Enrico Maria Radaelli
Sito di metafisica e teologia per un progetto culturale cattolico Aurea Domus Aurea Domus Aurea Domus

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CUSTOS, QUID DE NOCTE?
PENSIERO N. 11

NON SOLO SEDEVACANTISTI.

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INDICE.

1. La premessa teoretica al sedevacantismo. 2. I diversi gradi di magistero della Chiesa. 3. Quali infallibili verità implicite enuncia e stabilisce la Pastor Æternus oltre a quelle manifeste. 4. Quando il delitto d'eresia è compiuto da un Papa. 5. Conclusione.

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1. LA PREMESSA TEORETICA AL SEDEVACANTISMO.

25 giugno 2014. È noto che i sedevacantisti non ammettono differenze di grado nel magistero: tutto il magistero del Papa, in quanto locutio papale, sembra che per loro non possa essere che infallibile. Per ‘sedevacantisti’ intendo anche i ‘cassicisti’, quelli cioè che seguono la dottrina detta “di Cassiciacum”, a loro assimilabili per ciò che è detto in nota 1.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSedevacantismo e ‘cassicismo’ mi parrebbero entrambi però rimedi inadeguati a un pur ben comprensibile sentimento di offesa di un cuore e di una mente cattolici. In ogni caso, con tutta la comprensione e il rispetto che si ha e che si deve avere per cuori offesi e percossi da reiterati soprusi e da più che decennali angherie dottrinali di Pastori anche sommi della Chiesa, qui si porteranno alcuni argomenti per correggere, in spirito di amicizia, dottrine che al fondo, come si vedrà, non hanno fondamenta logiche, scritturistiche e di Tradizione all’altezza della situazione da fronteggiare.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSi diceva dunque che un magistero sostanzialmente indifferenziato in un’infallibilità di fondo è la premessa indispensabile a sedevacantismo e ‘cassicismo’ per sostenere che il Papa, questo Papa, parlo di Papa Francesco, sarebbe eretico: egli si esprimerebbe procedendo di errore in errore in interviste, allocuzioni, encicliche, esortazioni e sermoni, sicché la sua posizione reiteratamente fallace, in un magistero che fa testo in ogni occasione, sarebbe del tutto evidente.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Questa premessa parrebbe poco generosa nei confronti dei sedevacantisti (e dei ‘cassicisti’), ma sono essi per primi ad affermare che Papa Bergoglio non sarebbe Papa proprio perché con i suoi insegnamenti cosiddetti ‘pastorali’ starebbe attivamente operando per distruggere la Chiesa.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaOra, sappiamo dalla storia che vi fu un grumo di Papi, quasi tutti vissuti tra il IX e il X secolo (p. es. Bonifacio VI, Stefano VI, Romano, Cristoforo, Sergio III, Giovanni XI, Giovanni XII, Benedetto IX: cento anni chiamati a causa loro il “Secolo di Ferro”), la cui opera può essere giudicata come oggettivamente finalizzata a distruggere la Chiesa, fosse o non fosse questo il loro specifico fine, e non c’è bisogno di prendere in mano il von Pastor per rimanere impressionati, sbigottiti della loro presenza a capo dell’unica istituzione di origine divina presente sulla terra: mi si permetta di dire che chi pensa che i conclavi eleggano solo Papi santi perché sopra vi aleggia lo Spirito Santo, se sfogliasse con attenzione le Storie dei Papi (e magari pure il mio La Chiesa ribaltata, Gondolin, Verona 2014, per riscontrare i motivi teologici della liberalità di Dio per tali tristissimi frangenti), potrebbe più facilmente riconoscere quanto l’uomo possa essere spaventosamente fragile – ma che dico: abietto! – anche dove dovrebbe essere santo e solo santo. 
 
