Enrico Maria Radaelli
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DEUS TRINITAS FIRST.

PENSIERO N. 18

COMMENTO CRITICO
ALLA LETTERA ENCICLICA
LAUDATO SI’
DI PAPA FRANCESCO.

* * *


Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaINDICE

0. « Il problema dell’uomo è il problema dell’adorazione
e tutto il resto è fatto per portarvi luce e sostanza ».


1.
I fatti.

2.
Due preghiere sbagliate al posto dell’unica giusta.

3.
Fondamento illiberale e deterministico dell’Encliclica

4.
Antropocentrismo radicale dell’Enciclica.

5.
Primo risultato: distogliere l’attenzione dei fedeli e del mondo
dai fini tutti e solo spirituali della Chiesa.


6.
Secondo risultato: confondere ed equiparare la Rivelazione divina
con le nozioni filosofiche e religiose del mondo.


7.
Terzo risultato: far decadere la religione cattolica da realtà che si tocca con mano,
e dove Dio si fa tuo cibo, a semplice e astratta opinione. A un’opinione tra le tante.


8. E dunque si chiede: continuare a insegnare con la sciagurata forma ‘pastorale’,
o ritornare finalmente invece alla dogmatica?


9.
Dunque adorazione, adorazione, e ancora adorazione.

* * *

0. « IL PROBLEMA DELL’UOMO È IL PROBLEMA DELL’ADORAZIONE
E TUTTO IL RESTO È FATTO PER PORTARVI LUCE E SOSTANZA ».
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Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCosì scriveva Romano Amerio nel giugno 1926 in Di un bisogno dei contemporanei (Pagine nostre, periodico della diocesi di Lugano), ventunenne studente alla Cattolica di Milano.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ invece forse cambiato, “il problema dell’uomo”, in questi quasi cento anni da quel lontano giugno di fresche, assolutistiche e specialmente molto veridiche scoperte ameriane?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOggi, 19 giugno 2015, Papa Bergoglio ha immerso la Chiesa in una Lettera enciclica che asserisce urbi et orbi che il problema dell’uomo è tutto tranne quello dell’adorazione. La Laudato si’ è la più esemplare cartina di tornasole dello stato della civiltà occidentale oggi: una civiltà tutta post christiana.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInfatti: le chiese di tutto il mondo ormai da decenni si stanno di giorno in giorno svuotando di milioni di fedeli.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE dove vanno questi milioni di fedeli gioiosamente apostati? Non vanno solo a zonzo qua e là, quasi senza sapere dove andare, ma vanno in un luogo preciso, in un dirupo, in un abisso scosceso e senza fondo, che loro credono di vedere come un luogo ameno e solatio, il luogo dei piaceri e dei canti: vanno a ingrossare, spensierati e felici, le fila del liberalismo, dell’agnosticismo, dell’ateismo militante, che permette loro di fare finalmente quel che vogliono, una pacchia.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE nei pochi che restano nella Chiesa il sentimento religioso, intanto, si immiserisce nell’abitudinarietà, nella pochezza spirituale, nella caduta del timor di Dio, tutta colpa, queste tre infinite miserie e tutte le altre a seguire, della perdita di apprezzamento e di venerazione del dogma (la liturgia nasce dal dogma), sovrastato e ormai come cancellato dalla terra e dall’anima della Chiesa.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ la “Guerra delle forme”, o “delle due forme”: la forma dogmatica contro la pastorale, la forma pastorale contro la dogmatica.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaGuerra che tutti combattono e di cui nessuno parla o vuol parlare:
da cinquant’anni i Pastori della Chiesa si procurano in tutti i modi di vessare il magistero dogmatico così da anteporgli con ogni mezzo, fondamentalmente con argomentazioni che in giurisprudenza cadrebbero sotto il nome di ‘falso ideologico’, il magistero pastorale, il quale però è un magistero a metà, è un magistero che vive e respira solo se dietro e tutt’intorno a lui è presente e gli dà aria il magistero dogmatico, e oggi, essendo tutti obnubilati da tali devianti registri (v., di chi scrive, Che cosa può cambiare e che cosa non può cambiare nella Chiesa, in Dogma e Pastorale. L’ermeneutica della Chiesa dal Vaticano II al Sinodo sulla famiglia, a cura di Antonio Livi, Leonardo da Vinci, Roma 2015, pp. 71, 103-6, 112, 139), non si trova un Pastore che sia uno che osi eccepire su religiosità, convenienza, e, specialmente, correttezza dottrinale della Laudato si’.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCiò che si vedrà qui.
    
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMettiamola pure così: la natalità di nazioni feconde come Italia, Francia e Germania è precipitata, superando persino il cosiddetto “punto di non ritorno”, e – ancor più grave – di ciò nessuno se ne occupa e preoccupa, pur se personalità come Ettore Gotti Tedeschi da anni fanno notare che tutta l’economia e il benessere sociale delle nazioni sono al traino della loro natalità.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa quale natalità però, a sua volta, è al traino della religione, perché è solo in virtù della fede che l’uomo sa ritrovare i mezzi per vincere il proprio egoismo, sa prendere in mano responsabilmente il proprio dovere di generare a Dio altri figli nella fede, sa dare loro i mezzi per vivere adorandolo, così portando « luce e sostanza » a questo altissimo fine ultimo, solo per il quale l’uomo è stato creato e non adempiendo il quale l’uomo da se stesso si danna in eterno.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa situazione, insomma, è tale da poter affermare con certezza e senza ombra di dubbio che davvero “il punto di non ritorno”, se vogliamo chiamarlo così, tanto sognato dai liberali quanto ritenuto impossibile – e a ragione – dai cattolici, sarebbe arrivato anche per la cristianità.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica“Punto di non ritorno” che peraltro la cristianità, con l’apertura in forma meramente pastorale del concilio Vaticano II, si è accuratamente cercato, si è pervicacemente voluto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ proprio con quell’apertura che la forma pastorale attaccò tanto pesantemente quanto inaspettatamente la forma dogmatica, dando inizio a quella devastante “Guerra delle forme” che porterà in pochi decenni alla scomparsa della Chiesa dalla scena culturale di tutto il mondo occidentale e alla scristianizzazione pressoché totale che si diceva della civiltà.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa mentre le nazioni fino a ieri cristiane possono ora sbandierare felicemente un’almeno apparente vittoria del Liberalismo sul Veritarismo proclamando la fine della cristianità, rimpiazzata in ogni ramo del sapere dal pensiero anticattolico, la civiltà laicista, agnostica e atea che ne ha preso momentaneamente il posto con prepotente, melliflua, ma inarrestabile e smisurata violenza culturale, è giunta ormai quasi al suo prefissato e ben studiato traguardo, e la dimostrazione di ciò la si ha in particolare nelle arti: nell’arte propriamente detta, ma poi specialmente nella letteratura, nel cinema, nella tv, nelle pagine culturali dei giornali, nel modo stesso con cui si danno ormai oggi le notizie: è evidente a tutti l’invasione capillare e incontrastata dell’ambienza liberale, del nuovo e tutto antropocentrico clima culturale regnante su popoli e nazioni, che – pare – in tal modo finalmente possono ben vivere e prosperare non solo, come si diceva ai tempi di Spinoza, etsi Deus non daretur, “come se Dio non esistesse”, ma di più: velut si Deus homo ipse esset, “come se Dio fosse lo stesso uomo” (che è il pensiero più senza senso che un uomo possa avere), infatti ciascun uomo è oggi ormai Dio a se stesso.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesto è il Liberalismo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE che il Papa sia, come quelli dicono, “dalla nostra”, ossia dalla loro, ossia che il Papa sia, come loro, un liberale, ben lo dimostra proprio questa per nulla francescana appena sfornata Lettera universale della Laudato si’.

1. I FATTI.
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19 giugno 2015. Esce la seconda Lettera enciclica di Papa Francesco, che poi in realtà, essendo stata la Lumen Fidei, come sappiamo, concepita e scritta fondamentalmente da Papa Ratzinger, è la sua prima.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEssa, fin dal titolo, Laudato si, oltre che per il tema, vorrebbe essere improntata, come può immaginarsi, a colui che dovrebbe essere il suo ispiratore ideale: san Francesco d’Assisi.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa non lo è: è una Lettera tecnico-politica, non religiosa, che si muove su un terreno tecnico-politico, non religioso, dove il fine ultimo, l’obiettivo da perseguire è tecnico-politico, non religioso: « Affermiamo – dice al § 127, ovviamente citando il Vaticano II – che “l’uomo è l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale » (Gaudium et Spes, 63). L’uomo. Non Dio. Possibile?
 
