno né esaminata né tantomeno censurata teologia di Joseph Ratzinger, intitolato Al cuore di Ratzinger. Al cuore del mondo (d’ora in poi Al cuore; pro manuscripto, Aurea Domus, Milano 20-11-17).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaL’articolo aveva per tema un concetto elaborato dal molto esimio Pastore ancora nel 1967, prospettato prima agli alunni del suo corso di Teologia dogmatica all’Università di Tubinga, poi nel libro che ne derivò, pubblicato in Germania col titolo Einführung in das Christentum: Vorlesungen über das apostolische Glaubensbekenntnis, (“Introduzione al cristianesimo: conferenze sul credo apostolico”), tradotto nelle edizioni italiane semplicemente in Introduzione al cristianesimo (d’ora in poi Introduzione).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNel 2015 ritenni infatti opportuno scrivere Al cuore per mettere sull’avviso l’eminente Soggetto, e contestualmente tutti quei Pastori e fedeli che avrebbero potuto essere raggiunti dalla mia pubblicazione, dell’estrema pericolosità, ripeto, delle insane dottrine divulgate, mai ritrattate, anzi da lui direttamente confermate prima nel 2000 e poi ancora nel 2016, dottrine che si presentano gravemente offensive della maestà di Dio sia nel loro complesso che in ognuno degli undici svianti teologumeni che ho ritenuto di poter e dover rilevare nei suoi scritti.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOltre a impegnarmi con la dovuta acribia sul fronte teologico e filosofico, in tutti questi anni mi sono adoperato affinché il duplice fine delle mie osservazioni, iniziate con La Chiesa ribaltata (Gondolin, Verona 2014), e proseguite con Street Theology (Fede & Cultura, Verona 2016), venisse guadagnato evidenziando con la massima attenzione tutta la più sentita e necessaria caritas richiesta a una vera correctio filialis, qual è il genere letterario da intraprendere in questi casi, e tanto più nella fattispecie, sia per la sempre più veneranda età della Personalità coinvolta in primis, sia per la necessaria e altrettanto urgente diffusione pubblica della cosa, sia infine per il fatto che le problematiche sollevate non determinano simpliciter la verità o la falsità di una qualche teoria, ma la vita di tutti: di lui, della Chiesa, del mondo (oltre ovviamente a quella del sottoscritto).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaTutto ciò non si è fatto perché ci si creda investiti da una qualche missio divina, per niente, ma solo perché c’è la banale ma oggettiva e inaggirabile necessità, ben fissata da Ez 33,7-9 (v. qui il § 11) davanti agli occhi di ogni cristiano – e, chiusi o aperti che li tenga, essa è sempre lì –: di non incorrere, per aver salva la vita, in quella “omissione di soccorso”, diciamo così, già segnalata a p. 353 di Al cuore e poi ancora nell’articolo Amare Ratzinger, pubblicato in Aurea Domus il 15-12-18.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCome a suo tempo Atanasio contro Ario, certo anche oggi Dio non lascerà solo il professore mons. Antonio Livi a difendere, come subito si impegnò a fare il ben noto e apprezzato Filosofo di Prato, la mia analisi critica sulla teologia della eminente Personalità ecclesiastica coinvolta, con importante, immediata e viva presa di posizione (e comunque ora si prega e si invita a pregare tutti affinché il Signore conceda al Decano emerito della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Lateranense ancora lungo tempo tra noi, che si ha tuttora ancora molto bisogno della sua rara finezza religiosa e intellettuale): avendo egli letto bene il mio saggio, si espresse subito e nettamente a suo favore nell’articolo L’eresia al potere pubblicato il 2-1-18 sul blog di Sandro Magister Settimo Cielo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE io lo ringrazio ancora una volta per essermi stato a fianco così coraggiosamente in questa delicata ma necessaria presa di posizione dottrinale, e sono certo che a lui si uniranno presto tutte quelle personalità cattoliche, ecclesiastiche e laiche, che ancora riconoscono nella Norma normans, come precisamente indicato dalle Sacre Scritture (Gal 1,8), l’unica via da tenere per avere la vita, raccogliendo intorno ad essa Pastori, teologi, vescovi e cardinali, e si confida anche più su, perché davanti a quella che mons. Livi ritenne di dover definire « eresia al potere », e che di fatto è una ben elaborata ed ereticale reductio ad nihilum del Mistero della Redenzione, solo una straordinaria e papale locutio ex cathedra può salvare la Chiesa.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNé si perde la speranza che mons. Georg Gänswein, Segretario personale del Gran Vegliardo, pur sollecitato più volte da chi scrive fin dal novembre 2017 a far prendere anche succintamente visione al suo esimio Superiore, e nei modi più rispettosi e gentili, della realtà tutta e completamente ereticale della dottrina da quegli insegnata da cinquant’anni, e, avendone da lui ricevuto il più perentorio diniego, faccia cadere un ostruzionismo che, alla luce di detto Ez 33,7-9, per il suo Superiore e per lui stesso potrebbe rivelarsi, temo, piuttosto nocivo, e non dico altro.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaO non pensa Sua Eccellenza che così mal perseverando, proprio chi nega l’esistenza di certi luoghi di castigo e chi così maldestramente lo “copre”, potrebbero ritrovarsi un giorno proprio in quegli abissi troppo leggermente negati?

2. UNA QUESTIONE PRELIMINARE: IL LINGUAGGIO USATO
DAL PROF. RATZINGER NEL SUO INTRODUZIONE AL CRISTIANESIMO
È UN LINGUAGGIO CATTOLICO O È UN LINGUAGGIO ERETICO?

(Torna su.)

Entriamo ora nel merito della disputa. Ci si felicita con i propri critici, in primis, per aver potuto riscontrare in essi l’onestà intellettuale di riconoscere che la prosa usata dal loro Maestro in Introduzione « non manca di oscurità e tende ad esser involuta », sicché, con l’ « esegesi confusa » che ne deriva, succede che « egli finisce … coll’oscurare anche ogni legittimo aspetto “fisico” nella nascita del Signore o a renderlo poco comprensibile ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE qual è il risultato di questo linguaggio che gli stessi apologeti del suo Autore riconoscono oscuro, involuto, confuso e poco comprensibile?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ quello che merita un’arte del parlare, o retorica, che Romano Amerio, v. Iota unum, §§ 48-50, inchiodava come uno studiato idioma fatto di un certo lessico ben elaborato e codificato, utilizzato dai neoterici – così il celebre filosofo definiva i modernisti – per restare nel vago, dire e non dire, tutt’al più trattenendosi nell’equivocità, in territori cioè dove si può attribuire alle parole, come senza pudore spiegava il celebre domenicano olandese p. Edward Schillebeeckx, che quarant’anni fa faceva garrire al vento per tutta la Chiesa le dottrine più moderniste, sia un significato cattolicamente ma solo vagamente corretto, sia un significato decisamente eretico.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSi aggiungano a ciò, in Introduzione, tutti quegli espedienti (offerti sempre dalla retorica) che rilevo nel mio studio, cui rimando per prenderne piena conoscenza, espedienti utilizzati con estrema accortezza dal fine Teologo, e si perverrà agli esiti di sviante e fuorviante oscurità riconosciuta anche dai miei confutatori. Solo per metà, è vero, ma siamo già a buon punto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa come mai costoro possono permettersi di rilevare il linguaggio improprio, pericoloso, non scientifico, dunque in ultimo sconveniente, in un lavoro che però vorrebbe divulgare proprio una teologia cattolica, ossia che dovrebbe dare la vita, e tutto ciò non può rilevarlo invece chi fa emergere l’atroce erroneità dei concetti nascosti in quel medesimo lavoro?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE si noti che chi viene censurato è proprio l’unico ad aver segnalato all’eminentissimo Autore dei testi su cui erano indirizzati i suoi rilievi, che la prima vittima delle improprietà linguistico-dottrinali era proprio lui: l’Autore di quelle improprietà.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSta di fatto che si pone un ben strano discrimine, per il quale alcuni possono dire ciò che ad altri è negato. Ma in una disputa, almeno tra cattolici, ovvero in una disputa che dovrebbe porsi secondo ragione, i termini utilizzabili dagli uni non dovrebbero essere indifferentemente utilizzabili anche dagli altri?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIn ogni caso, come è abbondantemente dimostrato in un libro come Al cuore, il cui numero di lettori è inversamente proporzionale all’attenzione che dovrebbe suscitare, sarà fatta chiarezza anche sul linguaggio absconditus di Introduzione, se ancora servono a qualcosa gli studi gnoseologico-estetici compiuti a suo tempo da chi scrive e le cui conclusioni ci permettono di accertare che ogni pensiero, concetto, nozione, ha un volto tutto e solo suo, studi per i quali poi il professor Livi lo volle ospitare nei suoi corsi di Logica e Gnoseologia alla Lateranense, settore linguistico-estetico, e studi le cui origini teoretiche vanno individuate strettamente nel complesso per così dire “estetico” tomistico-trinitario, e lì solo annoverate, misero Umberto Eco: con tutti i suoi studi, non l’aveva capito.
  
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaUna cosa è certa: il professor Ratzinger ascrive la figliolanza divina di Gesù esclusivamente a quello che lui chiama « un processo avvenuto … nell’eternità di Dio », e per lui il punto da tenere è proprio questo: che tale ‘figliolanza divina’ « non è un fatto biologico, bensì ontologico; non è un processo avvenuto nel tempo, bensì nell’eternità di Dio » (Introduzione, pp. 265-6).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOra, sarebbe utile notare, nello studiatissimo linguaggio del Professore di Dogmatica all’università di Tubinga, una particolarità davvero speciale: che quel Teologo che più avanti nel libro non si farà scrupolo di albergare tra i suoi maestri di riferimento due stelle del luteranesimo come Bultmann e von Harnack, portatori massimi delle ereticali categorie rispettivamente del “Cristo della fede” e del “Gesù della storia”, nelle pagine in cui illustra le questioni inerenti il Mistero della Incarnazione di nostro Signore utilizza solo ed esclusivamente il nome ‘Gesù’, e non mai ‘Cristo’, né mai i due insieme.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaScelta precisa, inequivocabile, limpidissima: “Io – dice il Teologo tra le righe, ma con chiarezza palmare – sto parlando esclusivamente della natura umana del Figlio di Dio, sto parlando precisamente dell’uomo partorito da Maria, la figlia di Anna e Gioacchino. Non sto parlando di ‘Cristo’, del Messia che viene dal Cielo, del Figlio di Dio, e dunque non sto affatto parlando della natura divina che il nome ‘Cristo’ di per sé significa”.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesta particolarità lessicale del Professore neoterico di Tubinga ha una sua portata teologica notevole, perché se essa viene accostata a quei fraseggi che in un primo studio paiono oscuri, confusi e nebbiosi, improvvisamente li mette a fuoco, li rende espliciti e limpidi come di più non potrebbero.

3. DOVE HA PRECISAMENTE RADICE LA GRAVE ERETICALITÀ
DI JOSEPH RATZINGER A RIGUARDO DELLA PATERNITÀ DI CRISTO?

(Torna su.)

Già, perché una cosa va ricordata: che per il dogma cattolico, per il quale non c’è alcuna differenza tra ‘Cristo’ e ‘Gesù’, cioè tra fede e storia, giacché la Persona cui in tutti i casi ci si riferisce: vuoi con i due nomi insieme, vuoi con uno dei due indifferentemente, ‘Gesù’ o ‘Cristo’ che sia, è un’unica Persona, è una sola, è sempre la stessa, nella quale fede e storia comunque coincidono, giacché, v. p. es. Gv 20,26-9 e 21,4-13, la storia, ossia l’evento, la realtà dei fatti, conferma i dati della fede, con l’unica distinzione data dalle due nature: una natura divina significata dal Messia, da ‘Cristo’, e una natura umana significata da ‘Gesù’; una natura cioè in cui il Figlio, il Verbo, è consustanziale al Padre, sicché è di origine divina, e una natura umana che origina da Adamo e che da questi giunge, per il dogma, alla Vergine Maria, figlia di Gioacchino e Anna, promessa sposa a Giuseppe di Nazaret, figlio di Eli.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE per ora fermiamoci qui. Infatti su questi termini siamo tutti d’accordo: anche l’Autore di Introduzione, se pur con linguaggio piuttosto personalizzato – anche i suoi sostenitori riconoscono p. es. che l’uso di concetti come ‘ontologia’ invece di ‘consustanzialità’ indebolisce invece di arricchire la nozione di ‘figliolanza divina’ –, configura lo stesso stato di cose richiesto dal dogma cattolico: la ‘figliolanza divina’ di Gesù Cristo è per tutti « un processo … avvenuto nell’eternità di Dio », sia che essa riguardi il Verbo, il Figlio consustanziale dell’Altissimo Padre, dunque coeterno e in tutto eguale al Padre, sia che essa riguardi il suo passaggio da tale realtà e stato divini all’Uomo nato a Betlemme da Maria di Nazaret.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa è qui che le opinioni divergono. Infatti la domanda che dovremmo farci è: come avviene questo passaggio dalla consustanziale divinità del Verbo, del Figlio del Padre, cioè dalla consustanziale divinità che il professor Ratzinger chiama “figliolanza divina”, a quella del “Figlio dell’uomo”, ossia a quella del Figlio della Vergine Maria, Gesù Cristo nostro Signore?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl Teologo lo spiega appoggiandosi a una nozione che, malgrado la sua centralità, non soddisfa neanche i suoi supporter, anch’essi riconoscendola oscura e involuta. « Il concepimento di Gesù – queste le parole decisive di Introduzione, p. 266 – non significa che nasce un nuovo Dio-Figlio, ma che Dio, in quanto Figlio nell’uomo-Gesù, attrae a sé la creatura uomo tanto da essere lui stesso uomo » (marcatura dell’Autore, ndR).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCome dice l’Angelo in Lc 1,35 (« Lo Spirito Santo scenderà su di te, e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Colui che nascerà sarà dunque santo e sarà chiamato Figlio di Dio »), sta avvenendo qualcosa, nel sacro grembo della Vergine, che va ben capito, perché è lì e solo lì, nella sacralità di una maternità che più pura non ce n’è in sæcula, che può avvenire il concepimento dell’Uomo-Dio, ma questo qualcosa il Teologo lo spiega con una figura visibilmente inadeguata, una figura cioè che non può soddisfare nessuno, una semplice “attrazione” esercitata da Dio, ossia da Dio Figlio, « sull’uomo-Gesù ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl Professore di Tubinga non solo non capisce gli avvenimenti riportati da san Luca, ma non sa riconoscere al Sacro Testo il carattere soprannaturale, intangibile e sommamente veritativo che ha: « Non c’è dubbio – continua infatti il testo appena letto di Introduzione, p. 266, riferendosi a Lc 1,35, unico testo citato in quelle pagine, e ben due volte –: la formula della filiazione divina ‘fisica’ di Gesù è quanto mai infelice e ambigua».