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaBisogna prendere atto infatti che la forte e a volte anche straordinaria spinta alla santificazione della Sposa di Cristo è stata ogni tanto interrotta da periodi anche lunghi (l’arianesimo si è protratto per circa duecento anni) di dispersione spirituale, e spesso tale decadenza fu determinata proprio dagli sbandamenti spirituali, morali o quantomeno “culturali” del Trono più altro, v. i sunnominati, come poi Alessandro VI, Giulio II, Leone X eccetera.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaChe poi la loro decadenza fosse circoscritta solo dal piano pratico e comportamentale, è tutto da discutere, perché se è ben vero che nessuno di essi suscitò un qualche sfacciato sfasamento dottrinale, è altrettanto (se non ancor più) vero che tutti loro dovevano il loro malvagio comportamento a una loro personale incomprensione e distorsione della dottrina almeno sul punto alquanto decisivo per cui essa richiede un’ideale corrispondenza di immagine spirituale tra loro e il Cristo di cui erano chiamati a essere Vicari.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaTale scandaloso attrito tra loro e Cristo contribuì nei secoli a fortificare milioni di uomini nella convinzione della sostanziale natura mondana della Chiesa, e il loro comportamento nocque sul piano dottrinale come se avessero compiuto un vero e proprio delitto di eresia, perché in ogni caso discendeva appunto – anche se con discendenza mediata e non formale – da un errore dottrinale.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuel che si vuole dire in questa Premessa, insomma, è che se oggi, da cinquant’anni, la cattolicità si trova davanti a Papi che parrebbero in qualche modo corruttori della Chiesa sul piano della verità, bisogna saper riconoscere che tale fenomeno non è del tutto nuovo nella storia della Chiesa, anche se è nuovo il modo diretto e immediato con cui esso si svolge, giacché in modo indiretto e mediato esso è già avvenuto, seppur sporadicamente, con l’incomprensione e la distorsione dottrinale per le quali nel passato alcuni Papi eletti regolarmente dai conclave che dovevano eleggerli li avevano portati a condurre, ciascuno di loro, vite indegne non solo della carica cui erano stati chiamati, ma anche solo di esseri umani, e la Chiesa dunque, nel suo cammino verso i Cieli, ha già subito, e reiteratamente, l’onta dello sfregio dottrinale, da parte di un Papa, nella sua parte umana, mondana e peccatrice, e ha già mostrato anche come sollevarsi e nettarsi riprendendo il suo volo alla santità che l’attende.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer cui, che oggi anche un Papa Francesco, come i Papi del Secolo di Ferro, stia effettivamente operando per distruggere la Chiesa, se ciò significa perpetuare sine die la situazione adogmatica e persino attivamente de-dogmatizzante aperta col Vaticano II e approfittarne per insediarvi pratiche eterodosse come potrebbe essere p. es. permettere ai concubini (oggi “conviventi”), o ai divorziati risposati di accostarsi alla Comunione (per i primi, stando a Padre Pepe di Paolo, amico e discepolo di Papa Bergoglio da una vita, ciò sarebbe già avvenuto in prassi consolidate nell’arcidiocesi di Buonos Aires, a cominciare dai tempi che a governarla era quell’arcivescovo che oggi è Papa), e altre cose simili, è cosa assolutamente verosimile e accertata, come mostro anch’io in La Chiesa ribaltata, libro scritto precisamente per rilevare tali fatti con la massima forza possibile, sempre però nell’ambito dell’obbedienza cattolica e nel più che rispettoso amore per il Papa, ma ciò non significa che per questo egli non sia più da riconoscersi come Pietro, come Papa, come Pastore supremo della Chiesa: le due cose non sono affatto legate da relazione causa-effetto, se non appunto per l’errata convinzione che gli insegnamenti considerati siano tutti verità infallibili, il che porterebbe al seguente paradossale sillogismo, cioè sofisma: un Papa pronuncia solo insegnamenti infallibili, non può errare; Papa Bergoglio enuncia chiare e manifeste falsità; dunque Papa Bergoglio non è Papa.