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAncora una volta c’è da avanzare forti riserve sulla reale consistenza del legame cui Papa Francesco tanto tiene col sublime Serafico: c’è da chiedersi se p. es. questi avrebbe mai concluso un’Enciclica non con una, ma con due preghiere, nessuna delle quali però “giusta”: una che dovrebbe essere pregata da un certo gruppo di credenti, l’altra da un altro: la prima da un gruppo al 100% inclusivista, irenico e quanto mai impregnato del falso e fuorviante “spirito d’Assisi” di woytjliana memoria, che si rivolge a un generico e imprecisato “dio” che dovrebbe essere il punto di riferimento dell’insieme di tutti i credenti di tutte le religioni del mondo quali che siano; eccola:

Preghiera per la nostra terra

Dio Onnipotente,
che sei presente in tutto l’universo
e nella più piccola delle tue creature,
Tu che circondi con la tua tenerezza
tutto quanto esiste,
riversa in noi la forza del tuo amore
affinché ci prendiamo cura
della vita e della bellezza.
Inondaci di pace, perché viviamo come fratelli e sorelle
senza nuocere a nessuno.
O Dio dei poveri,
aiutaci a riscattare gli abbandonati
e i dimenticati di questa terra
che tanto valgono ai tuoi occhi.
Risana la nostra vita,
affinché proteggiamo il mondo e non lo deprediamo,
affinché seminiamo bellezza
e non inquinamento e distruzione.
Tocca i cuori
di quanti cercano solo vantaggi
a spese dei poveri e della terra.
Insegnaci a scoprire il valore di ogni cosa,
a contemplare con stupore,
a riconoscere che siamo profondamente uniti
con tutte le creature
nel nostro cammino verso la tua luce infinita.
Grazie perché sei con noi tutti i giorni.
Sostienici, per favore, nella nostra lotta
per la giustizia, l’amore e la pace.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa seconda preghiera è pregata da un secondo gruppo, e questo, nella mente del Papa, sarebbe più esclusivista, diciamo quasi esclusivista, se non fosse, questo secondo griuppo, ecumenico anch’esso, cioè pancristiano, formato com’è non solo da cattolici, ma anche da luterani, evangelici, anglicani eccetera, cioè e da cattolici e da eretici. Ecco dunque anche questa seconda preghiera:

Preghiera cristiana con il creato

Ti lodiamo, Padre, con tutte le tue creature,
che sono uscite dalla tua mano potente.
Sono tue, e sono colme della tua presenza
e della tua tenerezza.
Laudato si’!

Figlio di Dio, Gesù,
da te sono state create tutte le cose.
Hai preso forma nel seno materno di Maria,
ti sei fatto parte di questa terra,
e hai guardato questo mondo con occhi umani.
Oggi sei vivo in ogni creatura
con la tua gloria di risorto.
Laudato si’!

Spirito Santo, che con la tua luce
orienti questo mondo verso l’amore del Padre
e accompagni il gemito della creazione,
tu pure vivi nei nostri cuori
per spingerci al bene.
Laudato si’!

Signore Dio, Uno e Trino,
comunità stupenda di amore infinito,
insegnaci a contemplarti
nella bellezza dell’universo,
dove tutto ci parla di te.
Risveglia la nostra lode e la nostra gratitudine
per ogni essere che hai creato.
Donaci la grazia di sentirci intimamente uniti
con tutto ciò che esiste.
Dio d’amore, mostraci il nostro posto in questo mondo
come strumenti del tuo affetto
per tutti gli esseri di questa terra,
perché nemmeno uno di essi è dimenticato da te.
Illumina i padroni del potere e del denaro
perché non cadano nel peccato dell’indifferenza,
amino il bene comune, promuovano i deboli,
e abbiano cura di questo mondo che abitiamo.
I poveri e la terra stanno gridando:
Signore, prendi noi col tuo potere e la tua luce,
per proteggere ogni vita,
per preparare un futuro migliore,
affinché venga il tuo Regno
di giustizia, di pace, di amore e di bellezza.
Laudato si’!
Amen.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa – direbbe l’altro Francesco, quello santo, esclusivista e strettamente cattolico e trinitario –, una preghiera da far dire ai soli cattolici, no? “Per soli cattolici”: che poi sarebbero gli unici a seguire la verità, a seguire Gesù Cristo, e a seguirlo proprio e solo perché ci è comandato dalla santa Chiesa, non perché lo si è valutato e deciso noi, dunque ad adorare Dio, dunque gli unici di cui Dio ascolterebbe benigno la preghiera, attraverso il suo Figlio che in essi Lo prega.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa questo concetto si è perso da tempo, non lo crede più nessuno.

2. DUE PREGHIERE SBAGLIATE AL POSTO DELL’UNICA GIUSTA.
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Che senso ha tutto questo? E, più ancora: com’è possibile che non uno dei vescovi che hanno letto e studiato il documento pontificio rilevi la contraddizione delle due orazioni, oltre alla contraddizione tra la prima di esse e il comandamento peraltro del tutto esclusivista che si ricava dalle sacre Scritture e dal millenario Magistero della Chiesa?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl cardinale Carlo Caffarra grida: « Guai se il Signore ci rimproverasse con le parole del profeta, ‘Cani che non avete abbaiato’ ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa perché mai, Eminenza, il congiuntivo ipotetico? Lei, Monsignore, per quanto sia già benemerito per aver agitato queste parole, è però in ritardo: il Signore vi e ci sta già rimproverando, e da tempo, e molto: è da cinquant’anni che la Chiesa abbaia alla luna!
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDove sono i Cani del Signore che dovrebbero ricordare alle greggi, cristiane e non, le eterne verità da ricordare sui nuovi pessimi costumi e sulle ancor peggiori conseguenti leggi rilevate dalla società civile su contraccezione, aborto, divorzio, sodomia, morale matrimoniale, o sulle spaventose cause, peraltro tutte ideologiche, della fuga dalla Chiesa di centinaia di milioni di essi? dove i Cani del Signore che dovrebbero pur gridare a quelle greggi qual è il vero “pensiero unico” da tenere riguardo a Dio, che non è certo quello irenico, neomodernista e inclusivo propalato da cinquant’anni da un Magistero complice della falsissima ideologia liberale ovunque al potere? dove i santi e indefessi Cani che invece, improvvisamente ammutolitisi, o tramutatisi in variopinti pavoni, per non cadere in contraddizione, da cinquant’anni si guardan bene dal formalizzare in dogmi le multicolori, equivoche e tutte liberaloidi novità insegnate dal Vaticano II, ben studiando di tenersi sempre a un livello mere pastorale, così aggirando l’onere dell’impegnativa che il sacro e infuocato carisma petrino imporrebbe di affrontare?

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl cardinale Caffarra, e tutti quei ben pochi cardinali che come lui sentono l’alito pesante di satana soffiare sopra le spalle, non han che da vedere tutto il male che già sta avvenendo nella Chiesa, che da se stessa si è inflitta la propria agonia, e ciò non solo, come è, a presagio di ulteriori mali futuri, ma pure a castigo e a prova di colpe già ora in atto. 
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE, per tornare alla Lettera, perché mai non è stata pensata una e una sola preghiera, come da duemila anni la Chiesa le eleva ogni giorno a Dio, ovviamente specifica per soli cattolici? Possibile che a un Vicario di Cristo non venga in mente di proporre una preghiera da far dire, strettamente, solo intra mœnia, cioè da far dire solo all’interno del sacro recinto di cui è – o dovrebbe essere – il fedele e sempre vigile Custode, cioè da far dire, come sempre è stato, solo da chi fermamente crede che Gesù Cristo sia l’unico sacerdote e mediatore tra Dio Padre e gli uomini, in Lui suoi figli?

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPoi uno va a vedere, legge le due preghiere, e resta ancor più di sasso: in nessuna delle due il Papa accenna a un fine teleologico, cioè a un orizzonte sub specie æternitatis, sovrastorico, evangelico, cristico, cui dovrebbe essere piegata ogni considerazione umana, figurarsi una preghiera.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Anzi, entrambe le preghiere paiono pervase da un generale sentimento di inglobamento “panreligioso”, tanto da « riconoscere – così la prima – che siamo profondamente uniti con tutte le creature nel nostro cammino verso la tua [di Dio] luce infinita », formula che, con quel « tutte le creature » e quel “dio” spersonalizzato comodamente in pura ed eterea « luce infinita », se non può non compiacere anche il fedele buddista o induista di più stretta osservanza, lascia quanto meno perplesso il fedele cattolico, a meno che non sia, come oggi tutti, di scuola rahneriana.