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa grandezza, l’immensità di ciò che sta accadendo è invece messa in luce da san Luca – ossia da Dio attraverso san Luca – al massimo possibile, così da preparare gli uomini ad accogliere nella sua più formidabile pienezza la strabiliante novità che sarà poi ben enunciata da san Paolo (e che si vedrà anche noi fra poco): la novità, in Gesù Cristo, di una Nuova Creazione, che possiamo contemplare in otto ineffabili, soprannaturali “immensità”:

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- prima immensità (Lc 1,26-7: « Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria »): il Messaggero è il più alto in lignaggio che avrebbe potuto scendere dal cielo in quel momento, perché il Mediatore tra Dio e gli uomini sarà proprio Colui il cui concepimento quell’Angelo ha il compito di proporre alla Vergine; egli è dunque uno dei sette Angeli maggiori, o Arcangeli, e le sue parole, in tutto il Testamento le più importanti trasmesse mai da un Angelo, fanno tremare i polsi; dell’estrema convenienza di tutto questo, v. S. Th., III, 30, 2;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicail professor Ratzinger, nel suo libro, non ne fa cenno alcuno;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- seconda immensità (Lc 1,31; 38: « Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. … Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” »): Egli annuncia alla Vergine, a una giovinetta cioè già nata a sua volta per miracolo esplicito e annunciato, e votata con la più profonda, ferma e pensata convinzione a essere tutta e solo di Dio, dunque alla verginità più pura e assoluta, che Lei, pur mantenendo, come Le garantirà fra poco, la propria verginità, se accetta la richiesta di Colui che vuol essere il suo Sposo celeste, potrebbe concepire un figlio;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLe annuncia cioè che a sua discrezione, ossia se darà il suo assenso, si compirà in Lei un miracolo di prima grandezza, un miracolo paragonabile non solo a quello della creazione dal nulla di tutte le cose, che sarebbe già molto, anzi moltissimo, ma, come si vedrà, ancor più grande: il più grande possibile;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicail professor Ratzinger non accenna né all’Immacolata Concezione, né alla disponibilità di Dio ad adeguarsi e accondiscendere a un verdetto umano, e verdetto di donna, cioè di persona dello stesso sesso di chi che per prima, disobbedendolo, Lo aveva insultato nella sua divina bontà/autorità; 

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- terza immensità (Lc 1,32a: « Egli sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo »), e questa – esclusa, come si vedrà, l’ottava immensità, nella quale si adempirà quel miracolo cui si è appena accennato –, la direi senz’altro la più grande di tutte: l’Angelo annuncia alla Vergine che la prole che Le nascerà « sarà chiamato Figlio dell’Altissimo » (e al versetto 35 conferma: « sarà chiamato Figlio di Dio »); la qual cosa sembra però inadeguata rispetto al fatto di esserlo effettivamente, Figlio di Dio, perché altro è dire “sarà il Figlio di Dio”, altro è dire “sarà chiamato (o detto) Figlio di Dio”, perché si può dire ciò di qualcuno, o così chiamarlo, pur quello non essendolo affatto, come lo stesso Ratzinger segnala avvenire con Augusto (v. Introduzione, pp. 211-3) e nei miti pagani (v. idem, pp. 264-5);
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicama non è la stessa cosa, perché le parole dell’Angelo ci dicono che il figlio che nascerà dal suo grembo sarà riconosciuto (= sarà detto) Figlio di Dio, e ciò infatti avverrà con triplice e universale testimonianza:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicala più decisiva, in primo luogo, proprio dall’Unico che poteva darne la più potente garanzia di verità che si sarebbe potuta pretendere per il dovuto riconoscimento della realtà, ossia da Dio Padre stesso, giacché, essendo Dio Padre l’unica Persona che conosce il Figlio, Dio come Lui e a Lui consustanziale (come sottolinea il Signore stesso in Gv 10,15), Egli è l’unico che può darne testimonianza e dire se Gesù è o non è suo Figlio, Dio come Lui, testimonianza che dà sia all’inizio che alla fine della sua vita pubblica: « Questi – dice due volte la sua voce dal cielo – è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto » (Mt 3,17 e 17,5);
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicala seconda testimonianza è quella che di Sé dà Lui stesso, e più volte, la più importante delle quali è quella data a Caifa, nel Sinedrio al completo, che Gli chiede: « Ti scongiuro per il Dio vivo di dirci se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio », cui risponde con il definitivo: « Tu lo dici » (Mt 26,63-4): con questa testimonianza si chiude la Vecchia Alleanza e si apre la Nuova;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicala terza testimonianza è infine quella degli uomini, per tutto il Vangelo, ma valgono in specie: quella del Centurione sotto la croce: « Costui era veramente il Figlio di Dio » (Mt 27,54), e quella di san Tommaso Apostolo, che nel Risorto riconosce: « Mio Signore e mio Dio » (Gv 20,28);
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicail fatto che l’Angelo dica che il Concepito nel seno della Vergine sarà « chiamato Figlio dell’Altissimo » (poi « Figlio di Dio »), dal punto di vista epifanico è la cosa più decisiva dell’Annuncio, perché: primo, è il Padre stesso che, essendo l’unico a poterlo essere, si fa Testimone davanti al mondo che quell’uomo, Gesù di Nazaret, è il suo Figlio consustanziale, il suo unico Figlio (e infatti tutti noi battezzati in Cristo siamo figli suoi solo in quanto compartecipi di quell’una e unica figliolanza divina, ché altre non ce ne sono); secondo, è il Figlio stesso, il Verbo, la Verità, a testimoniare di Sé la più potente verità testimoniabile; terzo, è la Terra tutta che ne dà testimonianza, in anticipo su tutti i cori dei Cieli, che presto canteranno su di essa l’unica cosa da cantare;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicail professor Ratzinger non parla minimamente di ciò: la sua lettura storicistica del Vangelo glielo fa avvicinare ai testi dei miti pagani o di quelli profetici del Vecchio Testamento, p. es. a Is 7,14, cui però lui attribuisce “retroscena mitici” che a suo avviso, togliendo indebitamente l’inerranza a Sacre e inerranti Scritture che di mitico non hanno proprio niente, li assimila ai primi;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- quarta immensità (Lc 1,32b), l’Angelo Gabriele annuncia a Maria che il Figlio che concepirà in tal modo miracoloso è destinato da Dio a salire su un trono: « il trono di Davide », il che significa che Egli regnerà sul trono che gli è proprio, il trono del Diletto (l’etimo di ‘Davide’ è ‘diletto’), e Gesù, come attestato dal Padre stesso, è il Diletto di Dio (tra l’altro, segnalerei che è erronea e semieretica la traduzione che fanno universalmente, “prediletto” e non “diletto”, riguardo ai due passi di Matteo riportati sopra, perché il Verbo è l’unico Figlio di Dio Padre, il Quale non ha altri figli che Lui, e noi che crediamo in Lui, battezzati in Lui, siamo accolti nella sua unica e divina figliolanza solo come figli “adottivi”, ossia solo per partecipazione di grazia: dunque Gesù Cristo è “il Figlio diletto” e non solo “il più diletto tra i tanti diletti”, i quali anzi sono diletti solo se sono riconosciuti dal Padre “figli nel suo unico Figlio”);
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicainoltre Gesù ha poi in effetti regnato, e tutt’ora regna, e regna per sempre: fin dall’inizio Egli regna su tutti i morbi, su tutti i diavoli e sulla morte; poi, con la sua resurrezione e ascensione, passando alla gloria divina, regna su tutto: sui popoli, sulle nazioni, sui secoli e sulle singole anime, come sa fare solo Lui, anche se noi lo rifiutiamo, o lo ignoriamo, o lo combattiamo;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicail professor Ratzinger anche di ciò non fa il minimo cenno; 

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- quinta immensità (Lc 1,33a), l’Angelo annuncia poi a Maria che tale trono, che a un’umile come la Vergine già doveva presentarsi fuori ogni misura, « regnerà … sulla casa di Giacobbe », ossia che Gesù, come Giacobbe, è, dall’etimo, ‘Il Soppiantatore’, ‘Colui che prende il posto’, e davvero Gesù prende il posto del primogenito, ossia di Adamo (= ‘Il Primo creato’), perché il Figlio di Dio impone sulla carne, sui suoi istinti, sui suoi voleri, il regno di Dio, dello spirito e della ragione, che Adamo, peccando in cedimento alle passioni, come Esaù, aveva perduto;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicail professor Ratzinger tace anche di ciò;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica
- sesta immensità (Lc 1,33b), in più, l’Angelo annuncia alla Vergine che tale regno, al contrario di tutti i regni della terra, e specialmente al contrario del regno della carne, della morte, del peccato, ossia del regno instaurato da Adamo, « non avrà mai fine », e Maria certo deve aver raccolto anche questa promessa come specialissima, strabiliante, meravigliosa, ossia come una proposta davanti alla quale restare umilmente sbigottiti, così da chiedere solo, con un fil di voce: « Come è possibile [tutto questo]? Non conosco uomo [non ho rapporti coniugali] » (Lc 1,34);
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicae qui va rilevato che dire con tempo di verbo presente indicativo « non conosco uomo » va inteso, come si può ben immaginare considerando la santità della persona della Vergine Maria, il suo proposito, il suo voto (che anche san Tommaso riteneva compiuto, v. S. Th., III, 28, 4), “e non intendo conoscerlo”, ossia “e non intendo averne” (di rapporti coniugali);
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicail professor Ratzinger anche di ciò non fa cenno alcuno;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- settima immensità (Lc 1,35a), e qui viene il bello, anzi il meraviglioso, perché è giunto per l’Angelo il momento di illustrare alla Vergine in che modo sarebbe nato in Lei tanto clamoroso splendore, che non solo vuole rispettare in tutto la sacralità delle purissime decisioni della Vergine, ma ne vuole essere anche il più munifico, sovrabbondante e amorevolissimo compenso: « lo Spirito Santo scenderà su di te », Le dice, ossia Dio stesso sarà lo Sposo necessario (come si vedrà in S. Th., III, 31, 5): non un uomo, non un Angelo, ma lo stesso Dio creatore, lo ‘Spirito Santo Creatore’ che dal nulla fece tutte le cose, e ora non solo immetterà in Te, già immacolata e pura da ogni peccato per sua squisita previdenza, ciò che avrebbe dovuto immettere un uomo per permetterti di concepire un figlio, ma lo immetterà quale purissima et castissima Res, incontaminata dal peccato originale, essendo di fatto, questa Prole che ti nascerà, una tutta nuova Creazione: un nuovo Adamo, forgiato nel seno immacolato della Vergine, dunque, per quanto riguarda la “metà maschile” del tutto nuovo ‘Figlio dell’uomo’, dal nulla;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicama anche su questo perno centrale il professor Ratzinger resta muto;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- ottava immensità (Lc 1,35b), « su di te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo », e qui l’Angelo dispiega alla Vergine tutta la grandiosità dell’evento, di fronte alla quale persino la creazione dal nulla del principio attivo maschile potrebbe sembrare quasi fosse come la radice quadrata di un miracolo: cosa c’è di più inconcepibile, di più prodigioso, di più ineffabile dell’unione di due nature incommensurabili, come potrebbero essere p. es. quelle del Vasaio e di un suo vaso, in un’unica persona, in un’unica entità intelligente e volente? Giacché l’« ombra » evocata dall’Angelo è riferita a Dio, e precisamente alla sua potenza: essa rende presente alla mente del fedele la vastità incommensurabile dell’atto divino, la potenza di uno scettro dinanzi a cui tutto è prono, di una corona la cui maestà sublime del volere è una miriade di miliardi di volte più grande di quella del più splendido sole; e non ho detto niente;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicama il professor Ratzinger anche su ciò si astiene assolutamente: tutto il suo dire a riguardo della nascita di Cristo Figlio di Dio è focalizzato sul concetto per lui decisivo che detta nascita è « ontologica », e non assolutamentissimamente « biologica »; naturalmente, anche su questo si sbaglia, e fra poco vedremo perché.

