Enrico Maria Radaelli
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CUSTOS, QUID DE NOCTE?
PENSIERO N. 8

L’“UNICO DIO” DELLE TRE
GRANDI RELIGIONI MONOTEISTE”
E LE 300 POVERE GIOVINETTE RAPITE DA BOKO HARAM.

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Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica
20 maggio 2014. A proposito delle povere trecento giovinette nigeriane di cui parlo in Pensiero n. 6, rapite da Boko Haram e forzate a convertirsi dal cristianesimo all’Islam (e di cui nessuno più parla!), vi è ancora una considerazione piuttosto seria da fare.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Il fatto è che forse, alla facilità con cui le trecento misere hanno apostatato, non sono estranei quei Papi che recentemente – da Paolo VI a Benedetto XVI passando per san Giovanni Paolo II – si sono “ecumenicamente” prodigati di far sapere alla cristianità tutta, e non solo, che il Dio adorato dall’Islam sarebbe lo stesso medesimo Dio adorato dai cattolici, come ribadito e affermato più volte, p. es. affermando: « Noi crediamo nello stesso Dio, l’unico Dio, il Dio vivente. […] È di Dio che desidero, innanzitutto, parlarvi, di Lui, perché è in Lui che noi crediamo, voi musulmani e noi cattolici » (san Giovanni Paolo II, Casablanca, 19-8-85), o anche dicendo: « L’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam credono nell’unico Dio, Creatore del cielo e della terra » (Benedetto XVI, Città del Vaticano, 16-3-06).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Forse cioè non sono estranei al grave atto di apostasia delle trecento tribolate nigeriane quei Papi che, come san Giovanni Paolo II, proprio ora (il 26-4-14) elevato al massimo onore degli altari, ieri baciavano deferenti il Corano come fosse la Bibbia, cioè come fosse un Libro sacro. Ma non è forse anche questo un atto d’apostasia? non ricorda forse tale sacrilego bacio l’incensazione alzata alle effigi di chi pretende, come i Cesari romani, di essere onorati e adorati come Déi? (L’incenso, come si sa, era riservato solo agli Déi.)

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Nel caso di Papa Wojtyla, l’argomentazione a difesa sarebbe che il suo atto di religiosa adorazione era imposto dalle circostanze, dalla diplomazia, cioè dalle convenienze per non urtare la suscettibilità dei convenuti, che lo avevano per l’appunto omaggiato del prezioso libro.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa se tale argomento non era riuscito a ratificare nel Terzo secolo l’incensazione al Cesare, analogamente non potrà reggere per permettere ogni altro atto in deroga alla fede per “circostanze di forza maggiore” neanche nel Ventesimo: « Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia – con fermezza ricorda l’Apostolo – e con la bocca si professa la fede per avere la salvezza » (Rm 10,10), il che vuol dire che nessuno può permettersi il lusso di compiere pubblicamente un atto contro la fede sostenendo in cuor suo di compiere con ciò solo un culto esterno, superficiale, internamente rimanendo saldo e integro: ciò che si vede, fa notare san Paolo con solida logica, è ciò che si sta compiendo anche col pensiero. Non si può agire diversamente da ciò che si sta pensando.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSe dunque si incensa l’imperatore, si adora l’imperatore. E se si bacia il Corano, si rende culto al Corano.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Quest’ultimo atto poi, per quanto di leggerezza massima, va inserito nel contesto del convincimento che si è visto, solo dei Papi postconciliari, per il quale in realtà, come si diceva, « le tre grandi religioni monoteiste adorano lo stesso Dio », sicché si può star certi che Papa san Giovanni Paolo II non ritenne mai, assolutamente, di aver compiuto, con quel bacio, un atto sacrilego, un atto di leggerezza contro la fede, giacché ritenne di baciare un libro effettivamente anche a lui (anche a noi?) sacro, essendo il Dio dell’Islam, a suo dire, lo stesso Dio della religione cattolica e dunque adorabile anche da lui Papa cattolico (anche da noi), ed è questo in realtà il fatto più grave da considerare: che di certo quel Papa abbia compiuto tale gesto di culto nella più ferma convinzione di compiere con esso un atto di giustizia, e non di ingiustizia.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl dramma delle trecento fanciulle, al confronto, che si trovano sotto le minacce terrorizzanti e ultimative degli uomini di Boko Haram, merita di certo ben più comprensione per il gesto pur insensato compiuto, di quello compiuto da un Papa oggi persino canonizzato: “Se un Papa bacia il Corano – potrebbero pur sempre dire –, perché mai noi non dovremmo convertirci al Dio del Corano?”, e dunque che Dio – il vero e unico Dio: quello cattolico, non quelli che non esistono, anche se la categoria di un Dio cattolico Papa Bergoglio la dileggia come inesistente v. il mio La Chiesa ribaltata, pp. 215-9 – Dio dunque le liberi al più presto e permetta loro al più presto di rimediare con forza e limpidezza all’increscioso errore, e che Dio – sempre l’unico e vero Dio cattolico – permetta alla Chiesa un giorno di ritornare, anche qui, sui suoi passi, riconoscendo che le canonizzazioni dei Papi dopo l’ultimo concilio erano proceduralmente in tutto e gravemente mancanti, quindi tutte senz’altro nulle (v. l’intervista che mons. Brunero Gherardini rilasciò a Chiesa viva, nn. 354-5-6, anno 2003). Inoltre, sono forse, tali recenti canonizzazioni, sempre state condotte col rigore dovuto, in ottemperanza alle normative canoniche? Si hanno buoni motivi di credere di no, vedi l’altra intervista che il prof. Roberto de Mattei ha concesso in proposito, di recente, al mensile Catholic Family News.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa in realtà, in tutta questa parificazione di Numi, in tutta questa ormai universalmente assodata e pacificante eguaglianza di Déi, Déi in fondo dicono fatti più per unire i cuori che per dividerli, sarà davvero un errore, questo? lo sarà ancora? Parrebbe di no.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPeccato però che a pensarlo – a pensare che eguagliare, anzi immedesimare tre Déi completamente e metafisicamente diversi, anzi opposti, anzi assolutamente inconciliabili uno con l’altro, in un solo e unico Dio, non sia da considerarsi più una colpa grave contro la fede, cioè una bella e buona eresia –, a pensarlo, dicevo, siano sempre stati solo i fedeli del Dio cattolico, cioè quelli che dovrebbero adorare soltanto e strettamente l’unico vero Dio, e non quelli che adorano gli altri due “Déi”, malgrado siano proprio questi due ultimi “Déi”, e non l’Altro, a essere due semplici concetti religiosi senza alcun riscontro oggettivo e metafisico – cioè, come direbbe il prof. Antonio Livi, alcun riscontro con il reale – appunto con la realtà, “Déi” che dunque dovrebbero cedere alla forza intrinseca di essa realtà. Si veda qui senz’altro il mio Theomachia ultima. Metafisica delle “tre grandi religioni monoteiste”: Ebraismo, Cristianesimo e Islam, pro manuscripto, Aurea Domus, Milano 2006. Invece non sono essi a cedere, ma l’Altro, quel Dio Uno e Trino che il riscontro con la realtà ce l’ha eccome, essendola.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNon è un paradosso?

E. M. R.    

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