3. FONDAMENTO ILLIBERALE E DETERMINISTICO DELL’ENCICLICA.
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Nella seconda orazione poi, dopo parole che dovrebbero far tirare un sospiro di sollievo a fedeli, monsignori, vescovi e cardinali, perché finalmente si parla di un Cristo dal quale « sono state create tutte le cose », ecco che li si fa sobbalzare e conturbare di nuovo tutti: cos’è mai infatti quell’espressione che, riferendosi direttamente a nostro Signore, afferma senza mezzi termini, più rahnerianamente che mai: « Oggi sei vivo in ogni creatura con la tua gloria di risorto », concetto già avanzato peraltro poco prima, al § 221: « Cristo, […] ora, risorto, dimora nell’intimo di ogni essere, circondandolo con il suo affetto e penetrandolo con la sua luce »?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuando mai nei Vangeli o in san Paolo si dice che Cristo vivificherebbe con la sua gloria un universo per il quale l’Apostolo attesta piuttosto l’attesa impaziente « della rivelazione dei figli di Dio » (Rm 8,19), rivelazione che si avrà appunto solo nella Parusia?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa gloria di Cristo risorto dimora solo in chi lo accoglie, come detto chiaramente p. es. in Ap 3,20: « Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me », perché se essa invece dimorasse aprioristicamente « nell’intimo di ogni essere […] penetrandolo con la sua luce », come si spiegherebbero non dico le mancanze più lievi, che già farebbero difficoltà, ma le efferatezze dei grandi criminali della storia, le durezze di chi gli resiste con caparbietà e ostinazione, le repellenti e oceaniche immondizie morali in cui sta annegando la civiltà proprio perché ha rifiutato di seguire i comandamenti di Cristo?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaForse che Cristo ha dimorato nell’intimo di anticristi come Hitler, Stalin, Maometto, Giuda, per citare i più notoriamente efferati?

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPuò essere, anzi è di fede che Egli abbia pur tentato di « circondarli con il suo affetto » e penetrarli « con la sua luce », perché questo è appunto ciò che Egli afferma quando dice: « Ecco, sto alla porta e busso », ma la cosa si ferma qui, perché Dio, autore della realtà, della verità che le aderisce perché sia correttamente riconosciuta e della libertà attraverso cui l’uomo deve sapervisi liberamente adeguare (cioè per scelta libera dell’intelletto), è il primo a rispettare la libertà umana: Egli sta alla porta e bussa, ma se non gliela apri, la porta, Egli non entra, non violenta la tua libertà, anche se quello “stare alla porta” sottintende tutto un misericordioso e incessante lavorio dall’esterno fatto di affetto e di luce, ossia di mille e mille invenzioni di Dio, di questo Dio personale e straordinariamente tenero, che con i suoi angeli non abbandona neppure l’uomo più recalcitrante e criminale se non quando ormai è proprio cadavere, perché tale è la misericordia di Dio per ciascuno di noi fino all’ultimo nostro respiro.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaHo detto “più rahnerianamente che mai”, perché le espressioni lette denunciano senza fallo che la loro origine si trova nell’idealistica dottrina congetturata da Karl Rahner s.j.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa teologia cosiddetta dei “cristiani anonimi” di quel gesuita, malgrado l’evidente ateoreticità dei suoi presupposti, per la seducente proposta “inclusivista” che rappresentava si impresse fortemente nelle menti della maggioranza dei Padri del Vaticano II, alla ricerca di buoni motivi per ingraziarsi il mondo, v. Gudium et Spes 22 (« con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in un certo modo a ogni uomo »), Ad Gentes 7, Lumen Gentium 16.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPapa Giovanni Paolo II poi, nella sua Redemptor hominis, XIII, 3, si premurò d’interpretare personalmente il concetto: « Si tratta – lì sostenne – di “ciascun” uomo, perché ognuno è stato compreso nel mistero della Redenzione, e con ognuno Cristo si è unito, per sempre, attraverso questo mistero ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer il gesuita, « teocentrismo e antropocentrismo non sono orizzonti filosofici incompatibili uno con l’altro, anzi costituiscono una medesima realtà enunciata da due punti di vista diversi » (Antonio Livi, Vera e falsa teologia, Leonardo da Vinci, Roma 2012, p. 215), che però egli intende unificare, v. Karl Rahner, Theologie und Anthropologie, in Idem, Schriften zur Theologie, vol. VIII, 1967, p. 43.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIn quel suo saggio il professor Livi fa notare che per padre Cornelio Fabro « il presupposto metafisico dal quale parte Rahner è “la priorità del verum sull’ens, ossia la subordinazione del trascendente assoluto della metafisica dell’essere », l’ens appunto, « al trascendentale di relazione dell’a priori della conoscenza” (Cornelio Fabro, La svolta antropologica di Karl Rahner, Rusconi, Milano 1974, p. 5) » (ibidem).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaTale priorità del verum sull’ens, o, che è lo stesso, subordinazione dell’ens al verum, è, come si sa, la classica matrice dell’idealismo, cioè della perdita più irrefrenabile della realtà.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCon queste premesse, Livi ha buoni motivi per declassare la teologia rahneriana a “filosofia della religione”, a motivo « della “attesa ontologica dell’uomo” », giacché l’“attesa ontologica” del teologo tedesco « non ha nulla a che vedere con quella conoscenza naturale di sé (come creatura precaria) e di Dio (come primo Principio e ultimo Fine) che, come ha sempre sostenuto la sapienza cristiana a partire da sant’Agostino, genera l’attesa di una rivelazione della “verità tutta intera” e la speranza di una grazia salvifica » (idem, p. 216).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCiò comporta, per il monsignore e filosofo pratese, « l’implicita negazione della libertà » (ibidem), e infatti che possibilità mai avrebbero avuto gli anticristi di cui sopra di fare le loro scellerate ma libere scelte per il male se fossero stati uniti a Cristo, e persino « nell’intimo »?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE viceversa, che possibilità avrebbe avuto mai la ss. Vergine, di essere libera di scegliere tra pronunciare o non pronunciare il fatidico “sì”, se “nel suo intimo – per dirla ancora col Pontefice – dimorava Cristo circondandola con il suo affetto e penetrandola con la sua luce”?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaUna tale invadenza di Cristo non ha nulla a che fare con la cristologia del dogma cattolico, imperniata come nessuna sul distinguo degli enti, distinguo che in fin dei conti è il loro rispetto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCinquant’anni fa Karl Rahner. Ora Francesco-Bergoglio: due gesuiti imprimono una concezione illiberale, idealistica, deterministica e aprioristica della fede disconoscendo il « necessario itinerario della coscienza umana, che », li corregge però ancora monsignor Livi, « può arrivare all’incontro con l’evento della Rivelazione (riconosciuto come tale sulla scorta di evidenze fattuali e storiche che costituiscono i “motiva credibilitatis”) solo presupponendo le evidenze del Senso comune (che sono sempre, almeno materialmente, di carattere metafisico e costituiscono i “præambula fidei”) » (ibidem).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica
P. es., tanto per dire, nel caso della Vergine sappiamo che alle Sue sante e ragionevoli obiezioni l’Angelo porta l’evidenza fattuale e storica, dunque super-ragionevole, del recente e miracoloso concepimento di Sua cugina, s. Elisabetta, e la Vergine può essere rinfrancata che quel che Le propone l’Altissimo non solo non lede e non contraria il suo voto di verginità imperitura, ma lo premia con una specialissima grazia.

4. ANTROPOCENTRISMO RADICALE DELL’ENCICLICA.
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Anche questa, come tante precedenti, è una Lettera enciclica che sembra più lunga di tutto il Nuovo Testamento messo insieme e di certo diecimila volte meno significativa.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaA meno che si ritenga significativo per la fede avere attenzione « alla casa comune » intesa non come Regno dei Cieli, e neanche come Chiesa, ma come terra, il miserrimo pianeta su cui viviamo e che sfrutteremmo; o si ritenga significativo per la fede, vedi il III paragrafo del Cap. 6, « la conversione ecologica » da compiersi prima che sia troppo tardi.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« La conversione ecologica »?! Questa direi proprio che è la prima volta che un Papa parla di “conversione” senza riferirsi allo spirito, all’anima.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaTutti i sei capitoli, i 246 paragrafi e le 192 pagine che compongono la Lettera sono indelebilmente segnati da una doppia contraddizione: ancora una volta Papa Francesco asserisce pastoralmente verità a posteriori, cioè epistemiche pseudo-verità tutte da vagliare e verificare, che, come sollecito in La Chiesa ribaltata, Gondolin, Verona 2014, pp. 300-3, o in Che cosa può cambiare... cit., pp. 91-4 e 151-6), se solo provasse a ratificare – ma non lo farà mai – portandole sul braciere corrosivo del carisma dogmatico verrebbero dissolte ancor prima di nascere.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa come si può pretendere che uno scritto steso per lisciare il pelo alle pecore dal verso giusto abbia la solidità cristallina delle parole a Erode di un san Giovanni Battista, che di lisciare il pelo a chicchessia tanto non si preoccupò, da essere chiamato alla missione di Precursore del Cristo, « Via, Verità e Vita »?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuando torneremo ad avere Pastori che sanno di avere il sacro dovere di “lisciare il pelo al dogma” prima di lisciarlo al popolo (e, v. La Chiesa ribaltata... cit., p. 256, e specialmente lisciarlo a se stessi Pastori)?