4. E SE INVECE AVESSE RAGIONE IL PROFESSOR RATZINGER,
E NOI SI SIA PRESA SOLO UNA SOLENNE CANTONATA?

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Queste otto “immensità”, chiamiamole così, qui in qualche modo appena accennate per quel che umanamente si può, che ritroviamo contenute nell’Annuncio dell’Angelo alla Beatissima Vergine, sono però ancor più miseramente ridotte dal Professor Ratzinger a una striminzita “attrazione”. Meno di nulla.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInfatti la nozione ‘attrazione’ significa ‘tirare a sé qualcosa’, e ciò non esaurisce in nulla il concetto che deve coprire in ogni sua specifica ciò che compie Dio nell’Incarnazione, per la quale il termine preferito dalla Scolastica è ‘assunzione’, e i motivi li spiega san Tommaso nell’articolo in cui chiarisce le differenze tra ‘assunzione’ e ‘unione’, S. Th., III, 2, 8, cui si invita ad accedere via web perché troppo lungo da citare. Certo, ‘unione’ non è ‘attrazione’, ma qui si invita a riflettere sulle ragioni portate dall’Aquinate per scegliere ‘assunzione’, che tolgono ogni pretesa non solo a ‘unione’, ma a ogni altro termine, sempre assolutamente insufficiente se confrontato ad ‘assunzione’.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa teologia cattolica utilizza il concetto di ‘assunzione’ e derivati, come in san Tommaso, che, oltre all’articolo citato, dedica a tale nozione ben quattro questioni (v. S. Th., III, qq. 3-6), per un totale di ventiquattro articoli, così delineando con chiarezza il dovuto prospetto da avere dell’altissimo Mistero.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPerché mai utilizzare una nozione tutta nuova come ‘attrazione’ e non avvalersi di una nozione così ben scandagliata dalla Tradizione, e specialmente una nozione così appropriata?

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE dire che lui stesso, il Professore e Teologo di Tubinga, poche pagine prima, si era soffermato con importanti puntualizzazioni sul fondamentale concetto di “Nuova Creazione”. E qui mi faccio carico, per permettere di comprendere bene la cosa, di riportare tutto il testo in cui, illustrando il ruolo della Beata Vergine nel mistero dell’origine di Gesù, alle pp. 262-3 l’Esimio spiega:

L’origine di Gesù è avvolta nel mistero. … Certo, Gesù è originario di Nazaret. Ma che si sa della sua vera origine, pur potendo indicare la località geografica da cui ha tratto i natali? Il vangelo di Giovanni sottolinea in continuazione che la vera origine di Gesù è ‘il Padre’, che egli proviene totalmente da lui e in modo diverso da qualsiasi inviato di Dio che l’ha preceduto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesta origine di Gesù dal mistero di Dio, «che nessuno conosce», descrivono i cosiddetti racconti dell’infanzia dei vangeli di Matteo e di Luca, non allo scopo di eliminarlo, bensì proprio per confermarlo come mistero.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAmbedue gli evangelisti, ma specialmente Luca, narrano l’inizio della storia di Gesù quasi interamente con parole desunte dall’Antico Testamento, per dimostrare così, dal di dentro, ciò che accade qui come realizzazione della speranza d’Israele, inserendolo nel contesto di tutta la storia dell’alleanza di Dio con gli uomini.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa parola con cui in Luca l’angelo si rivolge alla Vergine si riallaccia al saluto con cui il profeta Sofonia onora Gerusalemme salvata dalla fine dei tempi (Sof 3,14ss.) e riprende al contempo le parole di benedizione con cui si erano esaltate le grandi donne d’Israele (Gdc 5,24; Gdt 13,18s.).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCosì Maria viene caratterizzata come il resto santo d’Israele, come la vera Sion, su cui si erano concentrate le speranze nel corso delle devastazioni della storia. Stando al testo di Luca, con lei ha inizio il nuovo Israele, anzi, non solo incomincia con lei, ma lei stessa è l’intatta «Figlia di Sion» nella quale Dio pone il nuovo inizio.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNon meno densa di significato è la promessa centrale: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, e su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio» (Lc 1,35).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAndando oltre la storia dell’alleanza con Israele, la visuale si allarga qui alla creazione: nell’Antico Testamento lo Spirito di Dio è la sua potenza creatrice;
è lui che all’inizio si librava sulle acque e trasformava il caos in cosmo (Gn 1,2); se Dio manda il suo Spirito sono creati gli esseri viventi (Sal 104[103],30).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDunque ciò che ora accadrà a Maria è una nuova creazione: Dio, che ha chiamato l’essere dal nulla, pone in mezzo all’umanità un nuovo inizio
.

 
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDunque anche per il professor Ratzinger siamo davanti a una “Nuova Creazione”? Parebbe proprio di sì. E infatti, a riprova, anche a p. 265 leggiamo: « Il concepimento di Gesù è una nuova creazione, ». Allora abbiamo sbagliato tutto: siamo incorsi in un madornale errore, in un’imperdonabile cantonata.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE invece no. Perché basta proseguire oltre alla virgola dopo “creazione” e dobbiamo subito ricrederci: « …non una procreazione da parte di Dio », precisa il Teologo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInfatti « Dio – continua – non diventa così il padre biologico di Gesù e tanto il Nuovo Testamento quanto la teologia della chiesa [sempre minuscolo nel testo, ndR] non hanno in sostanza mai visto in questo racconto, e nell’evento ivi narrato, il fondamento per la vera divinità di Gesù, per la sua ‘figliolanza divina’ ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAllora c’è o non c’è, per Joseph Ratzinger, con il concepimento di Gesù, questa “Nuova Creazione”?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa certo che c’è! Solo che per lo Storicista di Tubinga è tutta e solo simbolica. Di reale, ancora una volta, non c’è niente: niente biologia, niente materialità, cioè niente prodigioso intervento dello Spirito Santo su quello che in un parto non virginale, ma frutto di un naturale coniugio tra un uomo e una donna, dovrebbe costituire l’apporto maschile, ma che lo Spirito Santo, precisamente per interrompere il flusso di corruzione e morte che da Adamo infetta tutti gli uomini della terra senza eccezioni (tranne, come sappiamo, la Beata Vergine), debitamente non permette, prendendone miracolosamente il posto: nell’orizzonte ratzingeriano la “Nuova Creazione” è solo simbolica, è cioè di marca hegeliano-idealistica, ossia astratta, concettuale, e non affatto e per niente realistica, sostanziale, ossia cattolica.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ solo simbolica, per il Teologo, perché materialmente Dio, nello Spirito Santo, secondo il Professore non interviene affatto, come precisa lui stesso chiaramente, ma interviene spiritualmente nell’unione di “attrazione” delle due nature, e il Professore lascia qui aperto il campo a ogni ipotesi, come fa ogni scienziato che si rispetti, nulla escludendo, anzi considerando, se pure per absurdum, anche l’ipotesi più estrema, che non avrà difficoltà a esporre poche righe dopo con quel distacco quasi da entomologo utile all’enunciazione delle proprie tesi: « la dottrina della divinità di Gesù – conclude infatti a p. 265 – non verrebbe intaccata qualora Gesù fosse nato da un matrimonio umano ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDunque sarebbe stato anche tutto giusto, quello che avevamo letto, se non fosse che in realtà avevamo letto un testo che andava decodificato, come fosse stato scritto da un entomologo che ci stava spiegando i comportamenti di una colonia di ditteri secondo i parametri codificati nei secoli dalla sua scienza, magari col debito confronto con altri ben aggiornati criteri di giudizio, altri parametri scientifici, e altre cose così.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaBisogna insistere nel rilevare che proprio allorché il Teologo deve affrontare il momento decisivo nel quale si svolgono i più santi arcani con cui si invera l’Incarnazione, il momento del concepimento di nostro Signore, ecco: succede che hanno proprio ragione i miei oppositori, i quali oppositori, proprio sul punto del tremendum, annotano: « la prosa di R. non manca di oscurità e tende ad esser involuta », giacché « egli finisce (senza volerlo) – dicono – coll’oscurare anche ogni legittimo aspetto “fisico” nella nascita del Signore o a renderlo poco comprensibile ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa non è vero che il Teologo usi una prosa oscura eccetera « senza volerlo », come dicono, perché la sua volontà è proprio quella di chiudersi gli occhi con le proprie stesse mani, così da non dover vedere dinanzi a sé il nulla abissale incontro a cui è andato diritto, senza tentennamenti di sorta, con le sue pseudo-razionalistiche elaborazioni compiute sulla scia delle Scuole più modernistiche allora in voga: un nulla che inghiotte lui e tutti quelli che a milioni lo stanno seguendo da cinquant’anni, fiduciosi e devoti scolaretti, ma son vescovi, cardinali e persino Papi – e mi riferisco precisamente al presente Pontefice, come dimostro da anni pur se nessuno lo vuol vedere –, così da avere un autorevolissimo e riveritissimo Cieco che guida altri autorevolissimi e riveritissimi ciechi. Autorevolissimo e riveritissimo l’Uno e autorevolissimi e riveritissimi gli altri, certo, ma tutti comunque ciechi, Guida o seguaci che siano.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE comunque Cieco consapevole, questo è il fatto, così come consapevoli sono tutti quelli che, Pastori o meno che siano, affascinati e felici, lo seguono fiduciosi verso l’abisso del nulla.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE qual è il nulla di cui parliamo? È il Teilhardismo evoluzionistico che furoreggiava nella Chiesa cinquant’anni fa, che cancella tutti i problematici salti tra bene e male e le impervie fratture e ricomposizioni tra Dio e uomo determinati dal dogma cattolico, ossia dalla Rivelazione classicamente intesa, livellando gli uni e le altre in un ben più rasserenante e mite continuum che dal fango sale placidamente a Dio secondo la più lineare prospettiva teilhardiana, è una Redenziuncola da nulla, spicciola, una “Redenzione debole”, farlocca, direi “disneyana”, o, per dirla rigorosamente, è una Redenzione da cui il Prof. Ratzinger elimina i termini fondanti: 1), il peccato come offesa a Dio; 2), il Dio che si offende; 3), la grazia che apre la strada per lavare l’offesa; 4), il degno Agnello sacrificale; 5), il Dio cui sacrificarlo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ evidente e totale, da qui, il rovinio che mi perito a più riprese e copiosamente di illustrare in Al cuore, alle cui pagine rimando, con la speranza che vengano finalmente soppesate come meritano.