2. I DUE DIVERSI GRADI DI MAGISTERO DELLA CHIESA.

Se i sedevacantisti ammettessero invece la dottrina dei diversi gradi di magistero, riconoscerebbero che vi è un 1° grado che raccoglie solo i dogmi enunciati dalla Rivelazione e un 2° che raccoglie quelli enunciati dalla Chiesa; questi due primi livelli di insegnamento sono dogmatici, sono cioè insegnamenti le cui verità sono infallibili, e le loro enunciazioni – indefettibili, solenni e solidamente oggettive – sono da doversi ritenere da tutti autorevoli e vincolanti al massimo, con quella obbedienza assoluta che si dice de fide. Egualmente infallibili sono poi – e dunque appartenenti ancora a questi due gradi di magistero –, quelle che in teologia vengono dette “verità connesse” (v. anche Enciclopedia Cattolica, voce Infallibilità, col. 1923): quelle verità discendenti direttamente dai dogmi sopradetti, e che saranno illustrate più specificamente in un prossimo articolo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Vi è poi un 3° grado, che raccoglie insegnamenti e disposizioni cui è dovuto unicamente ciò che si dice un “religioso ossequio della volontà e dell’intelligenza”, ed esso raccoglie tutti quegli interventi magisteriali di carattere dottrinale che non rientrano nell’ambito né delle definizioni solenni del Papa e dei concili (p. es. Esortazioni apostoliche ed Encicliche), né degli insegnamenti da tenersi in modo definitivo da parte del magistero ordinario e universale, per quanto autorevoli, vedi p. es. il Codice di Diritto Canonico.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica I sedevacantisti sostengono però che tale dottrina, dei tre gradi di magistero, è essa stessa dottrina fallibile, appartenendo appunto al 3° grado, e sostengono che è impossibile stabilire infallibilmente quando ci si trovi nel terreno del dogma e quando no, appoggiandosi a una dottrina fallibile.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Ma le cose non stanno così: la dottrina è infallibile, perché è direttamente connessa a un enunciato infallibile. Al n. 3074 del Denzinger, la Costituzione dogmatica Pastor Æternus stabilisce: « Per questo noi, aderendo fedelmente alla tradizione accolta fin dall’inizio dalla fede cristiana, [...] insegniamo e definiamo (docèmus et definìmus) essere dogma divinamente rivelato che: Il vescovo di Roma, quando parla ex cathedra, cioè quando, adempiendo il suo ufficio di pastore e di dottore di tutti i cristiani, definisce, in virtù della sua suprema autorità apostolica, che una dottrina in materia di fede e di morale deve essere ammessa da tutta la Chiesa, gode, per quell’assistenza divina che gli è stata promessa nella persona del beato Pietro, di quella infallibilità di cui il divino Redentore ha voluto fosse dotata la sua Chiesa quando definisce la dottrina riguardante la fede o la morale ».