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« Affermiamo che “l’uomo è l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale », Gaudium et Spes, 63, ripreso al § 127 della Laudato si’.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesto antropocentrismo esasperato, raccolto, come si vede, dal Vaticano II (celebre il n. 24/d di Gaudium et Spes, per la cui analisi rimando all’Articolo 15 di questa stessa rubrica), distorce ab origine la corretta visione religiosa, perché il vero Autore, il centro e il fine di tutta la vita del mondo, fosse anche quella di un ambito che, al contrario della sua realtà, sembra tanto poco legato alla religione e allo spirito come l’economico-sociale, è ancora e in primo luogo Dio, non l’uomo, come peraltro ricorda tutta la sacra Scrittura, p. es., nel V. T., « Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli » (Sal 32,10), disegni e progetti di tutti i tipi e ambiti, anche fossero gli “economico-sociali”, o ancora: « Il Signore ha dato, il Signore ha tolto » (Gb 1,21), e, nel N. T., Lc 12,6: « Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio », o anche I Cor 3,7: « Né chi pianta, né chi irriga è qualche cosa, ma è Dio che fa crescere », sicché Romano Amerio, con mirabile sintesi, può concludere come si è visto: « Il problema dell’uomo è il problema dell’adorazione e tutto il resto è fatto per darvi luce e sostanza » (loc. cit.).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica« Tutto il resto »: l’economico, il sociale, il politico, il legislativo, il giuridico, il culturale, l’artistico, il didattico, il pedagogico eccetera.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaForse che questi non sono i vari mezzi attraverso i quali i popoli possono perseguire la pace? e i cristiani non implorano forse Dio per avere da lui la pace? e come credono di ottenerla, se non implorando Dio di dargliela, e impegnandosi poi essi a realizzarla attraverso appunto quei tali mezzi, spesso così poco spirituali, sì, ma pure i più facili a essere causa di litigi, contrasti, guerre, così come, all’opposto, di pace, di concordia e di fraternità?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa il capovolgimento antropocentrico e secolarista, che trascina nella polvere l’unica religione al mondo il cui perseguimento, al contrario, consiste precisamente e solo nel rendere casta e virginale – cristica, appunto – l’anima anche più abietta, purché lo voglia, permette non solo di sviare tutta l’attenzione dei fedeli da Dio all’uomo, dallo spirito alla carne, dal cielo alla terra (primo fine), ma anche di abbracciare nell’inclusivismo che si diceva tutte le religioni del mondo quali che siano (secondo fine). E così avviene.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer il suo antropocentrismo, per il suo secolarismo, che distorcono all’origine, e doppiamente, l’insegnamento che, sempre che la religione ne possa mai sollecitare l’esigenza, ci si dovrebbe aspettare, la Lettera andrebbe espunta, cancellata, evirata decisamente e in toto dagli Acta Apostolicæ Sedis.

5. PRIMO RISULTATO:
DISTOGLIERE L’ATTENZIONE DEI FEDELI
E DEL MONDO
DAI FINI TUTTI E SOLO SPIRITUALI DELLA CHIESA
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Il Papa, ancora una volta, sollecita la cristianità e il mondo a occuparsi anima e corpo di fatti, religiosamente parlando, del tutto secondari, irrilevanti, surclassati in importanza, impellenza e gravità, p. es., dalla stessa terrificante e generale apostasia in atto da decenni – per l’esattezza: da dieci lustri –, per la quale intere nazioni, cattolicissime fino al fatidico Vaticano II, si sono ritrovate di recente gioiosamente atee; o surclassati, ancora, dall’invasione di immoralità, quella sessuale in primis, ma non solo, vedasi il dilagare dei fenomeni di corruzione sociale, politica, mafiosa, lo strabordamento inverosimile della quantità di omicidi, di efferratezze e di violenza su tutto e su tutti, efferratezze e violenza che non arretrano davanti a nulla e che anzi con foga distruttiva e barbara non arretrano neanche dinanzi alla purezza e innocenza dei minori, dei bambini, del futuro del mondo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuel che è peggio, c’è da dire che quest’abnorme invasione di immoralità viene pure teorizzata in vere e proprie dottrine: dottrine sulla sodomia, sul genere sessuale, sulla famiglia fuori del matrimonio cattolico, sulla fecondazione al di là di ciò che è permesso dalle leggi di natura eccetera.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDunque il Papa, in sintesi, sollecita e spinge cristianità e mondo tutto a occuparsi di fatti decisamente surclassati, per tutto quel che qui si è detto, ancora e più di tutto, dalla perdita sempre più larga e dalla sciatteria sempre più manifesta del sacro atto di adorazione e di lode a Dio Padre, al Principio di tutto, parlo della santa Messa in Rito Perenne, sacro e miracoloso atto che invece dovrebbe essere, e non è più, quello che anche da Romano Amerio è ricordato, come abbiamo visto, come il più significativo e ultimo di tutta la Chiesa, di ogni anima, di tutto il mondo.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEcco: anteporre oggi, in un documento importante quale una Lettera enciclica, temi squisitamente tecnico-sociali a temi strettamente spirituali, come i tre qui appena accennati, specie all’ultimo, che dei tre è il più incisivo e determinante, è spostare l’attenzione e la barra della Chiesa in una direzione carnale che le compete solo se è chiaramente finalizzata, come nelle celebri Lettere encicliche di Leone XIII, ai fini ultimi e spirituali della Chiesa.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaI temi trattati da Papa Francesco, insomma, prendono il rilievo che meritano avere solo se vengono dimensionati in quello che possiamo chiamare amerianamente « cristianesimo secondario », la cui precisa prerogativa dipende dalla qualità del “primario”, del cristianesimo tout court, dipende cioè dalla fede e dalla morale cristiane.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSicché è decisivo, per ben fissare i temi in oggetto, che il Papa che vuole sollecitare verso di essi una qualche attenzione dei fedeli, si adoperi prima in tutti i modi, come Papa Pecci, a portare quei fedeli a sogguardarli con fermezza nella più corretta e propria prospettiva spirituale, dottrinale e teologica.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa spostare la barra della Chiesa dal suo Sole alla terra che gli gira intorno è operazione evidentemente falsificante, ideologica, che non solo non aiuta a risolvere le impellenti e gravi difficoltà spirituali in cui Chiesa e umanità versano oggi, ma le aggrava, perché toglie loro il trono che hanno di diritto, le depotenzia, le snerva del ruolo primario loro dovuto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPoi si sa che se un male non è curato per tempo, si aggrava ogni giorno di più in più.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE ci si deve chiedere: quanto è mai grave il peccato d’omissione di un sommo Pastore che non si attarda in tutti i modi che ha a disposizione a por fine a quella “Guerra delle forme” che ha ischeletrito la Chiesa e scristianizzato il mondo, e l’una e l’altra cosa ha fatto perché forse ha sdegnato, e anche oltre ogni limite, il Signore nostro Dio?