5. ECCO COME È AVVENUTA LA “SECONDA CREAZIONE”,
OSSIA IN CHE MODO DIO HA VINTO IL PECCATO ORIGINALE.

DOMINUS REGNAVIT: CON BEN TREDICI MIRACOLI,
TUTTI DA RATZINGER O NEGATI, O DISTORTI, O NON CONSIDERATI.
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Con la negazione, o almeno quello che chiamerei l’aggiramento linguistico della realtà di un miracoloso intervento dello Spirito Santo, dunque con la negazione o l’aggiramento di un intervento divino riguardo al concepimento della natura di carne di nostro Signore, l’Autore di Introduzione crede di non aver più nessuna necessità di riconoscere in Cristo il “Nuovo Adamo”, cosa che però costituisce la seconda causa dell’Incarnazione (la prima è la comunicazione della bontà di Dio, a sua maggior gloria, v. san Tommaso, S. Th., III, 1, 1), come spiega san Paolo, cioè sempre Dio, ora attraverso san Paolo: « Come in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti saranno vivificati » (II Cor 15,22), con cui sono sintetizzati efficacemente gli insegnamenti divini tanto ben dispiegati dall’Apostolo in Rm 5,12-21.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa la Nuova (Cristica) Creazione, possiamo chiamarla così, al contrario della Prima, quella di Adamo ed Eva, avviene in nove momenti ben separati, e ben diversi anche nelle modalità.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaA questi nove momenti corrispondono ben tredici miracoli:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAurea Domus - Metafisica e teologia cattolica
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- primo momento, primo miracolo, da credere de fide: il primo miracolo avviene nell’istante in cui, per preparare il degno trono a Dio sulla terra, un Angelo annunzia ad Anna, una pia e anziana Betlemita della stirpe di Davide, che le insistenti preghiere sue e del suo sposo Gioacchino, levita e sacerdote del Tempio, sono state ascoltate e ora esaudite: essa presto concepirà e darà alla luce « una prole – come si legge nel protovangelo apocrifo detto “di san Giacomo” – di cui si parlerà in tutto il mondo »;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- secondo momento, secondo e terzo miracolo, da credere de fide: il secondo miracolo di questo secondo momento è quello per cui, pur avendo trapassato di molto l’età fertile, Anna, in effetti, concepisce una bambina: è la Vergine Maria; con tale miracolo Dio interviene sulla biologia umana ripristinando la fertilità in una donna in cui o era cessata o non si era nemmeno mai avuta;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- il terzo miracolo, che avviene nel medesimo istante, è quello della concezione immacolata dell’anima della Concepita: Essa non è stata contaminata dal peccato originale che avrebbe pur dovuto trasmetterle il padre, unico portatore del principio attivo, come spiega l’Aquinate in S. Th., I-II, 81, 5: Se, peccando Eva, e non Adamo, i figli avrebbero contratto il peccato originale; ma una donna, pur non trasmettendo il peccato originale, lo riceve, sicché era necessario che la Vergine ne venisse preservata, e il motivo di ciò ce lo dà l’Angelico: « La purificazione previa della Beata Vergine non era richiesta per scongiurare la trasmissione del peccato originale [trasmesso solo dal principio attivo maschile]; ma perché era necessario [“oportebat”] che la Madre di Dio splendesse del massimo candore. Infatti nessun essere è degno ricettacolo di Dio, se non è puro, secondo il Salmista: “Alla tua casa, Signore, si conviene la santità (Sal 92,5) » (S. Th., I-II, 81, 5, ad 3);
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- sul Privilegio Mariano, all’epoca dell’Aquinate la questione, che pareva insormontabile, poneva da una parte l’universalità della Redenzione di Cristo, dall’altra la previa santificazione della Vergine, sicché l’Angelico crederà di poter affermare che « il corpo della Vergine fu concepito nel peccato originale » (S. Th., III, 14, 3, ad 1), giacché, come visto, per lui « la purificazione previa della Beata Vergine non era richiesta per scongiurare la trasmissione del peccato originale » (op. cit.);
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicama quando tratterà del concepimento del Cristo nel suo grembo, terrà in maggior conto il Damasceno e contraddirà quanto sopra detto: « Quel concepimento [del corpo di carne del Cristo] ebbe tre privilegi: di essere senza il peccato originale; di avere per oggetto non un semplice uomo, ma l’Uomo-Dio; di essere virginale. … Ecco perché il Damasceno nota, a proposito del primo, che lo Spirito Santo “discese nella Vergine per purificarla”, cioè per preservarla dal peccato originale, perché non concepisse [il Cristo] in quel peccato » (idem, 32, 4, ad 1);
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- sarà Papa Pio IX a raccogliere il decisivo concetto avanzato dal Damasceno (« la Spirito Santo ha prevenuto la Vergine », De Fide Orth., c. 4, Liber 3), e l’8-12-1854 stabilizzerà il dogma dell’Immacolata Concezione, o Privilegio Mariano, nella Bolla Ineffabilis Deus, Denz 2803-4, ricorrendo al concetto di “Redenzione preventiva” o “preservativa”, che avrebbe soccorso anche l’Aquinate a conservare l’universalità redentiva di Cristo senza disconoscere alla Vergine un suo pur necessario privilegio (al § 7 se ne vedranno qui le più conclusive considerazioni);  
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- in tal modo la Chiesa ha potuto stabilire che tale speciale santificazione, o immacolatezza, era necessaria (oportebat) affinché fosse Maria stessa, che avrebbe dovuto costituire il trono di Dio in terra, a essere preservata dal peccato originale, e ciò proprio per il motivo detto: Ella, che pur non avrebbe trasmesso al Figlio il peccato perché come donna non poteva esserne veicolo, doveva però nelle sue proprie carni essere degna di portare tanto Fiore, e tale dignità poteva riceverla ancora e solo per i meriti del Figlio, che in Lei avevano agito ante, sicché le parole di sant’Agostino e di san Tommaso acquistano, come ben meritano, ancor più forza, verità, uniformità e splendore;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- terzo momento, quarto miracolo, da credere de fide: il quarto miracolo avviene al momento in cui l’Arcangelo Gabriele – si presume il medesimo dell’annuncio precedente e del seguente – annuncia a Zaccaria, sacerdote del Tempio, che sua moglie Elisabetta, anch’essa molto anziana e  sterile, concepirà presto un figlio; non credendo Zaccaria alle parole del Messaggero di Dio, gli si lega la lingua e perde la parola v. Lc 1,8-22 (e forse anche l’udito, perché al momento della circoncisione del figlio, Lc 1,42 spiega: « e facevano cenni al padre per sapere come fosse chiamato »);
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicail miracolo è singolare: è uno dei rarissimi casi in cui Dio, invece di sanare, guarire, e apportare insomma integrità, armonia e misura in un corpo che in qualche sua parte, o anche del tutto, le aveva perse, compie un “prodigio negativo”: toglie sanità, toglie del bene, ma ciò fa perché da tale privazione farà scaturire, più avanti, maggiore misericordia: la giustizia di Dio, ossia la punizione di un sacerdote del Tempio che aveva osato, proprio lui che come sacerdote avrebbe dovuto massimamente fidarsi della sua immensa bontà, dubitare di Lui, colmerà presto, come si vedrà, quel medesimo sacerdote di una ben più grande grazia, fatta a lui proprio come sacerdote;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- quarto momento, quinto miracolo, da credere de fide: il quinto miracolo avviene allorché la vecchia e sterile Elisabetta, tornato Zaccaria dal Tempio, concepisce effettivamente il figlio annunciato dall’Angelo al marito poco tempo prima;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- quinto momento, sesto miracolo, da credere de fide: è il momento del “Sì” della Beata Vergine all’annuncio dell’Angelo, ossia dell’accettazione della sua altissima richiesta; anche qui i miracoli compiuti sono due, ma ora parliamo del sesto miracolo, il concepimento carnale di Gesù, “Nuovo Adamo” (il settimo, che avviene nello stesso istante e di cui parleremo al successivo paragrafo, è quello dell’assunzione in Lui del Verbo divino);
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicatale concepimento è miracoloso perché avviene senza alcun apporto maschile, come ben illustrato prima da sant’Agostino: « Dico ‘celeste’ il Cristo, perché non è stato concepito da seme umano » (Ad Orosium, [Dialog. 65 quæst., q. 4), poi da san Tommaso, e ben due volte: la prima per esaltare l’onnipotenza di Dio che può formare la carne di un uomo anche in una vergine: « La potenza divina poté formare il corpo di Cristo da una vergine senza il seme virile » (S. Th., III, 28, 1 ad 4); la seconda per negare ancor più recisamente ogni apporto virile: « La carne di Cristo non fu concepita da seme umano » (idem, 31, 1 ad 3);
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaaggiungo che non è inverosimile, anzi è la cosa più che plausibile, che Dio, come la rugiada sul vello di Gedeone (v. Gdc 6,36-8), abbia creato ex nihilo, dal nulla, cioè esattamente come dal nulla fu data la “Prima Creazione”, le cellule umane maschili, o gameti, nel grembo della Vergine Maria, in luogo di quelle che l’Immacolata avrebbe dovuto accogliere nel suo seno da un coniuge terreno se quello propostole e dalla Beata accettato non fosse stato il concepimento promesso: 1), che le garantiva la verginità, 2), che sarebbe stato detto “Figlio di Dio”, con tutte le immensità enumerate sopra;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- è proprio san Tommaso che, preso atto che « è legge naturale che nella generazione la donna somministri la materia e l’uomo ne sia invece il principio attivo », può concludere con ottima sintesi: « il carattere soprannaturale della generazione di Cristo implica che in essa il principio attivo sia stata la virtù preternaturale di Dio, mentre il suo aspetto naturale implica che la materia con cui è stato concepito il suo corpo sia uguale alla materia che le altre donne somministrano per il concepimento della prole » (idem, 5);
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- è esattamente in ciò che si realizza la “Nuova Creazione”: il miracolo che la ss. Trinità compie nella Beata Vergine creando ex nihilo, dal nulla, le cellule umane maschili incontaminate da quel peccato originale, che invece si sarebbe insinuato in Lei se, come molto erroneamente ritiene plausibile il prof Ratzinger, « Gesù fosse nato da un matrimonio umano »: molto erroneamente, ripeto, perché la presenza del peccato originale avrebbe vanificato il divino disegno della “Nuova Creazione” posta nel Cristo, frustrando tutta la sua lunga, meravigliosa, finissima preparazione, a partire dal concepimento di Maria nel grembo sterile di Anna e tutto il resto, ma il prof Ratzinger, tra tutte le realtà de fide che rigetta (v. § 9), non crede al peccato originale, v. Al cuore, §§ 52-3;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaavrebbe frustrato il disegno divino perché il peccato originale travasa in ogni creatura umana, dal principio dei tempi, oltre alla corruzione delle potenze dell’anima, la corruzione della materia, come sa bene tutta la creazione, che, v. Rm 8,19-21, « attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità » per l’appunto da quel peccato;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- con tale “Seconda santa Creazione” è rotta la mortale e infrangibile catena che da Adamo senza pietà trascinava tutti gli uomini della terra, a parte la Vergine, all’orrenda dannazione eterna; la creazione ex nihilo, per virtù dello Spirito Santo, dei gameti maschili inviolati dal peccato originale, spodestato in tal modo, e per sempre, il figlio del peccato, il figlio del vecchio Adamo, permette la nascita del Nuovo Adamo nel seno immacolato di Maria, così azzerando il debito contratto con Dio dall’uomo e contestualmente però anche azzerando i meritati suoi castighi: perdita dell’integrità, cacciata dal Paradiso terrestre, e l’incorrere « in quei difetti dovuti a una natura destituita del dono dell’integrità. E questo sia nel corpo che nell’anima » (S. Th., II-II, 161, 2): la natura umana di Gesù Cristo, ossia il suo corpo di carne, era dunque già di per sé quella “preadamitica” decisamente necessaria all’Uomo che “doveva poter vedere faccia a faccia Dio senza morire”, conformandosi nella stessa Persona, ossia in un’unica intelligenza e volontà, con il Logos, col Figlio di Dio;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- ancora quinto momento, settimo miracolo, da credere de fide: nello stesso istante del concepimento del corpo di carne di Gesù Cristo avviene il settimo miracolo, la sua assunzione nel Verbo, v. S. Th., III, 33, 3: è il miracolo dei miracoli, il cuore di tutta la grandiosa ed epica “lotta” tra Dio e uomo: vincerà l’amore di Dio o l’orgoglioso indipendentismo dell’uomo? Qui si realizza, con un vincolo che più stretto e ferreo non si può, il più indissolubile e potente legame che possa unire un uomo a Dio in un’unica Persona (v. idem, 2, 9: Se l’unione delle due nature sia la massima delle unioni): è la definitiva Alleanza tra Dio e uomo, per la quale le promesse di Dio a Mosè si avverano nel modo più strepitoso, pieno e inconcepibile: la natura di Dio si sposa alla natura dell’uomo dando luogo all’unica Persona di Gesù Cristo;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- sesto momento, ottavo miracolo, da credere de fide: l’Angelo Gabriele, ottavo miracolo, appare in sogno a Giuseppe, sposo a Maria Vergine, per dirgli di non temere, perché il Bambino di cui la sua Sposa è in attesa « è opera della Spirito Santo » (Mt 1, 20); attenzione: spesso si derubrica l’apparizione di un angelo in sogno a qualcosa di psichico, di soggettivo, e ci si rifiuta di riconoscerlo un miracolo, ma non è così, perché Dio utilizza sempre i mezzi più strettamente necessari, mai soverchiando le azioni soprannaturali di orpelli disutili, sicché avviene che allorché si fa necessario un dialogo tra l’interlocutore celeste e quello umano avviene il miracolo dell’apparizione a persona desta e cosciente delle proprie parole e dei propri atti; allorché invece è necessario che l’interlocutore umano riceva solo una notizia, si ha il miracolo dell’apparizione in sogno, nella quale non necessita che l’interlocutore parli, ma sempre miracolo è;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- settimo momento, nono e decimo miracolo, da credere de fide: è il momento in cui la Vergine Maria sale sui monti a visitare e aiutare l’anziana cugina in attesa ormai da sei mesi, Elisabetta, e al suo arrivo avvengono in rapida successione due miracoli profetici: il nono miracolo, per il quale il nascituro avverte, già profetando nel grembo materno, la presenza davanti a sé del suo Signore, e così nel grembo, adorandolo, si prostra; egli è il Precursore: Precursore nell’adorare nell’altro Nascituro l’Autore della vita quando nessuno dei due è persino ancor nato, dunque nascosto l’uno all’altro; Precursore nell’adorarlo alle acque del Giordano inaugurando ufficialmente così la Nuova Alleanza di Dio con il suo popolo; Precursore nel martirio dell’offerta del sangue in vista dell’immolazione del suo Signore e Dio e della sua gloriosa Resurrezione;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- al nono segue il decimo miracolo: la madre del piccolo Precursore, santa Elisabetta, come rileva l’Evangelista, « fu ripiena di Spirito Santo » (Lc 1,41), e da Lui riceve il dono della profezia che le fa esclamare: « Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno. E in grazia di che mi è concesso che la madre del mio Signore venga a me? » (Idem, 42-3): a lei è miracolosamente aperta la conoscenza – che senza il dono dello Spirito Santo non avrebbe avuto – che Chi le era davanti, pur nascosto nel seno della giovane Madre, era il suo Dio, il suo Creatore e Signore;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- ottavo momento, undicesimo miracolo, da credere de fide: è il momento dell’undicesimo miracolo, quello in cui si riversa sul dubitoso Zaccaria la pietà del Signore, che gli restituisce la favella (e probabilmente l’udito, che, come visto, gli era stato egualmente tolto); non solo: perché il Signore è sempre generoso, sicché, oltre a restituirgli il dono dell’integrità che gli aveva tolto per giusta e correttiva cioè fortemente pedagogica sanzione, gli dà il dono della profezia, così da poter capire che nome dare al figlio del miracolo, per cui anche qui l’Evangelista annota: « Zaccaria, suo padre, fu ripieno di Spirito Santo e profetò: “Benedetto il Signore Dio d’Israele, perché – riferendosi al Cristo, riconosciuto da sua moglie Elisabetta, che di certo gli aveva narrato del suo doppiamente miracoloso incontro con la Vergine – ha visitato e redento il suo popolo » (Idem, 67-8), salmodiando il “Benedictus” o “Cantico di Zaccaria”, che tutta la Chiesa alza ogni mattino a Dio a conclusione delle Lodi;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicache a suo figlio fosse dato il nome che lui scrisse su una tavoletta è importante, perché l’etimo di ‘Giovanni’ è ‘Dono del Signore’, sicché doveva essere riconosciuto per sempre, nell’uomo che lo avrebbe portato, a Chi costui doveva la sua stessa esistenza; 