3. QUALI INFALLIBILI VERITÀ IMPLICITE ENUNCIA E STABILISCE
LA PASTOR ÆTERNUS OLTRE A QUELLE MANIFESTE.

Leggiamo: « quando parla ex cathedra », e non in qualsiasi altro momento e modo. Questo perché anche il Papa deve essere libero di parlare non infallibilmente, ossia deve essere libero di parlare anche senza impegnare « quella assistenza divina che gli è stata promessa nella persona del beato Pietro » che gli dà « quella infallibilità di cui il divino Redentore ha voluto fosse dotata la sua Chiesa ». 
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSarebbe assurdo che il Papa, come pretendono i sedevacantisti, ogni volta che apre bocca – fosse per un semplice fervorino dell’Angelus o per una ben più impegnativa Lettera enciclica –, ne faccia uscire un verbo infallibile che decide della sua ereticità. Ho detto che la dottrina della gradazione di magistero “è direttamente connessa”, ma potevo anche dire “consegue”, “deriva”, come un fico nasce dall’albero di fichi e una mandorla da quello di mandorlo, e ciò non ha niente a che fare con un’interpretazione che si può fare di un discorso, perché un fico dipende dall’albero da cui fruttifica indipendentemente dal riconoscimento che ne fa il contadino: esso resta fico anche se il contadino lo crede una mandorla.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaTale è la distinzione tra insegnamento dogmatico e insegnamento non dogmatico, tra insegnamento infallibile e insegnamento fallibile: quando la Cost. dogm. Pastor Æternus enuncia: « Il vescovo di Roma, quando parla ex cathedra…», essa vuol dire con ciò che dunque vi sono momenti in cui il vescovo di Roma parla ex cathedra e momenti in cui non parla ex cathedra.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesta è logica, non ermeneutica; logica, non interpretazione; logica, cioè applicazione del principio di non-contraddizione, per il quale una cosa è quella che è e non è – né può mai essere – quella che non è: “Se è un fico, non è una mandorla”, “Se il vescovo di Roma è infallibile quando parla ex cathedra, non è infallibile quando non parla ex cathedra”.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Dunque l’insegnamento ex cathedra non può essere contemporaneamente un insegnamento NON ex cathedra e gli effetti di un insegnamento ex cathedra devono essere distinti e di carattere opposto a quelli impartiti con un insegnamento ex cathedra: se i primi garantiscono l’infallibilità, i secondi, appunto per il principio di identità e di non-contraddizione, non la possono più garantire: sono fallibili.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaL’insegnamento dogmatico della Pastor Æternus non solo enuncia e stabilisce ciò che esplicitamente enuncia e stabilisce, ma, per il principio di non-contraddizione, come tutti gli asserti, enuncia e stabilisce anche ciò che esplicitamente non enuncia e non stabilisce, ma che pure è sottinteso, essendo ciò che l’asserto esclude. Se p. es. Socrate enuncia e stabilisce di essere un uomo mortale, con ciò enuncia e stabilisce contestualmente di non essere un uomo immortale, questo è pacifico, ma enuncia e stabilisce contestualmente anche le logiche “verità connesse”, p. es. che dunque è soggetto a malattie e infermità che ne causeranno la morte.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSicché, quando, letta la Pastor Æternus, “si arriva al dunque”, si intende fare come in matematica: si desume il risultato di un’operazione logica, che in questo caso è una sottrazione: alla proposizione « Il vescovo di Roma, quando parla ex cathedra eccetera » si sottrae la proposizione contraria che il principio di non-contraddizione sottende in essa implicitamente: « Il vescovo di Roma, quando NON parla ex cathedra eccetera ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaRisultato: se, quando parla ex cathedra, « gode di quella infallibilità eccetera », quando invece NON parla ex cathedra, NON gode di quella infallibilità eccetera.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaE se NON ne gode, vuol dire che al ‘momento infallibile’ si affianca un ‘momento fallibile,’ a un insegnamento infallibile un insegnamento fallibile, a un magistero dogmatico un magistero non-dogmatico, che per convenzione è chiamato ‘pastorale’.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica I due momenti sono detti ‘gradi’, perché, sempre per logica, ossia per calcoli sillogistici, cioè matematici, sempre dalla sopra detta Cost. dogm., e sempre dalle medesime espressioni, si possono desumere: 1), il grado più alto, e non pari, né più basso, del momento dogmatico, e, 2), il grado più basso, e non pari, né più alto, del momento non dogmatico, o ‘pastorale’.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Il ragionamento è analogo al precedente, e si impernia sulla parola ‘infallibilità’: l’infallibilità è certamente da più della fallibilità, come la purità è da più dell’impurità; dunque (= di conseguenza, come risultato) l’insegnamento infallibile, dogmatico, è da più del fallibile e pastorale, e se è da più, lo si dirà di un grado più alto dell’altro. Posto che a sua volta l’insegnamento dogmatico è distinto in due gradi – quello dato direttamente dalla Rivelazione divina e quello enunciato dalla Chiesa appunto ex cathedra – i due gradi determinanti il superiore e l’inferiore saranno rispettivamente il II° per il primo e il III° per il secondo.