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuei tre o quattro primi temi detti, quelli che girano intorno alla grande questione sessuale e procreativa della società odierna, che in realtà, col divorzio, sta facendo deflagrare il nucleo fondativo dell’intera società come nessun altro tema al mondo, per la vorace aggressione di cui sono oggetto, da tempo attendono che un Papa se ne occupi, e seriamente, cioè prendendoli di petto, con la ferma intenzione di porvi una parola chiarificatrice e definitiva.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa i Papi degli ultimi dieci lustri glissano, e il Papa « venuto dalla fine del mondo » somiglia sempre più ai Papi rinascimentali tipo Leone X de’ Medici, che sviavano l’attenzione della cristianità dagli oggetti primari e assoluti della religione – dottrinali, sacramentali e morali –, che avrebbero dovuto costituire sempre e comunque il focus delle loro più ardenti e vive preoccupazioni, ai più secondari e periferici, se non anche inutili e vacui, oltre che esposti a opinioni e obiezioni di tutti i tipi, legittime o meno che fossero.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesto sviamento dell’attenzione da ciò che dovrebbe essere in ogni ora la gemma incastonata sulla fronte di ogni cristiano, e tanto più di un Papa, a un qualsiasi tema terreno, per quanto “umanistico”, per quanto cioè possa ricevere effluvi di apprezzamento da parte dell’opinione pubblica mondiale – specie dell’opinione dominante, oggi tutta atea, gnostica e massonica alla Scalfari – e delle potenti lobbies che si occupano dei moti culturali, ecologici, economici, politici e sociali, aggrava terribilmente la situazione spirituale in cui versa la cristianità.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSicché abbiamo ieri i cortei magnifici e ridondanti di cocchi e carrozze dorate in cui un Papa col suo seguito squisito attirava le folle in visibilio a rimirare una Firenze in cui faceva l’ingresso trionfale, camuffata da antica Roma, Roma la clemente, per opera di artisti famosi come Piero di Cosimo, Andrea del Sarto, Pontormo, Rosso Fiorentino, Andrea di Cosimo, Francesco Granacci, Baccio Bandinelli, che avevano addobbato le strade della Città del Fiore con quinte e fondali sontuosi, mentre trombettieri e pifferai sonavano da Palazzo Vecchio e i bombardieri sparavano a salve le artiglierie, e oggi, servatis servandis – ma l’aura di divina munificenza è sempre la stessa –, ecco davanti a noi altrettanti inusitati cortei di cocchi e carrozze avanzare splendidi, all’interno scorgervi gentili Problematiche sociologiche accanto a regali e nuovissime Spiritualità ecologiche – sì: proprio loro, chi se le aspettava? –, benevolmente benedicenti le folle osannanti mentre a coppia sei paia di candidi cavalli di Ecologiche schiere procedono tra nugoli di fiori, di petali, di palme, e che meraviglia di festoni a Impegno per l’Ambiente, che eleganza di encarpi imbastiti di Biodiversità, che gioia quelle ghirlande di Catene alimentari!

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE guardate voi che meravigliose e tanto tanto inclusive Conversioni ecologiche globali, oh, che intuizione!
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaRimirate come son ben precedute e altrettanto graziosamente seguite da avvincenti Sviluppi sostenibili e da variopinti e impennacchiati Cicli di produzione e di consumo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEcco poi – il vino migliore è sempre servito per ultimo –, verso un gran finale che si presenta, come sempre, del tutto inaspettato, inusitati Modelli circolari di produzione, potenti Vulcanismi planetari, per concludere con travolgenti Ecologie integrali e scoppiettanti Variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre!
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNon è una meraviglia? e qui abbiamo ammirato solo i fenomeni più appariscenti e strepitosi che appaiono scorrendo ora qua e ora là le doviziose, lussureggianti, ubertose pagine dell’immaginifico “Corteo terraqueo globale” di Papa Bergoglio, l’umile e spoglio Papa nostro Francesco.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaGrandi e inventivi Papi, i Pontefici umanisti di ieri e di oggi: sanno richiamare folle immense a rimirare quel che sa e può offrire la cultura se impregnata di saggezza: ieri rappresentata dal mito della Roma dei Cesari, oggi da quello di una spiritualità ecologica globale, e poco importa se nel frattempo ieri Lutero, qualche decina di principi tedeschi e altre pochi milioni di anime ribelli, oggi ancora poche centinaia di altri milioni di altrettante anime insofferenti e secolarizzate, si ribellano alla Chiesa, voltano le spalle al Vicario di Cristo, si disperdono per il mondo, si lasciano travolgere dalle vane e mortifere seduzioni della carne lasciando dietro di sé decine di migliaia di chiese vuote da convertire in hotel, ville esclusive, centri congressi, ristoranti d’élite, con l’alternativa accarezzata da tutti gli Illuministi del mondo, oggi vittoriosi sull’odiata Chiesa di Roma, di essere prima o poi, invece, definitivamente distrutte.

6. SECONDO RISULTATO:
CONFODERE ED EQUIPARARE LA RIVELAZIONE DIVINA
ALLE NOZIONI FILOSOFICHE E RELIGIOSE INVENTATE DALL’UOMO
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Al § 233 della Laudato si’ vi è una nota, la 159, in cui, per la prima volta in un’Enciclica papale, in un documento cioè segnatamente universale, sottolineo per la prima volta, viene indicato ai cattolici, nel ruolo di « maestro spirituale », un seguace di una setta religiosa notoriamente non cattolica.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaTrattasi di tale Alì Al Khawwas, un maomettano, e precisamente un sufita, dunque, almeno teoricamente, certamente un eretico. E lo si vedrà. Ma non pare che la cosa abbia fatto clamore, abbia sollevato perplessità pubbliche da parte di un qualche porporato, nemmeno uno: è in una nota, e la nota 159 è una delle ultime, chi la andrà mai a leggere? che importanza mai può avere?

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE invece ne ha, di importanza, e moltissima. Ripeto: è la prima volta in duemila anni che il Vicario di Cristo, in un documento formalmente tra i più rilevanti del Magistero della Chiesa, riporta encomiasticamente, se pur in nota, il pensiero di un autore non cattolico, non solo: ma persino appartenente a una religione contro cui indiscusse autorità come san Tommaso d’Aquino ritennero necessario scrivere pagine di condanna e di rigetto severe come la Summa contra Gentiles, scritta proprio contro l’Islamismo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ la prima volta che un eretico, un uomo cioè appartenente a una nozione religiosa diversa della Chiesa e nemica della Chiesa, viene assunto a ‘maestro spirituale’ della cristianità, la quale cristianità, confidente nel Depositum Fidei e nelle verità che ne derivano, è invitata a considerarlo, questo eretico, questo suo almeno in pectore nemico, e a meditarlo, interiorizzarlo, così assimilandolo ai Maestri spirituali cattolici verso cui il suo cuore cristiano sarebbe naturalmente pur portato.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa cosa è clamorosa. Tanto più che, ancora una volta, lo “sdoganamento”, chiamiamolo così, di questo eretico si rivelerà pericoloso per la fede proprio come si temeva.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer carità, san Tommaso è il primo a rilevare che molte verità spirituali si possono trovare anche oltre il sacro Recinto, ma, aggiunge, « se uno, p. es., conosce una conclusione, senza il termine medio che la dimostra, di essa non ha evidentemente la scienza, ma solo un’opinione » (Tommaso d’Aquino, S. Th., II-II, 5, 3).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl sufita in questione, in verità, non conosce neanche la conclusione, perché vi si avvicina goffamente, scambiando, al solito degli gnostici, e i sufiti sono notoriamente e centralmente gnostici, un’ipotetica relazione spirituale con la solita relazione sentimentale e dunque carnale (il sentimentalismo, come ogni passione, è fuori della ragione, dunque dallo spirito, ed è solo “carne”), nella quale sempre incocciano i falsi maestri, che della spiritualità insegnata da Gesù non sanno afferrare neanche i lembi più estremi ed evidenti.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEcco qui il testo della nota (e si notino due elementi: quello dell’esperienza, in primo luogo, che dovrebbe mettere ben in allarme il fedele cristiano, che sa che la propria fede nasce ex auditu, ossia dall’ascolto della Parola, non dalla propria interiore esperienza; e quello del riferimento a “iniziati”, di ancor più infinito allarme per la pecorella cattolica, che sa che la fede non è per pochi, come ritennero non pochi eretici, p. es. i Montanisti e i Catari, ma è per tutti):