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- nono momento, dodicesimo e tredicesimo miracolo, da credere de fide: nel momento del parto della Vergine si verifica poi il dodicesimo miracolo, conseguenza diretta e della concezione immacolata della Vergine, e del miracoloso intervento di Dio nel concepimento della natura umana di Cristo, per la quale il peccato originale viene tenuto estraneo, ossia letteralmente fuori delle mura di quella minima ma purissima Cittadella, chiamiamola così, costituita dalla carne santificata di Maria, la cui biologia è quella di una Nuova Creazione, e ciò sia nella Madre che nel Figlio;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicala Nuova Creazione dà subito i suoi frutti, il primo dei quali è la messa al bando di ogni dolore nel momento del santo parto, che era invece la pena dovuta, come possiamo leggere in san Tommaso, « Il dolore del parto è conseguenza dell’unione carnale con l’uomo. Ecco perché la Sacra Scrittura (in Gn 3,16), dopo aver detto, “Partorirai nel dolore”, aggiunge: “Sarai soggetta all’uomo”. Ma, come nota sant’Agostino, la Vergine Madre di Dio fu esente da questa condanna, perché, “avendo concepito Cristo senza la sozzura del peccato [originale] e senza il detrimento del connubio con l’uomo, ha generato senza dolore e senza violare la sua integrità, conservando intatto il suo candore virginale (in Sermone De Assumptione Beatæ Virginis) » (S. Th., III, 35, 6);

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- in questo sacro momento si realizza anche il tredicesimo e ultimo miracolo, ulteriore e finale conseguenza della immacolatezza dal peccato d’origine di Puerpera e Nascituro, per cui Ella dà alla luce il Nuovo Adamo senza perdere la sua verginità, come aveva profetato Isaia, di cui l’Aquinate nota: « Il profeta non dice solo: “Ecco, una vergine concepirà”, ma aggiunge: “E partorirà un figlio” (Is 7,14) » (S. Th., III, 28, 2): san Tommaso restituisce così alle Sacre Scritture il valore infallibile che il Professore di Tubinga, correndo dietro ai suoi cattivi maestri storico-critici, aveva loro levato affibbiandogliene uno “miticista”;

6. PER FAR CAMBIARE AL PROF. RATZINGER LA SUA IDEA BLASFEMA
– CHE SE LA VERGINE FOSSE STATA MESSA INCINTA DA UNUOMO
LA DOTTRINA DELLA DIVINITÀ DI GESÙ NON VERREBBE INTACCATA –, BASTERÀ SEGNALARGLIENE UNO, DI MIRACOLO/DOGMA,
O CI VOGLIONO TUTTI E TREDICI?

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Con questi nove momenti topici, comunque, abbiamo potuto quasi toccare con mano i tredici miracoli che come grappolo di splendide stelle – si badi: unico nella storia della salvezza – aprono dinanzi a noi lo scenario della Nuova Creazione, un grappolo di strepitoso splendore che non si ripeterà mai più, e che qui abbiamo per la prima volta raccolto e contemplato nelle sue luci, a una a una, nella loro ineffabile e inusitata bellezza, solo attraverso la quale l’uomo può: 1), placare Dio del giusto sdegno per l’offesa ricevuta; 2), essere da Lui perdonato; 3), e sperare persino di poter salire alla sua gloria. Eccoli in sintesi:

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- primo miracolo: un Angelo annuncia ad Anna, una pia e anziana donna di Betlem maritata a Gioacchino, sacerdote del Tempio, che il Signore ha ascoltato le preghiere dei due sposi ed essa concepirà una prole « di cui parlerà tutto il mondo »;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- secondo miracolo: Anna, pur sterile, in effetti concepisce, come annunciato dall’Angelo, una bambina: è la Vergine Maria;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- terzo miracolo: l’anima della Vergine concepita da Anna è senza peccato originale: è l’Immacolata Concezione;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- quarto miracolo: Dio toglie la favella a Zaccaria, sacerdote e marito di Elisabetta, avendo lui dubitato dell’annuncio dell’Angelo che gli dice che sua moglie, sterile e anziana, sarà madre;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- quinto miracolo: Elisabetta, l’anziana moglie di Zaccaria, effettivamente concepisce un figlio, come aveva predetto l’Angelo;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica
- sesto miracolo: la Vergine Maria, sposa a Giuseppe, resta incinta, ma senza apporto umano: Dio stesso crea in Lei il principio biologico attivo maschile necessario al suo concepimento;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- settimo miracolo: nello stesso istante, Dio Figlio, il Verbo divino, il Logos, assume il corpo di carne di Cristo formando con esso l’unica Persona di Gesù, il Messia, Figlio di Maria Vergine;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- ottavo miracolo: l’Angelo Gabriele appare in sogno a Giuseppe, promesso sposo alla Vergine, per rassicurarlo che la Prole che nascerà da Maria « è opera dello Spirito Santo » (Mt 1,20); 

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- nono miracolo: Maria, incinta di Gesù, va a far visita alla cugina Elisabetta, e il figlio di questa adora Gesù, pur essendo lui nel grembo della madre e il Signore nel grembo della Vergine;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica
- decimo miracolo: Elisabetta, « ripiena di Spirito Santo » (Lc 1,41), “profetizza”, ossia riconosce senza averne avuto evidenza, che il Bambino che la Cugina attende è il suo Dio e Signore;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- undicesimo miracolo: avendo Zaccaria finalmente riconosciuto che il figlio ora natogli è Dono di Dio (‘Giovanni’ significa ‘Dono di Dio’), Dio restituisce al suo sacerdote la parola (e l’udito);

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- dodicesimo miracolo: la Vergine Maria, Nuova Eva, partorisce senza dolore Cristo, Nuovo Adamo: sono i due Primogeniti della Nuova Creazione, che permetterà, in Cristo, di portare alla gloria di Dio tutti e solo gli uomini di buona volontà;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- tredicesimo miracolo: la Vergine Maria partorisce il Cristo rimanendo vergine, oltre che nel concepimento, anche nel parto.
 
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa, o disputandi, cosa avete letto, qui, accanto all’elencazione di ogni miracolo? Avete letto da credere de fide, ossia avete letto che quei miracoli non sono solo fatti, ma fatti da credere, e non solo da credere, ma da credere con assenso pieno in virtù della autorità di chi richiede la fede, prima ancora che per la ragionevolezza delle cose da credere, ossia perché quell’assenso lo richiede Dio stesso, attraverso e come lo insegna la Chiesa, proprio come dice san Tommaso: « come fa un discepolo col suo maestro » (S. Th., II-II, 2, 3), ovvero senza il minimo tentennamento: questi cippi di pietra, questo grappolo di miracoli, che sono fatti, che sono verità da credere, scandisce con fermezza eterna il percorso inalterabile che Dio stesso ha disposto per noi affinché noi Lo si segua per giungere sani e salvi a Lui.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCome li chiamiamo questi fatti da credere, queste steli? “Dottrina cattolica”, ecco come li chiamiamo. Oppure Dogma.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOra, il Professore di Tubinga, proprio a riguardo degli articoli del Credo che si riferiscono alla Natività, asserisce con inequivocabile fermezza: « la dottrina della divinità di Gesù non verrebbe intaccata qualora Gesù fosse nato da un matrimonio umano ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCiò è assolutamente falso: a parte il fatto che nessuno di questi tredici miracoli è riconosciuto, nel testo del professor Ratzinger, per il miracolo che è, tutta la dottrina che essi sottendono è dal Teologo intaccata gravemente sia da tale mancato loro riconoscimento, sia poi, come si vedrà, precisamente dal fatto da lui ipotizzato, e non mai ricusato, di una possibile nascita di Gesù da un matrimonio meramente umano, la cui realtà, se vera, li volatilizzerebbe tutti e tredici quanti sono, dimostrandosi uno più inutile e/o più inverosimile dell’altro.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa con la volatilizzazione dei tredici strabilianti miracoli il professor Ratzinger volatilizzerebbe anche l’Incarnazione stessa, la credibilità della Chiesa, la credibilità di Dio, e in ultimo, posta la sua incredibilità, ovviamente la sua stessa esistenza. Di Dio, dico.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaChe nessuno di questi tredici miracoli sia legittimato come tale dal Teologo di Tubinga significa che da lui non è legittimato o non è ritenuto verosimile neanche uno dei tredici articoli de fide relativi, perché, se lo fosse, esso sarebbe vanificato, intaccato gravemente dall’ipotesi sacrilega, quella che ritiene che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, avrebbe potuto nascere anche da un matrimonio umano.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa domanda, la tremenda domanda che ne nasce, allora è:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl Cristo, che con il suo corpo glorioso risorge invitto dopo aver schiacciato la morte, aver sgominato tutte le potenze della corruzione spirituale e materiale e aver vinto per sempre l’Inferno con tutti i suoi demòni, potrebbe essere nato anche da un seme umano, da un coniugio sessuale di uomo e donna, di Maria e Giuseppe?

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica
Dico: il Cristo Glorioso che ora sta alla destra del Trono di Dio avrebbe potuto essere uno di noi? Il Cristo che verrà a giudicare i vivi e i morti avrebbe potuto essere intaccato dal peccato originale? È questo il Cristo Pantocrator che forse stiamo tutti adorando?  

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica7. PER RATZINGER LA BEATA VERGINE NON È ‘MADRE DI DIO’.
E, PER AVER GENERATO DIO,
NON È NEMMENO NECESSARIO CHE FOSSE ‘LA VERGINE’.

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Ora, va segnalato, in particolare, che i due cippi più alti, tra i tredici che si son visti, posti sulla strada che porta l’uomo dal peccato alla gloria di Dio, cippi o steli che però vengono frantumati dall’ipotesi che sappiamo, avanzata dal Teologo di Tubinga, riguardano uno la maternità di Maria e l’altro la figliolanza di Cristo. Essi sono strettamente correlati uno all’altro e anche qui li vedremo insieme.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl Dottore Angelico dedica ben due articoli, tra loro distinti, alla maternità di Maria, in modo da passare gradualmente dalla giustificazione più facile del suo titolo di ‘Madre di Cristo’ (S. Th., III, 35, 3) a quella più misteriosa e discussa di ‘Madre di Dio’ (idem, 4).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer la nostra discussione il primo dei due quesiti non fa problema: tutti riconoscono Maria ‘Madre di Cristo’.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl secondo invece entra nel merito, ne è proprio il cuore, perché essere ‘Madre di Dio’ si pone direttamente in opposizione sia con la perentoria e triplice esclusione che fa Ratzinger che il concepimento di Gesù venga compiuto con un intervento di Dio su Maria, sia con la sua convinzione che, anche se essa fosse stata frutto di un coniugio umano, non avrebbe intaccato la dottrina della « figliolanza divina » di Cristo.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQueste le tre affermazioni del Professore di Tubinga Joseph Ratzinger, che escludono un intervento di Dio su Maria – un intervento “biologico”, come lo chiama lui, ossia il miracoloso atto prefigurato dal dogma che si vedrà più avanti, esposto nel Credo con le parole “et incarnatus est de Spiritu Sancto, ex Maria Virgine” – :

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- la prima (ha come soggetto gli antichi testi pagani greci e romani): « [Nei quali] la divinità appare quasi sempre come una potenza fecondante, generatrice, ossia sotto un aspetto più o meno sessuale, e quindi come ‘padre’ in senso fisico del bimbo redentore. Nulla di tutto ciò … nel Nuovo Testamento » (Introduzione, p. 265);

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- la seconda: « Il concepimento di Gesù è una nuova creazione, non una procreazione da parte di Dio. Dio non diventa così il padre biologico di Gesù » (Idem, subito di seguito alla precedente);

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- la terza: « La figliolanza divina è proprio l’energico rifiuto di una concezione biologica dell’origine di Gesù da Dio » (Idem, p. 268).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNella prima affermazione il Teologo, immerso quasi antropologicamente nel metodo profondamente modernista, per nulla scientifico, confusionario, superficiale, sviante ed ereticale, detto storico-critico, anche se a parole lo rifiuta, non distingue due mondi tra loro assolutamente inavvicinabili: da una parte, i veri e propri atti sessuali compiuti nei miti pagani cui si riferisce, spesso atti osceni dove vengono scomodati anche animali d’ogni genere che con ogni perversità si uniscono alle misere concupite in lascive analogie con l’atto coniugale umano, miti e fantasie dunque che non andrebbero neanche considerati, e, dall’altra, un evento che per la sua sublimità meriterebbe uno stacco che più netto non si potrebbe, ovvero il tutto spirituale, miracoloso, indicibile intervento divino dell’unico e vero Dio che, nel più santo rispetto della sacra Vergine Maria, mettendo in campo tutta la sua potenza di Padre creatore, con arcana operazione dello Spirito crea appunto – a mio avviso ex nihilo, ma ciò non è decisivo –, il principio biologico attivo che in natura è proprio solo dell’uomo, analogamente ai modi con cui poi l’Uomo nato dalla Vergine, Gesù Cristo, con la potenza creatrice della ss. Trinità darà la vista ai ciechi dalla nascita, ai muti la lingua e la favella, ai lebbrosi la sanità, ai morti la vita.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa seconda e la terza affermazione sono secche e chiare: si capiscono da sé. Tutte e tre tolgono ogni possibilità di riconoscere alla Vergine il titolo di ‘Madre di Dio’, perché tutte e tre disconoscono apertamente a Dio ogni paternità biologica, ogni « potenza fecondante, generatrice », e dunque ogni partecipazione di Dio al concepimento di Gesù, il figlio di Maria. Ma se Dio non è il “Padre biologico” dell’uomo Gesù, neanche Maria è ‘Madre di Dio’.  
 