4. QUANDO IL DELITTO D’ERESIA È COMPIUTO DA UN PAPA.

Il delitto d’eresia, poi, è una cosa grossa: consiste nel contraddire direttamente la dottrina rivelata da Dio e proclamata dalla Chiesa. Esso si realizza allorché il soggetto enuncia un concetto contrario alla fede. Però, nel farlo, deve onorare quattro precise condizioni, v. Enciclopedia Cattolica, voce Eresia, col. 490. Se anche una sola di tali condizioni non viene onorata, non si può dire che quel soggetto ha compiuto un vero peccato, un delitto di eresia, ma solo che ha enunciato qualcosa di temerario, o di prossimo all’eresia, o altre cose così: il peccato, o delitto di eresia, ripeto, è cosa grave, e va soppesato con la dovuta attenzione e con grande rigore.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa prima condizione è che tale enunciazione dev’essere pubblica, con segni, scritti, parole o azioni, purché per la sua pertinacia, insistenza od ostinazione (seconda condizione) – sufficientemente risulti che si tratta di una sua vera e propria cosciente adesione al concetto espresso (terza condizione), pienamente deliberata (quarta condizione).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica
Anche queste quattro note non paiono a prima vista costituire di per sé una dottrina infallibile. Sono allora da rigettare? Ma si può constatare che anch’esse discendono logicamente e derivano direttamente dalla dottrina infallibile enunciata nella Cost. dogm. sopra vista, ossia che sono già tutte, per dir così, nei suoi lombi: sono ciò che l’Enciclopedia Cattolica, voce Infallibilità, chiama “verità direttamente connesse”.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaÈ del tutto ragionevole ritenere che la forza del dogma sia sufficiente a imprimere la sua potenza non solo ai concetti direttamente ed esplicitamente evidenziati dalle enunciazioni dogmatiche, ma pure a quelle che ne discendono direttamente per logica, applicando il semplice principio di non-contraddizione: se “il vescovo di Roma riceve una certa assistenza divina unicamente allorché parla ex cathedra”, quando invece non parla ex cathedra non riceverà più quella tale assistenza”, con quel che segue.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica E non è meno assurdo poi, per tornare al punto, che un Papa sia costretto a far uscire dalla propria bocca un verbo solo infallibile allorché egli parli di fede e di morale, giacché egli deve poter parlare di fede e di morale anche senza parlare ex cathedra, ossia anche senza assolvere a tutte e quattro le note o condizioni rilevabili dalle righe della Cost. dogm. surriportate: I°), pronunciarsi come Dottore e Pastore universale; II°), nell’uso della pienezza della propria autorità apostolica; III°), manifestando esplicitamente e chiaramente la volontà di definire e di obbligare a credere; IV°), in fatti concernenti solo la fede o la morale.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Il Papa dev’essere libero di parlare senza impegnare l’infallibilità quando viene intervistato, quando tiene la domenica il suo fervorino, quando conversa con i giornalisti in aereo, quando pranza con ospiti a tavola eccetera. Ma deve esserlo anche allorché il suo magistero, pur suonando a livelli più decisamente ufficiali e formali, resta però solo propositivo, come nella Lettera enciclica Lumen Fidei o nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, anche se è chiaro che anche a tali livelli di magistero, pur non solenni e non definitori, dovrebbe ben aleggiare quell’atmosfera – o “ambienza” – dogmatica e veritativa che mostri che quegli insegnamenti, pur senza impegnare formalmente il dogma, coeriscono in tutto e senza alcuna difficoltà – anzi: con estrema facilità, agio e quasi per loro intima predisposizione – con la Rivelazione e con gli insegnamenti dogmatici stabiliti dalla Chiesa, come i frutti di fico derivano dal fico e i frutti di mandorlo dal mandorlo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Se non coeriscono come devono, quei livelli di magistero sono manchevoli, ossia carenti di verità – come manchevoli in più punti, e gravi, cioè carenti di verità, sono i documenti del Vaticano II –, ma tali loro carenze di verità non intaccano il carisma di infallibilità perché non sono insegnamenti che potevano essere promulgati con tale carisma, che può essere utilizzato unicamente nelle definizioni.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Si noti che in Denz 3075, cioè appena di seguito alla proposizione letta, quella stessa Cost. dogm. chiude con un Canone (ossia con una norma, con una legge): « Se poi qualcuno, Dio non voglia!, osasse contraddire questa nostra definizione, sia anàtema ».
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMons. Gherardini rileva che l’anàtema è tanto utilizzato in un concilio dogmatico che si può quasi dire che un concilio è dogmatico se contiene un anàtema sit. Se non lo contiene si può esser sicuri che non è dogmatico (ho fatto la dovuta verifica: in effetti, non vi è un concilio dogmatico senza anàtemi). L’illustre teologo non dice con ciò che un concilio è dogmatico solo se contiene un anàtema sit, ma che tale espressione ne denota e denuncia certamente la dogmaticità come ne fosse “la prova del 9”. Si noti qui quanto dunque un fatto teoretico come la dogmaticità abbia ripercussioni immediate nell’ambito pratico (l’anàtema è una sanzione).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIn quell’anàtema minacciato dal Papa nel Concilio Vaticano I bisogna notare che tutto ciò che è stato detto fin qui si ha l’obbligo di crederlo, perché in caso contrario, cioè se si professasse (alle quattro condizioni sopra viste) la dottrina contraria, chi lo facesse verrebbe anatemizzato, sarebbe cioè da considerarsi eretico. Direi che questa sia cosa da non sottovalutare.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica I diversi gradi di magistero discendono da queste considerazioni, come si può desumere, e le relative note della Chiesa che li ripartiscono – che non sono “dottrina”, ma “note dispositive” – sono state codificate dopo aver correlato i presenti insegnamenti ad altri, come nella sess. III, c. 3, di detto Concilio, DB 1792 (« Sono da credersi di fede divinocattolica tutte le cose che sono contenute nella Parola di Dio scritta o tramandata e che sono proposte a credere dalla Chiesa, sia con giudizio solenne [cioè ex cathedra] che con Magistero ordinario [se universale e se con manifesta voluntas definiendi], come divinamente rivelate »). Semplificando, siamo alla celebre formula di san Vincenzo di Lérins: « Quod semper, quod ubique, quod ab omnibus creditum est », cioè “[È da credere] ciò che sempre, in ogni luogo e da tutti è stato creduto” (Commonitorio), recepita dal Vaticano I, Cost. dogm. Dei Filius, Denz 3011. 