Un maestro spirituale, Alì Al Khawwas, a partire dalla sua esperienza, sottolineava la necessità di non separare troppo le creature del mondo dall’esperienza di Dio nell’interiorità. Diceva: Non occorre criticare a priori coloro che cercano l’estasi nella musica o nella poesia. C’è un segreto sottile in ognuno dei movimenti e dei suoni di questo mondo. Gli iniziati arrivano a captare quello che dicono il vento che soffia, gli alberi che si flettono, l’acqua che scorre, le mosche che ronzano, le porte che cigolano, il canto degli uccelli, il suono delle corde o dei flauti, il sospiro dei malati, il gemito degli afflitti…” (Eva de Vitray Meyerovich ed., Anthologie du sufisme, Paris 1978, 200; trad. it.: I mistici dell’Islam, Parma 1991, 199).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaGnosi allo stato puro, cioè purulenta al massimo, ma, come ogni gnosi che si rispetti, senza farlo punto vedere, senza farlo capire: la gnosi è asintomatica, potremmo dire, per definizione.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa tra le creature del mondo e Dio non vi è, né può esservi alcuna continuità, e non vi è, né può esservi alcuna continuità nemmeno nell’esperienza che se ne può fare.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSupporre tale continuità tra creature e Dio, o della loro esperienza, è opera carnale, come carnale è l’errata convinzione di Spinoza sul tema.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAl più, sotto il profilo analogico che si può trovare tra creature e Dio, si può fantasticare ed elaborare opere “poetiche”, a volte anche di alta poesia, come in Dante o in qualche altro animo cattolico di fine spiritualità, ma per nulla affatto opera ‘mistica’ in senso stretto, ossia come frutto di estasi, e il sufismo non si può catalogare come esperienza estatica perché l’esperienza dell’estasi cui pretende si differenzia e si distanzia essenzialmente dalla sua misera realtà per uno e un solo motivo: essa non è provocata dall’uomo, in nessun modo, ma da Dio, e solo da Dio.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaL’estasi è un rapimento, è un atto subìto, è un avvenimento in cui l’uomo è la parte passiva di un moto causato da Dio.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLe esperienze estatiche di san Paolo non hanno nulla a che fare con l’immaginazione poetica di Dante: il primo vide, udì e fu rapito realmente, come attesta lui stesso: « Conosco un uomo in Cristo che – scrive ai Corinzi –, se con il corpo o senza corpo, non lo so, Dio lo sa, fu rapito fino al terzo cielo » (II Cor 12,2-3), e la descrizione, come si vede, è evidentemente di un moto subìto, non voluto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMagari può essere un moto desiderato, agognato, sperato, questo sì, e anzi è la cosa più auspicabile, in un cristiano, e in un Apostolo, poi, come ci si aspetta che sia il moto di un cuore che ama, arde, e cerca in tutti i modi possibili e immaginabili di raggiungere quanto prima e il più intensamente possibile la Causa e il Fine del proprio amore, specie se quella Causa e quel Fine sono persino il Principio e la Fonte di quelle fiamme che gli hanno invaso l’anima fino a straripare, come in quell’incontenibile torrente di debordante cristicità che fu il grande san Paolo, che Dio sia benedetto per avercelo dato.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIn quanto al pur grande e venerabilissimo Poeta, invece, bisogna dire che egli immaginò, percorse con la fantasia, si inoltrò, con i vividi ‘fantasmata’ della sua mente umile, viva, profonda e specialmente fervidamente cattolica, nei cieli descritti dalla fede, giungendo ad altezze sublimi, mai viste, incantevoli, e mai da altri raggiunte, ma pur sempre e solo da lui elaborate, da lui congetturate, da lui sognate e fantasticate, se pur sulla base degli insegnamenti della Chiesa. E che Dio sia benedetto per averci dato anche un testimone di cristianità come il Sommo Poeta.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDunque non andiamo a cercare in parole imprecise di uomini le cui nozioni spirituali sono del tutto incontrollate, dei fatti a cui i santi Padri e Dottori della Chiesa ci possono avvicinare con ben altre garanzie, ricordandosi peraltro che la religione cattolica, essendo l’unica vera, è l’unica al mondo che insegna una via autenticamente spirituale, ossia, in altre parole, ricordandosi che quella cattolica è l’unica dottrina che ci garantisce di portarci in tutta purezza in una realtà autenticamente e veramente spirituale, e altre dottrine non ve ne sono.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAvvicinare spiritualità non cattoliche alla cattolica non fa altro che macchiare quest’ultima di impurità e confondere le cose, le anime che guardano stupite le cose così confuse, il mondo perso nell’entropia dottrinale che in tal modo vanamente lo infiamma, però incenerendolo.

7. TERZO RISULTATO:
FAR DECADERE LA RELIGIONE CATTOLICA
DA REALTÀ CHE SI TOCCA CON MANO, E DOVE DIO SI FA TUO CIBO,
A SEMPLICE E ASTRATTA OPINIONE. A UN’OPINIONE TRA LE TANTE.
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Ed ecco poi ora un secondo elemento per mostrare in che misura noi cattolici siamo qui confusi, mescolati e quasi equiparati alle altre nozioni religiose quali che siano, irreali e non rivelate come sono (e infatti vanno chiamate “nozioni religiose”, non “religioni”), in un inaccettabile continuum in cui è caduto ogni confine, ogni distinguo tra verità e falsità, per essere assimilati, i credenti nel reale con i credenti nel vano e nell’illusorio, in un orizzonte inclusivista che, cadute le differenze, dovrebbe pacificare tutti in un’unica entropia panreligiosa, illusione di tutti i Papi saliti al Trono di Pietro dal Vaticano II a oggi.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLeggiamo infatti, al § 220 della Lettera: « Per il credente », che è a dire “A parere del credente”. E al § 235 leggiamo ancora: « Per l’esperienza cristiana », cioè “Secondo l’esperienza cristiana”. E al § 239 di nuovo leggiamo: « Per i cristiani », cioè “Per quel che possano pensare i cristiani”, “Secondo il parere dei cristiani”.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesti tre modi, presi a caso in tutta l’Enciclica, servono solo a mettere come in una scatola, a stringere come in un sacco, insieme ad altre mille scatole e diecimila sacchi, delle verità che per loro natura avrebbero invece la non piccola caratteristica di essere verità universali ed eterne, valide per tutti gli uomini, ossia verità assolute, così da relativizzarle in soggettive opinioni, in personali convinzioni, in pareri correnti, e lì relegarle per sempre, proprio loro, l’unico cibo della conoscenza di cui dovrebbe servirsi l’uomo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesti tre modi sono un macroscopico falso ideologico, perché le verità che l’Enciclica tratta sono: o “verità evidenti”, o “giudizi di esistenza”, o “præambula fidei”, e già queste tre sono categorie da cui nessun uomo può sottrarsi; oppure sono verità di fede, che però sono di origine divina e che vanno dunque credute in quanto elargite da quell’Essere la cui esistenza, essendo essa la conclusione del quinto dei sopraddetti “giudizi di esistenza”, si è visto appena sopra che non si può negare; oppure infine sono “verità connesse”, ossia ancora verità erga omnes, che è a dire valide e prescrittive per tutti, perché si presume che siano direttamente e logicamente coerenti (connesse) a quelle già universalmente obbliganti, appunto, dette “di fede”.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa verità che troviamo, p. es., al § 239, ricorda che: « Per i cristiani, credere in un Dio unico che è comunione trinitaria porta a pensare che tutta la realtà contiene in sé un’impronta propriamente trinitaria ». Questa verità è individuata e riconosciuta da sant’Agostino nel suo De Trinitate, n. VI, da san Tommaso nella S. Th., I, 45, 7, oltre che da san Bonaventura nei testi segnalati dalla stessa Lettera.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInsomma, stando all’augusto Autore, le verità di cui scrive avrebbero la loro peculiarità di essere quello che sono, appunto delle verità, per il fatto di essere credute dalla Chiesa, senza essere invece, come sono, vere e proprie verità di per sé, il che costituisce una bella differenza di prospettive: una differenza ontologica, abissale.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEd è questo ciò che qui si vuole far rilevare: che, essendo invece, quelle trattate, verità universali, appartenenti in ogni caso a una delle cinque categorie viste, non si può attribuire loro, come fa qui Papa Francesco, un valore banalmente ipotetico, una qualità estemporanea, una caratura soggettivista, che è a dire un valore che si attribuisce appunto solo a quelle conclusioni cui perviene unicamente un gruppo più o meno numeroso, più o meno affidabile, più o meno scientificamente rigoroso di persone, e conclusioni delimitate, proprio per questi motivi, da precisazioni come quelle sopra riportate: “Per costoro”, “Secondo loro”, “A parer loro”…, precisazioni che in analisi logica vengono dette ‘complementi di limitazione’.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE non si possono attribuire loro tali complementi di limitazione perché la loro effettiva realtà di assolute verità supera la ragione umana, e la supera perché questa loro realtà è presente ben prima che la ragione umana nascesse, dunque la precede; poi perché, dopo averla preceduta, le è ben davanti, o evidente, o ben testimoniata, o ben connessa; infine perché, morta la ragione umana (alla morte di ogni uomo e alla morte un giorno dell’intera umanità), ancora le sopravvive.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDunque la loro realtà non sta e non può stare dentro alcun limite, non è e non può essere soggetta ad alcun confine.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa al contrario, appartenendo tutte queste verità a quelle cinque categorie sopra viste, esse sono verità catafratte, inossidabili, solide e immarcescibili come la stessa realtà, alla quale realtà l’intelletto umano non può che adeguarsi, secondo la nota e aristotelica concordanza: « veritas est adæquatio intellectus et rei ».