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAi tempi di san Tommaso i casi che negavano « che la Beata Vergine è Madre di Dio » erano due: quello per cui « l’umanità [di Cristo] fosse stata concepita e nata prima che quell’uomo fosse Figlio di Dio, come sostenne Fotino; oppure nel caso che l’umanità, come diceva Nestorio, non fosse stata assunta nell’unica persona o ipostasi del Verbo di Dio ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOra il professor Ratzinger ne porta un terzo: quello per cui per riscontrare la verità dottrinale della figliolanza divina di Cristo non sarebbe necessario che Egli, come uomo, sia frutto di un concepimento avvenuto senza alcun apporto virile umano, ossia non sarebbe necessario il quinto miracolo: l’arcano intervento di Dio nel seno della Vergine, come stabilisce il dogma: Papa san Martino I, nel concilio Lateranense I (a. D. 649-55), fulminò di anàtema chi mette in dubbio o ritiene superflua la verginità di Maria, Madre di Dio: « Se qualcuno non professa secondo i santi Padri in senso proprio e veracemente genitrice di Dio la santa sempre vergine intatta Maria, giacché ella in senso proprio e veracemente negli ultimi tempi ha concepito senza seme e dallo Spirito Santo e ha partorito colui che è generato da Dio Padre prima di tutti i secoli, Dio il Verbo, rimanendo inviolata [incorruptibiliter] anche dopo il parto la sua verginità, sia condannato [“condemnatus sit”] » (Condanna di errori circa la Trinità e Cristo, Can. 3, Denz 503).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSulla stessa linea la Cost. dogmatica di Papa Paolo IV Cum quorundam hominum, 7-8-1555, Denz 1880, che definisce: « [Volendo] ammonire, tutti e ciascuno individualmente, coloro che fino a oggi hanno affermato, insegnato o creduto che…il nostro Signore…non è stato concepito nel seno della beatissima e sempre Vergine Maria in virtù dello Spirito Santo, ma come gli altri uomini dal seme di Giuseppe;…o che la stessa beatissima Vergine Maria…non ha persistito nell’integrità della verginità sempre, vale a dire prima del parto, nel parto e dopo il parto, in perpetuo; Noi chiediamo ed esortiamo a nome di Dio Padre onnipotente, e del Figlio e dello Spirito Santo, in forza dell’apostolica autorità… », concludendo con le formule anatemizzanti di rito.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAl contrario, se si tirano le conclusioni alle tre affermazioni di Ratzinger, e che lui si guarda bene dal tirare, senza l’apporto biologico di Dio la Beata Vergine dovrebbe aver ricevuto necessariamente un apporto umano, e con ciò avrebbe generato un essere umano come tutti gli altri – proprio come dice Ratzinger –, il quale essere umano si distinguerebbe dagli altri unicamente perché poi “attratto” nella “figliolanza divina” per imperscrutabile disegno di Dio, e precisamente di Dio Figlio.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa il fatto che Maria è Madre di Dio va correlato fortemente al suo concepimento immacolato: lo Spirito Santo forma in Maria la Nuova Eva perché Dio vuole prepararsi il degno trono alla sua “discesa” sulla terra (in realtà un’assunzione) così da conformare l’anima della donna che dovrà dare alla luce il Figlio in modo che, incontaminata dal veleno adamitico, possa vivere tutta e solo tesa a riceverlo: la Nuova Eva è non solo tersa dal peccato, ma, così essendone tersa, è tesa tutta e solo a Dio: Maria non pronuncia le sante parole « avvenga di me quello che hai detto » solo davanti all’Angelo, ma le pronuncia in ogni attimo della vita, come dicesse in ogni momento “Avvenga di me quello che Tu vuoi”. Così Dio prepara la creatura e la creatura risponde a Dio in perfetta conformità al volere di Dio.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ qui che Ratzinger sbaglia fortiter, sbaglia come nessuno potrebbe/dovrebbe sbagliare: nell’ipotizzare possibile che Maria, per generare il Figlio di Dio, avrebbe potuto unirsi in un coniugio umano, rompe con uno squarcio inaudito una tensione e un’inclinazione di purezza, nel perfetto incontro di due volontà: quella di Dio e quella di Maria, non solo esistenziali, ma essenziali, ontologiche, di una creatura pura da ogni minimo fomite, o anche solo di attenzione alla carne, che il tocco umano avrebbe rovinosamente deturpato e compromesso per sempre.

8. CONCLUSIONE: L’ASSUNTO DEL PROFESSOR RATZINGER,
BISOGNA PUR DIRLO, E VA DETTO, È GRAVEMENTE FALSO E BUGIARDO,
E VA AVVERSATO E RIGETTATO IN TOTO, DA TUTTI, E SENZA INDUGIO.

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Le tre affermazioni ratzingeriane portano poi anche ad altre numerose, inaccettabili e irrealistiche conseguenze. Eccole:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- la prima delle conseguenze è la più devastante, perché, non essendo Dio, per il Teologo, « il padre biologico » di Cristo, la sua santa Madre non può aver conservato la verginità: via dunque il tredicesimo miracolo (e con esso sarà bene rigettare come falso e bugiardo il dogma stabilito dal Concilio di Trento visto sopra, cancellare in ogni dove il titolo di “Sempre Vergine”, ogni riferimento liturgico alla “Vergine Maria” e tutte le sante e tutte ormai assolutamente inappropriate Litanie Lauretane);
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- in secondo luogo, come logico, e infatti avrebbe dovuto essere enumerata come prima conseguenza, ma in ordine al grado di devastazione non si poteva non porre quella della verginità, via il sesto miracolo, ovviamente, che è appunto quello che si diceva, dell’operazione dello Spirito Santo sul grembo immacolato della sua Sposa, con la quale operazione, al contrario del dire del professor Ratzinger, « la divinità » è stata senza dubbio « una potenza fecondante, generatrice », e Dio è « ‘padre’ in senso fisico del bimbo redentore » e « Gesù una nuova creazione »;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- in terzo luogo, avendo perso il motivo primo della sua necessità, anche il miracolo della preservazione previa della Vergine nell’incontaminatezza preadamitica non ha più senso, via dunque l’Immacolata Concezione, qui il terzo miracolo;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- in quarto luogo, e questa è di tutte certamente la conseguenza più grave, via il super-miracolo dell’assunzione della natura umana di Cristo da parte del Verbo di Dio, settimo miracolo, perché se per Dio non fosse stato estremamente disdicevole, anzi indegno assumere a Sé un uomo qualsiasi, un uomo concepito come tutti così come ipotizza il Teologo di Tubinga, ossia senza il suo santo intervento, solo con il quale il Nascituro avrebbe potuto essere protetto dal compromettente avvelenamento del peccato originale, perché mai non ha assunto uno dei tanti santissimi profeti che da secoli Lo magnificavano?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- in quinto e ultimo luogo, via il miracolo di Cristo “uomo perfetto”, uomo cioè la cui natura umana, immacolata dal peccato originale, non ne aveva subito la corruzione, e quindi, essendo frutto invece di un normale coniugio umano soggiacente alla corruzione dovuta al peccato originale, sarebbe dovuto essere succube, come tutti, di ogni sorta di aggressioni grandi e piccole della natura, oltre poi all’essere affine ai carattri ereditari paterni e materni, entrambi caratterizzati, immersi come tutti nella comune corruttela adamitica, da imperfezioni materiali e spitituali che, per lievi che avrebbero potuto essere, sarebbero state indegne della prevista assunzione che sappiamo nella natura divina e del tutto lontane dalla unicità sopra ogni trono e dominazione che doveva caratterizzare il Messia.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuindi non è vero l’assunto del professor Ratzinger, che sostiene che « la dottrina della divinità di Gesù non verrebbe intaccata qualora Gesù fosse nato da un matrimonio umano », e lo è meno ancora proprio considerando che il Teologo parla di « divinità di Gesù » dopo aver connotato il nome ‘Gesù’ come specifico e peculiare veicolo della natura umana del Nato da Maria di Nazaret, perché, « qualora Gesù fosse nato da un matrimonio umano » certamente sarebbe stato raggiunto dalla corruzione materiale e spirituale propalata dal peccato originale trasmessogli dal principio attivo che sarebbe pur presente nel seme dell’uomo, e ciò basta a far saltare la verità dell’asserto ratzingeriano.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa oltre a questo, ne seguirebbero poi tutte le conseguenze viste, non ci si ripeterà. Ma si vorrebbe che tutti, disputandi e non disputandi, soppesassero la gravità della logica modernista, che in realtà fonda tutto il proprio percorso su una perversione: non si può infatti cercare di difendere un assunto vero – la figliolanza divina di Cristo è data dalla figliolanza eterna e consunstanziale al Padre del Verbo di Dio suo unico Figlio – negando, o “dimenticando”, o in ogni modo aggirando una seconda verità, che però è proprio quella, assolutamente decisiva, che causa con determinante necessità la trasmissione di tale prima verità dal piano eterno e divino a quello storico e umano, perché allorché si giunge all’umano diventa assolutamente necessario verificare lo stato di bene e di male presenti in esso, e nella fattispecie la presenza appunto del peccato originale, che è per l’appunto il male, o macigno, o catena, o prigione, che il divino deve sconfiggere e con il quale non può in nessun modo e nemmeno per un attimo coabitare, e che è lo stato da cui deve liberare l’uomo e da cui non può assolutamente essere intaccato, pena la vanificazione totale dell’intervento stesso.

9. ECCO ORA IL QUADRO ERETICALE COMPLETO IN CUI VA INSERITO
IL FUORVIANTE INSEGNAMENTO DEL PROFESSOR RATZINGER
SUL CONCEPIMENTO DI GESÙ CRISTO NOSTRO SIGNORE.

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A questo punto, per permettere di capire a fondo la gravità delle affermazioni del Professore di Tubinga sul tema della nascita di Cristo, trascrivo qui in undici punti (quello considerato nell’attuale dibattito è il decimo) il quadro ereticale completo dell’insegnamento del Teologo nella sua reale conformazione, oltre che nelle sue cause e nei suoi gravi esiti dottrinali, morali, spirituali, non solo religiosi, ma anche culturali, sociali e comportamentali cui conduce, vagliato per la prima volta in tutta la Chiesa nel mio Al cuore di Ratzinger. Al cuore del mondo: quelle pagine fuorvianti e svianti, come si disse, furono da lui confermate nel 2000 e nelle sue linee dorsali ribadite nell’intervista a p. Servais sj pubblicata su L’Osservatore Romano nel 2016.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSottolineo che poi, non avendo l’esimio Soggetto mai corretto, cancellato, ripudiato, o comunque in ogni modo pubblicamente sconfessato il testo di quel libro né nel suo complesso né in singole parti, e avendolo lasciato diffondere in tutta la Chiesa, come è diffuso a tutt’oggi, è come se l’avesse scritto, ribadito, confermato e firmato al presente: esso non è dunque da considerare un testo vecchio di cinquant’anni, come sostiene mons. Georg Gänswein nella sua lettera di risposta alla mia preghiera di far conoscere al suo Superiore i gravi rilievi che facevo a quel suo testo; non è un testo sorpassato, ma attuale, vivo e presente a tutti, proprio perché, con la sua diffusione in atto, è e resta in atto anche la sua conferma, il suo “non ripudio”, il suo apprezzamento da parte del suo Autore, e tanto basta.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInoltre, è evidente quanto il suo Autore sia a tutt’oggi cementato sul suo pensiero di cinquant’anni fa persino dalla inaccettabile, e non si ha tema di dover definire mostruosa auto-definizione che egli stesso volle dare al suo status attuale, di “Papa emerito”, che riflette, come segnalo nel quarto punto del florilegio posto qui di seguito, la traccia hegeliana del Professore. Eccone l’elenco in sintesi:

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica1), la deviazione più sorgiva e iniziale: adozione del modello fideistico kierkegaardiano, secondo cui è impossibile la conoscenza metafisica di Dio (v., in Al cuore, i §§ 11-21);

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica2), la più cataclismatica: conseguente ricorso ai postulati della ragion pratica: sostituzione delle ragioni per credere con la volontà di credere. Rimpiazzata in tal modo la teoria con la praxis, che però, come si sa, non è idonea al ragionamento, ma ne costituisce l’inciampo, cioè l’errore (v., in Al cuore, i §§ 7-10);

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica3), la più modernista: adozione del dubbio scettico fideista, cioè proprio di ciò che costituisce il più sicuro veicolo di incertezza conoscitiva, a base della conoscenza, in primo luogo della conoscenza insegnataci dalla Chiesa: la conoscenza soprannaturale, o testimoniale, o per fede (v., in Al cuore, i §§ 11-6);