5. CONCLUSIONE.

Per tirare le conclusioni: non si può scegliere su questo argomento una posizione a priori, cioè una posizione purchessia diversa da quella della Chiesa, giacché la retta e doverosa posizione è da essa indicata con quelle parole di magistero infallibile sopra viste e dalle sue dirette e implicite deduzioni egualmente infallibili, dette “verità connesse” in quanto perfettamente logiche loro conclusioni teologiche, come ricorda l’Enciclopedia Cattolica, voce Infallibilità, e chi invece sceglie una posizione diversa da quella della Chiesa si pone latæ sententiæ – cioè ‘per il fatto stesso’ – fuori della sua comunione, cioè rischia di essere condannato di eresia e di scisma.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Come già dissi anche in Sacro al calor bianco e in Il domani – terribile o radioso? – del dogma, con i sentimenti più amichevoli che si possono avere verso fratelli nella fede dal cuore comprensibilmente esacerbato e schiantato dalle più evidenti distorsioni della santa verità compiute così ostinatamente da cinquant’anni dai Pastori anche più alti della Chiesa, non si può esimersi dal professare pubblicamente qui che, alla luce degli argomenti portati, come di altri già indicati nei libri suddetti, quella del sedevacantismo è a mio avviso una vera e propria eresia, e, non essendo celebrata, da chi la professa, la s. Messa con l’“Una cum”, ossia non pregando chi la professa per il Papa regnante, essa è anche scismatica: a parere di chi la professa, la Chiesa, per alcuni dopo Pio XII, per altri dopo Giovanni XXIII, sarebbe priva di Papa e di Vescovi, non sarebbe più la Chiesa fondata da Cristo su Pietro e sugli Apostoli. I fedeli si troverebbero, non per loro colpa, senza Gerarchia, senza sacerdoti e senza Sacramenti.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa tutto ciò è contrario alla fede, che, per i due giuramenti di Cristo: « Portæ Inferi non prævalebunt adversus eam » (Mt 16,18) ed « Ego vobiscum sum omnibus diebus » (Mt 28,20), garantisce la più sicura indefettibilità della Chiesa.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInoltre, questi fedeli che opinano per il sedevacantismo, opinano per una Chiesa acefala e defettibile, ma ciò porterebbe la Chiesa a essere in tutto simile alle chiese protestanti, acefale e defettibili per definizione. Anche questo, come si vede, è contrario alla fede.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaInfine, essi prendono se stessi per Chiesa, fanno di sé la Chiesa, pur non essendo successori formali di Pietro e degli Apostoli, ma anche ciò è contrario alla fede e somiglia in tutto alle risultanze cui giungono le cosiddette “chiese” protestanti.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesto, oltre agli altri quattro proposti in Sacro al calor bianco, è argomento utile per tenersi lontano dalla teoria del tutto illogica del sedevacantismo, come anche del “cassicismo”, a quello in tutto assimilabile.

Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica Chi si trova a pencolare su queste pericolosissime posizioni, sarebbe meglio che al più presto se ne ritragga. Se Papa e Vescovi lo scandalizzano, che costui lavori, viva, e specialmente preghi affinché le false e scandalose posizioni magisteriali « vadano a sbattere contro il muro invalicabile del dogma », come dico in La Chiesa ribaltata, p. 215, fatto che succederà come sempre è successo prima che la Chiesa o un Papa diventino eretici: non lo saranno mai.

E. M. R. 

[1] Il “Cassicismo” è un sedevacantismo attenuato: dottrina elaborata da mons. Guerard Des Lauries, già collaboratore di mons. Marcel Lefebvre, seguita dall'Istituto Mater Boni Consilii di orientamento sedevacantista, secondo cui la Sede Apostolica sarebbe formalmente vacante, se pur non materialmente. Così chiamata perché esposta per la prima volta nei Quaderni di Cassiciacum (dal nome della località, oggi Cassago Brianza, dove Agostino d'Ippona si ritirava a meditare), nella comune lotta al modernismo cattolico uscito dal concilio Vaticano II. (Tornare su) 
 

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