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaTrovarsi però dinanzi, in questa Lettera enciclica, a dei complementi di limitazione che non dovrebbero esserci, e che permettono ai relativisti di trionfare in un campo dove, con tali semplici e ben nascosti accorgimenti linguistici, si fa tabula rasa di ogni dovere di obbedienza a Dio, e peggio per chi ci crede, scelta sua, è lui che se lo è inventato, è cosa del tutto ovvia, è “naturale”: uno scritto che si propone di rivolgersi au pair a tutte le nozioni religiose brulicanti sotto le stelle, e che vuole trattare le opinioni e gli indirizzi teologici e filosofici più vari, fossero pure del tutto contrari non solo alla Rivelazione, ma alla religione in sé, e non come fossero ciò che invece sono: errori ed elucubrazioni insensate e spesso anche originate da intenzioni malevole, è uno scritto che, con quei “Per costoro”, “Secondo loro”, “A parer loro”…, buttati lì come se con ciò si dicesse la cosa più ovvia, non oserà più utilizzare verbi affermativi, autoritativi, prescrittivi, epidittici, e se necessario anche definitori, o espressioni capaci di ricordare la forza, mite ma irresistibile, di verità cristiane come, tra le tante, quella menzionata.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNon oserà, e infatti non osa più, come qui si vede, e anzi si rattrappisce in una timidezza da relativisti spinti. Dimenticando però cosa afferma il Salmo: « Tutti gli dèi delle nazioni sono demòni » (Sal 95,5), ossia tutte le credenze, le ideologie, le convinzioni, le dottrine che si sono inventate le nazioni sono suggerite dai demòni, dagli odiatori di Dio, e proprio per confondersi con le verità insegnate da Dio.

8. E DUNQUE SI CHIEDE:
CONTINUARE A INSEGNARE CON LA SCIAGURATA FORMA ‘PASTORALE’, O RITORNARE FINALMENTE INVECE ALLA DOGMATICA?
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Ancora una volta, la forma cosiddetta ‘pastorale’ del Magistero, usata dal tempo del concilio Vaticano II, che poi veramente ‘pastorale’ non è, perché (come pure nella Laudato si’) è piegata a muoversi liberamente, quasi che tale forma di Magistero possa davvero permettersi di non verificare punto per punto la coerenza delle considerazioni che di volta in volta si vengono a fare con i principi fermi ed eterni della forma dogmatica, perde anche quel resto di diritto autoritativo ancora ben presente p. es. in Encicliche come la Satis cognitum di Leone XIII, o la Humani generis di Pio XII, cui si doveva l’obbedienza de fide anche se in esse non era presente il carisma papale al massimo grado di pienezza, o entelechia, perché così era richiesto dai loro altissimi autori, pienamente coscienti della maestà veritativa che quei loro documenti prescrittivi, precettivi, rappresentavano in quei frangenti.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIl fatto è che quei Pontefici non avevano ancora compiuto la cosiddetta e sciagurata “opzione pastorale” elaborata col Vaticano II, ben consapevoli, piuttosto, di avere il dovere di pervadere i loro insegnamenti del carattere dogmatico che sempre deve impregnare il Magistero della Chiesa per diffonderne la carità, e della conseguente obbedienza da dargli, e ciò compivano utilizzando il linguaggio veritativo dovuto, quello appunto autoritativo, affermativo, apodittico e prescrittivo, e di conseguenza, specularmente, anatemizzante, ad esso spesso beneficamente affiancato, come illustrato da chi scrive in Il domani – terribile o radioso? – del dogma, Aurea Domus, Milano 2013, pp. 105-17.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuei Papi non si sarebbero mai sognati di utilizzare locuzioni astringenti, restrittive e relativizzanti come « Per il credente », « Per l’esperienza cristiana », « Per i cristiani », e le altre simili presenti nello scritto, perché erano ben consapevoli che credere non è un’opzione facoltativa che si possa scegliere o invece cestinare, ma è un dovere che ogni uomo dotato di ragione e al quale viene annunciato l’Euangelion deve compiere, e deve compiere perché l’annuncio che gli è stato fatto è l’annuncio di una realtà, quella della Resurrezione di un uomo, la cui forza del tutto soprannaturale garantisce tutto il resto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE questo è il punto: il sapere che ciò che si crede è reale, è la realtà vera, dà a chi crede l’autorità che la realtà da se stessa possiede in se stessa medesima (da cui il celebre apoftegma romano: “Contra factum non valet argomentum”).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAl contrario, il limitare, circoscrivere e relativizzare l’autorità della cosa creduta in un’opinione tra le tante, dissocia la verità dalla realtà correlata, rompe il legame tra realtà e verità, come è giusto fare peraltro per le verità a posteriori, per le opinioni e per i pareri che si diceva, ma non per le verità eterne come quelle di fede e tutte le altre.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa in tal modo, con tale indebita, inaudita, innaturale rottura, Dio, l’esistenza di Dio, l’agostiniano “credere Deum”, “credere Dio”, ‘Dio’ complemento oggetto, viene dissolto nell’ipotetico, nel soggettivo, nel relativismo più fatuo, irragionevole e velleitario, come avviene per l’appunto con l’inventio di Kant, Hegel et similia.
 
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQui troviamo la chiave dell’interna, sostanziale incapacità della Lettera di profferire qualcosa di genuinamente religioso, promanato dallo Spirito per il nostro spirito: quando un Papa relativizza a opinione personale e soggettiva ciò che dovrebbe essere presentato fortemente e decisamente come verità eterna ed erga omnes, ossia riguardante tutti, si capisce che non ha più senso parlare di verità, e che in ogni caso ‘spirituale’ e ‘temporale’ sono per lui categorie senza più significato.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSi attende una Lettera enciclica con il plurale maiestatis pontificale, come è suggerito da di chi scrive in La Chiesa ribaltata... cit., pp. 60-7). Si attende un Magistero papale che smetta di abusare proditoriamente della forma cosiddetta ‘pastorale’ di insegnamento, che poi nemmeno pastorale è, utile solo a diffondere nozioni religiose oltre i limiti consentiti dai principi della fede, mostrando un falso coraggio laddove c’è solo finzione e falso ideologico, come illustrato da chi scrive in specie in Dogma e pastorale… cit., pp. 103-6.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPerché questo è il fatto: che il vero coraggio il Papa felicemente regnante lo mostrerà unicamente quando quelle cosiddette novità cui tanto crede – p. es. quella della concessione dell’Eucaristia ai divorziati risposati –, lui, Pietro, le porterà finalmente davvero davanti al Trono di Pietro, davanti al suo proprio Trono, e quando egli stesso vi salirà sopra, a quel suo santo e altissimo Trono, usando tutta la pienezza del suo carisma, la lucutio ex cathedra di cui lui e solo lui possiede il sacro Munus.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSolo così potrà metter fine alla “Guerra delle Forme”, o “Guerra delle due Forme” che da cinquant’anni paralizza e anzi annienta la Chiesa: solo se il Papa porrà le novità a cui tanto tiene nel sacro braciere del dogma, e proverà così a bruciarle, roventi, sull’ardente e celeste calderone, cosicché delle due l’una: o quelle novità sono sante, pure, spirituali, cattoliche, e allora tutto il mondo le vedrà innalzarsi come lingue di fuoco altissime e potenti, e unirsi alle altre fiammeggianti lingue delle eterne norme e leggi che regolano la fede e la morale cristiane.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOppure quelle novità sono invece pessime, impure, false e bugiarde, e allora saranno incenerite dallo stesso rovente braciere il cui calore soprannaturale non permette ad alcuna falsità di avvicinarvisi, come asserisce il Signore nostro Dio con giuramento eterno: « Portæ Inferi non prævalebunt adversus eam » (Mt 16,18): “Le porte dell’Inferno non prevarranno contro di essa”, cioè la falsità, la menzogna, come pure l’ostinata e colpevole non volontà di riconoscere la realtà, aderirvi e comandare di aderirvi, anatemizzando i disobbedienti, non prevarranno contro la Chiesa.