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica4), la più hegeliana: duplicazione del ruolo papale in “Papato attivo” e “Papato passivo” nell’ambito di un “Papato sinodale”, secondo il più classico e irragionevole, ossia irrealistico e anticattolico schema idealistico hegeliano di “tesi-antitesi-sintesi” (v., in Al cuore, il § 22).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica5), la più assurda (ma ideologicamente necessaria al Ratzingerismo): connotare Dio come “Dio Libertà”, caricandolo di tre aspetti trasmessi poi, per analogia, al mondo da Lui creato: incomprensibilità, inafferrabilità e imprevedibilità: proprio come la nozione di Dio elaborata prima da Maometto (notare!), e, novecento anni dopo, dagli Illuministi (v., in Al cuore, i §§ 24b-6);

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica6), LA PIÙ GRAVE: rifiuto e annientamento della Redenzione come ‘Sacrificio di Olocausto di Dio Figlio, in Gesù Cristo, a Dio Padre’, confermato nel 2016 – nell’intervista che si diceva a Jacques Servais s.j. – come fatto « inaccettabile dall’uomo moderno », cioè, in realtà, dallo stesso Ratzinger (v., in Al cuore, i §§ 39-43 e i §§ 62-5);

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica7), la più riduttiva: la convinzione che la Redenzione sia “il raggiungimento, in Cristo ‘Omega’, dell’uomo perfetto” di impronta teilhardiana (v., in Al cuore, i §§ 44-7);

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica8), la più devastante: cancellazione del peccato originale, del concetto di peccato come “offesa a Dio”, dell’Inferno, del diavolo, del Purgatorio, del Paradiso, nonché della separazione finale e definitiva delle “persone pie” dalle “empie”, perché sarebbe anch’essa « inaccettabile dall’uomo moderno », ossia sempre dallo stesso e medesimo Ratzinger (v., in Al cuore, i §§ 50-3);

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica9), la più anticattolica: la convinzione che le tre Persone della ss. Trinità « dialogano » tra loro, dando così luogo alla patente e incontrollata professione di politeismo di Papa Francesco (v., in Al cuore, i §§ 55-60 e 66);

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica10), la più ripugnante: la convinzione che « la dottrina della divinità di Gesù non verrebbe intaccata qualora Gesù fosse nato da un matrimonio umano » (v., in Al cuore, i §§ 71);

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica 11), la più ecumenista: la convinzione che la Chiesa, con le scissioni date dalle disobbedienze e dalle ribellioni degli eretici, sia stata « frazionata in molteplici chiese » (v., in Al cuore, il § 72).

10. CONCLUSIONE GENERALE: IL RATZINGERISMO È UN’ERESIA,
LA PIÙ GRAVE ERESIA CONCEPIBILE CONTRO LA REDENZIONE.
ECCO QUI TUTTI I MOTIVI PER PARLARNE IN TUTTA LA CHIESA.

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A questo punto, bisogna tirare le fila della discussione. Riassumo: Al cuore di Ratzinger. Al cuore del mondo è stato messo in circolazione più di un anno fa: il 20 novembre 2017. Quel giorno inviai la copia n. 1 al Teologo di Tubinga, Sua Eminenza mons. Joseph Ratzinger, e la n. 2 al suo Segretario particolare, Sua Eccellenza mons. Georg Gänswein. Molte copie poi mi sono premurato di far avere a personalità della Chiesa di ogni livello, ordine e grado, ecclesiastiche e non. Molte altre sono state poi distribuite e vendute in tre importanti librerie cattoliche di Roma, tutte limitrofe al Vaticano, e in due altrettanto importanti librerie del centro di Milano, v. qui la nota in calce.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaVa ricordato che poi sui temi concernenti la fede le risposte da dare, se vogliono avere una validità di fede di fronte a Dio debbono essere pubbliche, perché è in gioco la fede e la morale di tutti, è in gioco cioè la salvezza delle anime, e, come sappiamo bene, Dio insegna che « col cuore si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per ottenere la salvezza » (Rm 10,10).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer questo chi scrive si espone sempre in prima persona, con la sola premura di cercar di tenere nel discorso un tono in cui traspaia sempre una caritas di fondo, la preoccupazione della salvezza delle anime da convincere con le sole armi della più mite ma ferma e rigorosa ragione.
 
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCome ho detto all’inizio, l’unica personalità che, letto il mio lavoro, ha voluto dare la più piena adesione ai miei rilievi critici nei confronti di quella che non si ha tema di definire la più grave eresia che si possa concepire contro la Redenzione è stato il professor mons. Livi, che in gennaio ha recensito il mio lavoro con il sunnominato articolo Eresia al potere.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSu alcuni siti internet sono apparsi anche due o tre pareri contrari; però i loro autori, non facendo neppure una citazione del libro che volevano contrastare, non danno alcuna prova di averlo neanche letto, dunque anche qui non li si prenderà in considerazione. Noi tutti siamo infatti davanti a una realtà che non si può prendere alla leggera: o ci si pone tutti in un clima di rispetto, stimando la scientificità, la prudenza e la carità degli animi, o non si afferra la portanza epocale della cosa.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNon si può procedere ulteriormente, insomma, in questi due modi così poco ragionevoli, così poco cattolici, da parte di tutte quelle personalità, ripeto: che sarebbero anche cattoliche, che per i ruoli tenuti nell’agorà religioso solitamente segnalano, o recensiscono, o discutono, o in ogni modo evidenziano ciò che vibra e si muove nella Chiesa, ma che dinanzi al “problema Ratzinger”, così come messo in luce in Al cuore scelgono una delle due seguenti molto ingiuste e spiacevoli opzioni:
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- 1), contestano genericamente le supposte prospettive ideologiche avversarie (cioè del sottoscritto) come se ci si trovasse in una guerra tra blocchi contrapposti non mossi da una mentalità cattolica, tesa dunque alla verità nel più attento spirito di carità, ma immobilizzati in predeterminate cementificazioni massive: “tradizionalista”, “progressista”, “conservatore”, “riformista” eccetera, guardandosi bene dall’entrare nel merito, dall’argomentare con rigore, dal citare concetti, parole, righe, pagine, magari persino contestualizzando le cose come si deve;
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- 2), silenziano tutto, operano cioè con la più draconiana barriera censoria che si possa comminare a un lavoro che forse si ritiene solo troppo poco in linea coi tempi, o troppo severo e duro verso l’anziano ed eminente Autore delle nozioni criticate, o che molto semplicemente non si condivide nelle sue linee portanti, ma che non si sa come controargomentare.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSono entrambi degli omicidi: i primi utilizzando coltelli che devono raggiungere organi fittizi, non vitali – quelli vitali, abituati come sono all’irrealtà della propaganda, non saprebbero neanche come riconoscerli –, così ammazzando l’oggetto della loro avversione per dissanguamento; i secondi scavandogli una voragine di vuoto siderale intorno, così che muoia di silenzio: un silenzio lento, lento e lungo, e vasto: un silenzio totale.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNon si illudano: essi, miserelli, restano “omicidi”, perché il non raggiunto esito non toglie l’intenzione. Ma in entrambi i casi, come si sa, la loro è una battaglia persa in partenza.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAlcuni – p. es., come si è detto, lo stesso mons. Gänswein –, sostengono che non è il momento di sollevare queste critiche a quel testo di Ratzinger, perché sarebbe un testo superato, quasi fosse qualcosa di simile a un errore di gioventù di una personalità divenuta per tutto il mondo ormai tanto rispettabile e alta da doverle perdonare senz’altro, come lo si perdonerebbe a un Omero, anche qualche antica e leggera “licenza poetica”.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaHo già ampiamente argomentato che non è così.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- Un secondo argomento è dato da chi poi, come si disse, si preoccupa dell’età veneranda del Soggetto, ma ho fatto notare più volte che le mie analisi critiche nei suoi confronti datano dal 2014 con l’uscita de La Chiesa ribaltata, sicché è da almeno quattro anni che una qualche autorità della Chiesa avrebbe potuto considerare e proporre argomenti per appianare ogni obiezione; è mia convinzione d’altronde, espressa più volte (e anche in Al cuore), che è ancor oggi assai valido il precedente di Papa Giovanni XXII, che potè ricevere il più forte aiuto dal suo affezionato cardinale nipote, per la sua estrema ritrattazione di convincimenti assai poco ortodossi, solo il giorno prima della sua salita, ormai scontata, al Regno del Padre. Il giorno prima, dico.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaVogliamo operare sempre sul filo del rasoio?

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- Un terzo argomento è che oggi, con l’elezione al Trono più alto di Papa Francesco, è scesa in campo nella Chiesa una forza tanto rivoluzionaria, antidogmatica e dottrinalmente dirompente che al confronto, pur se si dovesse rilevare in Ratzinger qualcosa di poco ortodosso o persino di eretico, si è fatta troppo grave la situazione per distogliere anche la più piccola energia dagli sconquassi di un Papa che lascia scorazzare in lungo e in largo i propri approssimativi e raffazzonati insegnamenti per la vigna della Chiesa, per convogliarla su dottrine di una Personalità da sempre e a ogni ora di più circondata da un’aura di saggezza e di stima culturale, e su insegnamenti tanto remoti da risultare ormai francamente quantomeno inoffensivi.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer non dire che in realtà, anche senza confrontare Papi Alemanni con Papi Argentini, l’asimmetria tra i due è talmente forte, squilibrata quasi verticalmente e tutta terribilmente a favore del primo, che ormai da tempo chiunque volge lo sguardo verso l’antico Professore non riesce a non vederlo come fosse soffuso come da una vaga fragranza di mitezza, santità e finezza sovrumane: l’Uomo vestito di bianco che ogni tanto, da quei lontani giardini Vaticani, diffonde nel mondo la sua immagine quasi verginale somiglia sempre più a un simulacro intoccabile, ultraterreno. Dunque nessuno tocchi Abele. Sarebbe questo tale infatti, stavolta, il poco dabbene a fare il Caino.
 
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaHo già dimostrato, e più volte, a partire da La Chiesa ribaltata e da Street Theology, e ancor più, ora, in Al cuore di Ratzinger, quanto invece sia vero il contrario, ossia come in questo momento ci si stia preoccupando di fango e veleni alla foce del gran fiume modernista che ha inondato la Chiesa arrivando fino e persin sopra agli altari, nascondendosi la verità vera che in realtà se non si corre alla sorgente non si salverà nessuno, perché è la sorgente e non la foce a essere stata avvelenata.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIn altre parole, se oggi il magistero fasullo e screditato di un Papa che évidemment non sa la dottrina e tutti i giorni la butta sul campo come fosse un nero cinghiale che ogni giorno, proprio come al Sal 79, mette a soqquadro la Chiesa in lungo e in largo che neanche Lutero, è perché cinquant’anni fa alla vigna della Chiesa è stato abbattuto senza clamore il gran muro di cinta che la protegge: il Dogma, la Norma normans, la Giustizia, e quel muro di cinta è stato così di soppiatto abbattuto proprio a partire, tra i molti altri simili, da quel libro che dico, elaborato in quegli anni di gran lavorio intellettuale, teologico, spirituale sgorgato dopo il Vaticano II, lo sappiamo fin troppo bene tutti, e ci potremmo spingere anche più indietro nel tempo, come ben fece Romano Amerio, e non solo, ma lì, in quel libro teoretico di grande respiro, in apparenza così ragionevole, neutro, schivo e piano, sono stati dati, in sordina, con una gentilezza teologica di altissimo effetto e di gran presa psicologica, i colpi più magistrali, è stata aperta, nella gran muraglia che circondava tutta la Vigna, la Porta Pia teoretica dei modernisti dell’epoca, tutti aggrappati alle nuove speranze esegetiche aperte dagli invidiatissimi fratelli/coltelli protestanti, senza nulla togliere alle immani responsabilità, travolgenti, sciagurate, dei grandi Maestri tanto venerati dal mite Professore di Tubinga, Nouveaux Théologiens in primis, ma non solo, lo si sa tutti bene.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOggi le dottrine papali, sulle piste aperte dal purtroppo piuttosto ereticale don Luigi Giussani, inaspettatamente avallate poi da celebri Encicliche del riveritissimo Benedetto XVI (v. La Chiesa ribaltata, Quinta Parte), insegnano senza pudore l’abnorme bugia che « Dio ti accoglie così come sei » (Omelia in Santa Marta, 8-1-16), così cancellando peccato e peccatori, i quali peccatori, facendo due più due, capiscono che dunque l’Inferno non solo è vuoto, à la Balthasar, ma neppure c’è, e questa è la vera, bella e grande notizia: scomparso l’Inferno, scompare anche il suo timore, e con lui scompare, questo è l’incanto, il timor di Dio.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa chi ha fatto scomparire l’Inferno per sempre, le sue pene, la sua eternità, il suo timore? E chi ha avuto la spudoratezza di farlo persino dalle pagine di un documento di magistero ufficiale, universale e autorevole come un’Enciclica papale?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ questo che dovrebbero capire oggi quelli che gridano “La Chiesa brucia! La Chiesa brucia!” senza ammettere che il responsabile dell’incendio non è solo chi ha il cerino in mano, ma chi gliel’ha acceso, e specialmente chi gli ha dato il combustibile per accenderlo: togli la benzina e toglierai il fuoco, perché solo senza benzina tutti i piromani che si susseguiranno non potranno più mandare a fuoco la Chiesa, bruciare i suoi Sacri Libri, le sue Leggi, i suoi Dogmi. 
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPrima si è usata la figura di un cinghiale. Ma sappiamo bene tutti da tempo che a scorazzare per la Chiesa i cinghiali sono tanti, intere mandrie, e non son neanche tutti uguali: ci sono i cinghiali neri: spinosi, irruenti e sfrenati, ma ce ne sono anche altri, che quasi non li riconosci per cinghiali: sono i cinghiali bianchi, i cinghiali gentili, i cinghiali che si son tanto ben mimetizzati che han nascosto persino a se stessi di esser diventati, lavora che ti lavora, potenti cinghiali, persino più micidiali e devastanti di quelli veri, dei neri: si sono tanto ben ricoperti di lana bianca, di velluti, di cachemire, che di essere miti e gentili pecorelle ci credono persino loro, e ancora una volta tutto ciò, lo voglio mettere per iscritto, lo dico senza la benché minima ironia, senza un filo di dileggio: un giorno vedremo insieme come è nata la cosa, e ora purtroppo non è il momento, ma invito tutti, con la più grande disponibilità e col più severo rigore, ad accettare il fatto: la figura appropriata è quella del cinghiale bianco: cinghiale perché chiunque sconquassa la santa Vigna è un cinghiale; bianco perché lui è il primo che non vorrebbe esserlo, ma di esser mite e inoffensivo come un agnello.   

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE allora, si chiedeva: chi ha abolito l’Inferno? E specifico: non solo chi lo ha definito vuoto, che ormai lo sanno tutti, ma chi lo ha proprio abolito, chi ha detto che non c’è proprio. Che non ci son diavoli, che non c’è pena, che non c’è proprio e nemmeno il luogo. L’ha detto e l’a ribadito.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaUn cinghiale bianco, l’ha detto, bianchissimo, di velluto e lana che neanche il più pregiato cachemire quattro fili, ecco chi, v. Lettera enciclica Spe salvi, nn. 45-6-7. Dunque un cinghiale bianco candido, ma sempre della specie devastatrice dei cinghiali, quelli che dietro di sé non lasciano diritto e intero niente, della santa Vigna, neppure un filare in piedi che sia uno. Leggere per credere il mio Qualcuno nella Chiesa si è accorto che nell’Enciclica Spe salvi Papa Ratzinger ha cancellato l’Inferno?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ tempo di scelte, è tempo di decisioni, è tempo di realtà: non si può stare più in silenzio, non ci si può più nascondere.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ tempo per tutti di dire cosa si professa, a cosa si crede, a chi, a qual luce si guarda: ieri la Chiesa si trovò improvvisamente tutta ariana, oggi è tutta “ratzingeriana”, e credetemi: l’arianesimo di ieri, al confronto, per usare la celebre metafora, era solo un banale raffreddore.

11. SCEGLIETE DUNQUE: SIETE RATZINGERIANI O CATTOLICI?

TU, PROPRIO TU: SEI RATZINGERIANO O CATTOLICO?

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Dobbiamo tutti scegliere. Gli strumenti ci sono, ci sono gli argomenti: quelli a favore e quelli contro, ci sono i dati, c’è tutto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE a questo punto si fa necessario scegliere tra essere cattolici o essere ratzingeriani, ossia, tecnicamente, alla luce di quanto argomentato finora e per usare le parole più appropriate, o santi o eretici, perché una cosa esclude l’altra, lo si è visto qui riguardo alla dottrina sulla verginità di Maria, e sarebbe anche sufficiente, ma lo si può vedere ben più esaurientemente su ciascuno degli altri dieci temi che porto in Al cuore, come d’altronde ha fatto il professor Livi, che Dio gliene renda merito.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE non si dica: “Io sono Cattolico e Ratzingeriano”, come tutti si vorrebbe essere: come si è visto, purtroppo le due cose oggi si escludono assolutamente, c’è una contraddizione di fondo, posta dall’hegelismo di partenza della seconda opzione, che le pone in vicendevole antitesi, sicché la terza via è esclusa.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOra, questa è la pagina più difficile di tutto lo scritto, e in essa d’altronde è riposto proprio il suo obiettivo finale: convincere tutti i fedeli presenti nel santo e vivo agorà cattolico ad agire, in un momento eccezionalmente delicato della storia, per una scelta di fede, per una scelta davvero inaspettata di vita e di fede.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDunque a tutti Voi, eminenze ed eccellenze reverendissime, monsignori, ecclesiastici e chierici di ogni ordine e grado, accademici e non, comunque a tutti voi, umili e perseveranti fedeli della Chiesa di nostro Signore Gesù Cristo, qui nominati e non nominati, rivolgo un appello altissimo, che suoni come è e vuol essere: l’estremo tentativo in primo luogo per arrivare a toccare i lembi della bianca talare ritiratasi dietro le Mura Leonine, con cui a mio avviso sarebbe più che opportuno che la persona più adatta trovi le parole più utili a un suo chiaro, santo e pubblico ravvedimento; in secondo luogo, di dare contemporaneamente un segnale forte, convincente e autorevole, per via delle personalità che sapranno rispondere con la presenza di spirito dovuta, del loro numero e della loro concordia, a tutta la cristianità perché essa riprenda al più presto a guardare con fiducia, fermezza e coraggio all’unica Polare a cui ha sempre volto lo sguardo: al Dogma veritativo ed eterno, e rigetti con atanasiana fermezza e cattolico eroismo una strada ad essa in tutto avversa – pur se tale avversità è stata finora condotta nascostamente e con ambiguità che potevano farla passare per buona –, rigettandone pubblicamente sia i pericolosi fondamenti che gli ancor più mortali esiti finali.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaHo evocato più volte quel celebre passo delle Sacre Scritture che ci fornisce il criterio di comportamento per una sana correctio filialis e qui ne riporto il testo, in questo frangente così decisivo sia per la Chiesa che per un suo singolo Pastore, per il quale si fa sempre più vicino il giorno del redde rationem di Lc 16,1-2 (« C’era un uomo ricco che aveva un fattore il quale fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi [= la dottrina, ndR]. Chiamatolo a sé gli disse: “Che è mai quel che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché ormai tu non puoi più tenerla.” »), in modo che tutti possano valutare la cosa con la massima saggezza e il più appropriato discernimento.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCosa dice il Profeta? A dir la verità il Profeta usa parole dure, adatte al Vecchio Testamento, che quindi vanno modellate al nostro caso specifico, così che là dove si leggeva “empio”, o, già in un lessico più neotestamentario, “peccatore”, si possa proporre “il mite ma errante Teologo”, così da avere il pensiero più appropriato alla specifica attuale circostanza senza togliere nulla alla decisiva severità delle parole di Ez 33,7-9:
                                  
Se io dico al mite ma errante Teologo: ‘Tu morrai’, e tu non parli per distogliere quel mite ma errante Teologo dalla sua condotta, egli, peccatore [l’eresia è il più grave dei peccati, ndA], morrà per la sua iniquità, ma della sua morte chiederò conto a te. Ma se tu avrai ammonito quel mite ma errante Teologo della sua condotta, perché si converta, ed egli non si converte, egli morrà per la sua ricercata devianza. Tu invece sarai salvo.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaA tutti Voi dunque, qui nominati e non nominati: dal dr. Francesco Arzillo al card. Angelo Bagnasco; da p. Giuseppe Barzaghi ofp al card. Gualtiero Bassetti; dal card. Walter Brandmüller al prof. Massimo Borghesi; dal card. Raymond L. Burke a mons. Nicola Bux; da don Massimo Camisasca al dr. Antonio Caragliu; dal prof. Julián Carron al dir. Riccardo Cascioli; dal dir. Cesare Cavalleri al prof. Pucci Cipriani; dal card. Mario Delpini al dr. Bernard Dumont; da p. Livio Fanzaga sp a mons. Bruno Forte; da mons. Nunzio Galantino a mons. Manfred Hauke; dal card. Louis Francisco Ladaria Ferrer al prof. Julio Loredo; dal dir. Michael J. Matt al prof. Roberto de Mattei; dal prof. Alberto Melloni al card. Gerhard Müller; da mons. Luigi Negri a mons. Vincenzo Paglia; dal prof. Claudio Pierantoni al prof. John C. Rao; dal card. Gianfranco Ravasi al dr. Andrea Riccardi; dal prof. Gian Enrico Rusconi a mons. Robert Sarah; da mons. Athanasius Schneider a p. Antonio Spadaro sj; dal dir. Marco Tarquinio al dr. Aldo Maria Valli; a tutti voi dunque rivolgo pressantemente un appello affinché vi esprimiate in una scelta pubblica, argomentata e sollecita.



Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSia ben manifesto a tutti che chi scrive è il primo a dar volentieri atto che è quasi un istinto connaturale, nella Chiesa, aver sempre un grande rispetto dell’autorità, e da qui, giustamente, essere mossi sempre da grande titubanza prima di manifestare pubblicamente anche la minima perplessità formale a ecclesiastici di prima grandezza, figuriamoci poi a una personalità che da cinquant’anni è stata sempre più apprezzata e riverita come quella di cui si sta parlando, chiamata dai Papi a ricoprire un ruolo centrale per la protezione del dogma come quello di Prefetto della sacra Congregazione per la dottrina della fede, poi persino chiamata essa stessa a ricoprire il Trono più alto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE si capisce anche che per molti di noi, anzi per tutti, sembra anche davvero impossibile che tale personalità della Chiesa possa essere rea di errori così abnormi, così devastanti, così centrali, quali quelli illustrati in Al cuore e qui sintetizzati al § 9.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEbbene: pur raccogliendo tutte queste osservazioni, e ogni altra attinente allo sconcerto che potrebbe aver spuntato sul nascere ogni perplessità anche ai Pastori e agli Accademici più rigorosi, o comunque a fedeli di ogni ordine e grado impegnati a diffondere la santa dottrina, rivolgo a tutti questo appello: 
 
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- A voi che, progressisti o conservatori quanti siete, tutti comunque “ratzingeriani”, in cinquant’anni non avete sollevato neanche un’obiezione a neppure una delle almeno undici gravi ed evidenti ereticalità contenute in Introduzione al cristianesimo;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- a voi che così facendo le avete senza volere avallate, sostenute, se non proprio, almeno indirettamente, approvate;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- a voi che col vostro silenzio, ripeto: anche dovuto a motivi più che rispettabili, ne avete permesso comunque la diffusione in tutto il mondo come fossero sante e profonde verità della Chiesa;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- a voi che non avete sollevato un’obiezione che sia una neanche su un magistero papale – bisogna pur dirlo, ed è somma carità dirlo – gravemente ereticale come quello che si trova ai nn. 45-6-7 della Lettera enciclica Spe salvi, così lasciando che tutta la cristianità si convincesse che lo stesso Papa le aveva tolto per sempre, con l’Inferno, la paura di peccare;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- ecco, a tutti voi, pur così immersi come sembrate tutti, nella stessa irreale e ingannevole prospettiva del Gran Vegliardo, così come sembra che lo sia tutta la Chiesa, quasi che non le sia bastato lo sconcerto di san Girolamo, che una mattina, tutto d’un tratto, se la vide tutt’intorno completamente arianizzata; ma sapendo che siete tutti pronti a muovervi con la più santa e leale onestà di fondo, certi che il vostro atto sarà da Dio e dalla storia ricordato, nuovi Atanasio, santo, eroico, benemerito;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica- a voi dico: scegliete, e scegliete pubblicamente, uscite allo scoperto, non nascondetevi più nel silenzio dietro cui comunque il Signore sempre ci scoverà, e scegliete con la chiarezza e fermezza delle scelte irripetibili e vitali, per il triplice fine di carità visto qui più volte: siete Ratzingeriani o siete Cattolici?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl cattolico si impone l’aut aut, non l’et et: non è possibile essere entrambi, l’avete visto tutti, perché l’uno esclude l’altro, e pretendere di essere un “ratzingeriano cattolico” è solo una terribile e sciagurata contraddizione in termini, Dio ve ne scampi.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE considerate tutti bene che chiunque sceglierà di continuare a non scegliere, di mantenere il silenzio, di non esprimere pubblicamente e con fermezza la sua opzione di Cattolico, e con ciò di rigetto di ogni pur minimo avvicinamento al Ratzingerismo, resterà a tutti gli effetti, come oggi, “Ratzingeriano”, cosa su cui chi scrive prega che presto il magistero più alto si pronunci per definirne con fermezza e rigore la pericolosità, perché il suo silenzio avalla, approva e permette che continui a esser diffusa la molto mortifera e dunque, oltre che antiveritativa, del tutto anticaritatevole dottrina del Ratzingerismo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCi si augura di cuore che la scelta, pur drammatica, che tutti dobbiamo fare, imposta malgrado e al di là di pensieri e indicazioni pregevoli ed elevati compiuti dal medesimo esimio Soggetto (da me stesso più volte citati con convinzione anche nei miei scritti e libri più importanti), possa venir pensata da ciascuno in modo da capire che l’unico percorso corretto da compiere per salvare al contempo Sua Eminenza Reverendissima, se stessi e tutta la Chiesa, è proprio e solo quello che, ponendo il Gran Vegliardo davanti alla vera verità delle cose, raggiunga entrambi i super caritatevoli e super veritativi santissimi fini.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaChe Dio, per le preghiere e l’impetrazione di grazie della Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra, vi e ci assista tutti: che ciascuna scelta sia, come certo sarà, una scelta santa.

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Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl libro è presente nelle librerie Àncora ed Hoepli a Milano, e Àncora, Coletti e Leoniana a Roma.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Oppure può essere richiesto – col 15% di sconto sul prezzo di copertina, dedica e copia numerata –, così come possono essere richiesti i quattro articoli integrativi sopra segnalati, con una .

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