9. DUNQUE ADORAZIONE, ADORAZIONE, E ANCORA ADORAZIONE.
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Questa è l’unica strada aperta davanti alla Chiesa, è la strada di sempre, ma è anche la strada che da cinquant’anni, cioè dal concilio Vaticano II, i suoi Pastori non vogliono percorrere, e ciò non vogliono così da poter impunemente, proditoriamente “lisciare il pelo al mondo” e in tal modo compiacerlo, e di ciò però anch’essi compiacersi, come nota finemente Papa Gregorio Magno di santa memoria, « Dalla vanagloria nascono le stravaganze dei novatori » (in Tommaso d’Aquino, S. Th., II-II, 10, 1, ad 3).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer avere la forza di imboccare quella che per la verità non è altro che la sua propria e unica strada, la Chiesa dovrebbe essere con tutte le forze spinta a riprendere a compiere quegli atti di penitenza e di adorazione tralasciati negli ultimi cinquant’anni: decisa, sentita e forte penitenza e decisa, sentita e forte adorazione.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIntendendo per ‘decisa, sentita e forte adorazione’ non più la celebrazione eucaristica secondo il Novus Ordo Missæ, che già tanto comprensibile sdegno ha con tutta probabilità suscitato in Dio Padre per la sua oggettiva e miserevole adoratio minor, come ampiamente illustrato da chi scrive in Sacro al calor bianco, Aurea Domus, Milano 2008, passim, in La Chiesa ribaltatacit., pp. 149-53 e in Dogma e pastorale… cit., pp. 54-9, ma la celebrazione secondo il Rito Romano, o Gregoriano, o Tridentino che dir si voglia, oggettiva adoratio maior, anzi adoratio maxima, che poi va in ogni caso soggettivamente irrobustita e corroborata spiritualmente dal celebrante e dai fedeli in una santità di attenzione e di venerazione che a ogni suo inveramento deve essere resa con forza viva e presente come è, santissimo e miracoloso atto per il quale, come nota Amerio, « è realmente presente e realmente si prende il Dio » (Iota unum, Lindau, Torino 2009, p. 542).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaVa specificato che la adoratio maxima di cui si è sollevata la necessità è unicamente quella del Rito Perenne, dove è presente a chiare lettere la nozione e il conseguente atto di olocausto del Figlio a Dio Padre per placarlo dello sdegno dovuto ai peccati degli uomini, come richiesto dal dogmatico Concilio tridentino, in cui è ribadito: « Il santo Sinodo insegna che questo sacrificio [della Messa] è veramente propiziatorio. … Placato, infatti, da questa offerta, il Signore, concedendo la grazia e il dono della penitenza, perdona i peccati e le colpe, anche le più gravi » (Dottrina e canoni sul sacrificio della Messa, Cap. 2, Denz 1743), con simmetrico e altrettanto decisivo anàtema, che pare scritto apposta per i Novatori come Papa Paolo VI: « Se qualcuno dirà che il sacrificio della Messa è solo un sacrificio di lode e di ringraziamento, o una semplice commemorazione del sacrificio offerto sulla croce, o non un sacrificio propiziatorio, … e che non deve essere offerto per i vivi e per i morti, per i peccati, le pene, le soddisfazioni e altre necessità, sia anàtema » (Ibidem, Can. 3, Denz 1753).

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSulla degradazione di adorazione operata da Papa Paolo VI con l’introduzione del suo sciagurato Novus Ordo Missæ sono state scritte migliaia di pagine, ma per l’icastica forza con cui essa è lumeggiata nei due capitoli sull’Eucaristia e sulla riforma liturgica, quelle di Iota unum le consiglio perché sono ancora tra le più chiare e veridiche.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSi pensi solo che, a fronte di circa mezzo milione di Messe che venivano celebrate ogni giorno nel mondo intorno al 1969 in adoratio maior, cioè in Rito Romano, o Tridentino che dir si voglia, oggi, in tutto il mondo, ne restano a dir tanto, celebrate ogni giorno, un migliaio o poco più, e nel contempo il numero delle Messe celebrate in adoratio minor, ossia nel Novus Ordo di Paolo VI, sia per la diminuzione verticale del numero di celebranti, sia perché si sono moltiplicate a dismisura le Messe concelebrate, si è afflosciato a circa 3-400.000.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInfatti va considerato che nel frattempo, per ciò che personalmente ritengo che sia una divina e severa punizione della Chiesa, dei suoi Pastori e del mondo che la circonda, con la caduta verticale che si diceva del numero dei sacerdoti, al grave dolo che pesa su Papa Paolo VI, della promulgazione del Novus Ordo Missæ, si sono aggiunte tre aggravanti:

- la prima aggravante è che pressoché la totalità delle Messe in Novus Ordo Missæ, già per sua natura predisposto al naturalismo, ossia a perdere la direzione verticale e la dimensione divina, è celebrata senza spirito di adorazione e di contemplazione, come ci si aspetterebbe, ma è detta di corsa, e in molte di esse vengono compiute le più incresciose bizzarrie liturgiche e i più inattesi atti quantomeno di leggerezza se non di sacrilegio, come p. es. l’incresciosa consuetudine di dare la comunione in mano e senza richiedere ai fedeli di inginocchiarsi alla balaustra in umile adorazione;

- la seconda aggravante è che negli ultimi cinquant’anni nessun Papa, ripeto: nessun Papa, neanche tra quelli elevati agli onori degli altari, ha mai celebrato altro che il Novus Ordo Missæ, cioè nessun Papa, negli ultimi cinquant’anni, nemmeno quelli che si son voluti indicare a esempio di santità, ha mai reso a Dio Padre l’adoratio maxima – quella dove è presente a chiare lettere la nozione e il conseguente atto di olocausto del Figlio a Dio Padre per placarlo dello sdegno dovuto ai peccati degli uomini – trasmessa da Cristo agli Apostoli e da costoro ai loro discepoli, adoratio maxima peraltro mai fatta mancare, prima, in duemila anni di storia e di vita liturgica della Chiesa, neanche dal Papa meno santo;

- la terza aggravante
è che, di tutto questo sfascio liturgico e adorativo, i Pastori che se ne fanno carico e pubblicamente se ne preoccupano paiono essere, in tutto il mondo, tra vescovi e cardinali, non più di una mezza dozzina, a dir tanto, e tra costoro, come si è visto, comunque non c’è il Vescovo di Roma.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEcco che dunque possiamo concludere che da tutto ciò si capisce bene perché si necessario indicare l’unica strada percorribile quella che si è detta: e non si tratta in alcun modo di sognare una fantomatica restaurazione dell’antico o di qualcosa che non c’è più e che qualche inguaribile nostalgico rimpiange: questo modo di vedere lo si lasci alla politica e agli Stati, società laiche, che vivono su tutt’altri paradigmi e parametri di giudizio e di azione.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica
Qui si tratta di riprendere l’unica strada che la Chiesa può percorrere per essere se stessa, Sposa di Cristo, e compiere ciò che Cristo le ha ordinato di compiere: riprendere lo spirito di penitenza e di adorazione, tornare alla obbligante adoratio maior di sempre a Dio Padre, tornare a respirare e a far respirare ogni giorno l’ambienza dogmatica che trasuda solo e unicamente dal Rito Tridentino, detto anche Vetus Ordo Missæ, intendendo, con ciò l’Antico Ordinamento della Messa, l’Apostolico, quello che vuole in tutto essere conforme al comandamento di Dio Padre.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE fare tutto ciò, aggiungo, unicamente per ricevere la grazia di avere il coraggio soprannaturale di tornare a saper prescrivere col massimo Munus magisteriale richiesto dall’oggetto dell’insegnamento, ossia con il santo carisma petrino dell’altissima e straordinaria locutio ex cathedra.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE qual è l’oggetto di tanto insegnamento?
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ, una volta per tutte, la precisa identificazione dei santi comportamenti da tenersi a riguardo dei sacramenti del Matrimonio, della Penitenza e dell’Eucaristia nei confronti di quelle che oggi vengono viste da certuni, Papa compreso, come nuove circostanze sociali, relazionali e famigliari.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica
Queste sono i tre fatti che un Papa consapevole della sua carica, pienamente rispondente al triplice amore richiestogli da Cristo, dovrebbe compiere al più presto con la massima pompa:

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica1), celebrazione di un solenne Pontificale, del primo solenne Pontificale compiuto da un Papa negli ultimi cinquant’anni, ovvero dalla promulgazione del Novus Ordo Missæ, come prescritto dalla Adoratio maior universale;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica2), solenne abrogazione del Novus Ordo Missæ, seguita da adeguati atti di altrettanto solenni atti di penitenza per la sua peccaminosa introduzione e per la sua fin troppo insistita celebrazione;

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica3), esercitazione straordinaria del proprio Munus clavium al massimo di pienezza di entelechia permesso al Sommo Pontefice, ovvero della più formale locutio ex cathedra, per promulgare le adeguate direttive in merito alle verità sacramentali sopra dette, e che come sappiamo egli intende insegnare e rendere universalmente operative: se esse saranno conformi ai dettati del Signore, di certo esse andranno seguite e obbedite con obbedianza de fide da tutta la Chiesa

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa “Guerra delle forme” va conclusa, e si può concludere solo con la vittoria del dogma, della legge, dell’ordine naturale delle cose, dunque col ripristino dell’esercizio della forma dogmatica nel magistero e nella liturgia.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAltra strada, per salvarsi, per salvare, e per scrivere sante Lettere encicliche, davvero non c’è.

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E. M. R.   


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